La Finanza scopre evasione di oltre 103 milioni di euro

27 gennaio 2011 0 Di admin

Dopo oltre un anno di indagini è stata conclusa una complessa ed articolata attività investigativa da parte della Guardia di Finanza di Ceprano, coordinata dal Comando Provinciale di Frosinone e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone.

Le Fiamme Gialle di Ceprano, hanno assestato un duro colpo all’evasione fiscale, nel caso di specie perpetrata da cittadini italiani che nascondendosi dietro compiacenti teste di legno poste a capo di numerose società, incassavano milioni e milioni di euro senza nulla dichiarare al fisco, svuotavano le stesse di tutti i beni, trasferendone la sede in Bulgaria nel tentativo di farne perdere le tracce e sfuggire ai controlli ed al pagamento delle imposte.

Tale artifizio, tuttavia, non è passato inosservato ai finanzieri di Ceprano, che partendo da un indizio apparentemente irrilevante, con certosina pazienza e rigore investigativo, tassello dopo tassello, hanno ricostruito un mosaico ben articolato che ha portato ad individuare una imponente evasione fiscale.

L’operazione di servizio ha preso avvio oltre un anno fa, quando, a seguito di accertamenti effettuati nei confronti di una società con sede in Roma, operante nel settore del commercio di autoveicoli, veniva individuata nella relativa compagine sociale la figura di un cittadino italiano, ultra ottantenne, ospite di una casa di riposo per anziani.

L’avanzata risultanza anagrafica poteva indurre a ritenere ininfluente tale figura, peraltro priva di un’abitazione propria: al contrario, lo sviluppo degli accertamenti consentiva di rilevare che l’ultra ottantenne, nonostante la non più verde età, aveva ricoperto e ancora ricopriva la carica di amministratore di numerose società!

Una buona parte di tali società,evadevano costantemente le tasse e dopo aver simulatamente venduto immobili, macchinari, etc. al fine di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva di debiti tributari non onorati, trasferivano fittiziamente la sede in Bulgaria, previa intestazione delle quote sociali e della rappresentanza a cittadini bulgari compiacenti.

Sono state passate al setaccio le posizioni di tutte queste società, analizzando non solo l’aspetto propriamente fiscale, ma anche quello societario, che ha consentito di individuare numerosi atti notarili di modificazione societaria, redatti anche con la compiacenza di un pubblico ufficiale, che oltre ad presentare numerose irregolarità meramente formali inerenti località, date e orari di compilazione, evidenziavano violazioni di natura sostanziale.

Allo stato, è stata conclusa l’attività investigativa e di verifica fiscale nei confronti di 5 società, ma dalla Caserma di Frosinone, Via Cavour 55, anche se le operazioni di verifica proseguono ancora nei confronti di numerose altre imprese, tutte accomunate dall’illecito fine dell’evasione fiscale.

Tra le cinque società ad oggi verificate, risulta anche una società del frusinate, operante nel settore delle pulizie industriali, che al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte ha impoverito il patrimonio sociale cedendo fittiziamente i beni aziendali e i contratti stipulati con i vari clienti a un’altra azienda creata appositamente per il raggiungimento dell’illecito obiettivo prefissato:evadere le tasse ed evitare il ricupero coattivo delle stesse.

Tra le altre, figura in particolare una nota azienda di consistenti dimensioni, operante nel settore sanitario, che al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte, ha ceduto in maniera fittizia il ramo d’azienda sanitario, ivi compresa la relativa autorizzazione regionale, ad una nuova azienda appositamente creata, aggirando così la procedura di riscossione di cartelle esattoriali derivanti da un precedente accertamento subìto.

La nuova società ha così proseguito l’attività svolta dalla precedente, permanendo nella medesima sede, utilizzando gli stessi immobili, gli stessi macchinari e il personale della vecchia azienda, quest’ultima trasferita in Bulgaria.

Le altre tre società, accomunate dalla medesima condotta illecita, invece, operavano nei settori della compravendita di immobili e delle costruzioni edili.

L’eccellente attività investigativa, sviluppata anche attraverso l’esame dei conti corrente bancari delle società, dei relativi soci e amministratori, ha consentito di individuare, oltre all’ultra ottantenne, anche altre figure di “testa di legno” e di giungere alla identificazione dell’ideatore della colossale truffa.

Tale persona, cittadino italiano, artefice delle manovre fiscalmente evasive, già residente in Italia, ha trasferito la propria residenza in Gran Bretagna al fine di sottrarsi alle proprie responsabilità.

Allo stesso, previa interposizione di varie teste di legno, sono risultate riconducibili oltre centottanta aziende, gran parte delle quali, già ubicate sul territorio nazionale, dopo essersi sottratte fraudolentemente al pagamento delle imposte sono state dichiarate fallite oppure hanno trasferito la loro sede all’estero.

Non limitandosi all’evasione fiscale, l’amministratore di fatto ha anche trasferito circa otto milioni di euro verso Paesi così detti paradisi fiscali, in particolare il Principato di Monaco e Lussemburgo, come rilevato a seguito degli effettuati accertamenti bancari e fiscali.

L’attività di polizia giudiziaria e di polizia tributaria finora conclusa ha consentito di quantificare, complessivamente, ricavi sottratti ad imposizione per oltre 103 milioni di euro, un’I.V.A. evasa di oltre 20 milioni di euro nonché oltre 100 milioni di IRAP nonché di denunciare alla competente Autorità Giudiziaria ben 24 persone per reati comuni e tributari.

E’ questo l’epilogo di una piccola parte della complessiva operazione di servizio che, fanno sapere dal Comando Provinciale di via Cavour a Frosinone, è solo la punta di un iceberg.

Gli accertamenti, infatti, stante la complessità del quadro d’insieme individuato e la necessaria applicazione certosina dei finanzieri verificatori, proseguono ancora nei confronti di numerose società.

E’ l’ennesima operazione di servizio svolta dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone a contrasto dell’evasione fiscale e dei fenomeni di illegalità tributaria che, in un momento particolarmente difficile dell’economia provinciale e statale, minano e limitano le possibilità di intervento pubblico in tutti i settori della vita sociale, provocando altresì una concorrenza sleale nei confronti degli onesti imprenditori che, seppur con le difficoltà del momento, adempiono con serietà agli obblighi stabiliti dalla legge.