Incinta a 17 anni dirà addio alla figlia non appena nasce. “Non posso darle un futuro dignitoso”

5 febbraio 2011 2 Di redazione

“Non potrei assicurargli un futuro dignitoso e, per questo, le dirò addio dopo averle donato la vita”. E’ straziante sentirla parlare nel suo italiano stentato con la sua voce da 17enne. La ragazza è arrivata a Cassino da un Paese dell’est, ospite di parenti, con il pancione già evidente. Al quinto mese di gravidanza, se fosse rimasta ancora a casa, i genitori, e il paese se ne sarebbero accorti. “Il ragazzo con cui ho avuto una relazione – un connazionale di 24 anni che vive e lavora in Spagna, e che era rimpatriato per un breve periodo – quando gli ho detto ciò che stava accadendo ha smesso di rispondermi al telefono. Da sola ho tentato di abortire, sono andata in ospedale per tre volte ma i medici, per un motivo o l’altro rimandavano sempre. L’ultima volta hanno detto che ormai avevo superato il terzo mese e, per questo non ho insistito più, pensando che, evidentemente il bambino doveva nascere”. Nascondendo la gravidanza ai genitori, quindi, ha raggiunto Cassino per una soluzione. Era arrivata al settimo mese senza un controllo medico perché temeva di essere rimpatriata, poi le hanno spiegato che nelle sue condizioni non era possibile e ha deciso di farsi visitare. “Ho scoperto che è una bambina – racconta la ragazzina – Faccio fatica a non innamorarmi dell’idea di poterla amare. So, infatti, che non appena nascerà io la darò via, dirò ai medici che non la posso tenere e le nostre vite si separeranno per sempre”. La mamma che non accetta la figlia al momento della nascita, infatti, non saprà più nulla di lei subito dopo il taglio del cordone ombelicale. “Non ho un lavoro, né un marito o fidanzato; non ho nulla da offrirle per assicurarle un futuro dignitoso. Mi hanno detto che in questa maniera verrà affidata a persone per bene che, prima di diventarle genitori, devono superare tanti controlli. Con loro starà sicuramente bene”. Ai servizi sociali di Cassino si è rivolta per essere informata su come avrebbe dovuto fare per realizzare il suo progetto. “Le auguro tutto il bene del mondo, tutto quello che io non le posso offrire. Io ho commesso un errore – ha detto di lei la ragazzina – ma vorrei avere anche io una possibilità”. Vorrebbe riuscire a trovare lavoro in Italia, qualcosa che le dia un minimo di stabilità per farsi un giorno una famiglia. “Se un giorno la dovessi reincontrare sperò che saprò fargli capire il sacrificio che ho fatto per dare una possibilità almeno a lei”.
Er. Amedei