La Domenica delle Palme celebrata a Montecassino

18 aprile 2011 0 Di redazione

È stata celebrata ieri a Montecassino, come in tutte le parrocchie, la domenica della passione del Signore, o domenica delle palme, con una solenne celebrazione eucaristica, preceduta all’esterno dal suggestivo rito della benedizione delle palme e dalla processione di ingresso. Di fronte al portone della basilica, nel chiostro dei Benefattori, l’Abate Dom Pietro Vittorelli, che ha presieduto la celebrazione contornato dai celebranti e dai ministranti, mentre i fedeli facevano ala al loro passaggio, ha asperso con l’acqua benedetta i lunghi rami di palma sostenuti dai giovani che fanno parte della milizia del Corteo Storico, e i ramoscelli di ulivo portati in mano da tutti gli altri fedeli, poi processionalmente, passando lungo il porticato, si è entrati in basilica per la celebrazione eucaristica. Nella intensa omelia l’Abate ha detto che “il dolore e la sofferenza di Gesù possono diventare “pedagogici”, possono cioè educarci a comprendere le nostre situazioni di conflitto, di sofferenza, di dolore e di morte. Tutte prendono luce dalla morte del Signore ma con la consapevolezza della sua resurrezione”. Poi ha aggiunto: “Mentre sembra che sia Giuda, e in lui ciascuno di noi, a fare di tutto per consegnare Gesù, di fatto è il Signore che non fa altro che consegnarsi completamente. Indica a noi come possiamo e dobbiamo rischiare di sprecare la nostra vita per chi soffre, per chi è nel disagio, nella povertà, nella malattia, nella solitudine, nella morte. Dare noi stessi agli altri: è difficile certo, ma è questo l’insegnamento che sale oggi e sempre da quella cattedra amorevole e lacerante che è la Croce”. A proposito del perdono, “Il perdono di Dio, ha detto, non è solo un’amnistia, un togliere la pena, ma un rimodellare la nostra vita e il nostro cuore, trasmettere una energia, una forza di amore che prima non c’era. Dio non perdona come uno smemorato ma come un creatore. Chi perdona spezza il circolo della violenza, disarma la vendetta, si fa permeare dall’amore che fa ripartire”.
Al termine della S. Messa, i ragazzi della milizia del Corteo Storico hanno con affetto salutato il Padre Abate e sostato per una foto con lui.
Foto Alberto Ceccon
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