Giorno: 29 aprile 2011

29 aprile 2011 0

La salma recuperata dal pozzo, trasportata in obitorio per l’autopsia

Di admin
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Si chiamava Antonio Cuirino il 70enne di Coreno trovato morto in un pozzo a Coreno Ausonio (Fr). L’uomo era scomparso da due giorni e solamente oggi è stato ritrovato senza vita nel pozzo che oggi è sta asciugato dai vigili del fuoco per poter recuperare la salma. Al momento il corpo è stato trasportato nella camera mortuario di Cassino in attesa della dell’autopsia.

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Un malore lascia in fin di vita Lamberto Sposini

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Lamberto Sposini, il giornalista che nel pomeriggio conduce, insieme a Mara Venier, La Vita in Diretta, è stato colto da un malore oggi pomeriggio pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione. Trasportato al Policlinico Gemelli di Roma, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, tutt’ora in corso, per tentare di ridurre l’emorragia cerebrale. Le critiche condizioni del giornalista mantengono con il fiato sospeso i suoi colleghi che hanno affollato l’ospedale. Intanto è polemica per presunti ritardi dei soccorsi. Secondo i testimoni l’ambulanza avrebbe impiegato 45 minuti per soccorrere Sposini, appena 20 minuti secondo l’Ares 118

29 aprile 2011 0

Omicidio Rea, il corpo di Melania sotto sequestro per un’altra settimana. Nessuna certezza neanche sull’ora della morte

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Il corpo di Carmela Melania Rea rimarrà a disposizione della magistratura ancora per la tutta la prossima settimana e, forse, anche parte della settimana successiva. La donna scomparsa durante una passeggiata nel parco di Colle San Marco ad Ascoli e trovata morta due giorni dopo a 18 chilometri di distanza in un bosco di Ripa di Civitella nel teramano dovrà attendere ancora molti giorni prima di poter ricevere degna sepoltura. Sul suo corpo, sui luogi dell’omicidio, sulle persone informate sui fatti, sono ancora concentrati un pool di investigatori diretti dal comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, il colonnello Alessandro Patrizio e coordinati da due procure. Leggendo giornali e ascoltando telegiornali, la linea scelta dai midia sembra essere di una posizione sospetta nei confronti di Salvatore Parolisi, marito della vittima. “Quello che dice e quello che ha fatto rientra nelle indagini che stiamo svolgendo – dichiara il colonnello Patrizio – così come indaghiamo e ascoltiamo su amici e parenti. L’uomo vive e lavora nella Marche e qui ha tanti amici, conoscenti e colleghi”. Un punto fisso e che ci sono testimoni che dicono di aver visto una famiglia composta da tre persone nel parco in cui a quell’ora c’erano anche Melania Salvatore e V., la figlia di 18 mesi che, secondo la versione del marito, era sull’altalena spinta dal padre quando Melania si è allontanata per andare in bagno. C’è attesa per le risultanze degli esami medico scientifici le cui relazioni preliminari sono, al momento ritenute frammentarie e poco attendibili. Pare infatti non vi sia certezza neanche sulla datazione precisa della morte. Si era ipotizzato che il decesso, potesse essere sopraggiunto a causa delle 35 coltellate di cui una alla gola, dopo dieci ore dalla scomparsa. Un dato questo su cui, però, non vi è certezza. Insomma, probabilmente, salvo eclatanti novità, bisognerà attendere le risultanze degli esami del Ris e quelle medico legali. Ermanno Amedei Foto Alberto Ceccon

29 aprile 2011 0

Quella volta che Karol Wojtyla visitò Aquino

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Il 28 ottobre 1978, a pochi giorni dall’elezione a Papa del Cardinale Karol Wojtyla, sulla pagina diocesana di “Avvenire”, a firma di Tonino Grincia, oggi sindaco, venne pubblicato l’articolo che si vuole riportare in occasione della beatificazione di quell’uomo divenuto poi papa Giovanni Paolo II e che ricordava la venuta ad Aquino del cardinale Karol Wojtyla. “La gioia con cui in tanti ad Aquino hanno accolto l’elezione a Sommo Pontefice del cardinale Karol Wojtyla è stata espressa poche ore dopo il sensazionale avvenimento da un caloroso e devoto telegramma inviato dal parroco don Colafrancesco nel quale si ricordava la visita ad Aquino dell’allora arcivescovo di Cracovia in occasione delle celebrazioni del settimo centenario della morte di San Tommaso d’Aquino.

Infatti, come hanno ricordato ampiamente tutti i mezzi di comunicazione di massa, Giovanni Paolo II è un profondo studioso della dottrina del Dottore Angelico tanto da essersi voluto laureare in filosofia presso la Pontificia Università romana che a lui è intitolata e che è retta dai padri domenicani. Sotto questa veste volle partecipare alle importanti celebrazioni di quattro anni fa, prendendo parte attivamente al Congresso internazionale tomistico che si teneva appunto all’Angelicum di Roma e che si sarebbe concluso poi a Napoli.

Aveva poi prontamente aderito al comitato d’onore delle celebrazioni che la diocesi di Aquino stava tenendo, comunicando nella stessa lettera di adesione la sua intenzione di visitare Aquino, come omaggio cui certamente sentiva di non poter esimersi in un momento così particolare, alla terra che aveva dato alla Chiesa una delle sue più risplendenti figure, tra l’altro maestro dei suoi anni giovanili.

Mantenne infatti poco dopo la promessa proprio in occasione del Congresso tomistico. Fu il 21 aprile di quel 1974 che il futuro Giovanni Paolo II venne ad Aquino insieme a quasi tutti gli altri partecipanti alla grande assise culturale. Qui nel pomeriggio davanti ad una grandissima folla accorsa anche dai centri vicini e assiepata nella piazza antistante la Cattedrale, rispose brevemente con la sua tonante ed affabile voce che oggi è diventata già così familiare a tutto il mondo, ringraziando dell’accoglienza e rispondendo agli indirizzi di saluto del vescovo e del sindaco. Tra l’altro si mostrò compiaciuto ed apprezzò molto il fatto che mons. Minchiatti avesse pronunciato il suo discorso in latino per farsi capire meglio dai tanti studiosi stranieri che non conoscevano la nostra lingua.

Tanti oggi ad Aquino sono infatti andati col pensiero a quel 21 aprile cercando di mettere a fuoco qualche immagine di quella lontana giornata. Tra questi c’è anche chi scrive e quelli che mi leggono mi perdoneranno se alcuni di questi ricordi sono espressi in prima persona.

Non mi è necessario mettere a fuoco immagini, perché quelle ore che trascorsi a fianco del cardinale Wojtyla le ricordo perfettamente e in questi quattro anni vi sono riandato spesso con la memoria, intuendo forse, chissà, qualcosa della sorte che sarebbe toccata a quell’uomo di lì a non molto tempo dopo.

Lo avevo conosciuto e visto per la prima volta alcuni giorni prima, proprio all’Angelicum in occasione del Congresso. Da solo, senza segretario né accompagnatori, fece il suo ingresso nell’atrio dell’ateneo. Lo conoscevo soltanto di nome, ma intuii subito che era lui, il cardinale polacco che giorni dopo sarebbe dovuto venire ad Aquino.

La sua figura imponente e forte, l’aspetto rassicurante e rasserenante, il viso colorito di chi si nutre “del profondo amore di passeggiare nei campi, nei boschi e sugli scoscesi pendii dei suoi monti Tatra”. Era vestito della sua semplice tonaca nera con la croce pettorale, con sulle spalle un lungo mantello nero, forse lo stesso che cronisti indiscreti avrebbero quattro anni dopo notato un po’ consunto nell’armadio della sua spoglia cella del palazzo arcivescovile di Cracovia.

Mi feci avanti in quell’atrio dell’Angelicum e senza nessun timore riverenziale, perché in effetti non ne incuteva, mi presentai e gli dissi che ero un concittadino di quel San Tommaso che lui amava tanto. Sembrò essere contento di questa “incursione” e mi chiese affabile e spontaneo notizie sulle celebrazioni aquinati e se e in che modo ricordavamo e onoravamo il nostro grande concittadino. Dopo qualche minuto di conversazione mi salutò dandomi l’arrivederci ad Aquino. Il suo aspetto e la sua personalità mi entusiasmarono subito. Ricordo che pensai appena si fu allontanato: “Che bella figura di Papa sarebbe se mai si dovesse pensare ad un Papa non italiano”. La domenica successiva proveniente dall’abbazia di Fossanova dove aveva celebrato la messa, l’arcivescovo di Cracovia giunse ad Aquino a bordo di una vecchia opel grigia in compagnia di alcuni connazionali. Mi feci avanti per salutarli e cordialmente mi porse la mano. Precedeva una decina di pullman su cui avevano preso posto gli altri visitatori. Era ormai passato mezzogiorno e si fermarono solo alcuni minuti per poi proseguire per i diversi ristoranti della zona. Io (facevo parte dell’organizzazione del ricevimento) salii sul pullman di testa dove c’era il domenicano p. Lobato che aveva organizzato la visita e che conoscevo molto bene, e poco dopo mi ritrovai seduto ad un tavolo del “Residence Park Hotel” di Piedimonte San Germano, proprio di fronte al futuro Papa. Al suo fianco sedevano p. Lobato e l’allora generale dei domenicani, il p. Aniceto Fernandez. Ricordo che riprendemmo il discorso iniziato a Roma e io gli chiesi qualche notizia della Polonia. Parlammo poi della guerra passata in quei posti dove ci trovavamo e dei vari polacchi che vi risiedevano. Ad un certo momento gli feci notare che in suo onore, su un manifesto di benvenuto che avevamo fatto affiggere anche in quel locale, alcune frasi di benvenuto erano scritte anche in lingua polacca. Lui allora un po’ sorpreso e compiaciuto, si alzò da tavola e andò a leggerle sorridendo e traducendole.

Al termine del pranzo tutta la comitiva ripartì per Aquino dove ci furono i discorsi ufficiali di cui ho parlato prima, seguito da un suggestivo spettacolo folcloristico. Quindi tutti i congressisti compreso il cardinale si sparpagliarono in visita alla città. Essendosi poi creata un po’ di confusione nel “ritrovamento” di tutti i visitatori data anche la non perfetta organizzazione della “trasferta”, intuendo che la partenza chissà quando sarebbe avvenuta, l’arcivescovo di Cracovia accettò l’invito del signor Rogacien, un polacco da oltre trenta anni stabilito ad Aquino di recarsi per ristorarsi un po’ nella sua casa attigua ai ruderi del castello dei Conti di Aquino. Lì rimase per alcuni minuti e al suo ritorno vedendo che la partenza era ancora lontana, incominciò a passeggiare in lungo e in largo per tutta la piazza San Tommaso.

Erano ormai le 21,00 quando gli organizzatori riuscirono a risistemare i visitatori nei vari pullman e ripartire per Napoli.

Il cardinale Wojtyla, anche se tanto sportivo e tanto paziente, si sentiva stanco dopo una giornata così movimentata. Così tirando un sospiro di sollievo, e dopo aver ringraziato ancora una volta noi ed altri che erano andati a salutarlo, compreso il signor Sarnowski un altro polacco residente ad Aquino, ripartì alla volta di Napoli.

Partiva lasciando dietro di sé quell’immagine di montanaro schietto e pieno di fede viva; un montanaro con una “faccia pulita, serena, ma con negli occhi quella strana aria ironica” che in pochi giorni il mondo intero avrebbe imparato ad amare e che tanta nuova vitalità avrebbe portato nella Chiesa”. In seguito l’autore di questo articolo, ebbe occasione di vedere varie volte Giovanni Paolo II, ma divenuto dodici anni dopo, Sindaco di Aquino, lo incontrò una volta anche ufficialmente il 30 settembre dell’anno 2000, in occasione del pellegrinaggio a Roma della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo per l’anno giubilare. Per ricordare quel particolare momento, il Sindaco Antonino Grincia fece dono a Giovanni Paolo II di una targa in bronzo, fusa per l’occasione, con l’immagine di San Tommaso e lo stemma della Città.

29 aprile 2011 0

Scuola “Lombardi”, a tempo di record terminata la copertura del terrazzo

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Ultimata a tempo di record la copertura della scuola “Irma Lombardi” di Ceprano Scalo, che nei mesi scorsi aveva denunciato una perdita d’acqua dal soffitto di una delle aule. Lo ha annunciato l’assessore alla Pubblica Istruzione Roberto De Angelis, tranquillizzando così i tanti genitori che chiedevano informazioni: “Purtroppo si tratta di inconvenienti che possono verificarsi soprattutto in presenza di forti piogge fuori stagione, come accaduto sul finire dell’ultimo inverno. Fortunatamente siamo riusciti ad intervenire in tempo, approfittando dei primi giorni di sereno, che ci hanno permesso di rifare l’intera copertura dell’edificio in poco tempo”.

Un intervento straordinario completamente gratuito: non un euro è stato sborsato dalle casse comunali per questa nuova copertura, che ha reso impermeabile il terrazzo. “Il tutto – assicura il Vicesindaco Paolo Castaldi – rientra nel contratto che avevamo già sottoscritto con la ditta, che ci ha assicurato dieci anni di garanzia sui lavori eseguiti”.

29 aprile 2011 0

Meteo, da domani temporali e vento al centro sud

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Una perturbazione presente sul Mediterraneo determinerà da domani flussi instabili sulle regioni meridionali e centrali, con piogge sparse e probabili temporali, accompagnati da raffiche di vento. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse, che prevede dalla mattinata di domani, sabato 30 aprile 2011, precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, localmente di forte intensità, sulla Sardegna e le regioni centro-meridionali. Le manifestazioni temporalesche saranno accompagnate da raffiche di vento e scariche elettriche.

Alla luce delle previsioni disponibili che confermano l’annunciato marcato cambiamento del quadro meteorologico, si raccomanda la massima prudenza nella guida a quanti si trovassero in viaggio nelle zone interessate dalle piogge o dai venti forti. Agli automobilisti, in considerazione delle forti precipitazioni, si consiglia di procedere con cautela, moderando la velocità e rispettando le distanze di sicurezza.

Il Dipartimento della Protezione civile seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.

29 aprile 2011 0

Da Confcommercio Cassino, soddisfazione per l’apertura facoltativa del 1° maggio

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“Esprimo soddisfazione per la decisione del commissario prefettizio di Cassino di consentire l’apertura dei negozi durante la giornata di domenica 1° Maggio ai commercianti che volessero approfittare della giornata festiva e delle opportunità che essa offre”. E’ quanto dichiara in una nota stampa Carla Cascella presidente di Confcommercio Cassino – “E’ la posizione che Confcommercio Cassino sostiene da tempo: ciascun operatore commerciale potrà così decidere cosa fare, in base alla propria esperienza sul campo; se giudicherà conveniente aprire potrà farlo, se non lo riterrà conveniente potrà usufruire di una giornata di meritato riposo. Questa decisione del commissario ripropone però, ancora una volta, il problema dei tempi entro i quali vengono adottate decisioni importanti (come in questo caso) che riguardano i negozianti di Cassino. Troppe volte si decide all’ultimo momento, sconvolgendo i programmi già messi a punto dai commercianti. Proprio per questo – giova ricordarlo – è fatto obbligo al Commissario prefettizio o chi altri governi la città, ascoltare preventivamente le organizzazioni di categoria. Ci auguriamo che per il futuro ci sia una maggiore attenzione per la categoria e per le sue esigenze di lavoro”. Carla Cascella Presidente Confcommercio Cassino

29 aprile 2011 0

Discarica rinvenuta e sequestrata dai carabinieri

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A Santopadre, i carabinieri della Stazione di Arpino, nel corso di un predisposto servizio per il controllo del territorio, hanno individuato in località Valle, un’area a ridosso della strada di proprietà comunale, una superficie complessiva di circa 200 mq., sulla quale erano stati depositati in maniera incontrollata da ignoti, rifiuti speciali consistenti in pneumatici, televisori, scarti di edilizia ed altri rifiuti assimilabili a quelli urbani. La superficie, delimitata dal nastro, sarà bonificata a cura dell’Ente proprietario.

29 aprile 2011 0

Il 20ennale della comunità “In Dialogo” festeggiato da centinaia di studenti

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Si è tenuta oggiAggiungi un appuntamento per oggi, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone, la celebrazione del ventesimo anniversario della nascita della Comunità “In Dialogo” di Trivigliano. Sono intervenuti, per l’occasione, numerosi protagonisti e collaboratori della comunità in questi due decenni di straordinaria attività di recupero in favore di giovani e meno giovani in difficoltà e offriranno la loro testimonianza le diverse anime che un’impresa di forte impatto e impegno sociale come è la comunità di Padre Matteo è riuscita a coagulare intorno al suo impegno. Presenti, oltre ai ragazzi della Comunità, anche moltissimi studenti della scuole superiori.

Si è trattato, più che di una celebrazione, di un grande momento di divulgazione dei valori che da quattro lustri animano una delle più importanti operazioni di recupero dalla tossicodipendenza, grazie alle potenti intuizioni umane, nonché religiose, che Padre Matteo Tagliaferro ha saputo coniugare e trasferire ormai a migliaia di suoi assistiti e collaboratori di ogni estrazione e provenienza. Tanto da permettere la germinazione di altre comunità sparse in diverse nazioni del mondo, impiantate e seguite anche da ex tossicodipendenti divenuti a loro volta portatori di salvezza.

E la presenza degli studenti all’evento è stata tutt’altro che accessoria. Matteo si è rivolto soprattutto a loro, convinto com’è che la vera impresa sia quella di curare i mali interiori degli umani, tutti gli umani. Perché la fuga nella droga non è che un aspetto del disagio e, comunque, va affrontata curando la persona e non mirando unicamente alla sua tossicodipendenza. Ai giovani si è rivolto Matteo consigliando loro la strada per un nuovo umanesimo, la via per il raggiungimento dei sogni legittimi di ogni ragazzo fatta però non di sogni ma di lotta e impegno. Molto ha giovato, apportando anche grande suggestione, la storia personale raccontata da padre Riccardo Sasso. Un economista di successo che, insieme a una folgorante carriera, prima di studente e poi di professionista, coltivava in se la morte nella droga. Era il successo dell’apparire e dell’avere, ora – ha detto – ha vinto davvero e aiuta a vincere.

Il Presidente della Provincia, Antonello Iannarilli, da sedici anni amico della Comunità In Dialogo ha tenuto a precisare la sua presenza all’evento proprio in quanto amico e non come politico, parlamentare o presidente. Anche lui tra gli uomini che hanno saputo apprezzare l’efficacia dell’impegno di Padre Matteo e che hanno saputo dare il giusto valore all’impegno nella società lastricata di altri valori, altre battaglie, altre vittorie o sconfitte. Un “altro” che vale tanto, veramente tanto e che forse è l’importante anche nell’opera di chi è chiamato ad occuparsi del prossimo in vesti diverse, come quelle di un amministratore pubblico. Così i saluti e le testimonianze del famoso magistrato, Adolfo Coletta, del Comandante dei Carabinieri Menga, di Mario Mandarelli, dirigente dell’USR Lazio, di Fernando Ferrauti del Dipartimento 3D della Asl e di tanti altri come Corrado Guglielmucci, Mario Magini, Paolo Galimberti. E anche gli studenti hanno avuto il loro momento con l’intervento del responsabile della loro Consulta, Andrea Popescu.

29 aprile 2011 0

Pistolettate all’uscita del bar, un uomo in fin di vita. Arrestato lo sparatore

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I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto, a conclusione delle indagini successive al ferimento di Scutti Graziano in un bar di Vasto Marina, nella tarda serata di ieri hanno tratto in arresto, per tentato omicidio, Iarocci Alessandro, 42enne, disoccupato, di Vasto. Gli investigatori sono arrivati all’individuazione del presunto responsabile del grave fatto di sangue, grazie alle dichiarazioni di alcuni testimoni presenti nel locale al momento del fatto. Verso le 20,15 di ieri sera, infatti, un gruppo di amici, come ormai di consuetudine, stavano all’interno del bar a consumare delle bevande in allegria e relax. Ad un certo punto dal gruppo si allontanavano i fratelli Scutti, Antonio e Graziano, rispettivamente di 50 e 42 anni, pescatori, di Vasto, i quali uscivano fuori dal locale. Dietro di loro si avviava anche Iarocci. All’esterno, per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, tra Graziano e Iarocci scoppiava un alterco che degenera in una violenta colluttazione nella quale veniva coinvolto anche Antonio. A questo punto nelle mani di Iarocci è comparsa una pistola con la quale sono stati esplosi alcuni colpi in rapida successione e a distanza ravvicinata contro Graziano, mentre Antonio veniva colpito col calcio della stessa al capo. I due feriti venivano soccorsi e ricoverati presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vasto dove Graziano, attinto da quattro proiettili, veniva sottoposto ad intervento chirurgico, al termine del quale veniva dichiarato in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Antonio, invece, medicato per due ferite lacero contuse alla testa, è stato dimesso subito dopo con una prognosi di venti giorni. Iarocci, subito dopo la sparatoria, abbandonata per terra l’arma, si dava a precipitosa fuga a piedi verso l’abitato di Vasto Marina. Nei pressi della sua abitazione veniva avvistato da una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile. I militari, quindi, procedevano al suo fermo. Iarocci, ancora con le mani e i vestiti sporchi di sangue, si consegnava ai carabinieri senza opporre resistenza. L’arma, una pistola cal. 357 magnum, risultata illegalmente detenuta, veniva repertata e sequestrata, insieme al tutto il materiale rinvenuto dai carabinieri. Completate le attività burocratiche e d’ufficio, Iarocci veniva associato presso il Carcere di Vasto in attesa delle decisioni dell’A.G.. Tutti i soggetti coinvolti nel grave episodio sono già noti alle forze di polizia per reati contro la persona ed il patrimonio. Il presunto autore del ferimento anche per reati connessi alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti.