Yara / “Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io”, la frase che incastra il marocchino

5 dicembre 2010 0 Di redazione

“Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io”. Gli investigatori che indagano sulla storia di Yara Gambirasio, la 13 enne scomparsa 9 giorni fa a Brembate Sopra, sembrano esser certi che il caso di persona scomparsa si è trasformato in un caso di sequestro di persona e omicidio volontario. Sono questi i due pensantissimi reati per i quali è indagato un 22enne marocchino fermato ieri sera mentre tentava di raggiungere il Marocco a bordo di una nave partita da Genova. Ad inchiodarlo una conversazione telefonica intercettata dai carabinieri che lo avevano già sotto la lente. “Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io” avrebbe detto al suo telefonino ma, oltre questa frase, non si sa altro. Non si sa, per esempio, a chi ha detto questa frase. Dato che non ci sarebbero altri indagati, è facile ipotizzare che dall’altro capo del telefono, non ci sarebbe un complice o l’eventuale autore materiale del delitto, forse un avvocato, forse un collega di lavoro o un connazionale a cui ha spiegato il motivo della sua fuga verso il Marocco. Quel che si sa è che il giovane era operaio nel cantiere edile dove le unità cinofile partite dalla palestra battendo la pista più fresca seguita da Yara, erano arrivate e si erano più volte fermate. Ormai sembra scontato, quindi che si cerca il corpo della 13enne e dove lo stesso possa essere stato nascosto.
Er. Amedei