Comune “autolesionista” non incassa 16 milioni per la gestione dell’acqua, la Finanza indaga su amministratori e funzionari comunali

14 marzo 2011 0 Di redazione

Il comune non ha vigiliato sugli accordi tra Sangemini e Atf e ha perso un introito di circa 16 milioni di euro. Ma gli amministratori della “cosa pubblica” non possono arbitrariamente decidere per l’autolesionismo dell’ente che amministrano, per cui la guardia di Finanza sta vagliando la posizione di sette persone tra amministratori, dipendenti e funzionari del comune fiuggino.
Nel particolare, le fiamme gialle al comando del colonnello Giancostabile Salato, hanno proceduto alla quantificazione ed accertamento del danno erariale causato al Comune in relazione alla non oculata gestione del contratto di affitto del ramo d’azienda, imbottigliamento e commercializzazione dell’Acqua di Fiuggi, stipulato tra la Sangemini spa ed ATF (società interamente partecipata dal Comune di Fiuggi).
Dalle indagini svolte e dagli accertamenti esperiti sono stati rilevati comportamenti “attivi” ed “omissivi” tenuti da amministratori pubblici del Comune di Fiuggi (FR), nonché dai vari responsabili dei servizi finanziari e dai segretari comunali generali succedutisi nel tempo, nonché dell’amministratore pro tempore dell’ACQUA & TERME FIUGGI S.U.P.A.
Nello specifico è stato rilevato, tra l’altro, che il Comune e la società ATF dovevano far applicare gli accordi in vigore in tutta la loro estensione nei confronti di SANGEMINI; non essendo stato rispettato il contratto posto in essere tra SANGEMINI e Acqua & Terme Fiuggi, quest’ultima non ha potuto far fronte ai canoni da versare al Comune di Fiuggi e comunque, in nessun caso il comune di Fiuggi ed ATF potevano accondiscendere ad una revisione TACITA dei contratti, senza agire in modo economicamente autolesionistico.
Per i fatti e i comportamenti riferiti, attuati dai soggetti innanzi indicati, è emerso che gli stessi abbiano arrecato un “notevole” danno erariale alle casse del Comune di Fiuggi (mancato introiti in relazione al canone di sfruttamento minerario non pagato da Acqua & Terme Fiuggi), che ricorrano le condizioni di legge perché il comportamento dei presunti responsabili nella vicenda in esame possa qualificarsi come doloso e/o gravemente colposo e quindi idoneo ad ascrivere in capo al loro il danno arrecato quantificabile in €. 15.868.469,54 comprensivi degli interessi legali e rivalutazione monetaria anche questi previsti dal citato contratto.
Tali operazioni hanno richiesto indagini approfondite per acquisire tutta la documentazione esistente presso gli Uffici Comunali e presso le persone direttamente coinvolte in tale rapporto. Dall’analisi della documentazione acquisita e dalle indagini condotte dalle fiamme gialle fiuggine è stato possibile quantificare un danno erariale “milionario”, riferibile alle mancate riscossioni dei canoni pattuiti contrattualmente, maggiorati degli interessi legali e della rivalutazione monetaria. Tale situazione andava conseguenzialmente a pesare sui bilanci comunali, ormai da tempo in negativo.
Proseguono le attività dei militari di Fiuggi volte a verificare la sussistenza di una responsabilità penale degli effettivi protagonisti di tale vicenda nella cattiva gestione del rapporto contrattuale tra la Sangemini, A.T.F. ed il Comune.
Attualmente al vaglio della magistratura e dei militari operanti c’è la posizione di sette persone sulle quali si concentra l’attività investigativa.
Le attività di controllo sulla gestione dei fondi pubblici amministrati da Comuni ed enti con natura pubblica è stata disposta dal Comando Provinciale di Frosinone in un più ampio contesto di controlli anche di natura preventiva volti ad accertare l’oculata utilizzo di fondi pubblici e la corretta destinazione degli stessi.