Trappola sentimentale per un 60enne, volevano estorcergli ogni bene

12 aprile 2011 0 Di redazione

Un piano malvagio organizzato in ambito familiare e compiuto ai danni di una persona sola che cercava l’affetto di una donna. Gli hanno fatto credere che la ragazza fosse interessata a lui, poi, lo hanno denunciato per violenza sessuale e picchiato per costringerlo a donare beni immobili per un valore di svariate centinaia di migliaia di euro. Questa mattina l’aliquota carabinieri di Polizia Giudiziaria della Compagnia di Lanciano al comando del capitano Geremia Lugibello, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere per Antonio Ranaldi 54 anni di Lanciano e Anna Maria Ciccarone, 54 anni di Casoli e una ai domiciliari, Giulio Vittorio, 24 anni figlio di Ranaldi. Per tutti, il procuratore capo di Lanciano Rosaria Vecchi che ha coordinato le indagini, ha ipotizzato l’ipotesi di reato di calunnia ed estorsione. Per attirare F.P. 60 anni di Casoli in un vera e propria trappola sentimentale hanno adoperato, quasi come fosse uno specchietto per le allodole, la figlia 22 enne di Ranaldi.


Ciccarone avrebbe, invece, orchestrato il tutto indicando la vittima e come raggirarla. Si sapeva infatti che il 60enne, possidente e che vive solo con la mamma ormai anziana, cercasse una compagnia femminile, la ragazza, quindi, capitava a fagiolo e a lei sarebbe toccato il compito di fingere una relazione per poi farsi intestare tutte le proprietà costituite in case e garage. Lo stratagemma è stato quello di denunciarlo a marzo 2010 per violenza sessuale sulla ragazza anche perché l’uomo tardava a intestare le sue proprietà. A quel punto sarebbero iniziati anche i raid violenti del fratello di lei che con minacce e, pare anche percosse, tentava di accelerare i tempi per il raggiungimento dell’obiettivo. I carabinieri, però, indagando su quella denuncia, hanno trovato grosse discrepanze tra i racconti della giovane donna e i riscontri che potevano essere fatti. Una indagine che ha spinto la ragazza a ritrattare tutto e ammettere il piano ideato in ambito familiare per sottrarre i beni al 60enne.