Fiat Cassino, Fim-Fismic e Uilm: “La vertenza utilizzata come manifesto di propaganda politica”

25 gennaio 2011 0 Di redazione

“In questi giorni registriamo un notevole “movimento” su Cassino. Ancora non sappiamo quando avverrà l’incontro per il futuro dello stabilimento, ancora non sappiamo quanti e se si faranno gli investimenti, ancora non sappiamo come attraverseremo il 2011, se ci sarà ancora Cassa integrazione, se le aziende dell’indotto riusciranno a sopravvivere a questa crisi nera, sappiamo poco, ma di una cosa siamo sicuri, con l’incontro che terremo saremo corresponsabili del futuro di migliaia di famiglie, dei tanti giovani in attesa di lavoro, dei tanti cassa integrati che non arrivano a fine mese”.
Lo scrivono in una nota stampa congiunta i segretari di Fim, Uilm e Fismic dello stabilimento Fit di Cassino.
“Qualcuno però ha già messo grossi massi nel campo, ancor prima di giocare la partita, e lo sta facendo scientificamente, coalizzando attorno a questo progetto, in piena campagna elettorale, tutti coloro che hanno bisogno di visibilità, di far rimarcare la loro presenza non per difendere il lavoro ( e quindi i lavoratori), ma per strumentalizzarli a fini elettorali.
La partita che si giocherà a Cassino ( e negli altri stabilimenti), non sarà semplice e nemmeno scontata,la capacità di attrarre ulteriori investimenti dipenderà dal clima favorevole che saremo in grado di costruire. Investimenti che se fatti, e quindi se si arriverà ad un accordo, potrebbero portare immediatamente occupazione e sviluppo, visto che già oggi la Fiat a Cassino è al limite dell’organico (considerato che nel frattempo sono andati in mobilità circa 500 lavoratori).
E’ chiaro che la futura discussione non può che stare dentro un sistema di regole condivise, dove imprescindibile è la difesa del lavoro e i diritti ad esso collegato. Alla fine, ma solo alla fine della partita valuteremo la congruenza e la giustezza dell’eventuale accordo.
Siamo abituati a sederci al tavolo senza posizioni preconcette, già costituite, è questo è fare il Sindacato. Siamo abituati ad assumerci le responsabilità delle decisioni, ma anche i lavoratori hanno le loro, quella di non farsi strumentalizzare da chi scambia difesa dei diritti con anarchia totale, tanto poi alla fine, ci sarà sempre, ancora una volta, qualcuno che salverà il lavoro ed i lavoratori dal disastro e loro, come al solito “vittime“ del sistema che è cattivo ,in cui solo loro volevano difendere i lavoratori, ma sono stati costretti a non firmare: solito copione, solita storia”.