Cassino al voto, Taviano da via libera a Palombo in cambio del vicesindacato

24 febbraio 2011 0 Di redazione

Seppure non ci sono nomi ufficiali sulla candidatura a sindaco di Cassino che sia espressione del Pdl, cominciano, però, ad arrivare i primi accordi trasversali. “Cassino, Città futura” la lista civica che proponeva alla città Paolo Andrea Taviano, Gip ad Avezzano e già magistrato al tribunale di Cassino, come candidato alla poltrona di Sindaco, ha stretto accordi con la Casa delle Liste Civiche, che, invece candida a sindaco Carmelo Palombo che, tra l’altro, si fa forte della “benedizione” di Mario Abbruzzese, presidente del consiglio regionale del Lazio. Taviano avrebbe accettato di rinunciare alla sua candidatura in cambio, però, della promessa, in caso di vittoria, della poltrona di vicesindaco. Il capolista, quindi, della lista Cassino Città futura, quindi, sarà Ernesto Di Muccio, un agente di polizia. Un ruolo di prestigio, quello promesso a Taviano che sarebbe potuta servire anche per far “rientrare” uno dei due tra Nardone (che già aveva ricoperto la carica di vicesindacato otto Scittarelli) e Sebastianelli. Ma nel centrodestra è polemica per i ritardi nelle scelte a candidato a sindaco da parte di Abbruzzese e contro di lui si è schierata Annalisa D’Aguanno, consigliere regionale del Pdl. In realtà i contendenti a sindaco del centrodestra sono tre: Michele Nardone espressione di ex An e sostenuto da Gianni Alemanno, Carmelo Palombo per la “Casa delle liste civiche” ma indicato da Abbruzzese e Giuseppe Sebastianelli che rivendica la candidatura per i suoi 18 anni di Forza Italia. Giuseppe Sebastianelli fa notare: “Appare evidente che l’unico candidato che rappresenta l’ala moderata proveniente dalla famiglia di Forza Italia nell’ambito del Popolo della Libertà sono solamente io, mentre per quanto riguarda l’ala dell’ex partito di Alleanza Nazionale c’è l’ex vicesindaco Michele Nardone. La sfida nel Pdl si giocherà tra noi. La questione dovrà essere affrontata in questi termini e intorno a questi due nominativi, il mio e quello di Nardone, a tutti i livelli politici, provinciale, regionale e nazionale, fermo restando che alla fine saranno i cittadini gli unici arbitri della competizione elettorale”.