Giorno: 23 febbraio 2011

23 febbraio 2011 0

Vertenza Fiat, Spigola (Fim): “La Fiom rischia di perdere ogni rappresentanza”

Di redazione
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“Non siamo preoccupati per il futuro dello stabilimento, ma a Marchionne, chiediamo di adeguare gli stipendi degli operai italiani a quelli degli operai tedeschi così come aveva promesso di fare”. A parlare è Mario Spigola, segretario provinciale della Fim Cisl Frosinone, il settore metalmeccanico del sindacato di Bonanni. La vertenza Fiat apre scenari nuovi e sta sgretolando i vecchi equilibri che regolavano il mondo del lavoro. Una vera e nuova rivoluzione industriale ritenuta indispensabile da alcuni, osteggiata e condannata da altri. Il processo però è in movimento e sembra inarrestabile. Contro si è schierata la Fiom capace di portare in piazza, anche a Cassino un fiume di settemila manifestanti provenienti dalla regione Lazio e da altre regioni confinanti. Diritti sindacali, garanzie per il lavoratore, sono le accuse mosse nei confronti del piano Marchionne. Altri la vedono diversamente e accusano il ramo metalmeccanici di Cgil di miopia e di catastrofismo. I lavoratori di Cassino non sono preoccupati

“Non siamo preoccupati e non lo sono neanche gli operai della Fiat di Cassino se si considera che alla grande manifestazione della Fiom hanno aderito appena l’11 percento dei lavoratori. In piazza, però, c’era tanta gente, non solo della Fiat, che va ascoltata”. Dopo Mirafiori si aspettano le mosse di Marchionne anche su Cassino. “Marchionne ha detto di non avere emergenze a Cassino, questo significa che la discussione sullo stabilimento si farà ma in tempi diversi. Questa rappresenta l’unica incognita che ci mantiene con il fiato sospeso perché nei fatti,seppure non ci aspettiamo grandi stravolgimenti, comunque non conosciamo su carta il piano degli investimenti”. Incognite per pause, mensa e l’organizzazione di lavoro

Cosa, però, potrebbe cambiare per gli operai di Cassino con l’avvento del nuovo piano sembra non spaventare Spigola. “Poco o nulla – dice – Ci sarà la discussione della riduzione del tempo delle pause che i nuovi modelli di lavoro, ritenuti meno stressanti dei precedenti, intende ridurre da 40 minuti a 30 minuti. Sono le pause che si fanno ogni due ore e mezza di lavoro, attualmente le prime due di 15 minuti, l’ultima di dieci. Facile pensare che si vorrà uniformare tutte a dieci minuti. Su questo aspetto si discuterà perché, se è vero che il nuovo modello di lavoro è meno stressante ed è anche vero che quel modello, solo in teoria, è stato adottato già a Cassino. Nella pratica, però, non ancora. Per cui alcune cose su questo aspetto vanno aggiustate. C’è poi la questione della pausa mensa che attualmente spezza i turni di lavoro e Fiat chiede, invece, di metterla a fine turno in maniera tale che l’operaio può decidere se mangiare o andar via mezz’ora prima”. L’esigibilità dell’accordo richiesta ai sindacati

Il problema grosso, però, sembra essere quello legato alla esigibilità dell’accordo. “La Fiat vuole governare i propri stabilimenti – dice ancora Spigola – e per farlo chiede ai sindacati di assumersi i propri impegni rispettando gli accordi sottoscritti. A Pomigliano e Mirafiori abbiamo detto prima che se il referendum fosse passato noi avremmo sottoscritto l’accordo, viceversa non lo avremmo firmato se fosse prevalso il no. Non si può poi cambiare le carte in tavola a giochi fatti così come ha fatto la Fiom. Ecco perché la Fiat ha creato un sistema per poter sanzionare i sindacati che non rispettano glia accordi e lo fa riducendo i permessi e i contributi sindacali. Non credo che sia questa una limitazione al diritto dello sciopero anche perché quello è sancito dalla Costituzione”. Le Newco una conseguenza degli accordi non rispettati

Spigola però va oltre e dice anche: “Proprio questo non rispettare gli accordi ha spinto la Fiat alle Newco, nuove società che rimangono fuori da Federmeccanica. Quasi una reazione che però avrà conseguenze gravi anche sulla rappresentatività dei sindacati all’interno delle aziende. Fuori del contratto nazionale dei metalmeccanici, la Fiat applicherà la Legge, ovvero l’articolo 19 dello statuto dei diritti dei lavoratori che prima del 1995 indicava come parte delle rappresentanze sindacali aziendali le maggiori organizzazioni e i firmatari del contratto collettivo”. La Fiom rischia di rimanere fuori da ogni contrattazione

“Con il referendum del 1995, però, – ricorda Spigola – è stato cancellato il passaggio che indica come rappresentatività sindacale le maggiori organizzazioni, per cui se non si firma il contratto collettivo, qualsiasi sindacato, fosse anche il maggiore d’Italia, rimarrebbe fuori dalla rappresentanza. Il rischio, quindi, è che il maggior sindacato dei metalmeccanici possa rimanere fuori dalla contrattazione e ciò costituirebbe una perdita importante dal punti di vista della democrazia sindacale. Per questo il lavoro che si sta facendo a livello nazionale è tentare di riportare Fiat in Confindustria, ma anche ricordare a Marchione dell’impegno che lui ha preso, quello di adeguare i salari degli operai italiani a quelli tedeschi. Attendiamo risposte, quindi, da Fiat e buonsenso da Fiom”. Ermanno Amedei

23 febbraio 2011 Non attivi

La Fiaccola Benedettina benedetta dal Papa

Di redazione

È dunque pronta a partire la Fiaccola Benedettina per portare e diffondere il messaggio di Pace e di fratellanza di San Benedetto: oggi, durante l’Udienza Generale del mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto la delegazione di Cassino giunta insieme a quella di Norcia per l’occasione. La giornata è cominciata molto presto, due pullman sono partiti da Cassino carichi di persone e di gioiosa attesa: davvero le celebrazioni in onore di San Benedetto hanno inizio ora. Giunti a Roma, la gentile ospitalità di una parrocchia vicinissima a piazza S. Pietro ha dato la possibilità ai molti “passeggeri” carichi di gonfi bagagli, di trasformarsi in “figuranti” del Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti”. Qualche prova, un ultimo ritocco e ci si incammina nel via vai consueto di via della Conciliazione. E subito i passanti, incuriositi, guardano, sorridono, chiedono in tutte le lingue chi sono quei militi, quelle dame, quei paggi, e sorridono pronti ad immortalare l’inconsueto spettacolo con qualche scatto fotografico. Ma il bello viene in piazza S. Pietro, dove il Corteo ha modo di sfilare e schierarsi degnamente, suscitando simpatia e ammirazione. Splende un bel sole, ma c’è un vento freddo di tramontana. E finalmente si arriva alla meta, l’Aula Paolo VI. La delegazione cassinate si incontra con quella di Norcia, le tute azzurre degli atleti del Cus Cassino si mettono vicino a quelle rosse dei norcini. C’è il Sindaco della città umbra, Gian Paolo Stefanelli, il Vicario episcopale Mons. Mario Curini, tra i vescovi Mons, Boccardo, arcivescovo di Soleto-Norcia; e c’è il nostro Abate, Dom Pietro Vittorelli; c’è il Commissario straordinario di Cassino, dott.ssa Angela Pagliuca, insieme al subcommissario dott.ssa Guerriero e il Comandante della Polizia Municipale Tomassi con alcuni Vigili urbani. La sala è gremita, e dopo l’attesa, arriva lui, Benedetto XVI, accolto con grandi applausi. La catechesi di questo mercoledì è su San Roberto Bellarmino, di cui il Papa traccia un efficace profilo storico e spirituale. Al termine, come di consueto c’è la presentazione e il saluto dei vari gruppi presenti, prima quelli stranieri, poi quelli italiani. Ogni gruppo, quando viene nominato, segnala la propria presenza in vario modo, sventolando fazzoletti, salutando, innalzando un canto. Quando viene nominata la delegazione della Fiaccola Benedettina, i giovani del Corteo rullano i tamburi e lanciano il loro grido militaresco di fedeltà, attirando su di sé tutti gli sguardi. Quando il Santo Padre rivolge il saluto alla delegazione, dice: “In particolare saluto i fedeli venuti con la “Fiaccola benedettina”, che nei prossimi giorni giungerà a Londra per una celebrazione ecumenica; essi sono accompagnati dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Renato Boccardo, e dall’Abate di Montecassino, Dom Pietro Vittorelli. Cari amici, mentre vi ringrazio per l’odierna visita, faccio voti che la tradizionale iniziativa contribuisca a ravvivare la luce della fede, specialmente in Europa e sia portatrice di concordia e di riconciliazione”. C’è commozione ed entusiasmo, si scattano foto, si applaude. Claudia Canale, atleta del Cus Cassino, regge la Fiaccola e insieme al collega di Norcia, si avvicina al Papa, che la benedice: ci sono anche i rappresentanti della Diocesi e del Comune. Al Papa un rappresentante di Norcia offre un prodotto tipico e rinomato della sua terra, un prosciutto, mentre da parte di Cassino viene offerta in dono dall’Associazione culturale Pentacromo un’opera d’arte singolare, un cubo ricco di simbologie formato da pannelli che aprendosi formano una grande croce. L’Abate Vittorelli spiega che quest’Associazione di giovani artisti è incoraggiata dall’abbazia dal momento che sta riscoprendo e ridando valore all’arte sacra. Il Santo Padre sorride contento. All’uscita dall’udienza c’è grande soddisfazione e gioia, l’inaugurazione dei festeggiamenti non poteva andare meglio. Ci si ferma in piazza S. Pietro, ora formicolante di gente, e a questo punto il principale punto di attrazione sono loro, i figuranti del Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti”. Il rullo dei tamburi, l’incedere elegante, qualche danza eseguita pur senza musica, polarizzano l’attenzione di tutti, la gente ammira e sorride, moltissimi gli stranieri e in particolare i giapponesi, che chiedono di farsi fotografare insieme, c’è un’atmosfera festosa. Davvero la Fiaccola parla! C’è un senso di concordia generale in questa piccola ma significativa rappresentanza del mondo, che sembra la dimostrazione che la Pax di Benedetto è possibile! Ora la Fiaccola è davvero pronta a partire. La prima tappa sarà Londra, il prossimo 2 marzo nella prestigiosa e storica abbazia di Westminster.

23 febbraio 2011 0

Rubano in un cantiere e picchiano il proprietario, arrestati 2 pugliesi

Di redazione

Due pugliesi sono stati arrestati dai carabinieri di Termoli con l’accusa di rapina impropria, ricettazione, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni in concorso. Si tratta di D.G.P,., 67enne da San Severo (Fg), e R.G., 35enne da San Severo (Fg). Alle prime ore dell’alba, i due si sono introdotti all’interno di un cantiere edile in Campomarino (Cb) asportando parti di ponteggio e caricandoli su di un autocarro in loro uso. Nell’atto di allontanarsi sono stati sorpresi dal proprietario della struttura che, nella circostanza, è stato aggredito dai malfattori, i quali per guadagnare la fuga hanno speronato anche l’autovettura della vittima. L’allarme arrivato dai carabinieri ha fatto dispiegare una vasta ricerca coordinata dal capitano Francesco Maceroni. Che ha permesso a una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di individuava lungo la S.S.16 un autocarro che, a forte velocità, si dirigeva verso la vicina provincia foggiana; il mezzo è stato bloccato e il conducente, nell’estremo tentativo di sottrarsi alla cattura, ha tentato di dileguarsi nella campagna circostante senza riuscire nell’intento, poiché, dopo breve colluttazione, è stata ammanettato dai militari operanti. Nel frattempo una seconda pattuglia, impegnata nelle ricerche dei malfattori, ha individuato e bloccava il secondo malvivente mentre a piedi tentava di dirigersi verso la stazione ferroviaria di Campomarino. Nel corso delle operazione è stato recuperato l’intero carico asportato che è stato restituito al legittimo proprietario, mentre l’autocarro, su cui erano apposte targhe denunciate smarrite, è stato posto sotto sequestro poiché oggetto di furto. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Larino, a disposizione di quella Procura della Repubblica. I medesimi sono stati anche proposti all’Autorità Amministrativa per l’irrogazione del Foglio di Via Obbligatorio.

23 febbraio 2011 0

Emergenza immigrazione, Maroni: “Da Soli non reggeremo a lungo”

Di redazione

Riunione a villa Panfili dei Ministri degli Interni di Italia, Spagna, Grecia, Francia e Malta. Il ministro Maroni ha chiesto all’Europa di dividere gli oneri dell’esodo di migliaia di persone che dall’africa approderanno sulle coste Italiane. Dall’inizio della crisi sono arrivati in Italia oltre 6.300 migranti in larga parte tunisini. Alcuni hanno chiesto l’asilo politico, altri saranno rimpatriati, ha detto Maroni che ha concluso: “Siamo in grado di sopportare questo impatto ma non a lungo”. Frattini oggi, invece è stato durissimo con l’Europa che ha rifiutato una sua proposta, quella di distribuire i migranti anche in altri Paesi europei.

23 febbraio 2011 0

Libia, diecimila morti in fosse comuni mentre la tv trasmette immagini di gente che passeggia

Di redazione

Sarebbero 10 mila i morti e i 50 mila feriti in Libia, mentre sulla spiaggia di Tripoli si scavano fosse comuni. Mente il Paese è nel caos la televisione mostra immagini di persone che fanno la spesa e passeggia in strada tranquillamente. Intanto sempre più militari disertano e si uniscono ai manifestanti. A Malta un aereo libico tenta di atterrare ma viene respinto, tra i passeggeri anche la figlia di Gheddafi. Rientrano in Italia gli Italiani, solo oggi rientrati 400 connazionali. L’aeroporto di Tripoli preso d’assedio da oltre 10 mila persone straniere che chiedono di lasciare il Paese. Intanto al Confine Tunisino si sono riversati migliaia di profughi che chiedono di arrivare ai porti per imbarcarsi.

23 febbraio 2011 0

Operazione Trick Truck, evasione milionaria nel settore autotrasporti, 43 denunce

Di redazione

La vasta operazione di polizia giudiziaria e tributaria denominata “Trick Truck”, è stata conclusa nella mattinata odierna dalla Guardia di Finanza di Cassino sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Frosinone. L’inchiesta è nata da un’attenta analisi d’intelligence posta in essere dalle Fiamme Gialle, che unitamente al controllo economico del territorio, ha permesso di individuare alcuni settori strategici del tessuto economico della Ciociaria e dell’Alta Terra di Lavoro, considerati “a rischio” per l’evasione e la frode fiscale. Tra i settori portanti dell’economia della provincia di Frosinone, infatti, l’autotrasporto, riveste particolare rilevanza, sia per fatturato che per livello di occupazione. Si è resa doverosa, pertanto, una vasta attività di controllo nel settore, al fine di accertare eventuali evasioni fiscali con forti ricadute sulla libera concorrenza e sulla legalità del fiorente mercato dei trasporti frusinate. Le investigazioni giudiziarie, tributarie e bancarie sono state rivolte ad un gruppo di imprese individuate sulla base di parametri di pericolosità fiscale. In particolare, si è partiti da indici sintomatici della capacità contributiva di alcune persone fisiche, che rivestivano cariche amministrative nell’ambito di aziende con apparente bassa redditività: tali indici consistevano essenzialmente in abitazioni ed automobili di lusso. Rilevata la sproporzione tra reddito e tenore di vita degli amministratori delle imprese attenzionate, sono partite le verifiche fiscali, che hanno accertato come il meccanismo fraudolento posto in essere per evadere le tasse è quello meglio noto come “frode carosello”. Si tratta di una classica fattispecie di evasione fiscale internazionale, attuata attraverso una lunga serie di società, tutte fittizie ed intestate a prestanomi, che scaricano ognuna sull’altra il carico tributario, senza che nessuna lo versi allo Stato. Tutto il meccanismo evasivo veniva compiuto attraverso una fitta rete di società, tutte operanti nel settore dei trasporti: sono ben venti le imprese verificate, e molte di più quelle oggetto di controlli più brevi. I soggetti alla base della truffa sono originari della Ciociaria, del Molise, della Campania, della Sicilia, della Lombardia, del Piemonte; le loro imprese operavano nel Basso Lazio, in Molise, Piemonte, Lombardia, Campania, Polonia, Slovacchia, Romania, Svizzera e Gran Bretagna, avevano come punto di riferimento, nel Centro Italia, le città di Sora, Cassino e Pontecorvo, dove avevano stretto accordi commerciali con operatori locali del settore dei trasporti ed avevano aperto la sede di diverse loro imprese, nonché le rimesse per i loro mezzi di trasporto, perlopiù tir ed autoarticolati. Dalle indagini, tuttavia, è emerso che sia le imprese da essi controllate che quelle con cui avevano stipulato relazioni commerciali, erano solamente strumenti di una complessa e sofisticata architettura di evasione fiscale, che permetteva di scaricare il debito tributario dovuto allo Stato su imprese intestate a prestanomi che non avrebbero mai pagato le tasse o, addirittura, sarebbero fallite. Il tutto, attraverso l’emissione di fatture false per decine e decine di milioni di euro. Le investigazioni, durate circa due anni, hanno permesso di scoprire l’articolato meccanismo di frode, facendo ricorso ai classici strumenti della polizia giudiziaria e tributaria: perquisizioni, sequestri di documentazione, indagini sui conti bancari, interrogatori, verifiche fiscali e l’incrocio di una grande mole di dati acquisiti attraverso numerose banche-dati telematiche. Al termine delle indagini, sono state denunciate, alle diverse Procure della Repubblica competenti per territorio, quarantatrè persone per diversi reati, tra i quali quelli di frode fiscale, di occultamento e distruzione della documentazione contabile e di riciclaggio; diversi sono i procedimenti penali in corso in diversi Tribunali d’Italia. I responsabili della frode rischiano ora la reclusione, a seconda dei reati commessi da ognuno e del coinvolgimento, a un massimo di pena che può superare anche i dodici anni. Dal punto di vista fiscale, nei confronti delle società italiane coinvolte nel sistema di frode fiscale è stata accertata un’evasione della base imponibile ai fini delle imposte dirette di oltre 121.000.000 (centoventuno milioni) di euro non dichiarati, ai fini dell’imposta sul reddito delle attività produttive (Irap) di oltre 112 milioni, nonché di omessa dichiarazione di imposta sul valore aggiunto (IVA) per oltre 22 milioni di euro, oltre a 2.300.000 (duemilionitrecentomila) euro di ritenute sul lavoro dipendente non operate o intascate e non versate e a fatture per operazioni inesistenti per oltre 83 milioni di euro. L’esito delle indagini fiscali e bancarie è stato ovviamente comunicato all’Agenzia delle Entrate, che svolgerà i propri adempimenti per il recupero delle ingenti somme sottratte alla collettività, provvedendo all’emissione dell’avviso di accertamento, alla riscossione ed all’emissione di misure cautelari sui beni. Le indagini della Guardia di Finanza nel settore dell’autotrasporto, tuttavia, non finiscono qui: il comparto economico, delicatissimo per la provincia di Frosinone sia per l’occupazione, sia perché strumentale e collegato ai grandi complessi industriali, viene attentamente vigilato, per garantire le migliori condizioni di concorrenza e legalità al mercato dei trasporti.

23 febbraio 2011 0

Volpe investita da auto pirata salvata a Vasto dai Servizi Veterinari

Di admin

E’ stata trovata agonizzante nel primo pomeriggio di ieri da un passante nei pressi della Sirenetta, a Vasto, dopo che un’auto l’aveva investita, lasciandola riversa sul ciglio della strada. Ma quella che sembrava una giornata sventurata ha avuto un lieto fine per una volpe «urbanizzata», che è stata soccorsa e salvata dai medici del Servizio Veterinario.

L’animale, una femmina di due anni, forse in cerca di cibo si era spinto fino al centro abitato, sul lungomare, finendo però sotto un mezzo che transitava sulla strada in quel momento, il cui conducente comunque non si è preoccupato di prestare alcun soccorso. Ci ha pensato, invece, un uomo che passeggiava in quella zona il quale, avendo visto la volpe ferita e visibilmente sofferente, ha allertato i Servizi Veterinari della Asl Lanciano Vasto Chieti, prontamente intervenuti.

Sul posto sono arrivati due medici che hanno prelevato l’animale, dopo averlo sedato perché in preda a convulsioni per il trauma subito, e portato in ambulatorio, dove sono state medicate ferite e contusioni riportate nell’incidente e praticate tutte le terapie farmacologiche del caso. A sera, dopo avere verificato il deciso miglioramento delle condizioni generali della volpe, i medici l’hanno liberata, lasciandola nell’oasi di Punta Aderci, dove si è rapidamente dileguata.

23 febbraio 2011 0

Attirano un extracomunitario in una trappola per picchiarlo e rapinarlo, due ceccanesi in manette

Di redazione

Hanno carpito la buona fede di un extracomunitario per attirarlo in una trappola e rapinarlo. E’ accaduto a Ceccano dove poco dopo la mezzanotte, un cittadino algerino, per errore è sceso dal treno imbattendosi in I.C. 33 enne e C.M., 21 enne, entrambi del posto. I due si sono offerti di accompagnarlo presso il suo domicilio con la loro autovettura ma, percorso un breve tragitto, si sono fermati improvvisamente in una località isolata e lo hanno aggredito con calci e pugni al fine di asportargli la somma di 200 euro, il telefonino e la fede nuziale in oro. Il malcapitato ha riportato delle ferite e lesioni multiple giudicate guaribili in quattro giorni dal personale del nosocomio di Frosinone. L’immediata segnalazione e le pronte ricerche i, hanno consentito ai militari operanti di rintracciare i malviventi presso un locale pubblico di Ceccano e di recuperare l’intera refurtiva, che è stata restituita al legittimo proprietario. I due sono stati arrestati con l’accusa di rapina aggravata, dopo le formalità di rito sono stati associati presso la locale casa Circondariale.

23 febbraio 2011 0

Rapia alla sala giochi, due rumeni identificati e denunciati

Di redazione

Rapiana alla sala giochi “16 Games” di Lanciano. Ieri sera alle 20.30 circa in Corso Roma, due giovani con il volto coperto da una calza e con in mano un coltello, hanno bloccato la titolare, una 27enne di Lanciano, prelevando tutto il contante rinvenuto nel cassetto del registratore di cassa e nella borsa della donna che però, reagendo, ha messo in fuga gli aggressori. Nella fuga, i rapinatori, all’interno del locale, hanno perso il coltello, successivamente rinvenuto e posto sotto sequestro dai carabinieri. Tempestivo, infatti, è stato il loro intervento, che ha consentito di effettuare immediate ricerche, attraverso cui sono stati individuati due giovani che i cui tratti somatici e le più generali fattezze corrispondevano esattamente alla descrizione fatta dalla A.M. I due ragazzi fermati e accompagnati in caserma nella tarda serata di ieri da militari della Stazione di Lanciano sono entrambi di nazionalità rumena, di cui uno minorenne. Le operazioni di perquisizione, condotte sia sulla persona che presso le abitazioni dei due, finalizzate alla ricerca di elementi di riscontro, hanno dato esito negativo. Poco dopo, è stato rinvenuto il portamonete appartenente al cassetto del registratore di cassa; anche su questo, congiuntamente al coltello, è stato eseguito un accertamento finalizzato a rinvenire impronte utili alla identificazione dei criminali. Il minore è stato affidato ai genitori, convocati presso gli uffici della caserma di via del Verde, mentre l’altro, S.M.D., 21 anni, nato a Galati (Romania) e residente a Lanciano, è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica di Lanciano.

23 febbraio 2011 0

Omicidio Scazzi, arrestati fratello e nipote di Misseri

Di redazione

Nell’inchiesta sulla morte di Sara Scazzi, la ragazzina 15enne di Avetrana trovata morta la scorsa estate in una cisterna interrata ad un mese dalla scomparsa, si arricchisce di nuovi indagati. Dopo l’arresto dello zio (inizialmente) reo confesso Michele Misseri, e della figlia di quest’ultimo Sabrina, cugina di Sara, i carabinieri, questa notte, hanno tratto in arresto anche Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele. Due sono indagati per concorso in soppressione di cadavere. Insomma, per un mese Sara è stata cercata in ogni angolo della Puglia ed anche fuori, eppure così tanta gente quantomeno sapeva che era morta.