Primo sequestro in Italia di nuova droga sintetica, era in un negozio di Cassino

18 marzo 2011 0 Di redazione

A Cassino è sbarcata una nuova droga sintetica sconosciuta, fino ad oggi, alle tabelle delle sostanze stupefacenti. Se ne sono accorti gli uomini della guardia di Finanza al comando del colonnello Giancostabile Salato e coordinati sul campo dal capitano Vincenzo Ciccarelli che hanno sequestrato la nuova droga e denunciato un commerciante. Il sequestro è maturato nel corso di un controllo presso un esercizio commerciale della Città Martire
Le Fiamme Gialle erano alla ricerca di sostanze stupefacenti camuffate da incensi e profumatori d’ambiente, ultimamente molto in voga tra i giovani consumatori di sostanze stupefacenti.
Tali bastoncini d’incenso, che bruciano ed emettono un fumo aromatico esattamente come quelli legali, contengono però sostanze vietate dalla legge che agiscono sul sistema nervoso centrale.
Tali incensi non sono stati rinvenuti tra quelli in vendita, sebbene i militari, dalla documentazione contabile, ne abbiano accertato la vendita di enormi quantità ai clienti del Cassinate.
Tuttavia, l’attenzione dei finanzieri si è concentrata su una serie di altri prodotti, risultati sospetti agli occhi degli esperti investigatori antidroga.
Tra questi, sono state rinvenute le capsule oggetto di sequestro, contenute in confezioni che le celavano sotto la dicitura “fertilizzante per bonsai”.
Informata la locale Procura della Repubblica presso il Tribunale, il Sostituto Procuratore Dott. Fabrizio Suriano ha immediatamente disposto la perizia tossicologica, eseguita dalla Dott.ssa Maria Chiara David, Tossicologo Forense dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Dalle analisi chimiche è emerso che le capsule contenevano una potentissima sostanza psicoattiva, derivato sintetico del Catinone ed analogo strutturale del Mefedrone, sostanza già vietata in Italia dallo scorso giugno.
Quest’ultimo è una molecola sintetizzata in laboratorio che agisce in maniera analoga al catinone, una molecola naturale presente nella pianta del Khat (Catha Edulis) ad azione stimolante. Può definirsi “parente stretto” della famiglia delle amfetamine, alla quale appartiene anche l’ecstasy. Si presenta sotto forma di polvere o di compresse e viene generalmente ingerito, sniffato, oppure può essere fumato e in rari casi viene iniettato.
I rischi per la salute sono conseguenti alla iperstimolazione del sistema nervoso simpatico e sono soprattutto di ordine cardiovascolare o psichiatrico, non differiscono in sostanza da quanto può accadere con le amfetamine o la cocaina o l’ecstasy.
Dopo il suo uso il consumatore avverte euforia, loquacità, prontezza nella risposta, sentimenti di empatia; al pari possono comparire ansia, paranoia, agitazione, stati psicotici, ipertermia, tachicardia o aritmie, e convulsioni.
Naturalmente i rischi aumentano a dismisura nell’eventuale associazione con altre sostanze, evenienza tra l’altro molto probabile.
Il Mefedrone, analogo alla sostanza sequestrata, è noto per aver causato la morte di molti giovanissimi, e viene consumata soprattutto in occasione di rave-party.
La sostanza, che attualmente non è considerata dalla legge come droga, verrà inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti a breve, grazie al sequestro operato a Cassino.
A questo scopo, la Guardia di Finanza ha informato il Ministero della Salute e la Presidenza del Consiglio – Dipartimento delle Politiche Antidroga dell’avvenuto sequestro.