Proposta del Piano casa regionale bocciata da Cgil

5 marzo 2011 0 Di redazione

“Il rilancio del settore dell’edilizia e il rispetto della legalità
non è sufficiente il piano casa della Regione ed la SUA proposta dal Prefetto”. Lo scrive in una nota stampa Benedetto Truppa della Cgil Frosinone. “La CGIL insieme ad alcune Associazioni ambientaliste ha fortemente criticato il Piano Casa e la relativa proposta di Legge presentata dal Vice Presidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti.
LA CGIL sostiene che il nostro territorio non ha bisogno di nuove colate di cemento, o di aumenti di cubature tutte mirate a legalizzare o sanare vecchie e nuove speculazioni. L’emergenza casa che esiste sicuramente anche in Provincia di Frosinone, sono centinaia le richieste di sfratti e le richieste di alloggi popolari, poco si coniuga con le scelte politiche di questa Amministrazione Regionale.
Questo Piano ci fa tornare indietro di mezzo secolo permette di liberalizzare le costruzioni, attaccando le aree agricole e attraverso l’aumento indiscriminato delle cubature rischia di cambiare e snaturare il rispetto delle regole urbanistiche delle città e cementificare interi territori fino ad oggi salvaguardati.
Non è certo questo il modo di rilanciare il settore dell’edilizia ed affrontare il problema sociale della casa nella nostra Regione.
La CGIL rivendica il rispetto delle regole ed è fortemente preoccupata che dietro questo piano si alimenti non solo il principio di legalizzare il diritto di costruire a prescindere, ma anche quello di sanare le migliaia di istanza di condono presente per abusi edilizi negli ultimi anni.
Inoltre in un territorio ed in un settore come quello edile fortemente precarizzato e dove il lavoro nero e l’evasione contributiva rischiano di diventare elemento strutturale, una cattiva legge come questa, in deroga, finisce per aggravare lo stato già irregolare del settore, alterando il mercato producendo e acuendo quei fenomeni di per sé già preoccupanti che stanno avendo anche pesanti ripercussioni sul piano sociale, sconfinando a volte in fenomeni malavitosi.
In virtù di questo la CGIL di Frosinone ritiene che la proposta del Prefetto di individuare nella SUA ( Stazione Unica Appaltante) un elemento di maggior controllo è sicuramente condivisibile ma assolutamente insufficiente.
La SUA può svolgere un ruolo più incisivo in materia di trasparenza nelle gare d’appalto, ma è evidente che negli appalti sia pubblici che privati diventa determinante la verifica della congruità del DURC e soprattutto i contratti e le autorizzazioni rilasciate dei subappalti.
Il subappalto diventa lo strumento dove oggi si esercita il potere politico e l’interesse economico, bisogna autorizzare subappalti solamente legati all’esecuzione di opere specialistiche ed obbligare il pagamento di tali lavori direttamente dalla Committente.
La CGIL di Frosinone, – conclude Truppa – unitamente alle altre OOSS, nei prossimi giorni presenterà al Prefetto di Frosinone una protocollo da applicare nella gestione delle Gare d’appalto che insieme alla proposta della SUA può realmente dare un colpo al lavoro irregolare ed alla presenza delle imprese malavitose in Provincia di Frosinone”.