Giorno: 15 marzo 2011

15 marzo 2011 0

Controlli a tappeto sulle strade tra Latina e Frosinone, 102 i punti ritirati

Di redazione
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Questa mattina, pattuglie della Sezione della Polstrada di Frosinone, unitamente a pattuglie appartenenti alla Sezione di Latina e del distaccamento di Terracina, coordinate dal vice questore aggiunto Bruno Agnifili, hanno attivato posti di controllo lungo tutta la dorsale dell’arteria stradale sr 156 dei Monti Lepini che collega la provincia di Frosinone a quella di Latina, nonché in ambito autostradale a/1 a ridosso di Frosinone. In particolare i controlli hanno riguardato i veicoli adibiti al trasporto di merci e persone rivolgendosi specificatamente alla verifica dei tempi di guida dei conducenti, delle velocità tenute, del carico trasportato e del rispetto delle normative amministrative di riferimento riguardanti le abilitazioni professionali, conto proprio e conto terzi. All’atto dei controlli sono stati sottoposti a sequestro una Bmw modello x6 risultato sprovvisto di copertura assicurativa. Di seguito si riportano i dati salienti. Veicoli controllati 176, Persone controllate 185, Posti di controllo attivati 3, Pattuglie impiegate 7, Infrazioni accertate 66, Infrazioni accertate veicoli industriali 39, Patenti ritirate 5, Carte circolazione ritirate 2, Infrazioni circa la velocità 11, Infrazioni circa sorpasso (148 cds) 7, Infrazioni circa mancata copertura assicurazione 1, Accertamenti buste paga 1, Regolarità documentazione trasporto 9, Fermi amministrativi 2, Dlvo 298/74 normativa autotrasporto conto terzi 2, Dlvo 144/10 tempi di guida 2, Liste di controllo 27, Punti decurtati 102.

15 marzo 2011 0

Non fu truffa ma concussione, tre medici di Pontecorvo rischiano i domiciliari

Di redazione

Non fu truffa ma concussione e, per questo, i medici del reparto di otorinolaringoiatria di Pontecorvo sono soggetti alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame a cui la procura di Cassino si era appellata in seguito alla derubricazione del reato da parte del Gip. Le indagini sono state svolte dai carabinieri del Nas di Latina che accertarono che tre dei cinque medici, quelli oggi indagati, dopo le operazioni, invitavano i pazienti a visite private. Un comportamento illecito che oggi ha ritrovato spessore dell’accusa. I tre medici, per evitare l’applicazione della misura cautelare hanno dieci giorni di tempo per appellarsi alla Cassazione.

15 marzo 2011 0

Ladro di grondaie, arrestato 35enne

Di redazione

A Isola del Liri, i carabinieri hanno arrestato per “furto aggravato” M.A., 35enne del luogo. L’uomo, è stato sorpreso all’interno di un cantiere in costruzione, ove aveva già smontato alcune grondaie in rame e relativi supporti dal tetto dell’immobile. La refurtiva, del valore di 500 euro circa, è stata interamente recuperata e restituita al legittimo proprietario. L’arrestato, ad espletate formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’A.G.

15 marzo 2011 0

Commerciante nelle sabbie mobili dell’usura, 13 arresti tra Lazio e Abruzzo

Di redazione

Alle prime ore di oggi, nella periferia sud-est di Roma, in provincia di Frosinone e nella città di Pescara, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati, coadiuvati da quelli delle Compagnie dipendenti, dal Comando Provinciale di Pescara e dalle unità cinofile di Santa Maria Galeria, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 soggetti (di cui tre di etnia rom), ritenuti responsabili del reato di usura aggravata ed estorsione nei confronti del titolare di un’azienda per la lavorazione del marmo sita in località Lunghezzina di Roma. Il blitz dell’Arma è scattato nel cuore della notte, quando i Carabinieri si sono presentati simultaneamente nelle abitazioni degli arrestati. Le indagini hanno avuto inizio verso la fine del mese di settembre 2010, quando un artigiano 50enne romano, titolare di un’azienda per la lavorazione del marmo a conduzione familiare ma di grosse dimensioni, si è deciso a presentare una denuncia contro ignoti per il reato di usura. Si tratta di un impresa che, prima di ridursi nell’attuale disastrosa condizione, aveva un fatturato annuo di circa 500.000 euro. L’uomo, inizialmente titubante perché seriamente intimorito dalle minacce che gli erano state rivolte, ha fornito un quadro veramente preoccupante della sua situazione. Da circa un anno, infatti, la sua azienda era divenuta un autentico vespaio di usurai che andavano continuamente a pretendere i pagamenti degli interessi. La particolarità è che ogni usuraio lavorava indipendentemente dall’altro ma tutti cercavano di attingere dalla stessa vittima. La ricostruzione fatta dagli inquirenti ha ben presto portato a comprendere la dinamica del fenomeno: la vittima, a causa di una serie di investimenti sbagliati che hanno portato la sua azienda in serie difficoltà, si è rivolta al primo usuraio ma ben presto ha scoperto di non riuscire a coprirne gli interessi. Per questo motivo, si è visto costretto a chiedere un prestito ad un secondo usuraio per coprire il debito contratto con il primo. Da qui è iniziata una vorticosa catena di debiti contratti per saldare gli interessi di quelli precedenti. Nel giro di poco tempo l’uomo si è trovato completamente “strozzato”. Anche per prestiti molto modesti si è trovato a dover pagare cifre veramente importanti: si pensi che per un prestito di soli 4.000 €, si è visto applicare un interesse pari al 338.106.173.344.118.000 % annuo, una cifra difficile anche solo da leggere! Nel frattempo, gli usurai hanno iniziato a diventare sempre più aggressivi, minacciando sia l’uomo che la sua famiglia, arrivando anche a picchiarlo violentemente e ad incendiargli un’autovettura. La condotta di tutti gli indagati si è espressa con una violenza tale in uno stato di autentico terrore. Per questo motivo, l’imprenditore, al fine di allentare la pressione nei suoi confronti ha dovuto anche compiere costosissime prestazioni d’opera in marmo a titolo gratuito, aggravando ancora di più la sua situazione. In sintesi, l’artigiano, avendo ottenuto un prestito complessivo in due anni di circa € 80.000 (ottantamila), ha dovuto versare, nello stesso periodo, circa € 200.000 (duecento) in titoli di pagamento/contanti e in prestazioni d’opera, senza peraltro esaurire il debito che, anzi, continuava ad aumentare. Cinque mesi d’indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di individuare compiutamente ben 13 differenti usurai, nonché di tracciare le differenti responsabilità di ognuno. Gli inquirenti sperano che l’operazione di servizio porti anche altre vittime a convincersi che quella della legalità è l’unica strada da percorrere per poter uscire dalle “sabbie mobili” in cui si ritrova chiunque si rivolge al giro dell’usura.

15 marzo 2011 0

Cassino, punito dall’ennesima ‘svista arbitrale’ pareggia con il Colleferro

Di redazionecassino1

Un’altra svista arbitrale archivia l’ennesima domenica amara per il Cassino contro il Colleferro. L’errore arbitrale ferma la rincorsa e la voglia di riscatto degli azzurri. E dire che il Cassino aveva giocato alla pari con la seconda del torneo , il Colleferro, Cappelli e compagni hanno disputato una buona gara, mostrando compattezza e determinazione. Ma non sono bastate, ancora una volta ci si è messo di mezzo il direttore di gara a complicare le cose, concedendo un calcio di rigore inesistente al Colleferro. Ai padroni di casa è bastato per raggiungere il pareggio fino ad allora insperato. Il Cassino era sceso in campo determinato a portare a casa il risultato pieno, ben disposto, da mister Barbabella, con difesa rinforzata, pressing alto e ripartenze veloci. Armi che hanno consentito a Simone Marsella di mettere a segno il quinto centro consecutivo. Il rigore di domenica si aggiunge alla lunga lista di ‘sviste arbitrali’, con il Valmontone, prima, ed il goal in fuori gioco, passando per  i due rigori con il Tecchiena hanno pesato non poco sul punteggio e sulla classifica degli azzurri. Il tempo però passa e non bastano i miglioramenti e l’intensità di gioco a contrastare gli avversari di turno se anche i fischietti designati ci mettono del loro!

15 marzo 2011 0

Champions League: stasera tocca all’Inter. Leonardo recupera Lucio, Milito parte dalla panchina

Di redazionecassino1

Stasera l’Inter, con diretta alle 20.45, si giocherà a Monaco, il ritorno degli ottavi, una partita decisiva ed importante della stagione, per  rimanere in corsa per la Champions League. Vietato sbagliare, questo l’imperativo per gli uomini di Leonardo.  C’è da recuperare l’1-0 dell’andata contro i tedeschi che hanno vinto l’ultima gara in campionato per 6-0 con una tripletta dello scatenato Robben.   “Non penso all’eliminazione ma nel calcio non si promette nulla. Giocheremo con grande ottimismo consapevoli della nostra forza – ha spiegato Leonardo nella conferenza stampa della vigilia – C’é una grande voglia perché queste partite sono finali che ti rimangono sempre dentro. Domani faremo di tutto per andare avanti. La squalifica di Ibrahimovic, che salterà il derby? Penso a una partita alla volta”.  Il tecnico brasiliano deve risolvere alcuni dubbi di formazione: il più grande riguarda Lucio in difesa, con il brasiliano che deve smaltire lo stiramento al gluteo. In caso di forfait, la coppia centrale dovrebbe essere formata da Ranocchia e Chivu. Non è escluso anche lo spostamento di capitan Zanetti a sinistra e l’inserimento dall’inizio a centrocampo di Cambiasso e Thiago Motta. In attacco, spazio alla coppa Eto’o-Pandev col macedone visto in buona forma contro il Brescia nonostante gli errori sotto porta.  Qualche speranza anche per Diego Milito, che ha svolto l’allenamento di rifinitura e potrebbe partire dalla panchina.

15 marzo 2011 0

Scacco al clan camorristico “Deangelisiano”, sequestrati beni per 100 milioni

Di redazione

Il cassinate un vero forziere della Camorra. Lo dimostra l’ennesimo sequestro che questa mattina ha compiuto la Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Napoli tra Castrocielo, Cassino, Aquino, Frosinone, Formia, Gaeta, Roma e l’Aquila. Beni per 100 milioni di euro messi insieme da quello che gli investigatori dell’antimafia sostengono essere un nuovo ramo della camorra campana operante nel basso Lazio: quello dei Deangelisiani, diretta emanazione dei Casalesi. Già agli onori della cronaca per fatti di Camorra

A dire il vero, la loro attività è stata messa sotto scacco già qualche annoi fa quando da Napoli partirono 73 avvisi di garanzia per associazione mafiosa, tra cui 40 indagati oggetto anche di misura cautelare. Di quel gruppo, 33 erano del cassinate e la figura di primo piano, in quel caso come anche in quello di stamattina, era Gennaro De Angelis 67 anni originario di Casal Di Principe, ma dal ’70 residente nel Basso Lazio dove, secondo gli investigatori della Dia, aveva esportato il mestiere del Camorrista. Intimidivano e accaparravano il mercato dell’auto

Lui, Insieme a Aladino Saidi, 33 anni di Sora, Aveva costituito un gruppo capace, con l’intimidazione, di ottenere la leadership sul mercato dell’auto usata in buona parte del Basso Lazio. Il tutto, poi, contorniato da un sapiente modo di truffare lo stato aggirando l’Iva da acquisti fatti all’estero. Con l’ordinanza di oggi, il De Angelis viene definito, invece, addirittura un capo regime dei Casalesi, alla testa di un suo gruppo denominato “deangelisiano”. I sequestri, questa mattina, quindi, sono scattati per De Angelis ma anche per Aladino Saidi, 33enne di Sora e Antonio Di Gabriele, 65enne di Crispano. Per loro provvedimento che dispone anche la sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno per anni tre adottato dal Tribunale di Frosinone – Sezione Misure di Prevenzione a seguito di una articolata proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A., Generale dei Carabinieri Antonio Girone sostenuto nel dibattimento di prevenzione dal P.M. presso la Procura di Frosinone, Tonino Di Bona. L’operazione ha consentito di sottrarre al sodalizio criminale, contiguo al “clan dei casalesi”, un patrimonio del valore stimato in oltre 100 milioni di Euro, costituito da beni localizzati a Castrocielo, Cassino, Aquino, Frosinone, Formia, Gaeta, Roma e l’Aquila e consistenti in: 17 società, 2 ditte individuali, 31 fabbricati, 14 terreni, 16 autovetture, 118 rapporti finanziari. Così la Dia definisce in un comunicato stampa i tre indagati: “DE ANGELIS Gennaro, stanziatosi nel basso Lazio all’inizio degli anni ’70, ha rappresentato, per lungo tempo, un punto di riferimento del “clan dei casalesi” fino a diventarne “caporegime”, dapprima nell’organizzazione di Antonio Bardellino e, successivamente alla scissione, nel gruppo camorristico capeggiato da Francesco Schiavone “Sandokan” con il quale è imparentato. Secondo quanto emerso dalle attività della D.I.A., il DE ANGELIS, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla sua appartenenza al citato sodalizio, aveva formato un proprio ed indipendente gruppo criminale di tipo mafioso, definito “Deangelisiano”, realizzando, nella propria ”zona” d’influenza la commissione sistematica di numerosi reati, come estorsioni, truffe, riciclaggio, ricettazione e, soprattutto, importazione da altri Paesi dell’Unione Europea di autovetture, in regime di evasione d’IVA. Per un periodo ha svolto anche la funzione di “procacciatore” e “fornitore di armi” al clan dei casalesi durante la storica guerra intestina che ha visto contrapposti i casalesi di “Sandokan” ai “bardelliniani”. Ha partecipato alle attività estorsive nella zona di influenza attraverso l’indicazione al clan, quali obiettivi contro cui destinare le richieste estorsive, delle attività economiche più fiorenti nel territorio sud pontino. Per le capacità imprenditoriali e di intermediazione bancaria, il DE ANGELIS si era accreditato, in seno al clan, come “incaricato” dal boss “Sandokan” ad operare investimenti in Italia ed all’estero dei capitali illecitamente accumulati dall’organizzazione criminale; SAIDI Aladino è ritenuto organico al sodalizio camorristico deangelisiano. Socio di Gennaro DE ANGELIS sotto un profilo finanziario ed economico, si impegnava, in particolare, nella articolazione della frode all’Erario. Allo stesso sono state contestate diverse imputazioni per trasferimento fraudolento di valori con l’aggravante prevista per i reati connessi ad attività mafiose e per associazione a delinquere finalizzata alle truffe ed altri reati contro il patrimonio; DI GABRIELE Antonio, è ritenuto un uomo di fiducia e prestanome del DE ANGELIS, con precedenti per reati di natura associativa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante prevista per i reati connessi ad attività mafiose, fittizie intestazioni di beni, nonché reati contro la persona, il patrimonio, in materia di armi ed altro”. Er. Amedei

15 marzo 2011 0

Vendevano di tutto… soprattutto ciò che non era loro. Denunciati quattro truffatori

Di redazione

Veri professionisti dell’inganno quelli scoperti e denunciati ieri dalla Squadra Mobile della Questura di Frosinone. Si tratta di quattro Pontini capaci di mettere in scena una truffa perfettamente orchestrata. I fatti risalgono alla scorsa estate quando furono presentate presso la Questura di Frosinone 4 denunce di furto di macchinari industriali e materiale ferroso in due magazzini ubicati nella zona ASI. Proprio in occasione di uno di questi furti l’effettivo titolare dell’azienda si vide arrivare due sconosciuti di Latina che dopo avergli esibito un ”apparente” regolare contratto di compravendita, caricavano il materiale su di un camion lasciando il perplesso proprietario nel più totale sconcerto. Immediate le indagini della Squadra Mobile che hanno consentito di smascherare i singolari truffatori. Si tratta di quattro uomini di Latina, padre di 66 anni, figlio di 35 e altri due giovani rispettivamente di 37 e 24 anni che si erano ben organizzati per mettere a segno sensazionali truffe. I quattro infatti si presentavano ben vestiti a bordo di auto di grossa cilindrata e con ventiquattrore cariche di documenti fittizi dai quali risultavano essere i proprietari delle aziende venditrici. Avevano anche sostituito le chiavi e i lucchetti dei cancelli dei depositi riuscendo così ad ingannare gli ignari acquirenti. Le vendite venivano effettuate stipulando veri e propri contratti ed i pagamenti avvenivano in contanti. L’attività truffaldina ha permesso alla banda di intascare oltre centomila euro, mentre il danno arrecato agli effettivi proprietari ammonta a oltre ottocentomila euro. Questa mattina il personale della Squadra Mobile di Frosinone ha eseguito a carico dei quattro delle perquisizioni domiciliari riuscendo a recuperare documentazione attestante la loro illecita attività. I componenti della banda sono stati denunciati per truffa aggravata e furto aggravato e nei loro confronti è stata emessa richiesta di rinvio a giudizio da parte del Sostituto Procuratore Dott.ssa Caracuzzo, della Procura della Repubblica di Frosinone.

15 marzo 2011 0

A14 Bologna-Taranto: riaperta l’uscita di Fano provenendo da Ancona

Di admin

Autostrade per l’Italia comunica che è stata riaperta, alle 07:30, l’uscita della stazione di Fano provenendo da Ancona, chiusa precedentemente alle 04:30, a causa di un incidente di un mezzo pesante, che trasportava biscotti. E’ stato necessario recuperare la merce e procedere alla rimozione del mezzo pesante incidentato. Non si sono registrate turbative al traffico. Costanti aggiornamenti sulle condizioni di viabilità vengono diramati da RTL 102.5 FM , Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile sul network TV INFOMOVING in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840-04.21.21.