Giorno: 18 febbraio 2011

18 febbraio 2011 1

Sospensioni alla Conte-Diamare, la preside: “Provvedimento mai facile ma a volte inevitabile”

Di redazione
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“Ricevo sempre tutti senza obbligo di fissare un appuntamento, sicuramente non ho mai negato incontri a nessuno dei genitori i cui figli sono stati sospesi, poiché sono del parere che solo dal dialogo con essi può scaturire la via migliore per correggere la condotta scolastica degli alunni coinvolti”. A parlare è Loretta Panaccione, direttrice scolastica della scuola Media Conte Diamare di Cassino che è intervenuta sulla vicenda dei 5 studenti di terza media sospesi dalle lezioni a causa della cattiva condotta. Un provvedimento disciplinare contro il quale si sono schierati i genitori di alcuni dei ragazzi sospesi addirittura rivolgendosi alla procura della Repubblica. “Le sospensioni non sono mai facili, – continua la direttrice – ma a volte inevitabili e necessarie. Queste sono parte integrante del processo di apprendimento-insegnamento, utili non solo per correggere atteggiamenti scorretti e servire da monito, ma soprattutto per tutelare il diritto allo studio di quanti vengono a scuola per apprendere adottando una condotta rispettosa. Ovviamente nessun Dirigente Scolastico e professore vorrebbe mai sospendere un alunno a meno che questa non sia l’ultima via per far comprendere al ragazzo che è ora di cambiare atteggiamento. Nel caso specifico, la decisione di comminare le sospensioni a degli alunni della scuola media Diamare- Conte è maturata in sede di Consilgio di Classe, ove tutti i partecipanti, preso atto delle ripetute note e ammonizioni degli interessati, hanno creduto opportuno procedere in tal senso, non con lo scopo di punire gli alunni ma di educarli al rispetto delle regole, offrendo loro una pausa di riflessione e una chance per maturare un diverso comportamento. Non solo, tale decisione è stata necessaria anche per garantire il normale svolgimento delle lezioni, onde evitare di ledere il diritto allo studio della restante parte degli alunni. Prima di arrivare a questa soluzione, come da prassi, i genitori sono stati messi al corrente della non corretta condotta dei figli tramite comuncazioni telefoniche o durante i colloqui scuola-famiglia. La comunicazione della sospensione, invece, è avvenuta e in sede della consegna delle pagelle e tramite fonogramma (il fonogramma è un blocco cartaceo, in duplice copia, ove vengono registrate tutte le comunicazioni telefoniche: nome e cognome del mittente e ricevente, oggetto della comunicazione e della risposta, durata della conversazione). L’iter della sospensione, contenuto e previsto dal regolamento dell’Istituto (POF), prevede dunque più passaggi: reiterate note e ammonizioni, avvisi alle famiglie, consigli di classe, sospensione, comunicazione della sospensione e per ultimo difesa e tutela degli alunni sospesi. Generalmente gli organi preposti alla difesa e tutela degli alunni sospesi sono il Dirigente Scolastico, l’Organo di Garanzia Interno dell’Istituto e in ultima analisi l’Organo di Garanzia Regionale, strumenti ai quali nessuno dei genitori degli alunni sospesi pare abbia fin’ora fatto appello”.

18 febbraio 2011 0

Capua, 1300 volontari giurano fedeltà alla Patria

Di admin

Questa mattina presso la caserma “O.Salomone” a Capua circa 1300 volontari in ferma prefissata di un anno del 4°blocco 2010, appartenenti al 17° Reggimento Addestramento Volontari “Acqui” e al 47° Reggimento Addestramento Volontari “Ferrara”, hanno completato il ciclo dei giuramenti delle Unità dipendenti del Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito. Il “Lo Giuro” è stato pronunciato al cospetto della gloriosa Bandiera di Guerra del 47°Reggimento “Ferrara” e accompagnato dalle note dell’Inno di Mameli eseguito dalla Fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”. Alla cerimonia ha presenziato il Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito, il Generale di Brigata Attilio Claudio Borreca. Presenti le più alte autorità militari, civili e religiose cittadine, le scolaresche e i familiari dei giurandi. Nel piazzale d’onore il gonfalone del comune di Capua e del comune di Mignano Montelungo e del comune di Bellona decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, i Labari ed i Medaglieri delle associazioni combattentistiche e d’arma. Il 4° blocco è stato intitolato al Maggiore di artiglieria Rosolino Pilo, figura eroica del Risorgimento Italiano, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:”Morto sul campo combattendo con valore a San Martino di Monreale il 21 maggio 1860″. Il Giuramento rappresenta per i giovani militari il primo atto di un consapevole impegno che hanno preso nei confronti della Patria e che proseguirà, dopo la fase addestrativa, presso i reparti della Forza Armata. FOTO ALBERTO CECCON [nggallery id=239]

18 febbraio 2011 1

L’Università cambia nome, Cdsc: “Si scolla dal territorio”

Di redazione

A proposito dell’iniziativa dell’Università di Cassino per cambiare nome all’ateneo, riceviamo e pubblichiamo una nota del Centro Documentazione e Studi Cassinati. “Le argomentazioni introdotte dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cassino, prof. Ciro Attaianese, sull’esigenza di giungere alla modifica del nome dell’Ateneo possono essere condivisibili. Però, al di là dei sentimenti di appartenenza e senza voler innescare polemiche sul rapporto tra i due soggetti, con i ritardi e alcune scellerate scelte operate, ci si deve interrogare sulla validità o meno di un’operazione con la quale si abbandona il nome della città che ospita il nostro Ateneo per abbracciare quello di una subregionalità la cui titolazione non appare saldamente legata al territorio. A prescindere dalle sensazioni personali che può evocare l’aggettivo «meridionale» e la sua valenza che ha assunto nella lingua dell’Italia odierna, più o meno negativa, più o meno positiva a seconda dei punti di vista, va ricordato che nonostante gli antichi romani fossero riusciti a sottrarre tale lembo di territorio ai sanniti denominandolo Latium novum o adiectum, dall’VIII secolo al XX la zona compresa tra Cassino-Sora e il golfo di Gaeta ha seguito le vicende politiche e amministrative dei vari regni di Napoli e solo a distanza di milleduecento anni, in seguito all’ampio movimento di riforma amministrativo-territoriale varato dal fascismo nel 1927, si è ritrovata reinserita nel Lazio contemporaneo, costruito aggregando aree limitrofe campane, abruzzesi, umbre, e non a caso descritto come «regione definita, regione indefinibile» in quanto caratterizzato da una configurazione «residuale» rispetto ai territori circostanti. Da un rapido esame della denominazione delle 79 Università italiane, ma tralasciando quelle di 25 tra Istituti, Politecnici, Libere università ecc., si evince che dieci delle complessive 54 sono identificate sulla base della loro territorialità, che può essere regionale («Valle d’Aosta», «Molise», «Basilicata» e «Calabria»), subregionale («Salento», «Insubria» e «Piemonte Orientale» che riporta anche l’intitolazione ad «Amedeo Avogadro») o riferita a un’area storica («Tuscia», «Sannio» e «Magna Graecia di Catanzaro»), mentre caso a parte costituisce la «Mediterranea di Reggio Calabria». Invece quasi i 2/3 delle Università, e cioè 33 su 54, sono identificate dal nome della città che ospita l’Ateneo mentre altre dieci alla o alle sedi hanno aggiunto un elemento caratterizzante («La Sapienza», «Tor Vergata» e «Roma Tre» per quelle di Roma, «Federico II», «L’Orientale», «Parthenope» e «Seconda università» per quelle di Napoli, «Ca’ Foscari» di Venezia, «Gabriele D’Annunzio» di Chieti-Pescara e «Carlo Bo» di Urbino). Proprio prendendo spunto da quest’ultima tipologia, più che legare il nome a un territorio storicamente poco definibile e che per delimitazione geografica avrebbe un suo riscontro solo con il «Piemonte Orientale», si potrebbe ipotizzare il mantenimento dell’attuale denominazione (che meglio di ogni altra individua con esattezza l’ubicazione e la collocazione delle strutture accademiche) cui aggiungere un elemento di caratterizzazione e cioè facendo seguire la titolazione dell’Università degli Studi di Cassino dal nome di un illustre personaggio legato a questo territorio (come per il più importante degli atenei partenopei, per Urbino, per Chieti-Pescara e per il Piemonte Orientale). In tal senso la scelta potrebbe spaziare dalla romanità, alla religiosità, alla contemporaneità o a altri aspetti. Così la prima tipologia potrebbe annoverare figure come Marco Terenzio Varrone o Marco Tullio Cicerone. Il primo pur essendo di origine reatina aveva vasti possedimenti a Cassino (di cui è rimasta traccia nel toponimo delle «terme varroniane» oltre che nei reperti archeologici fin’ora rinvenuti) con una sontuosa villa, arricchita di statue provenienti dalla Grecia, di piscine, fontane, palestra o gymnasium, biblioteca, terme e una splendida uccelliera in cui trascorreva gran parte del suo tempo e dove, secondo Cicerone, scrisse le sue più importanti opere. A sua volta Cicerone, una delle figure più rilevanti di tutta l’antichità romana, filosofo, avvocato, scrittore e uomo politico, originario di Arpino fu autore di una vastissima produzione letteraria. La seconda casistica, legata alla religiosità, potrebbe ricomprendere S. Benedetto da Norcia o S. Tommaso d’Aquino due grandi santi della cristianità che hanno fortemente segnato l’umanità in genere. Il primo, come Varrone, si trasferì volontariamente tra Cassino e Montecassino per fondare quell’abbazia faro di civiltà dal VI secolo in poi, l’altro, «dottore della Chiesa» formatosi proprio nel millenario cenobio cassinese, ha invece i propri natali in questo territorio, seppur contesi tra Roccasecca e Aquino. Invece nell’ultima tipologia potrebbe venir incluso il filosofo Antonio Labriola, nato a Cassino, che fu uno dei maggiori protagonisti del mondo culturale e politico italiano di fine Ottocento”. Il presidente del «Centro Documentazione e Studi Cassinati» dott. Gaetano de Angelis-Curtis

18 febbraio 2011 0

Distretto del marmo di Coreno, Abbruzzese: “Il nuovo Prae testimonia attenzione della Regione al settore”

Di admin

“Conosco personalmente e da anni le tantissime famiglie che, con grandi sacrifici, hanno messo in piedi decine di piccole e medie imprese che lavorano nel settore dell’estrazione e trasformazione del marmo di Coreno. So quanto hanno dovuto investire per creare il Distretto del Perlato Royal, una risorsa che è diventata negli anni un valore aggiunto per il nostro territorio e una certezza economica per l’intera provincia di Frosinone. Per questo motivo posso permettermi di certificare la bontà di questo tessuto imprenditoriale e di difendere questa nostra realtà produttiva”. Lo ha affermato Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, in riferimento alla lettera aperta del presidente della Cooperativa dei Cavatori, Carlo Longo, che questa mattina è stato ricevuto nel Palazzo del Governo dal Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni.

“E’ piuttosto necessario – ha continuato Abbruzzese – che gli imprenditori del settore si sentano salvaguardati e tutelati dalle Istituzioni da eventuali fenomeni legati alle infiltrazioni malavitose, che potrebbero danneggiare l’intero settore determinando pesanti contraccolpi. In questo senso voglio esprimere il mio personale plauso al lavoro che sta portando avanti il Prefetto Maddaloni che, in sinergia con le forze dell’ordine, le procure dei Tribunali di Cassino e Frosinone, assieme al presidente della Cooperativa Cavatori di Coreno e al sindaco del piccolo centro del Cassinate, Domenico Corte, sta gettando le basi per mettere in campo quelle misure di contrasto, indispensabili a prevenire infiltrazioni delinquenziali in un tessuto economico sano come quello ben rappresentato dalle tante aziende del Distretto.

Non dimenticando poi che anche il Governo Polverini – ha ricordato il presidente del Consiglio regionale – sta facendo la sua parte, disciplinando il settore delle cave e dell’attività estrattiva in genere, puntando così al rilancio di questo settore che solo nella provincia di Frosinone conta 90 aziende, localizzate nei Comuni di Coreno Ausonio, Ausonia, Esperia, Castelnuovo Parano, San Giorgio a Liri e Pignataro Interamna, e che può vantare una capacità produttiva di 350mila tonnellate annue ed un fatturato di circa 50milioni di euro, mantenendo stabile l’occupazione per oltre 800 addetti.

Proprio in questi giorni la X Commissione sta lavorando per apportare le modifiche alla Legge Regionale n. 17 del 6 dicembre 2004, quella che, in sintesi, disciplina l’attività estrattiva di materiali di cava e torbiera. Con il nuovo Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE), già passato in Giunta e che a breve verrà portato in discussione in Aula, si sta facendo un grande passo in avanti. Bisogna infatti pensare che sono circa trent’anni che le imprese del settore chiedono la predisposizione di questo documento, che servirà a regolarizzare le attività, ma soprattutto a rilanciare l’economia dei territori come più volte ci è stato richiesto dalle associazioni degli imprenditori.

Sarà grazie ad un censimento, fondamentale per le imprese del settore e per la programmazione degli Enti locali, che saremo in grado di avere una vera e propria radiografia di tutto il sistema geofisico della Regione e un quadro dettagliato di ogni singolo sito, sia dal punto di vista amministrativo sia sotto il profilo dell’impatto ambientale. Con il Prae anche la provincia di Frosinone avrà il tempo per adeguare i propri Piani Territoriali e, a procedure ultimate, saranno i Comuni a poter rilasciare le autorizzazioni per l’apertura di nuove cave, compito demandato oggiAggiungi un appuntamento per oggi alla Regione.

La Regione Lazio – ha concluso il presidente Abbruzzese – sta dimostrando di impegnarsi concretamente in questo lavoro di progettualità che farà sì che il Distretto del Marmo di Coreno continui ad essere volano di sviluppo, crescita economica e sociale del nostro territorio”.

18 febbraio 2011 0

Bancarella abusiva di mozzarella di bufala, campano denunciato

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I carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Vasto, durante il servizio di controllo del territorio, nel pomeriggio di ieri, sorprendevano due soggetti provenienti dal casertano, intenti a vendere per le vie cittadine, con una fiat Punto, mozzarelle di bufala. Dal controllo si accertava che il responsabile, P.M., 38enne, disoccupato di Grazzanise (CE), era sprovvisto di qualsiasi autorizzazione. In applicazione della Legge Regionale sul commercio ambulante, dopo aver fatto analizzare i prodotti caseari da un esperto della ASL, i carabinieri procedevano: – denunciare P.M. per vendita di prodotti alimentari senza nessuna autorizzazione amministrativa e sanitaria su area pubblica; – al sequestro dei prodotti, per un peso complessivo di 12 Kg., per cattivo stato di conservazione; – al sequestro della suddetta autovettura, in quanto strumentale all’esercizio abusivo dell’attività di vendita.

18 febbraio 2011 0

Paliano, preparata in grande stile l’accoglienza della Giunta e del Consiglio Regionale del Lazio

Di admin

La Sala degli Arazzi di Palazzo Colonna, allestita per le grandi occasioni, è pronta ad accogliere, domani mattina, la presenza del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, del Commissario Europeo Antonio Tajani, dell’europarlamentare Alfredo Pallone, degli Assessori regionali Marco Mattei (ambiente), Stefano Cetica (bilancio) e del Presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese che “hanno accettato l’invito dell’Amministrazione Comunale – sottolinea il Sindaco di Paliano, Maurizio Sturvi – a presentare il primo concreto risultato raggiunto in sinergia per il riscatto e il rilancio de La Selva di Paliano. Li ringrazio sin da ora per l’impegno profuso che sono convinto porterà vantaggi in termini turistici al comprensorio Nord della provincia di Frosinone e non solo”.

Il convegno, dal titolo “La Regione crede e investe sul territorio” darà l’opportunità ai relatori di esplicitare le politiche regionali in tema di valorizzazione di un’area del territorio comunale, comprendente La Selva di Paliano e Mola de’ Piscoli, che è stata individuata all’interno del perimetro del Monumento Naturale.

Gli onori di casa spetteranno al Sindaco di Paliano, Maurizio Sturvi, e al coordinatore della lista civica ‘Sturvi Sindaco’, Vincenzo Romagnoli, che hanno preparato un’accoglienza degna degli ospiti: una rappresentanza di figuranti del corteo storico, organizzato dall’Associazione Palio dell’Assunta & Corteo Storico, che ogni anno, a Ferragosto, rievoca la vittoriosa battaglia condotta da Marcantonio a Lepanto nel 1571, faranno da cornice all’arrivo dell’importante delegazione in Piazza Colonna dove verrà allestito anche uno spazio con i prodotti tipici.

18 febbraio 2011 0

Operazione anticrimine della Polizia di Frosinone: un arresto, cinque persone denunciate, sedici ragazze dell’est interrogate

Di admin

Personale della Divisione Anticrimine, della Squadra Mobile, e dieci equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine, su disposizione del Questore della Provincia di Frosinone, hanno fatto irruzione a Ferentino in un ex albergo chiuso e dimesso e in una abitazione privata sempre in territorio di Ferentino sulla via Casilina nord identificando e portando in Questura per l’interrogatorio sedici giovanissime ragazze provenienti dalla Romania, Moldavia, Ucraina ed altri paesi dell’est Europeo. Due persone, tra cui un pregiudicato di Ferentino, sono state denunciate per violazione delle norme sugli esercizi pubblici, irregolarità nelle locazioni oltre a violazioni contrattuali, di lavoro e fiscali . Le stesse ragazze godevano di un servizio navetta attraverso minibus per essere accompagnate dall’ex albergo ad un night sito nel comune di Alatri. Polizia Scientifica e dieci equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine appartenenti al servizio controllo del territorio hanno arrestato un nigeriano di 28 anni fermato a Frosinone perché contravventore all’espulsione ed attivissime sono le indagini per individuare l’appartamento in uso allo stesso dove probabilmente vengono occultate sostanze stupefacenti. La Polizia Scientifica ed i Reparti Prevenzione Crimine hanno individuato due cittadini rumeni di 24 e 27 ,attualmente ricercati, perché responsabili di furti in alcune ville nel territorio del comune di Frosinone poiché le loro impronte sono state rilevate negli appartamenti saccheggiati. Anche una ex nomade residente da anni a Frosinone è stata denunciata per aver partecipato ai furti in questione. Una battuta di arresto ai reati predatori necessaria per accrescere la percezione di sicurezza nei cittadini è stata ottenuta attraverso l’allontanamento di pericolosi pregiudicati soprattutto provenienti dal napoletano che operavano in particolare nelle zone di Frosinone e Cassino e che hanno determinato una caduta delle attività criminali consentendo risultati positivi mai raggiunti in questi ultimi anni grazie anche al determinante impegno garantito dagli Equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine che hanno operato in questa Provincia.

18 febbraio 2011 1

Operazione “E io pago”, la Guardia di Finanza denuncia 7 “falsi poveri”

Di admin

Si fingevano indigenti per poter avere la difesa gratuita. Questo in sintesi ciò che facevano sette persone denunciate dalla Guardia di Finanza.

I sette “falsi poveri” hanno provato ad imbrogliare lo Stato, ma non ci sono riusciti.

La collettività, quindi, non pagherà l’avvocato a chi non ne ha diritto: i denunciati, inoltre, subiranno un altro processo penale per falso, ed il difensore se lo pagheranno certamente da soli.

Il gratuito patrocinio a spese dello Stato consiste in un intervento assistenziale con il quale il pubblico erario si fa carico delle spese degli avvocati nell’ambito di un processo, quando chi ne usufruisce versa in condizioni di indigenza con reddito familiare inferiore ad un limite previsto dalla legge ed aggiornato anno per anno.

La difesa in giudizio è un diritto garantito dalla Costituzione della Repubblica, e deve essere assicurata anche alle persone in stato di indigenza.

L’azione investigativa ha consentito alle Fiamme Gialle di individuare sette falsi indigenti che, producendo certificazioni di comodo, avevano rappresentato una situazione reddituale del tutto diversa da quella effettiva, che non avrebbe consentito di usufruire dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. I sette soggetti sono stati denunciati per falso in atti e falso ideologico alla competente Autorità Giudiziaria.

I denunciati sono un cittadino di Isola Liri (28 anni), uno di Sora (45 anni), uno di Broccostella (46 anni), uno di Campoli Appennino (34 anni), uno di Castelliri (45 anni), uno di Cervaro (50 anni) ed uno di Cassino (45 anni).

Uno di questi, addirittura dichiarava di non avere nessuna entrata, sebbene il suo vero reddito, accertato dalle Fiamme Gialle, era di 36.000,00 euro annui.

L’azione di servizio in questo delicato comparto è finalizzata a garantire che le somme impiegate dal pubblico erario, per motivi assistenziali, non vengano distratte con condotte truffaldine, ma siano effettivamente destinate a chi, secondo la legge, ne ha veramente bisogno, cioè a quei cittadini esposti al rischio della marginalità sociale e a quello dell’impossibilità di provvedere, per cause economiche, al mantenimento proprio e dei figli.

Ma le indagini per la «caccia ai falsi poveri» non sono ancora concluse. Gli uomini della Guardia di Finanza di Cassino stanno svolgendo accertamenti minuziosi per scoprire altre persone che, fingendo di essere povero, truffa lo Stato e ruba i soldi a tutti i cittadini onesti.

Le statistiche sui controlli effettuati negli ultimi mesi, infatti, indicano che in Ciociaria e nell’Alta Terra di Lavoro, probabilmente a causa della crisi economica ed occupazionale, c’è stata una forte impennata di false dichiarazioni per poter avere questa agevolazione assistenziale: il 25% dei richiedenti, infatti, dichiara il falso e prova a truffare lo Stato.

18 febbraio 2011 0

Più mammografie a Chieti per ridurre i tempi di attesa

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Un pacchetto di prestazioni extra per ridurre, soprattutto nell’area di Chieti, l’attesa delle donne che aspettano di sottoporsi a mammografie ed ecografie mammarie: è l’iniziativa messa in campo dalla Asl Lanciano Vasto Chieti per migliorare i tempi per l’esecuzione di prestazioni che sono tra le più richieste, al punto da avere prodotto una vera e propria esplosione della domanda, che l’Azienda non riesce a soddisfare con i mezzi a disposizione e con la tradizionale modalità di lavoro. Si è posta, perciò, la necessità di rivedere l’organizzazione delle attività di diagnostica al fine di dare priorità a tali esami, e che ha già fatto incassare l’impegno della Radiologia dell’Ospedale «SS. Annunziata», dove il direttore, Antonio Cotroneo, ha incrementato il numero di mammografie ed ecografie: ne saranno eseguite 40 in più a settimana, per arrivare a totalizzarne 400 fino alla metà di giugno. Tali sedute saranno utilizzate per smaltire le prenotazioni già effettuate, attraverso un sistema di recall telefonico che permetterà di accorciare l’attesa di pazienti che da tempo aspettano di potersi sottoporre a tali esami.

Un percorso differente, invece, è stato attivato per le donne che hanno subito un intervento al seno per una patologia tumorale e che hanno bisogno di controlli periodici: d’ora in avanti non dovranno più rivolgersi al Cup, ma richiedere le prestazioni direttamente all’accettazione della Radiologia di Chieti, chiamando il numero 0871.358287 dal lunedì al venerdì dalle ore 12 alle ore 13.30.

«La sollecitazione a istituire una corsia preferenziale per queste pazienti è giunta da parte dell’Associazione Gaia – spiega il direttore generale della Asl, Francesco Zavattaro – nata proprio per offrire sostegno alle donne affette da tumore al seno, il cui percorso terapeutico non può restare impigliato dentro il tradizionale sistema delle prenotazioni. Abbiamo accolto perciò la richiesta, animati dalla volontà di migliorare ulteriormente l’assistenza offerta a queste pazienti, per le quali, com’è noto, è stato anche strutturato un percorso clinico dedicato, finalizzato a garantire uniformità e continuità di cura alle donne che si rivolgono alle strutture aziendali con una diagnosi sospetta di patologia oncologica».

18 febbraio 2011 0

Cassazione, licenziamento illegittimo se la contestazione disciplinare viene fatta dopo 2 mesi

Di admin

Da Giovanni D’Agata dell’Idv di Lecce riceviamo e pubblichiamo: Sulla scia dell’orientamento prevalente, per non dire univoco, la Corte di Cassazione interviene sulla legittimità di un licenziamento comminato a distanza di due mesi dal fatto disciplinarmente rilevante. Secondo la sentenza n. 3043/2011 della sezione lavoro della Cassazione che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” segnala, è illegittimo il licenziamento se la contestazione viene fatta dopo due mesi. La Corte ha così rigettato il ricorso di una cooperativa che aveva licenziato un socio lavoratore (dipendente), con una telegramma, contestando all’uomo un fatto avvenuto ad agosto. Il socio lavoratore era stato reintegrato dal Tribunale di Genova che aveva stabilito l’illegittimità del licenziamento. Gli ermellini, ritenuta applicabile la disciplina della tutela reale anche al socio lavoratore della cooperativa hanno applicato il principio secondo cui una contestazione a due mesi di distanza “dal fatto è ingiustificata e dev’essere considerata tardiva”, anche in considerazione che “la giurisprudenza di legittimità individua la ratio del principio dell’immediatezza della contestazione disciplinare (desumibile dall’art. 7 dello statuto dei lavoratori) nell’obbligo di osservare le regole della buona fede e della correttezza nell’attuazione del rapporto di lavoro, e ritiene che non sia consentito all’imprenditore-datore di lavoro di procrastinare la contestazione medesima in modo da rendere difficile la difesa del dipendente o perpetuare l’incertezza sulla sorte del rapporto; nel licenziamento l’immediatezza della contestazione si configura dunque quale elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro”.