Giorno: 15 gennaio 2011

15 gennaio 2011 0

Fiat, Abbruzzese: “Il sì al referendum necessario per cambiare il passo”

Di redazione
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“Il referendum a Mirafiori deve essere considerato come un risultato positivo, anche per quei lavoratori che hanno optato per votare no all’intesa. Se da una parte nel futuro più immediato ci si dovrà impegnare per ricomporre un quadro omogeneo nell’organizzazione del lavoro, è altresì innegabile che la crisi economica impone già oggi il superamento di tutti quei vincoli che hanno frenato per troppo tempo la produttività delle nostre imprese. Basti pensare agli investimenti fatti sui tanti stabilimenti Fiat e sugli indotti, dislocati su tutto il territorio nazionale, compreso quello di Piedimonte San Germano, uno fra i più automatizzati d’Europa e che produce oggi l’ultima nata in casa Alfa Romeo, la Giulietta, un’automobile che sta riscuotendo un importante successo sul mercato dell’auto mondiale. L’esito del voto è un primo e importante risultato per cambiare passo, per permettere alla Fiat e ai lavoratori di restare fra quelle aziende che possono ancora esprimere la loro forza imprenditoriale a livello europeo e mondiale, superando quello status quo che impedisce il cambiamento”. Lo ha affermato Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio.

15 gennaio 2011 0

Salvo dalle fiamme ma non dal dirupo, grave 66enne

Di redazione

Per scampare alle fiamme si è gettato in un dirupo ripertando, però, ferite gravissime. Si tratta di un 64nne di Terelle che alle 17.30 di oggi stava bruciando sterpaglie utilizzando della benzina contenuta in una tanica che a causa di un ritorno di fiamma si è incendiata ed è esplosa. Capendo cosa stava accadendo, l’uomo si è gettato in un dirupo. Un gesto che lo ha salvato dalle fiamme ma le ferite che si è procurato nel ruzzolare per alcuni metri lo hanno ridotto in fin di vita. L’incidente è avvenuto in alta montagna e questo aspetto non ha certo facilitato i soccorsi. Comunque l’agricoltore è stato trasportato prima in ospedale a Cassino e poi, a causa della gravità delle ferite riportate, è stato trasferito all’Umberto Primo di Roma. Sul posto, per domare le fiamme, sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Cassino agli ordini del capitano Adolfo Grimaldi. Ermanno Amedei

15 gennaio 2011 0

Assessore al comune di Pescara, l’Udc chiede la convocazione dell’ufficio politico regionale

Di redazione

“E’ assolutamente indispensabile e urgente che gli organi politici regionali del partito assumano appieno il loro ruolo per trovare una rapida soluzione al momento di incertezza in atto nella città di Pescara, per la scelta, la più condivisa, dell’assessore nell’esecutivo di Albore Mascia.” La richiesta è di Antonio Menna il quale, interviene sulla questione nella sua funzione di Capogruppo Udc al Consiglio regionale ed è rivolta al Coordinatore regionale del partito, Enrico Di Giuseppantonio e al Presidente Rodolfo De Laurentiis. “Si tratta di una situazione che non può trascinarsi nel tempo e che non deve produrre ulteriori strascichi – ha aggiunto Menna – per evitare divisioni nel partito poiché Pescara è la città più importante della nostra regione. Credo sia opportuno, – ha aggiunto Antonio Menna – che le problematiche che investono il partito ad ogni livello, siano oggetto di discussione e di chiarimenti e che la funzione politica di tutti gli organi convergano verso un unico obiettivo: gli interessi superiori del partito. Basta furberie e tatticismi, sì alla meritocrazia. Si scelga l’assessore tra i consiglieri e/o tra i primi non eletti, riconoscendo un ruolo a chi si è candidato a sostegno del Sindaco della città. Questo è l’unico criterio democratico – ha concluso Menna – da adottare e seguire in un partito che chiede il ripristino delle preferenze e che vuole puntare su meritocrazia e rappresentanza dei cittadini”.

15 gennaio 2011 0

Bruno Di Ciano: “Questa è la vera storia dell’Ente Fiera di Lanciano”

Di redazione

“Posso dire, senza paura di essere smentito in quanto in possesso di documentazione inequivocabile, che nel corso della mia gestione dell’Ente Fiera, in qualità di Coordinatore dal 1994 al 2005, ho avuto il compito specifico di risanare l’Ente attraverso il rilancio di vecchie Fiere (n.d.r. ho trovato nel 1994 in calendario la sola Fiera dell’Agricoltura) e la ricerca di nuove possibilità di rassegne e manifestazioni”. Lo scrive in una lunga lettera Bruno Di Ciano “La Destra” Lanciano. Un lungo intervento con cui, Di Ciano, punta a ricostruire la storia dell’Ente fiera di Lanciano. “Ho trovato nel 1994 un Ente dissestato sia a livello economico che d’immagine (erano 3 anni che si realizzava solo la Fiera dell’Agricoltura ed il passivo ammontava a quasi sei miliardi delle vecchie Lire con una ovvia grave compromissione dell’immagine dell’Ente); mi sono messo al lavoro, sfidando anche le leggi economiche dal momento che vi era l’impossibilità, alla luce del notevole passivo, di assumere nuovi oneri, e pertanto vi era pochissima disponibilità economica ed ho in primis ribattezzato il luogo ideando “Lanciano Fiera” per ben evidenziare che quello sarebbe stato il luogo dove si sarebbero realizzate nuove fiere e diversi eventi. Successivamente, e senza soldi, ho cominciato ad ideare, programmare e realizzare, riscuotendo un successo clamoroso nuove manifestazioni ed eventi che, sin dalle prime edizioni, si sono dimostrate di interesse nazionale sia per gli operatori di settore che per i visitatori; “LancianoFiera” ha cominciato da subito a funzionare e si è dimostrato un volano per l’economia locale nonché veicolo promozionale dell’Abruzzo presso i Media nazionali che si interessavano agli eventi proposti. Cessato il mio mandato alla fine del 2005, erano in calendario una lunga serie di rassegne e manifestazioni che si erano affermate e consolidate nel corso degli anni e avevano raggiunto rilevanza ed importanza nazionale, con espositori provenienti da tutto il territorio nazionale e da alcuni Stati europei. La fiera dell’agricoltura era diventata attraverso “Lanciano Fiera” con un lungo lavoro e senza mezzi, il polo fieristico Regionale. I successi ottenuti facevano chiudere tutti gli anni della mia gestione con i bilanci in attivo. All’inizio del 2005, l’allora Presidente p.t. Pasquini, nominato nel 1999 in quota Comune di Lanciano come consigliere e nominato successivamente Presidente al posto dell’Avv. Paolini e su consiglio dello stesso che nel 2001 si candidava a Sindaco di Lanciano e rassegnava le dimissioni (il Presidente dell’Ente va scelto per Statuto tra i consiglieri in quota Comune di Lanciano), doveva cessare dal proprio mandato in quanto i soci dell’Ente avevano provveduto a nominare i nuovi consiglieri e il Sig: Pasquini non rientrava nella lista dei tre consiglieri nominati dal Comune di Lanciano. Il Sig. Pasquini incredibilmente, come se l’ente fiera gli appartenesse, si rifiutava di consentire l’avvicendamento del nuovo consiglio di amministrazione adducendo questioni legali e dubbi interpretavi relativamente allo Statuto. L’allora Sindaco p.t. del Comune di Lanciano Avv. Paolini ometteva alquanto stranamente di estromettere il Sig. Pasquini (successivamente lo faceva invece con il consigliere Roberto Assenti e recentemente con il Presidente Donato Di Fonzo) dimostrando solo debolezza; il consiglio di amministrazione, ancorchè validamente nominato, non si insediava e, attraverso lungaggini pretestuose ed antigiuridiche, si arrivava al punto che, insediatosi il nuovo Presidente della Provincia di Chieti Coletti e il nuovo Governatore della Regione Abruzzo Del Turco (entrambi ai vertici di Enti soci dell’ente Fiera), veniva modificata la lista dei membri del consiglio di amministrazione in forza della circostanza che il centro sinistra aveva vinto le provinciali e le regionali e il Sig. Pasquini, nominato in quota centro destra nel 1999, accettava di cessare dalla carica di Presidente p.t. per farsi nominare, appoggiato dalla maggioranza dei consiglieri dell’Ente Fiera in quota centro sinistra (votavano contro solo i consiglieri del Comune di Lanciano) Coordinatore dell’Ente Fiera per così prendere il mio posto. Esautorato nelle mie funzioni e fortemente rammaricato ed amareggiato per la mancanza di rispetto nei miei confronti per l’impegno profuso e per i clamorosi risultati ottenuti che avrebbero dovuto determinare, nell’interesse esclusivo dell’Ente e non per avulse logiche politiche il proseguimento del mio incarico, rifiutai anche la carica di consigliere in quota Comune di Lanciano che mi avrebbe portato ad essere il Presidente per non creare problematiche interne all’Ente e per non disperdere tutto il bene fatto in undici lunghi anni di intensa attività professionale nell’esclusivo interesse di “Lanciano Fiera” e della popolazione della Regione Abruzzo. Presidente dell’Ente veniva nominato Donato Di Fonzo. Il binomio Pasquini – Di Fonzo, come ho già innumerevoli volte denunciato e documentato, ha portato l’Ente Fiera ad un inesorabile declino socio-economico e culturale oggetto peraltro di specifica ed accesa polemica come si può riscontrare nella cronaca locale degli ultimi giorni. Un lavoro di undici anni costato tantissimo sacrificio e condito da infinita dedizione, distrutto, vanificato e calpestato in neanche un lustro dalla incompetenza assoluta del binomio di cui sopra che, laddove avesse avuto un minimo basilare di competenza, come già denunciato, poteva vivere di rendita semplicemente amministrando il lavoro precedentemente svolto dal sottoscritto; bastava la ordinaria amministrazione ma, evidentemente, il binomio Pasquini-Di Fonzo non è stato idoneo a svolgere, è sotto gli occhi di tutti, neanche la ordinaria amministrazione. Ciò che dico è documentabile ed incontrovertibile. Non posso rimanere inerte dinanzi ad affermazioni quali quelle del Consigliere Regionale Emilio Nasuti che, nel replicare alle mie dichiarazioni, ha affermato di non conoscere circostanze che oramai sono di dominio pubblico in quanto oggetto di specifiche inchieste giornalistiche, denunciate da tre anni dal sottoscritto e che un politico deve necessariamente conoscere prima degli altri, in quanto gli è demandata la gestione della cosa pubblica. E’ fare gli interessi di Lanciano ed, in generale, di tutti gli Abruzzesi, elargire sovvenzioni da un lato e confermare dall’altro un management che ha palesemente dimostrato le proprie competenze portando al declino inesorabile l’Ente Fiera? Valga un esempio per tutti: nel 2007 la rassegna “Sposiamoci”, che sotto la mia gestione era un evento molto importante che richiamava operatori del settore e visitatori, è stata annullata 2/3 settimane prima della data prevista per mancanza di espositori!!! Il management del polo fieristico regionale ha il compito di promuovere ed organizzare fiere ed eventi. Se il management non riesce a svolgere questo compito relativamente ad una fiera già affermata come può essere riconfermato? Sulla base di quale logica non è stato immediatamente destituito? La medesima rassegna nel 2008, 2009 e 2010 è stata realizzata negli stessi padiglioni di “Lanciano Fiera” ma organizzata da imprenditori privati! Cosa dire di più??? Ho dimostrato sul campo la mia competenza e professionalità ed oggi, anche in veste di responsabile cittadino de “La Destra”, ritengo che sia necessario un intervento immediato e radicale: provvedere all’immediata revoca di tutto il management. Consiglio altresì ai soci dell’Ente Fiera una urgente modifica dello Statuto al fine specifico di evitare il ripetersi delle vicende verificatesi negli ultimi anni che hanno inciso in maniera così negativa sulle sorti dell’Ente. Penso che sia opportuno che i soci nominino un solo consigliere ciascuno, con riserva al Comune di Lanciano della scelta del Presidente che dovrà dimostrare di avere specifiche competenze del settore. Nominare un Direttore Generale con responsabilità gestionali e del personale, conferendogli ampi poteri nell’ambito delle indicazioni dei soci con verifica annuale relativamente al raggiungimento degli obiettivi programmati dai soci. Continuare nel mantenimento dell’organo di controllo dei Revisori. Favorire l’ingresso di investitori privati anche al fine specifico di arrivare ad una gestione imprenditoriale dell’Ente, per poter giungere presto alla delocalizzazione al fine specifico di raggiungere livelli già conquistati da altri competitor. Spero che da oggi – conclude Di Ciano – chi vorrà rispondermi lo farà pubblicamente ed in termini propositivi. Mi dichiaro, ora come da sempre, disponibile a qualsivoglia confronto pubblico e mediatico sulle strategie più opportune per il rilancio dell’Ente anche per palesare il reale attaccamento alla città ed alla crescita del territorio”.

15 gennaio 2011 0

Ritrovato nel bosco l’anziano scomparso ieri sera

Di redazione

Una notte all’addiaccio non gli ha causato conseguenze gravi. L’uomo scomparso ieri sera a Vallecorsa, è stato ritrovato questa mattina alle 10 circa, grazie all’intervento di un elicottero che lo ha avvistato dall’alto. A cercarlo, fin da ieri sera, erano gli agenti Forestali del Comando stazione di Castro dei Volsci (Frosinone), i Carabinieri, i Vigili del fuoco, il Soccorso alpino e la Protezione Civile. Le condizioni del 78enne sono considerate buone, ma dopo essere stato ritrovato, è stato accompagnato in ospedale per i controlli di routine.

15 gennaio 2011 0

Ventenne in manette per violenza sessuale, le vittime sono due minorenni

Di redazione

I carabinieri della Compagnia di Vasto comandati dal capitano Loschiavo, hanno tratto in arresto per “violenza sessuale su minori”, un 20enne, operaio, di San Salvo. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vasto, ha preso l’avvio dalla denuncia fatta dalla madre di una minorenne presso i carabinieri di San Salvo. La donna, insospettita dal comportamento della propria figlia, si è rivolta ai carabinieri. Considerata la minore età della presunta vittima, i militari, sotto la direzione del magistrato competente, hanno avviato le procedure previste dalla legge in casi del genere. Dagli accertamenti svolti è emerso che l’episodio su cui si stava cercando di fare chiarezza non era isolato, ma che un’altra minorenne era rimasta vittima dello stesso reato ad opera dello stesso indagato. Ieri pomeriggio, a conclusione di complesse e delicatissime indagini, come è facilmente immaginabile in situazioni del genere, avendo come protagonisti soggetti minorenni e tenuto conto dei riflessi che naturalmente ne conseguono, i carabinieri hanno notificato al presunto responsabile del grave fatto l’ordinanza cautelare. A carico dell’indagato, infatti, gli investigatori hanno raccolto indizi giudicati gravi dall’Autorità Giudiziaria la quale, considerata anche la pericolosità sociale, ha disposto la custodia cautelare in carcere. A conclusione delle formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Vasto in attesa dell’interrogatorio, nel corso del quale dovrà difendersi dalla gravissima accusa di violenza sessuale, aggravata dal fatto di essere stata consumata ai danni di due ragazze minorenni.

15 gennaio 2011 0

Fiat Mirafiori, la Cgil Ciociara soddisfatta del 46% e prepara lo sciopero per salvare lo stabilimento di Cassino

Di redazione

“Il risultato del referendum di Mirafiori è andato oltre ogni più rosea previsione, – dichiara il segretario provinciale della Cgil Benedetto Truppa – il 46% dei no all’accordo ha lasciato di stucco tutti ed il testa a testa dello spoglio delle schede ha visto il prevalere dei si esclusivamente quando si è scrutinato il seggio dei capi e degli impiegati, coloro che avevano fatto l’assemblea con i lavoratori per convincerli a votare si, dove su 449 colletti bianchi ben 421 hanno votato a favore permettendo a Marchionne di vincere il referendum. Ma importante è il risultato dei no nel cuore della fabbrica, quella più toccata dalla nuova organizzazione del lavoro, il montaggio e la lastratura, dove i no prevalgono di gran lunga. La CGIL non può che apprezzare il coraggio e l’onesta dei 2325 lavoratori che hanno votato no tentando fino all’ultimo di respingere l’accordo della vergogna, come bisogna comprendere la maggior parte dei 2735 si costretti dal ricatto di Marchionne a scegliere tra il lavoro ed i diritti, come dichiarato degli stessi hanno preferito accettare il lavoro con le condizioni imposto dall’Azienda torinese. Come fanno – continua il sindacalista – le altre OOSS sindacali ad esultare sull’esito del referendum, loro che prevedevano una vittoria con percentuali quasi bulgare, e che non hanno avuto neanche il coraggio di svolgere le assemblee in fabbrica per spiegare ai lavoratori le ragioni del si lasciando questo compito ai capi delegati da Marchionne. Come fanno ad accettare che le regole dell’accordo determinano di fatto che la FIOM CGIL che ha avuto nel referendum il 46% dei consensi rimanga fuori dallo stabilimento e che con l’accordo si cancella il contratto collettivo nazionale di lavoro, aprendo un autostrada alle altre aziende a ridurre le retribuzioni ed i diritti dei lavoratori. Noi siamo nelle fabbriche e ci rimarremmo, la nostra è l’organizzazione che ha 5.500.000 iscritti e non sarà Marchionni e questo Governo a cacciarci dai posti di lavoro. E’ nell’ impegno a continuare a sostenere il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro senza deroghe, la democrazia e la libertà di rappresentanza sindacale, a combattere la precarietà e il dominio del mercato che divora la vita delle persone e compromette la coesione sociale del paese che la FIOM CGIL ha indetto per il 28 gennaio – Annuncia Truppa – lo sciopero generale dei metalmeccanici con la manifestazione Regionale che si terrà a Cassino. Chiediamo a tutte le persone , le associazioni, i movimenti che condividono queste ragioni di sostenere la posizione della CGIL e partecipare in massa alla nostra iniziativa”.

15 gennaio 2011 0

Sorpreso nel bar con la cocaina, 39enne in manette

Di redazione

Nella serata di ieri, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Lanciano, hanno controllato alcuni ragazzi all’interno di un Bar del centro mentre giocavano con le slot machine. Tra questi, uno in particolare si è m ostrato nervoso e su di lui si sono concentrate le attenzioni dei militari. Così, Dante Stella – questo il nome del 39enne di Lanciano, operaio – è stato trovato in possesso di un numero consistente di banconote di vario taglio, tra cui vi era occultato un involucro in cellophane di colore bianco che, a sua volta, ne conteneva altri quattro confezionati a ciliegina, tutti chiusi, all’estremità, con un laccetto di fil di ferro. Dal riscontro eseguito mediante narcotest, la sostanza contenuta in tutti gli involti risultava essere cocaina. Pertanto, si procedeva con la perquisizione personale, che consentiva di rinvenire un ulteriore involucro, contenente 0,5 gr. di hashish. Successivamente, la perquisizione veniva anche estesa all’autovettura, dando esito negativo, e all’abitazione, dove venivano rinvenuti ulteriori 10 gr. di hashish e 2,5 grammi di cocaina, oltre all’occorrente per il confezionamento, consistente in un mazzetto di fil di ferro verde e numerosi ritagli circolari di cellophane bianco e circa 3.000 euro in contanti. Il tutto è stato posto sotto sequestro, ad esclusione dei soldi. Alle operazioni di perquisizione ha preso parte una unità cinofila antidroga che, con l’aiuto del brillante labrador di nome Black, hanno dato un sostanziale contributo alle operazioni di rinvenimento dello stupefacente. Il 39enne, quindi, a termine delle formalità di rito, è stato associato alla locale casa circondariale, su disposizione del P.M., Dott.ssa Rosaria VECCHI.

15 gennaio 2011 0

Blitz antiprostituzione: decine le donne fermate, venti i clienti identificati

Di redazione

Numerosi particolari sul blitz antiprostituzione eseguito questa notte dalla Squadra Mobile di Frosinone, sono emersi, questa mattina, nel corso della conferenza stampa che si è svolta in Questura. Questi i dettagli. Nella scorsa notte trenta agenti della Squadra Mobile ed una decina di donne della Polizia di Stato appartenenti alla Divisione Anticrimine della Questura di Frosinone, hanno fatto simultaneamente irruzione all’interno di alcune abitazioni del capoluogo. Una situata nel centralissimo Corso della Repubblica, mentre le altre situate in via Mascagni e sulla via Monti Lepini. Circa venti i clienti identificati, tra cui impiegati, commercianti due studenti e l’assistente di un parlamentare denunciato nel corso dell’identificazione per i reati di millantato credito e minacce agli agenti. In carcere è finita una donna della Repubblica Popolare Cinese, sulla quale si sta ancora indagando, poiché proveniente da un’azienda manifatturiera di Prato e sbarcata a Frosinone per aprire “una casa del piacere” in proprio. Nelle altre abitazioni ispezionate il personale della Divisione Anticrimine e la Squadra Mobile hanno identificato numerosi altri clienti tra cui un giovane di appena diciotto anni. Le dieci donne portate in Questura sono appartenenti a diverse etnie (due equadoregne, una cittadina spagnola, due cittadine della Repubblica Dominicana, tre rumene e due della Repubblica Popolare Cinese). Indagini in corso sul permesso di soggiorno di alcune di queste straniere perché ottenuto per motivi di matrimonio combinato verso i quali l’Ufficio immigrazione sta gia procedendo per la revoca. Sequestrati numerosissimi attrezzi di lavoro, mentre le tariffe oscillavano dai cinquanta ai centocinquanta euro in base alla prestazione effettuata. Un cittadino cinese di quarant’anni è stato denunciato quale procacciatore di alcune case d’appuntamento frequentate da sue connazionali ed individuate nel territorio della provincia di Frosinone, altre due denunce a piede libero sono state notificate, nella nottata, ad altrettanti proprietari di appartamenti che avevano affittato senza un regolare contratto e con cifre esorbitanti per abitazioni fatiscenti.

15 gennaio 2011 0

La Squadra Mobile chiude tre case del sesso

Di redazione

Tre appartamenti usati da prostitute in pieno centro a Fosinone sono stati individuati e chiusi dalla Squadra Mobile. Dopo una lunga indagine, gli agenti coordinati dal vice questore Carlo Bianchi, hanno individuato tre appartamenti di proprietà di stranieri affittati a stranieri. Si tratta di due appartamenti in via Amalia che una donna sudamericana affittava a sue connazionali tra cui la figlia anch’ella prostituta. Nel centro storico, invece, un cinese affittava a sue connazionali. L’uomo è già stato coinvolto in operazioni antiprostituzione. Le donne erano tutte in Italia grazie a permessi di soggiorno rilasciati perché alcune avevano contratti di lavoro dipendenti, altre invece risultavano sposate con italiani. La cinese, invece, è stata arrestata perché inottemperante al decreto di espulsione. Le indagini degli agenti, al momento, sembrano essere indirizzate a stabilire come le donne possano aver ottenuto il permesso di soggiorno. Si ipotizza, infatti, che contratti di lavoro e matrimoni siano stati artatamente stipulati e comminati al solo scopo di permettere alle donne la permanenza in Italia. Gli appartamenti, quindi, sono state chiusi e gli affittuari denunciati.