L’assessore Bozza alla “Corte” del Ministro Tremonti

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Una risposta

  1. Giorgio Pellegatti ha detto:

    Il popolo non può far altro che attendere le novità di una riforma tributaria. Non può che sperare in un maggiore acume di nuovi personaggi che siederanno ai tavoli. Certo che se fosse rimosso il principio della progressività delle aliquote, della detraibilità degli oneri riguardanti la cultura, la salute, il mantenimento del patrimonio edilizio, la detraibilità delle spese vitali, ci sarebbe da disperarsi.
    Auguriamoci che il Fisco intenda promuovere la cultura della fiscalità fin dai banchi delle scuole, che intenda promuovere spot pubblicitari attraverso i media a condanna dell’evasione, come si fa per il problema dei cani randagi, della droga, del fumo passivo, dell’abbandono dei rifiuti. Auguriamoci che sia disposto affinché le Compagnie di Assicurazione, al fine del risarcimento di danni materiali, pretenda l’esibizione (e la conservazione) di regolare fattura e non semplicemente di un “preventivo”. Auguriamoci che ai fini del rilascio di un certificato di abitabilità di nuovo fabbricato o di fabbricato restaurato in economia, si richieda l’esibizione di fatture per valori congrui all’immobile rinnovato o realizzato. Auguriamoci che il cittadino sia reso corresponsabile (come fu per un periodo brevissimo) per il mancato ritiro dello scontrino fiscale. Auguriamoci che si trovi il modo di verificare se a fronte di una fattura rilasciata a privato per lavori edilizi o simili l’artigiano prestatore conservi e registri la copia. Si faccia cessare il perverso meccanismo secondo il quale gli artigiani fatturano ad aziende imprenditrici corrispettivi sui quali i privati non hanno voluto pagare l’IVA, meccanismo grazie al quale i privati non pagano il tributo, gli artigiani lo versano all’Erario ma lo recuperano dalle aziende e restano congrui agli studi di settore.
    Particolarmente per questa fattispecie si auspica che i personaggi nuovi che siederanno ai tavoli siano in possesso di un Q.I. più alto di chi ha curato fino ad oggi gli interessi dell’Erario.
    Ma l’auspicio più significativo sarebbe quello di raffrontare, in capo ad ogni soggetto fiscale, anche privato, il valore di un immobile acquisito con il reddito dichiarato nel decennio che precede l’acquisizione. Sarebbe interessante, per esempio, sapere con quali soldi il semplice maresciallo della GdF ha comprato il villino e l’ha fornito di ogni ben d’iddio. Sarebbe interessante sapere con quali redditi dell’ultimo decennio l’autonomo si è fatto la villa in montagna e intanto la moglie va a prendere il pane con il SUV.
    Certo, qua e là il mio intervento potrebbe anche parere non particolarmente cordiale. A parte il fatto che non so con chi sto parlando, ma spero che il lettore senta tra le righe che si tratta di uno che ha pagato le tasse attraverso il sostituto d’imposta e che per propria etica è rispettoso degli obblighi fiscali e neimioco giurato degli evasori. Che si tratta di uno che dopo una vita di lavoro come responsabile amministrativo nel privato, e con la moglie insegnante, è riuscito a comprarsi un modestissimo appartamento, e viagga su vetture usate.
    Non so che senso possa avere ma ringrazio per l’attenzione. Non si sa mai,. Può darsi che qualcuno abbia letto. Giorgio Pellegatti

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