Giorno: 5 febbraio 2011

5 febbraio 2011 1

Muore otto ore dopo l’arrivo al pronto soccorso, la replica del Primario

Di redazione
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Ha suscitato clamore in tutta Italia il presunto caso di malasanità che si sarebbe verificato a Cassino ieri, con la morte di Silvana Fionda, 56enne residente a Sant’Angelo in Theodice. La donna, moglie di un operaio Fiat in pensione e madre di tre figli, è deceduta otto ore dopo il suo arrivo al Santa Scolastica e i parenti, che hanno denunciato l’episodio ai carabinieri, sostengono che i medici non si sarebbero accorti dell’infarto in corso. “Abbiamo seguito le normali procedure che questi casi richiedono”. E’ la replica di Ettore Urbano primario del reparto del pronto soccorso dell’ospedale di Cassino. “La signora è stata monitorata alla 12.31 e alle 12.34 personalmente l’ho visitata e ho disposto tutti i controlli clinici ed esami diagnostici. E’ stata mantenuta sotto osservazione fino alle 16.30 quando è stata visitata da uno specialista. Alle 19 un’altra visita e, considerando che le condizioni non miglioravano, ne abbiamo disposto il ricovero. Mentre la trasportavamo nel reparto di ortopedia, (in quello di medicina non c’era posto) è sopraggiunta la morte”. La procura ha disposto l’autopsia. Er. Amedei

5 febbraio 2011 0

Nasce l’associazione degli avvocati penalisti, costituita la Camera Penale di Lanciano

Di redazione

Si è costituita oggi, a Lanciano, con atto rogato presso lo Studio del Notaio dott. Francesco Carabba, la CAMERA PENALE, associazione di avvocati penalisti del Foro di Lanciano. Soci fondatori sono gli avvocati Antonini Tito, Battistella Vittorio, Ciccarelli Luigi, Codagnone Antonio, Crognale Roberto, D’Alessandro Andrea, Desiderio Sandro, Di Bucchianico Tristana, Di Iullo Mario, Di Nenno Marta, Di Toro Michele, Manzi Angelo, Nicolucci Giacomo, Pedulla’ Gaetano, Piccirilli Osvaldo, Scaricaciottoli Luca, Sisti Nicola, Sisti Paolo, Troilo Alessandro, Tupone Davide, Zulli Guerino e Zulli Paola. Il Consiglio Direttivo è composto dagli avvocati Alessandro Troilo (Presidente) Michele Di Toro (Vice-Presidente), Tristana Di Bucchianico (Segretario), Luca Scaricaciottoli e Giacomo Nicolucci. La sede è presso il l’Ordine degli Avvocati di Lanciano, nel Palazzo di Giustizia. La Camera Penale di Lanciano aderisce all’Unione delle Camere Penali Italiane ed ha come suoi scopi, tra gli altri, di: promuovere la conoscenza, la diffusione, la concreta realizzazione e la tutela dei valori fondamentali del diritto penale e del giusto processo; operare affinché i diritti e le prerogative dell’avvocatura siano garantiti conformemente alle norme nazionali ed internazionali; tutelare il prestigio ed il rispetto della funzione del difensore, e gli interessi professionali dell’avvocatura, anche attraverso l’elaborazione di proposte di riforma legislativa; promuovere gli studi e le iniziative culturali e scientifiche volte a migliorare la conoscenza, sia fra gli iscritti che fra i cittadini, delle problematiche connesse alla giustizia penale con particolare riferimento alla realtà locale; promuovere e/o sostenere tutte quelle iniziative, studi e ricerche anche scientifiche, dirette a sollecitare e/o sostenere le riforme dell’Ordinamento Giudiziario aderenti alle esigenze della collettività e, comunque, dirette a garantire la libertà e l’autonomia della giurisdizione; promuovere e mantenere contatti con le Autorità Giudiziarie – anche attraverso la predisposizione di protocolli d’intesa – al fine di favorire la collaborazione fra Avvocatura ed Uffici Giudiziari per il miglior assolvimento delle rispettive funzioni; gestire la “Scuola di formazione per gli avvocati penalisti”, anche ai sensi dell’art 7 della Legge n. 60/2001 in materia di formazione dei difensori di ufficio.

5 febbraio 2011 0

Morte misteriosa al Santa Scolastica di Cassino, parenti denunciano ritardi

Di admin

E’ stata portata al pronto soccorso di Cassino a mezzogiorno e alle 20 è deceduta.Questoavrebbero denunciato alle forze dell’ordine i familiari di una 54enne di Cassino residente nella frazione di Sant’Angelo. La donna è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica accusando dolori al petto e, sempre secondo quanto denunciato dai parenti solo nel tardo pomeriggio sarebbe stata trasferita al reparto di competenza. In quel frangente la donna sarebbe deceduta per arresto cardiocircolatorio. Un’attesa troppo lunga al pronto soccorso sarebbe stata fatale per la 54enne ma vera o falsa che sia l’ipotesi spetterà alla magistratura decidere se vi sono o meno responsabilità. Per questo all’inizio della prossima settimana verrà effettuata un’autopsia.

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Incinta a 17 anni dirà addio alla figlia non appena nasce. “Non posso darle un futuro dignitoso”

Di redazione

“Non potrei assicurargli un futuro dignitoso e, per questo, le dirò addio dopo averle donato la vita”. E’ straziante sentirla parlare nel suo italiano stentato con la sua voce da 17enne. La ragazza è arrivata a Cassino da un Paese dell’est, ospite di parenti, con il pancione già evidente. Al quinto mese di gravidanza, se fosse rimasta ancora a casa, i genitori, e il paese se ne sarebbero accorti. “Il ragazzo con cui ho avuto una relazione – un connazionale di 24 anni che vive e lavora in Spagna, e che era rimpatriato per un breve periodo – quando gli ho detto ciò che stava accadendo ha smesso di rispondermi al telefono. Da sola ho tentato di abortire, sono andata in ospedale per tre volte ma i medici, per un motivo o l’altro rimandavano sempre. L’ultima volta hanno detto che ormai avevo superato il terzo mese e, per questo non ho insistito più, pensando che, evidentemente il bambino doveva nascere”. Nascondendo la gravidanza ai genitori, quindi, ha raggiunto Cassino per una soluzione. Era arrivata al settimo mese senza un controllo medico perché temeva di essere rimpatriata, poi le hanno spiegato che nelle sue condizioni non era possibile e ha deciso di farsi visitare. “Ho scoperto che è una bambina – racconta la ragazzina – Faccio fatica a non innamorarmi dell’idea di poterla amare. So, infatti, che non appena nascerà io la darò via, dirò ai medici che non la posso tenere e le nostre vite si separeranno per sempre”. La mamma che non accetta la figlia al momento della nascita, infatti, non saprà più nulla di lei subito dopo il taglio del cordone ombelicale. “Non ho un lavoro, né un marito o fidanzato; non ho nulla da offrirle per assicurarle un futuro dignitoso. Mi hanno detto che in questa maniera verrà affidata a persone per bene che, prima di diventarle genitori, devono superare tanti controlli. Con loro starà sicuramente bene”. Ai servizi sociali di Cassino si è rivolta per essere informata su come avrebbe dovuto fare per realizzare il suo progetto. “Le auguro tutto il bene del mondo, tutto quello che io non le posso offrire. Io ho commesso un errore – ha detto di lei la ragazzina – ma vorrei avere anche io una possibilità”. Vorrebbe riuscire a trovare lavoro in Italia, qualcosa che le dia un minimo di stabilità per farsi un giorno una famiglia. “Se un giorno la dovessi reincontrare sperò che saprò fargli capire il sacrificio che ho fatto per dare una possibilità almeno a lei”. Er. Amedei