Dopo Mirafiori Marchionne punta su Cassino: Spigola (Fim): “Aspettiamo cosa accade”

11 gennaio 2011 0 Di redazione

Dopo Mirafiori, Marchionne punterà dritto su Cassino per applicare i nuovi principi aziendali anche allo stabilimento Fiat della Città Martire. A quel punto, però, cioè quando lo scoglio dello storico stabilimento torinese sarà superato, quello cassinate rimarrà, almeno fino a quando il piano industriale non sarà presentato ed applicato, l’unico stabilimento in Italia di Fiat Automobile. “Però – rifletta Mario Spigola segretario provinciale della Fim Cisl Frosinone – non ci sono motivi per credere che Cassino debba essere trattata in maniera differente dagli altri stabilimenti italiani”. Ciò significa che si aspetta dal piano industriale, la cui presentazione è prevista tra febbraio e marzo, che anche lo stabilimento ciociaro entrerà nel nuovo “strumento” aziendale della Fiat. “Nessuno ha intenzioni di aprire trattative su Cassino se non si chiude prima Mirafiori. – Sottolinea il sindacalista – Cassino resta uno stabilimento che per investimenti fatti, quelli che si faranno, per modelli in produzione e quelli che si produrranno, al centro della vita aziendale della Fiat. Attualmente si produce, la Bravo, la Delta e la Giulietta e le loro vendite non permettono di mantenere occupati per l’intera settimana gli operai. Un giorno ogni 5 infatti, si ferma per cassa integrazione. Altri modelli dovranno entrare in produzione e anche parte della Panda prodotta a Pomigliano, verrà fatta a Cassino dove Fiat a realizzato l’impianto per la lavorazione delle plastiche (cruscotti e paraurti) considerato il più moderno d’Europa”. Quali i cambiamenti sostanziali ci si aspetta per Cassino, però, sembra difficile da intuire. Sulle linee di montaggio all’ombra dell’abbazia, già viene applicata la nuova metrica di lavoro Ergo uas applicata a Pomigliano. “Ci sono stati problemi ma si stanno gestendo. Non dovrebbe cambiare molto – spiega Spigola – forse qualcosa sulle turnazioni ma va ricordato che noi abbiamo un accordo sui 15 turni già firmati che non stiamo applicando per via del basso livello di vendita delle vetture e, di conseguenza, delle ore di lavoro”. Aspettare, quindi, e guardare cosa accade a Mirafiori. Uno scontro che a Cassino probabilmente non si ripeterà dato che la Fiom rappresenta la quarta forza sindacale dello stabilimento.
Ermanno Amedei