Giorno: 9 maggio 2011

9 maggio 2011 0

Sequestri della Dia nel frusinate, il valore dei beni supera 1 milione di euro

Di admin
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A conclusione delle operazioni di esecuzione del decreto di sequestro di prevenzione operato da personale della DIA di Napoli su disposizione del Tribunale – Misure di Prevenzione di Frosinone, a carico di Mammone Stefano, ritenuto il prestanome di Saidi Aladino, è emerso che il valore effettivo dei beni sottoposti a sequestro originariamente valutati in 600 mila euro (prevalentemente autovetture di grossa cilindrata e disponibilità finanziaria su conto correnti bancari) da un’ultima verifica risulta ammontare a oltre 1 milione e 240 mila euro.

9 maggio 2011 0

Terremoti, 4 scosse tra il sorano e l’aquilano in meno di 24 ore

Di admin

Quattro scosse di terremoto sono state registrate tra ieri ed oggi in provincia di Frosinone e L’Aquila. La più prima scossa di manitudo 2.2 è stata registrata dai sismografi della rete dell’Ingv alle 00.39 di questa notte. Il primo sisma è stato seguito alle 6.44 da un’altra scossa di magniutudo 2 ed una di magnitudo 2.7, la più forte, alle 15.18. Alle 17.44 l’ultima scossa, di magnitudo 2.2. I comuni più vicini all’epicentro sono Alvito (Fr), Broccostella (Fr), Campoli Appennino (Fr), Fontechiari (Fr), Pescosolido (Fr), Posta Fibreno (Fr), Vicalvi (Fr), Pescasseroli (Aq), Arpino (Fr), Atina (Fr), Sora (Fr), Casalattico (Fr), Casalvieri (Fr), Castelliri (Fr), Gallinaro (Fr), Isola Del Liri (Fr), Picinisco (Fr), San Donato Val Di Comino (Fr), Santopadre (Fr), Settefrati (Fr), Sora (Fr), Villa Latina (Fr), Balsorano (Aq), Bisegna (Aq), Collelongo (Aq), Belmonte Castello (Fr), Lecce Nei Marsi (Aq), Opi (Aq), Villavallelonga (Aq).

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Operazione crash, medici e avvocati in manette per truffa alle assicurazioni

Di admin

Questa mattina, i carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, in collaborazione con quelli della Sezione P.G. Carabinieri della locale Procura, hanno dato esecuzione in Frosinone, Monte San Giovani Campano, Sora, Veroli, Boville Ernica, Ripi, Ferentino, Pontecorvo, Cassino, Castrocielo, Amaseno, Sermoneta (LT) e Roma, all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Frosinone Dr.ssa Annalisa Marzano, su richiesta del P.M. Dott. Adolfo COLETTA, nei confronti di 23 persone (una in carcere e ventidue agli arresti domiciliari) tutte ritenute responsabili a vario titolo del reato di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di compagnie assicurative e falsi.

Le persone arrestate sono:

– un sub agente di alcune compagnie assicurative della zona di Monte San Giovani Campano, con il ruolo di promotore e capo;

– 8 (otto) avvocati;

– 6 (sei) medici;

– alcuni periti;

– un liquidatore;

– alcuni carrozzieri quali principali collaboratori e quali coordinatori del promotore;

che promuovevano, dirigevano, coordinavano e partecipavano ad un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno delle compagnie di assicurazione, a mezzo di plurime falsità ideologiche in atti pubblici, di falsità in certificazioni, di simulazione di incidenti stradali mai avvenuti o di alterazione delle reali dinamiche e dei reali esiti dannosi di incidenti stradali veri e, infine, richiedendo il risarcimento sia per i falsi danni materiali che per i falsi danni fisici subiti dalle persone effettivamente o solo apparentemente coinvolte.

In particolare l’intensa attività d’indagine svolta dai Carabinieri permetteva di stabilire che l’associazione, al fine di commettere le truffe, operava nel seguente modo:

– la denuncia dell’incidente stradale veniva proposta con notevole ritardo rispetto alla data del sinistro stesso (anche alcuni mesi dopo l’evento) al fine di evitare che la relativa perizia venisse eseguita tempestivamente ossia con esame diretto del veicolo danneggiato;

– la compilazione del CID, nella quasi totalità dei casi esaminati, avveniva in Monte San Giovanni Campano (FR) presso un ufficio/sub-agenzia da una delle parti su dettatura dello stesso promotore/capo;

– il sinistro veniva denunciato alla compagnia assicurativa nel lasso di tempo compreso tra emissione dell’attestato di rischio e la scadenza contrattuale della polizza. Tale espediente era necessario sia per poter stipulare una nuova polizza con una diversa società (beneficiando a volte di sconti e premi per i nuovi assicurati) mantenendo la classe di merito riportata nell’attestato di rischio della precedente assicurazione emesso prima dell’avvenuto sinistro (che altrimenti sarebbe stata “maggiore” con conseguente aumento del prezzo dell’assicurazione, sia al fine di aggirare i controlli dell’ANIA sulle targhe dei veicoli incidentati. Il passaggio dei soggetti tra un’assicurazione e l’altra avveniva, sempre su indicazione del sub agente, nell’ambito delle società ARCA, LLOYD gruppo TORO, TORO, DUOMO gruppo CATTOLICA, ERGO, NAVALE gruppo UGF di cui questi era sub-agente, in maniera che il suo portafoglio clienti rimanesse comunque invariato nonostante i cambi di assicurazione che venivano effettuati al fine di commettere le varie truffe. Le società di assicurazione truffate GROUPAMA, DUOMO, FONDIARIA SAI e GENERALI davano un contributo importante alle indagini producendo le denunce – querele in ordine ai sinistri emersi e ritenuti falsi o modificati;

– veniva simulato il passaggio di proprietà – di un veicolo coinvolto in un incidente – prima della data dell’avvenuto sinistro e prima del rilascio dell’attestato di rischio, in maniera da poter utilizzare per la stipula della nuova polizza l’attestato di rischio emesso al termine della precedente annualità contrattuale. Il passaggio non veniva mai formalizzato e il proprietario del mezzo poteva stipulare una nuova polizza con altra compagnia (sempre individuate fra quelle di cui il promotore/capo è sub-agente);

– si utilizzavano veicoli vetusti e/o di poco valore che non venivano periziati poiché rottamati dopo il sinistro e non si richiedeva mai l’intervento delle Forze di Polizia sul luogo del sinistro (che avveniva solo in rarissimi casi) al fine di poterne modificare la dinamica, i danni e le persone coinvolte e ferite;

– i referti, attestanti le lesioni riportate dai protagonisti dei sinistri, venivano quasi sempre rilasciati dai medici dell’associazione, in molti casi senza sottoporre a visita i pazienti, mentre le cure per le riabilitazioni venivano praticate, quasi sempre, negli stessi centri medici privati;

– la maggioranza delle richieste di risarcimento danni venivano proposte dagli avvocati membri dell’associazione, mentre le “aperture” dei sinistri avvenivano, in maniera irrituale, mediante chiamate da parte degli stessi avvocati, ai “call center” delle Compagnie assicurative;

– venivano promossi ricorsi al Giudice di Pace nei confronti delle compagnie di assicurazione, nonostante il già ottenuto indebito indennizzo, al fine di lucrare ulteriormente sul falso sinistro;

– venivano utilizzati falsi preventivi o fatture risultate predisposte, quasi sempre, dai carrozzieri associati e da periti infedeli, referenti delle compagnie di assicurazione, in realtà complici dell’associazione;

– venivano utilizzati, nell’arco di tempo preso in esame (anni 2006-2007-2008-2009 e 2010), più volte i medesimi mezzi e nominativi, facenti quasi sempre parte del medesimo gruppo familiare o, comunque, risultavano soggetti residenti nello stesso comune e addirittura nella stessa via;

– in caso di “torto” palese nel sinistro (ad es. veicolo tamponante), venivano indicati come feriti nello stesso i soli passeggeri trasportati (spesso sono risultate essere utilizzate persone ignare) e mai il conducente del mezzo, in quanto quest’ultimo non aveva diritto al risarcimento. L’utilizzo come passeggeri di persone ignare serviva per lucrare di più sul risarcimento dell’assicurazione in favore di questi, che in realtà veniva incassato e trattenuto dall’associazione;

– i risarcimenti erogati dalle compagnie assicuratrici, mediante assegni non trasferibili intestati ai soggetti coinvolti nei sinistri, venivano molte volte versati ed incassati dal promotore/capo o dai legali che avevano seguito la pratica.

L’indagine ha visto coinvolte complessivamente 195 persone (ordinanza di custodia cautelare in carcere per una e 22 agli arresti domiciliari, nonché 172 deferite in stato di libertà) implicate a vario titolo nell’inchiesta.

Il danno alle compagnie assicuratrici ammonterebbe a circa 6 (sei) milioni di euro.

Alle operazioni hanno preso parte circa 150 Carabinieri, impegnati sin dalle prime luci dell’alba all’esecuzione delle ordinanze e relative incombenze.

9 maggio 2011 0

Varchi dell’isola pedonale bloccati dalla sosta pirata: “Dove passerebbero i mezzi di soccorso?”

Di redazione

Ma se qualcuno sull’isola pedonale del fine settimana a Cassino dovesse aver bisogno di un mezzo di soccorso, dove passerebbero ambulanza o il camion dei vigili del fuoco? Se lo è chiesto un lettore de Il Punto a Mezzogiorno osservando, domenica pomeriggio, i varchi di ingresso all’isola pedonale ostruiti non solo dalle transenne, ma dalle auto lasciate in sosta pirata. Il lettore ha preso una macchina fotografica e ha fotografato quello che, a buona ragione, ritiene costituisca un insuperabile ostacolo per i soccorsi.

9 maggio 2011 0

Zavattaro: ”Scintigrafie a Lanciano da lunedì. Basta insulti dal Tribunale del malato”

Di admin

«Basta con le bugie, basta con le insinuazioni, basta con gli insulti. E’ inaccettabile che non passi giorno senza che il Tribunale per i diritti del malato ci dia lezioni su come gestire la nostra Azienda, e l’ultima di oggi è la più inutilmente velenosa, perché riguarda una questione che abbiamo affrontato e risolto»: è durissimo il Direttore Generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, sulla questione delle scintigrafie all’ospedale di Lanciano, oggetto di una nuova polemica da parte dell’associazione.

«L’attacco di questa mattina è pretestuoso – aggiunge il manager – e sferrato per il solo gusto della polemica esasperata. Da lunedì prossimo, 16 maggio, riprendono le scintigrafie alla Medicina Nucleare del ‘Renzetti’ dopo uno stop durato tre anni, ed è un risultato che questa Direzione ha perseguito con grande determinazione, superando la valanga di problemi tecnici e amministrativi scaturiti dall’acquisto della nuova gamma camera, soprattutto in ordine alla cella di manipolazione. Mi chiedo come mai il problema venga preso in considerazione solo ora. Se fra una settimana riprendono gli esami, secondo il programma di cui abbiamo dato notizia attraverso i mezzi di informazione, è perché abbiamo voluto caparbiamente risolvere in tempi rapidissimi un problema che, peraltro, avevamo ereditato. Perciò su questa vicenda non abbiamo bisogno né delle sollecitazioni né delle direttive del Tdm, che o è in malafede o disinformato. Nell’uno e nell’altro caso all’invettiva autoreferenziale sarebbe preferibile un atteggiamento improntato alla collaborazione vera e non alla contrapposizione, come invece accade quasi ogni giorno, con la nostra Azienda costantemente sott’accusa e il management indicato come un avversario. Stiamo lavorando con serietà e impegno per migliorare davvero l’assistenza nel nostro territorio, e non è una sfida da poco visti i vincoli e lo spazio di manovra ristretto che caratterizzano la sanità abruzzese. Non chiedo alcun riconoscimento del lavoro che portiamo avanti, ma che almeno ci venga risparmiato l’insulto».

La ripresa delle scintigrafie favorirà in prima battuta tutti i pazienti in lista d’attesa che avevano già prenotato l’esame presso l’ospedale di Chieti, che essendo l’unica struttura presente sul territorio ha accumulato un numero di richieste davvero elevato. Il Cup, quindi, provvederà a richiamare i pazienti dell’area frentana già in possesso di una prenotazione per offrire loro la possibilità di ottenere la stessa prestazione al “Renzetti” nelle prossime settimane. Un’organizzazione che consentirà la riduzione dei tempi d’attesa divenuti insostenibili, perché per tre anni tutte le richieste espresse dal territorio sono state soddisfatte unicamente dall’ospedale di Chieti: con una sola apparecchiatura a disposizione di più e meglio non si poteva fare. Storia passata, perché l’attività a Lanciano finalmente riparte, ed è una buona notizia, vista l’importanza di questi esami in special modo per le patologie oncologiche.

9 maggio 2011 0

Maltempo, venti forti da nord est sulle regioni meridionali e sulla Sicilia

Di admin

La perturbazione proveniente dai Balcani che sta interessando la nostra Penisola, si porterà oggi sulle regioni meridionali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri e prevede dal tardo pomeriggio di oggi, lunedì 9 maggio 2011, venti forti nord-orientali, inizialmente sulla Campania e in estensione alle regioni meridionali e alla Sicilia. Sono previste inoltre forti mareggiate lungo le coste esposte.

Il Dipartimento della Protezione civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile.

9 maggio 2011 0

Era scomparso per evitare di scontare pena in Romania, arrestato dai carabinieri di quartiere

Di redazione

Era ricercato dall’autunno scorso dalle Autorità del suo paese per scontare una pena per una serie di reati commessi nel suo paese, ma Costea Costel rumeno 52enne era entrato nel nostro paese ed aveva fatto perdere le sue tracce. La Corte di Appello di L’Aquila aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare proprio per l’arresto ed il trasferimento in Romania dell’uomo il quale si era volatilizzato fino a quando l’altro giorno, il Carabiniere di Quartiere di Lanciano ha notato, in una via del centro, la presenza di alcuni rumeni che occupavano un appartamento. Gli immediati accertamenti consentivano di addivenire all’identificazuione del nucleo familiari e quindi del COSTEA che veniva sorpreso ieri mattina, ancora nel letto. L’uomo, che non ha opposto alcuna resistenza, è stato trasferito dai militari alla casa circondariale di Villa Stanazzo. Ora si procederà per l’estradizione dello stesso semprechè non voglia decidere di scontare la pena in un carcere del nostro paese, avendo il nucleo familiare ormai in Italia. Fondamentale, come sempre, l’attività del Carabiniere di Quartiere che riesce a cogliere aspetti della vita quotidiana che si rivelano fondamentali anche per esigenze di giustizia quali il rintraccio di persone destinatari di provvedimenti di cattura

9 maggio 2011 0

La Dia sequestra beni per 600mila euro nel frusinate

Di admin

La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro di beni emesso, ai sensi della normativa antimafia, su richiesta della D.D.A. di Roma, dal Tribunale di Frosinone – Sez. Misure di Prevenzione, nei confronti di MAMMONE Stefano, 35enne di Sora (FR), ritenuto prestanome di SAIDI Aladino, 33enne anch’egli di Sora. Il provvedimento di sequestro è stato adottato sulla base delle ulteriori risultanze delle attività investigative sviluppate dal Centro Operativo della D.I.A. di Napoli nell’ambito dell’operazione denominata “Verde bottiglia”, che lo scorso mese di aprile aveva consentito di sequestrare un ingente patrimonio riconducibile a diverse persone, fa cui lo stesso Saidi. I conseguenti accertamenti di natura economico-finanziaria hanno permesso, in particolare, di accertare che quest’ultimo, con spregiudicate operazioni commerciali, avvalendosi della collaborazione di Mammone Stefano, rilevatosi esserne il prestanome, era riuscito a sottrarre numerosi beni all’esecuzione del precedente provvedimento di sequestro dell’aprile scorso. L’odierno dispositivo ha interessato l’intero patrimonio le quote societarie della “Financial Motor Gruop s.a.s. di Mammone Stefano & C.”, con sede legale in Ceccano (FR) e con una unità locale in Sora (FR), attiva nel settore della compravendita di auto nuove ed usate, che vanta un parco auto di notevole valore commerciale, risultata essere il “contenitore” entro cui sono confluiti gli ingenti proventi delle attività svolte dal Saidi. La D.I.A. partenopea ha sottoposto a sequestro anche le disponibilità finanziarie esistenti sui vari conti correnti della citata società. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta ad oltre 600 mila euro.

9 maggio 2011 0

Scoperta maxi evasione fiscale di 7 milioni di euro derivanti dall’esercizio abusivo di attività creditizia

Di admin

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Chieti, dopo una complessa ed articolata indagine di polizia tributaria, durata più di un anno, hanno scoperto un’evasione fiscale di circa sette milioni di euro. L’evasore è un soggetto privato precedentemente segnalato all’A.G. per reati di evasione fiscale che, in qualità di amministratore di società sottoposte a verifica fiscale nel periodo dal 2004 al 2008, non si curava di presentare le dichiarazioni annuali ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, relativamente ai ricavi derivanti dalla comprovata attività creditizia e di raccolta del risparmio, risultata poi svolta in maniera del tutto abusiva. L’attività ispettiva ha permesso ai militari di raccogliere una serie di elementi utili ad accertare che il soggetto verificato provvedeva a trasferire fondi dai propri conti correnti bancari a varie società le cui compagini erano del tutto estranee al soggetto finanziatore e la cui natura risultavano essere operazioni di finanziamento con obbligo di restituzione da parte dei beneficiari. Le indagini finanziarie hanno fatto emergere il coinvolgimento di altre società, costituite in forma di capitali a responsabilità limitata che hanno registrato analoghe operazioni di finanziamento con obbligo di rimborso ad altri soggetti organizzate in forma societaria le cui compagini non evidenziavano una rete di partecipazioni incrociate tale da palesare la sussistenza di un legame economico-imprenditoriale. La normativa civilistica come modificata dal d.lgs. 6/2003 e quella bancaria disciplinata dal D.Lgs. 385/93 T.U.B., nonché la delibera n. 1058 del 19.07.2005 del Comitato Interministeriale per il credito ed il risparmio stabiliscono che le società, per l’approvvigionamento delle proprie risorse finanziarie, possono avvalersi dell’emissione di strumenti finanziari ovvero ricorrere ai finanziamenti dei soci che detengono almeno 2% del capitale sociale nonché ai soggetti abilitati (banche, società finanziarie etc.). Le risultanze investigative, quindi hanno permesso di dimostrare che sia il soggetto verificato che le altre società, non ottemperando al rispetto dei presupposti normativi che regolano le modalità di finanziamento delle società e degli accordi di tesoreria hanno di fatto svolto un’attività di finanziamento e raccolta del credito, hanno di fatto creato un “sistema finanziario parallelo ai canali ufficiali” evitando, il ricorso ai soggetti abilitati quali banche, società finanziarie ecc. (unici organi demandati all’esercizio, alla raccolta del risparmio, all’attività di finanziamento, come previsto dal D.Lgs. 385/93 T.U.B.), inserendosi, così, illegalmente nel libero mercato e sottraendosi, in tal modo, ai controlli di affidabilità e stabilità. A conclusione delle operazioni, i finanzieri della Compagnia di Chieti hanno segnalato all’A.G. competente il contribuente ed i rappresentanti legali della società coinvolte, per le fattispecie di reato emergenti quali l’esercizio abusivo dell’attività creditizia e di raccolta del risparmio in violazione agli artt. 130 e 132 del Testo unico bancario.

9 maggio 2011 0

Lotta alla contraffazione, sequestrati dalla Guardia di Finanza oltre 5300 cd e dvd

Di admin

Una nuova operazione in materia di contrasto alla contraffazione ed alla pirateria audiovisiva sull’asse Napoli-Roma è stata eseguita dai militari del Comando Provinciale di Frosinone della Guardia di Finanza.

Nel corso di servizi finalizzati al contrasto dei traffici illeciti e dei reati economici e finanziari, le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli sui treni, in considerazione del fatto che, a causa dei numerosi sequestri effettuati, i corrieri di varie merci illegali o di contrabbando preferiscono viaggiare su rotaia, evitando così il rischio di vedersi sequestrata l’autovettura in caso di fermo.

Pedinando due extracomunitari, già sospettati dai militari quali corrieri che trasportavano giornalmente grandi quantità merci contraffatte da Napoli a Roma, i Finanzieri del Comando Provinciale Frosinone sono riusciti a capirne i movimenti e gli orari di partenza.

Pertanto, sono stati fermati, identificati e ispezionati sul treno operante sulla tratta ferroviaria Napoli-Roma.

Dopo il fermo, i due extracomunitari, cittadini del Kirghizistan, hanno mostrato evidenti segni di nervosismo, che hanno indotto i militari ad effettuare un più approfondito controllo.

Dalle operazioni di perquisizione sono saltati fuori, occultati nelle valigie e nei trolley che i due kirghisi trasportavano, pacchi di cd e dvd, tutti abilmente contraffatti, contenenti i più recenti film in programmazione nelle sale cinematografiche, nonché le più importanti raccolte musicali attualmente in classifica.

Il totale dei supporti digitali contraffatti è di oltre 5300.

I due giovani sono stati denunciati per violazione della legge sui diritti d’autore.

Dovranno affrontare ora un processo all’esito del quale rischiano una condanna fino a tre anni di reclusione ed una sanzione amministrativa di centinaia di migliaia di euro.

Le indagini da parte della Guardia di Finanza continuano, anche allo scopo di smantellare la rete di trafficanti di supporti digitali contraffatti, presumibilmente prodotti nei laboratori di masterizzazione localizzati nel napoletano e gestiti dalla Camorra.

I supporti ottici erano presumibilmente diretti ai grandi mercati del falso di Roma, dei Castelli Romani, dell’area pontina e della Ciociaria.

L’intervento si ascrive nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio, coordinate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, volte ad assicurare il regolare funzionamento del mercato dei beni e servizi ed a reprimere fenomeni illeciti di natura economico-finanziaria.

Il contrasto operato dalla Guardia di Finanza al mercato dei prodotti contraffatti ed alla pirateria audiovisiva, fenomeno criminale che ha ormai assunto le dimensioni di vera e propria attività imprenditoriale, oltre a tutelare le aziende produttrici dei prodotti copiati e gli autori delle opere illegalmente riprodotte, nonché i commercianti che rivendono merce originale assolvendo tutti gli obblighi di natura fiscale e amministrativa previsti dal nostro legislatore, rappresenta senza dubbio una garanzia a presidio del bene primario della “sicurezza economica e finanziaria” che la Carta costituzionale riconosce tra i capisaldi della vita e del progresso della società civile, ed assume particolare rilevanza nella tutela della cultura nazionale, di cui la cinematografia e la musica sono elementi essenziali.