Giorno: 21 maggio 2011

21 maggio 2011 0

Eroina e hashish, arrestati un 28enne ed un 40enne

Di admin
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A Cassino, i carabinieri del NORM della locale Compagnia, nel corso di un predisposto servizio antidroga, traevano in arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente A.G., 28enne del luogo. Il predetto, a seguito di perquisizione domiciliare e personale, veniva trovato in possesso di gr.200,00 circa di sostanza stupefacente del tipo “hashish”, gr.2,00 circa di “cocaina” ed euro 200,00, presumibile provento dello spaccio, il tutto sottoposto a sequestro. L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale di Cassino.

Nella circostanza i militari operanti: . deferivano in stato di libertà per concorso nel medesimo reato A.B., 25enne domiciliato a Frosinone e M.J., 20enne del posto; . segnalavano alla Prefettura – Ufficio territoriale del Governo di Frosinone, quale assuntore di sostanza stupefacente ai sensi dell’art.75 D.P.R. 309/90 un 26enne di Cassino.

Sempre a Cassino, i carabinieri del NORM della locale Compagnia, nel corso di predisposto servizio antidroga, hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nonché violenza e resistenza a pubblico ufficiale P.A., 40enne del luogo. Il predetto, allo scopo di eludere il controllo, strattonava con calci e pugni i militari operanti che, dopo una breve colluttazione lo bloccavano e traevano in arresto. A seguito di perquisizione personale lo stesso veniva trovato in possesso di gr.2,00 circa di sostanza stupefacente del tipo “eroina, suddivisa in due dosi, nonché la somma di euro 190,00, probabile provento dello spaccio, il tutto sottoposto a sequestro. L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale di Cassino.

21 maggio 2011 0

Montino: “Ministeri a Milano, surreale voto di scambio”

Di admin

Dall’Ufficio stampa PD al Consiglio regionale del Lazio riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione di Esterino Montino, capogruppo Pd alla Regione Lazio: “La disperazione di Pdl e Lega produce il ridicolo. Tale è la proposta di spostare a Milano due ministeri che significherebbe deportare migliaia di cittadini del Lazio. Ormai siamo al voto di scambio elevato al paradosso. Alemanno, Augello e Polverini hanno fatto bene, questa volta, a reagire subito. Ciò non toglie che Bossi e la Lega Nord sono il socio forte e indispensabile di questo governo che, in occasione delle amministrative, ha dimostrato di avere l’elettroencefalogramma piatto e che al progetto ha sostituito il mercimonio. Un mercimonio di nomine, incarichi, poltrone e ora anche di interi ministeri. Penso che abbiamo toccato il fondo e i cittadini del Lazio che il 29 e il 30 maggio andranno a votare per i ballottaggi terranno conto di questa deriva di un Pdl vuoto e di una Lega disperata. Votare i nostri candidati significherà chiudere definitivamente una stagione che ha portato a Roma, nel Lazio e in Italia soltanto danni”.

21 maggio 2011 0

Incidente tra due moto in A7: un morto e un ferito. Chiuso il tratto tra Busalla e Ronco Scrivia

Di admin

Autostrade per l’Italia comunica che sull’A7 Genova Serravalle è stato chiuso al traffico il tratto tra Busalla e Ronco Scrivia in direzione di Milano, a causa di un incidente avvenuto al km 108 che ha visto coinvolte due moto. Nell’incidente una persona è deceduta ed una seconda è rimasta ferita. Sul luogo dell’incidente, dove si registra 1 km di coda, sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, i soccorsi sanitari e meccanici, oltre al personale della Direzione 1° Tronco di Genova.

Costanti aggiornamenti sulle condizioni di viabilità vengono diramati da RTL 102.5 FM, Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV INFOMOVING in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840-04.21.21.

21 maggio 2011 0

Autorizzazione disabili per passaggio ZTL, a Lecce Lo “Sportello dei Diritti” chiede la concessione anche per i titolari di altri comuni

Di admin

Da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riceviamo e pubblichiamo: Ancora una denuncia da parte di una cittadina sul problema persistente del controllo elettronico per i varchi della ZTL di Lecce che continua a mietere multe a raffica nei confronti di migliaia di automobilisti che vanno a rimpinguare le casse di un’amministrazione comunale in affanno economico. Questa volta una persona con difficoltà di deambulazione residente in un comune dell’hinterland leccese e che per svariate esigenze personali e lavorative è costretta a recarsi nel centro storico anche nelle ore notturne, ha lamentato a Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, la difficoltà ad ottenere un’autorizzazione permanente nonostante sia munita di apposito contrassegno per invalidi rilasciato però da altro comune limitrofo. Recatasi, infatti, presso gli addetti uffici della Polizia Municipale, si è vista opporre il diniego ad ottenere l’autorizzazione solo per il fatto di avere un “pass” emesso da un comune diverso da quello di Lecce e che per recarsi nel centro storico, avrebbe dovuto effettuare un avviso a mezzo fax entro le 48 ore precedenti all’ingresso nella zona a traffico limitato. Al di là del trattamento riservato all’incolpevole cittadina presso i suddetti uffici, tra personale assolutamente disponibile a comprendere le ragioni dell’istante ed addetti a dir poco insensibili pronti a fare la solita stupida battuta che ”i disabili hanno già troppi diritti e privilegi”, risulta evidente che per il cittadino con handicap che per esigenze quotidiane è costretto a recarsi nell’area i cui ingressi sono videocontrollati nelle ore notturne, una situazione del genere aggravi la propria vita già non semplice. È giunta l’ora che l’amministrazione comunale del capoluogo e quindi l’assessorato alla mobilità trovino una soluzione per rimuovere tali ostacoli e consentano la possibilità di autorizzare al transito nella ZTL tutti i cittadini già muniti di permesso per disabili per autovetture a loro sostegno, indipendentemente dalla circostanza se il pass sia stato rilasciato da altro comune.

21 maggio 2011 0

Festa della Polizia, il discorso del questore di Frosinone Giuseppe De Matteis

Di admin

Signor Prefetto, onorevoli, spettabili Autorità Civili, Militari ed Ecclesiastiche, signori Funzionari ed Ufficiali delle Forze di Polizia e delle Forze dell’Ordine, rappresentanti dei lavoratori italiani, mi competono l’onore ed il privilegio di portare il saluto ed il ringraziamento per la vostra presenza da parte della Polizia di Stato. Celebriamo oggi il 159° anniversario della nostra Istituzione, un secolo e mezzo di storia, di passione e di sacrificio, scritta, a volte anche con il sangue, da centinaia di migliaia di uomini e donne che hanno dedicato la propria esistenza al bene comune della sicurezza dei cittadini e del nostro Paese. Una storia non ancora finita, e che propone oggi nuove sfide, nuove pagine da scrivere.

In un mondo che cambia, e cambia rapidamente, e cambia a volte in maniera del tutto inaspettata rispetto alle migliori previsioni, il valore della flessibilità acquista carattere dominante. Flessibilità, ossia capacità di una Istituzione di aggiornarsi, di rendere davvero fruibile il servizio prodotto, di intercettare e dare risposta alle reali, attuali complesse esigenze del cittadino. E’ il banco di prova della Polizia di Stato a 159 anni dalla sua nascita, è la nuova storia che oggi siamo chiamati a scrivere.

Ha detto qualcuno che ogni Paese, in ogni luogo ed in ogni tempo, ha la propria Polizia, quella cioè che meglio corrisponde ai propri valori fondanti per svolgere una delle funzioni preminenti dello Stato: la pacifica convivenza dei propri cittadini sotto l’egida della legge, in libertà. Questa, per noi è sicurezza. Non a caso il motto della Polizia italiana, motto praticato ed osservato, anche a costo di pesanti, talvolta estremi sacrifici, è sempre stato questo:“ Sub lege, libertas”. Legge e libertà, questi sono i valori posti alla base della azione della Polizia di Stato, e sono talvolta, valori coincidenti, due facce della stessa medaglia.

Lo sapeva bene Alfred de Vigny, uomo di armi e di lettere, che già due secoli fa, faceva dire ad uno dei suoi personaggi alcune semplici, importanti parole: “ Voi chiamatemi legge, io sono libertà”. Non c’è legge, che valga la pena di essere rispettata, se non c’è libertà. Viceversa, non ci può essere libertà aldilà della legge. Noi tutti, chiamati a far rispettare la Legge, siamo, in realtà, tutori della libertà dei nostri cittadini.. Nel delicato rapporto tra libertà e sicurezza, un rapporto destinato per natura ad essere inversamente proporzionale, uno Stato moderno e democratico, qual è il nostro, è sempre attento nel ridurre al minimo necessario i poteri attribuiti alla polizia per salvaguardare la libertà dei cittadini. Noi siamo la polizia moderna, liberale e democratica che l’Italia ha scelto di avere. Questa tradizione di salvaguardia dei diritti e della libertà, pur nell’applicazione della legge rappresenta, per tutti noi poliziotti del 2011, l’insegnamento più importante che i nostri predecessori ci hanno tramandato. Intendiamo farlo nostro, intendiamo onorare il mandato che i cittadini ci hanno consegnato, ed intendiamo consegnarlo ai nostri successori, i poliziotti che verranno.

Anche oggi, soprattutto oggi, quando la flessibilità ci suggerisce di affiancare nuovi obiettivi a quelli “tradizionali” della prevenzione e della repressione dei reati: l’obiettivo per esempio di una legalità intesa come concetto superiore alla semplice osservanza delle leggi, al semplice timore della pena insita nella norma. Ma non possiamo essere soli in questa ricerca della legalità; giacché essa è soprattutto una questione di cultura, ed occorre il concorso di tutta la parte sana della società, affinché metta radice nelle coscienze la convinzione intima che il rispetto delle regole poste alla base del nostro stare insieme non possa più essere soltanto affare di polizia, ma faccenda che riguarda tutti, che coinvolge tutti. Insomma, se il fine ultimo è vivere l’uno accanto all’altro in libertà, e nel rispetto reciproco, la polizia, le leggi, i giudici, non bastano. Questo il significato più intimo dello slogan che da qualche anno accompagna la festa della Polizia, uno slogan che rappresenta un vero e proprio programma d’azione per il Capo della Polizia e per noi tutti: c’è più sicurezza insieme. C’è più sicurezza se la polizia dialoga col cittadino, ne recepisce le istanze, i bisogni le paure. C’è più sicurezza se il cittadino, da solo o attraverso i propri rappresentanti territoriali, o tramite le associazioni, può esporre le proprie esigenze, le proprie preoccupazioni, le proprie paure. C’è più sicurezza, infine, se la sicurezza stessa diventa l’obiettivo di un’azione comune, anziché continuare ad essere affare delegato agli addetti ai lavori. Questo è anche il significato di questa celebrazione, che vede riuniti in questa sala rappresentanti delle forze di polizia, della magistratura, della scuola ,della politica, dei sindacati. Vogliamo fare, insieme, più sicurezza. Insieme.

Questa è flessibilità, capacità di comprendere cosa avviene attorno a noi, giacché è nostro compito cogliere la nuova domanda di sicurezza che avanza nel Paese; per adeguare di conseguenza il nostro servizio a quelle che sono in questo momento le reali esigenze dei nostri cittadini. Saldi nei principi, flessibili nelle modalità d’azione, così devono essere i poliziotti.

Viviamo nel villaggio globale, una apparente contraddizione in termini, che però rende davvero bene la vera contraddittorietà del nostro tempo; viviamo in due dimensioni opposte. Compriamo scarpe fatte in Thailandia, consumiamo tonno pescato in Sudamerica, la sera compriamo un orologio dal sito web di una gioielleria svizzera, eppure sul pullman, o al semaforo, o sotto casa nostra, ci sentiamo aggrediti nella nostra intimità quotidiana dallo zingaro che chiede l’elemosina, dal lavavetri dell’Est europeo che insiste più del dovuto, dal gruppo di sudamericani che bevono una birra in più ai giardinetti. Hugo Von Hoffmannstall coglie l’imbarazzo che spesso cogliamo davanti a fenomeni nuovi del nostro vivere quotidiano “ Viviamo, pensiamo, operiamo in base a concetti storicamente antiquati che continuano a guidare i nostri pensieri e le nostre azioni. Non riusciamo più a cogliere la realtà con lo sguardo semplificatore dell’abitudine.” Si richiede alla polizia un intervento che vada oltre la prevenzione e la repressione del reato. Si chiede al poliziotto di rassicurare quando il nemico non è più il criminale ma semplicemente lo straniero, il disadattato, l’ emarginato. Si chiede, insomma, di cambiare un po’ il nostro antico mestiere, per diventare anche mediatori dei conflitti sociali, custodi del processo d’integrazione, garanti dei diritti dei più deboli. Viviamo in due dimensioni diverse ma la causa è una sola: la globalizzazione. Di conseguenza anche gli orizzonti della sicurezza si dilatano oggi in due dimensioni apparentemente opposte. Da un lato l’attività di Polizia si proietta in una dimensione internazionale perché è lì che nascono le insidie per l’incolumità dei nostri cittadini; dall’altro si estende in ambito nazionale, territoriale, localizzato, perché è nelle città, nei quartieri, a casa propria che il cittadino avverte la paura. Non solo del crimine, ma spesso del diverso. Spesso, sempre più spesso, si ha paura del diverso.

Tra le montagne dell’Afghanistan, nei deserti dell’Iraq nelle Lande dell’Asia Centrale, sotto il sole cocente dell’America Latina o a trenta chilometri da Islamabad. Lì oggi c’è bisogno di intervenire con azioni di Polizia per pedinare, intercettare, arrestare terroristi, appartenenti alla criminalità organizzata, trafficanti di droga e di essere umani, mafiosi. Subito dopo la strage delle Twin Towers U.Beck in “ Un mondo a rischio” si chiede: “ chi avrebbe mai immaginato che per tutelare la pace e la vita dei nostri cittadini avremmo dovuto impiegare i nostri militari in Afghanistan?

Uno studio recente dell’Istituto Affari Internazionali presieduto da Stefano Silvestri e commissionato dal Senato della Repubblica rivela che nei maggiori paesi europei Inghilterra, Francia e Germania negli ultimi anni è in corso un vero e proprio processo di accorpamento tra la dimensione sicurezza e la dimensione difesa. In sintesi si sta verificando una fusione tra la figura del poliziotto e quella del soldato. Non a caso oggi, per entrare in polizia, occorre aver prestato servizio nelle forze armate. Molti di questi hanno prestato servizio nelle zone di guerra.

Un fenomeno storico senza precedenti che cambierà per sempre il nostro modo di essere poliziotti e ci indurrà a superare il concetto di territorialità della nostra azione, anche perché da molto tempo terrorismo mafia, criminalità organizzata, narcotraffico hanno superato i limiti imposti dai confini politici tra vari paese.. I nostri figli oggi rimangono nelle nostre case, ma accendendo il computer entrano nel mondo virtuale del web ed hanno ordinari contatti magari dialogando in inglese con ragazzi americani, indiani e cinesi mentre giocano al loro videogame preferito. Con un mondo in evoluzione il nostro sistema di Polizia si evolve e fornisce nuovi servizi, si sforza per rendere sempre più fruibile la propria organizzazione. Cambia la polizia e cambiano, dunque, i poliziotti.

Indagini nate a Frosinone portano ad Islamabad, e viceversa,come hanno dimostrato le recenti, importanti operazione della nostra Digos. E la Squadra mobile, per intercettare i grandi flussi di stupefacente che interessano il nostro territorio è dovuta arrivare alcuni giorni fa in Spagna, in Marocco, in Olanda. Benvenuti nel villaggio globale, piaccia o non piaccia, questo è il contesto nel quale oggi siamo chiamati ad operare. E noi dobbiamo operare. Con la testa magari rivolta ai terroristi islamici che trafficano in droga a casa nostra, e la pressione dei residenti nel centro storico che protestano per gli eccessi della movida estiva. Ma questo è il nostro mestiere, e pur se il contrasto ci fa, a volte, sorridere, ci spetta dare risposte ai grandi problemi, e a quelli meno grandi. Insieme. Anche se talvolta gli strumenti appaiono inadeguati.

Ricorre quest’anno il trentennale della legge che ha regolato gli assetti fondamentali della Polizia di Stato, la 121 del 1981. Una legge nata in un periodo ,per intenderci, in cui la preoccupazione maggiore dei responsabili della sicurezza era, a giusta causa, la piazza, le manifestazioni dei lavoratori e del mondo sindacale, il terrorismo nazionale. In un tempo in cui non erano ancora avvenuti eventi che hanno cambiato per sempre la storia del mondo, e quindi il ruolo della polizia nei singoli stati, come la caduta del Muro di Berlino dell’’89, il trattato di Marrakech del ‘94, che ha creato un unico mercato mondiale, la strage delle Twin towers del 2001. Tempi per intenderci in cui parlando di immigrazione il pensiero andava istintivamente all’emigrante pugliese che veniva catapultato come operaio nelle metropoli del nord, e non ai milioni di migranti che da anni cercano un futuro migliore in occidente, e che sicuramente non desisteranno dinanzi alle minacce un po’ folcloristiche di chi vorrebbe rimandarli a casa, quasi fossero turisti in cerca di emozioni. Tempi in cui parlando di mafia si diceva che la mafia non esisteva, per il codice penale, ,perché il 416 bis sarebbe entrato in vigore un anno dopo, nel 1982. E neanche per l’opinione pubblica, per dire la verità, o almeno per buona parte di essa. E se pure esisteva, esisteva in alcuni paesi del sud d’ Italia, dal quale non si sarebbe mai mossa perché a dorso d’asino non si può arrivare lontano.

E ricorre, tra due giorni, l’anniversario della strage del Giudice Giovanni Falcone, del giudice Francesca Morbillo e dei tre uomini che li proteggevano: Antonio Montinaro, Vito Schifani, e Rocco Di Cillo. Tre uomini della Polizia di Stato che il 23 maggio 1992, hanno onorato col sacrificio della propria vita il giuramento di servire lo Stato sino alla morte, se necessario. Per loro, per i nostri morti, per tutti i caduti nella lotta alla mafia tra le fila della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Magistratura, della Politica, del Sindacato, della Stampa , e per tutti i cittadini innocenti che la mafia ha ucciso, per testimoniare quanto vivo sia ancora in noi il valore supremo del loro esempio, io chiedo un minuto di silenzio.

Un atteggiamento negazionista, quello di alcuni opinionisti, che molto male ha fatto agli sforzi che la polizia di Stato ha prodotto per contrastare la mafia. La quale, va detto, non può essere più intesa come l’esercizio di una attività un po’ sui generis da parte di alcuni signori dotati di coppola e di lupara che si nutrono di cicoria e comunicano coi pizzini, ma come un autentico cancro che corrode la nostra società, la nostra economia, la nostra democrazia. Per dirla con le parole del senatore americano John Kerry la mafia è da intendere come “ un vero e proprio ordine mondiale basato su valori condivisi che sono totalmente diversi da quelli sui quali si fonda la società civile dei nostri paesi democratici”. Atteggiamento negazionista che si nota, ancora oggi, in alcune realtà del nostro Paese, magari anche da queste parti, per essere espliciti. E che, va detto senza mezzi termini, non agevola l’azione di polizia, e quella di pulizia che noi, con ogni mezzo e con ogni energia, intendiamo continuare a fare da subito, in questa provincia. Noi siamo difatti pienamente convinti che le organizzazioni criminali esistono da anni sul nostro territorio, che hanno agito per qualche tempo indisturbate, sviluppando interessi soprattutto nel settore del riciclaggio, e che si sono avvantaggiate anche di un negazionismo di maniera, a volte frutto di buona fede, altre no. Altre, no. Mi rivolgo ai giovani presenti in sala: non vi basti mai sapere cos’è la mafia, dovete imparare ad odiarla, la mafia, anche quando vi dicono che non c’è, perché è la mafia che ruba il vostro futuro, è la mafia che vuole sopraffare i vostri diritti, è la mafia che vuole privarvi dei vostri sogni. Odiatela la mafia, come si odia il male, e combattetela sempre, in ogni modo, anche se da grandi non sarete poliziotti, giudici, o carabinieri. Dove c’è mafia, non c’è libertà. Odiate chiunque vuole togliervi la libertà.

Eppure l’avversario più difficile da sconfiggere, in un mondo dominato dall’informazione e dalla comunicazione in tempo reale appare essere la percezione di insicurezza. I mass media hanno un ruolo fondamentale nella gestione della notizia e quindi nel modo in cui il cittadino raffigura la propria sicurezza; quando viene data enfasi ad un delitto efferato ognuno si sente messo a rischio nella propria condizione quotidiana. Questo giustifica l’attenzione che il gestore della sicurezza deve avere, oggi più che mai, nei confronti del mass media, perché attraverso questi passa oggi una parte importante del prodotto sicurezza.

Con l’avvertenza però che non tutta l’azione di Polizia può svolgersi in questa direzione. Quando difatti si punta molto sulla visibilità delle divise, quando si punta molto sul semplice passaggio della Volante a lampeggiante acceso, quando si punta molto su ciò che appare e poco su ciò che è, non si raggiungono risultati concreti e si è destinati al fallimento. La verità è che non esistono scorciatoie, non esistono espedienti, non esistono coup de theatre  nella gestione della sicurezza; esiste lavoro serio, determinazione e professionalità, ed occorre, soprattutto, valorizzare la risorsa umana. Occorre puntare sull’uomo, più che sulle leggi, occorre motivare, formare, incentivare il poliziotto, piuttosto che acquisire sofisticate tecnologie o consulenze di “specialisti” della sicurezza. Sono i poliziotti che fanno la differenza, su loro occorre puntare per avere risultati. Oggi vogliamo che sia la festa degli uomini, e delle donne, che con passione, con orgoglio, con grande dignità, e con grandi risultati, hanno reso grande la polizia di Stato, e la renderanno ancora più grande negli anni a venire.

Si, conseguiremo altri importanti risultati nella lotta al crimine. Purché si abbia il coraggio, per chi ha la responsabilità di coordinare ed indirizzare l’azione di Polizia, di indicare gli obiettivi prioritari di detta azione, tralasciando quelli che sono senz’altro più facili da raggiungere ma molto meno incisivi dal punto di vista della effettiva aggressione al crimine. Bisogna allora avere il coraggio di puntare ai trafficanti piuttosto che agli spacciatori; bisogna avere il coraggio di puntare alle organizzazioni criminali piuttosto che ai singoli delinquenti e bisogna avere infine il coraggio di investire risorse investigative, per colpire i corrotti e collusi, piuttosto che accettare come male necessario qualsiasi tipo di contiguità tra gestione della cosa pubblica ed interessi criminali. Anche questa, soprattutto questa, è sicurezza. E la sicurezza diventi allora affare nazionale, affare locale, e diversi soggetti siano chiamati a fornire il proprio contributo, affinché finisca il sistema autoreferenziale delle Forze di Polizia e si apra una fase nuova, una fase basata su una moderna straordinaria intuizione dei massimi responsabili della Polizia di Stato: c’è più sicurezza insieme. Vigiliamo insieme, affinché la gestione della cosa pubblica continui a svolgersi nell’interesse del cittadino e dello Stato, vigiliamo insieme affinché venga recuperato il senso più alto e più nobile del fare politica, dell’essere amministratori pubblici, dell’essere, davvero, servitori dello Stato. Insieme ai cittadini, insieme ai loro rappresentanti, insieme ai Sindaci, insieme ai sindacati, insieme ai Presidenti di Provincia e Regione, insieme alla Chiesa, insieme ai responsabili delle altre religioni oggi praticate sul territorio nazionale. C’è più sicurezza, insieme,se la sicurezza diventa affare di tutti.

Questo spiega allora perché il bilancio che pure va fatto in questa occasione dell’attività della Questura di Frosinone vada letto in un’ottica più generale, che tenga conto dei principi sinora esposti. Ed ecco allora che la Digos di Frosinone ha portato a termine quest’ anno due operazioni di eccezionale importanza e di valenza internazionale: con l’operazione Cestia sono stati tratti in arresto circa cinquanta Afgani e Pakistani appartenenti ad una organizzazione finalizzata alla tratta di esseri umani che passava per la rotta asiatica e medio orientale costituendo illeciti canali di finanziamento anche per il terrorismo. Un’attività svolta insieme all’Europol ed ad Eurojust in collaborazione con Francia, Germania Grecia Svezia Gran Bretagna Belgio. Per la prima volta in Italia è stata data attuazione ai contenuti della convenzione di Palermo sul crimine trans nazionale del 2000, e sono stati effettuati quasi dieci mandati di arresto Europei.

Con l’operazione Scutum , sempre condotta dalla Digos e conclusa appena tre giorni fa, sono stati colpiti undici cittadini pakistani e tunisini e sono state effettuate circa quaranta perquisizioni a carico di pakistani accusati di appartenere ad una organizzazione dedita al terrorismo al traffico internazionale di stupefacenti ed all’immigrazione clandestina.

Sul settore del contrasto al traffico di stupefacenti la Squadra Mobile ha conseguito risultati senza precedenti: sei chili di eroina sono stati sequestrati a carico di un’organizzazione albanese nell’ottobre del 2010, cittadini italiani residenti ad Anagni sono stati arrestati mentre stavano per immettere nel frusinate oltre mille dosi di cocaina. Soprattutto negli ultimi mesi la Squadra Mobile ha puntato ad interrompere i flussi di sostanza stupefacente, cambiando strategia rispetto a quella tradizionale che induce a colpire i singoli spacciatori: ora colpiamo i grossi trafficanti, in questa provincia. E colpiamo di frequente, e colpiamo duro Dal dicembre ad oggi, in 7 diverse operazioni antidroga, portate brillantemente a termine dagli investigatori della Squadra Mobile, sono stati sequestrati in totale: Oltre 26 Kg di eroina, 4,5 Kg di cocaina, 100 Kg di marijuana, 5 Kg di hashish. La droga sul mercato dello spaccio al dettaglio avrebbe fruttato oltre 2 milioni e mezzo di euro. Contestualmente ai sequestri sono stati arrestati i corrieri (in totale 13 persone) impegnate nel trasporto dello stupefacente. Possiamo dire che abbiamo ridotto dell’80 per cento il business della droga su Frosinone e Provincia. Di tutto rilievo anche i risultati nella prevenzione. Cambiando strategia, ed affiancando alla prevenzione generale, quella che si fa con le volanti, la prevenzione personale, quella che si fa allontanando dal nostro territorio i soggetti con attitudini a delinquere, abbiamo ridotto nell’ultimo semestre del 39 per cento i reati contro la persona, del 22 per cento quelli contro il patrimonio, abbiamo aumentato del 27 per cento il numero degli arrestati e di quasi il 50 per cento quello dei denunciati. Abbiamo raddoppiato il numero degli identificati. E tutto questo, comunque, ci rende orgogliosi, ma non ci basta. Sentiamo che è nostro dovere fare di più, perché la gente ce lo chiede, e perché noi sbirri, alla fine siamo fatti così: pensiamo sempre a quello che dobbiamo fare, più che a quello che abbiamo fatto. Mi avvio alla conclusione: vorrei ringraziare, innanzitutto i colleghi dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con i quali condividiamo ogni giorno le ansie le gioie e i dolori del nostro mestiere, e quelli delle forze di polizia e delle forze dell’ordine, la presenza dei quali conferisce valore aggiunto ala nostra azione quotidiana Ringrazio in modo particolare il Prefetto di Frosinone, per la competenza e per la passione che dedica allo svolgimento del suo delicato incarico e per il coraggio, che spesso ha, di cogliere aspetti nuovi di fatti noti, aiutandoci a far bene il nostro mestiere ed incentivando le forze di polizia a realizzare, nel modo migliore possibile, l’indirizzo politico in tema di sicurezza. Il coraggio, ho detto, perché anche questo, a volte è necessario dimostrare, quando si rappresenta davvero lo Stato. Ringrazio i magistrati in servizio in questa provincia per la straordinaria competenza, per la continua vicinanza, per la indiscutibile equidistanza con le quali, spesso nell’ombra e senza pretesa di proscenio, continuano la loro missione di custodi della legge. L’ultimo pensiero per le donne e gli uomini della Polizia di Stato: in primis per quelli che non ci sono più, ma che vivono sempre nella nostra memoria e nel nostro affetto, e il loro ricordo ci aiuta a mantenere intatta la nostra fede e salda la vision della nostra missione al servizio del bene comune e del Paese.

In secundis per gli uomini e le donne che oggi sulle strade del Paese, onorando il giuramento fatto al momento del loro ingresso in Polizia, con enorme impegno, con incredibili sacrifici, con una commovente passione, rendono ogni giorno il proprio servizio alla collettività: a loro e soltanto a loro vanno ascritti i meriti di tutto quello che di positivo significa la Polizia di Stato per i cittadini e per il paese. Infine mi rivolgo ai poliziotti che verranno dopo di noi, appartenenti alle nuove generazioni qui presenti. Fate vostri i principi che oggi sono nostri, abbiate sempre una logica di servizio e non di potere quando sarete voi la Polizia di Stato ma soprattutto non rinunciate mai all’idea che qualsiasi struttura anche la più perfetta necessita sempre di continue piccole correzioni per corrispondere davvero al mandato che i cittadini del nostro paese ci hanno consegnato. Quest’anno ltalia compie 150 anni; fate si che il nostro paese sopravviva nei suoi valori fondamentali, nelle sue tradizioni, nella sua cultura, alle erosioni del tempo, a quelle del crimine e a quelle molto più pericolose dell’interesse. Fate vostra la nostra storia e continuate a scriverla ricordando le parole di Gorge Bernnard Shaw Non è la memoria del passato a renderci saggi, ma la responsabilità del futuro. Viva la Polizia di Stato, viva l’Italia.

Poliziotti premiati

1) ENCOMIO SOLENNE concesso all’Assistente Capo Roberto BIANCHI “ Evidenziando elevate capacità professionali, non comune determinazione operativa e generoso altruismo, espletava un’operazione di soccorso in favore di un giovane che aveva tentato il suicidio, gettandosi nel fiume Cosa. Frosinone, 13 marzo 2010” Consegna l’attestato il Prefetto

SPEAKER 2) LODE concessa al Vice Questore Aggiunto Cristiano Bertolotti, Ispettore Superiore Andrea Aversa,Vice Sov. Antonio Turriziani, Ass.te Capo Anna Flaviani “Al termine di una complessa attività investigativa, riuscivano a smantellare un sodalizio criminale, dedito allo sfruttamento ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini extracomunitari, con l’arresto del capo dell’organizzazione. Evidenziavano capacità investigativa. Frosinone , 17 aprile 2009”

Consegna gli attestati il Questore

SPEAKER 3) LODE concessa al Vice Questore Aggiunto Carlo Bianchi, (Sovrintendente Eugenio Folco), (Sovrintendete Alessandro Pastorelli,) Assistente Capo Gianni Campagna, Assistente Flavio Genovesi. “Per l’impegno profuso in un’attività di polizia giudiziaria che si concludeva con l’arresto di due persone responsabili in concorso tra loro di numerose rapine. Davano prova nella circostanza, di abilità professionale e di determinazione operativa. Frosinone, 20 agosto 2008” Consegna gli attestati il Prefetto

SPEAKER 4) LODE concessa al Vice Questore Aggiunto Carlo Bianchi, (Sost. Commissario Luigi Zagordi), (Ispettore Gianfranco Sacco,) Ass.te Capo Libera Vittoria Marsella,( Ass.te Capo Fabio Testugini) “ Dando prova di determinazione operativa ed abilità professionale concludevano un’indagine di polizia giudiziaria con l’individuazione del rifugio ove si nascondeva un pericoloso latitante ricercato per traffico di sostanze stupefacenti” Pignataro Interamna, 30 luglio 2008 Consegna gli attestati il Questore

SPEAKER

5 )LODE concessa all’ Ispettore Superiore Luigino Magliocchetti, Ispettore Capo Alberto Petrocchi, Ispettore Capo Luciano Lancorai, Ass.te Capo Mario Mattei, Ass.te Capo Marco Boccia. “ Dando prova di determinazione operativa ed abilità professionale concludevano un’indagine di polizia giudiziaria con l’individuazione e l’arresto di un cittadino albanese responsabile di duplice tentato omicidio ed incendio. Frosinone, 15 luglio 2008.” CONSEGNA GLI ATTESTATI IL PREFETTO

6)LODE concessa al ( speaker ) (Sostituto Commissario Luigi Zagordi,)(Sost. Commissario Antonella Piredda,) (Ispettore Capo Gianfranco Sacco,) ( Ispettore Capo Daniele Quirino,) Ass.te Capo Maurizio Gabriele, (Assistente Capo Gianluca Rosato, ) (Ass.te Capo Fabio Testugini,) Ass.te Capo Libera Marsella

“ Nel corso di una specifica attività di prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti, traevano in arresto un uomo, che trasportava all’interno di una vettura circa ottantotto chili di hashish. Davano prova di capacità investigative. Cassino, 21 marzo 2009.” Consegna gli attestati il Questore

7) SPEAKER LODE concessa all’ Assistente Capo Giovanni CAMPOLI Assistente Capo Gianni CAMPAGNA (Assistente Giovanni FRATARCANGELI)

“ In servizio di volante, evidenziando attaccamento al dovere ed altruismo, ponevano in salvo una donna , sdraiata sui binari, con chiare intenzioni suicide, qualche attimo prima che sopraggiungesse un treno.” Frosinone 3 dicembre 2009 Consegna gli attestati il Prefetto

SPEAKER 8) LODE concessa all’ Assistente Capo Luciano Altobelli, Assistente Capo Andrea Mazzocchi, Assistente Capo Gianluca Peluso, “In servizio presso la polizia stradale, procedevano al controllo di un’autovettura, rinvenendo una valigia, contenente otto chilogrammi di hashish ed arrestando il relativo conducente. Davano prova di intuito operativo. Km 620 Nord A1 (FR), 9 marzo 2009.” Consegna gli attestati il Questore

SPEAKER 9) LODE concessa all’ Ispettore Capo Vincenzo Matera e (Sovritendente Alessandro Spinelli) “ In servizio si controllo autostradale, si ponevano all’inseguimento di due malviventi, responsabili di furto con scasso. Denotavano capacità operativa. Autostrada A1 Km 611(Fr), 26 febbraio 2010” Consegna gli attestati il Prefetto

SPEAKER

10 )LODE concessa all’ Assistente Capo Giuseppe Rea ( Agente Scelto Giuseppe Macari) “ In servizio di volante, durante il controllo del territorio,riuscivano a rintracciare ed arrestare un cittadino ucraino il quale, armato di coltello, si era reso responsabile di tentato omicidio nei confronti di un suo connazionale. Dava prova di capacità operative. Frosinone, 22 giugno 2008” Consegna gli attestati il Questore

SPEAKER Dopo quarantuno anni di servizio, il primo gennaio 2011 il Sostituto Commissario Vincenzo Costanza ha lasciato l’Amministrazione. Il Questore consegna il Foglio di Congedo

21 maggio 2011 0

Patente a punti, per la Cassazione se la multa è contestata oltre 90 giorni è esclusa la sanzione se è ignoto il conducente

Di admin

Da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riceviamo e pubblichiamo: Importante ordinanza della Cassazione in tema di patente a punti ed omessa comunicazione dei dati del conducente, quella emessa il 20 maggio 2011, che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta. Secondo la seconda sezione civile della Suprema Corte, infatti, se la notifica del verbale per la contestazione principale avviene oltre il termine massimo previsto dalla data della infrazione, che come è noto è stato ridotto a 90 giorni, l’amministrazione procedente non può poi pretendere che il pagamento della sanzione successiva in caso di omessa comunicazione dei dati del conducente del veicolo individuato nella prima rilevazione. Questo anche se l’infrazione relativa all’omessa comunicazione è sempre oggetto di verbale diverso da quello riguardante la violazione principale. Come è noto, infatti, il Codice della Strada prevede un termine perentorio per la contestazione delle violazioni del codice della strada che è individuato dall’articolo 201 Cds e stabilito in novanta giorni e quindi la notifica tardiva del verbale rende tardiva la contestazione. Peraltro, per alcune sanzioni specifiche è previsto l’obbligo per il proprietario del veicolo di comunicare entro sessanta giorni dalla notifica, il soggetto che si trovava materialmente alla guida. In caso di omessa comunicazione è stabilita un’altra multa. Gli ermellini, hanno però sottolineato che la pretesa dell’ente accertatore, non può estendersi indeterminatamente: nel caso in cui la notifica della violazione principale sia avvenuta fuori oltre il termine indicato, il verbale per la mancata indicazione dei dati del trasgressore deve essere dichiarata illegittima. In virtù di un principio logico, oltreché giuridico, infatti, non si può pretendere che il proprietario del veicolo a distanza di molto tempo dall’infrazione contestata conservi il ricordo preciso di chi fosse alla guida dell’auto multata. Ma la Suprema Corte si spinge oltre è stabilisce che non è necessario che il primo verbale, pure notificato tardivamente, non sia stato poi opposto. Può, quindi, essere impugnato autonomamente il verbale della sanzione successiva di cui all’articolo 126 Cds bis. Secondo i giudici di piazza Cavour, infatti, le due violazioni sono vincolate l’una all’altra e la notifica in ritardo del primo verbale rende illegittima la seconda sanzione.

21 maggio 2011 0

Festa della Polizia 2011: ecco i dati sull’attività svolta da gennaio 2010

Di admin

Elenco dei dati relativi all’attività della Polizia di Stato svolta su tutto il terrritorio di Fosinone: Polizia Anticrimine

Nel periodo in esame sono stati emessi 6 provvedimenti di ammonimento per episodi di Stalking, 82 avvisi orali, 189 proposte di rimpatrio, 17 DASPO, 30 sorvegliati speciali. Circolazione stradale

Significativa è stata anche l’attività di controllo della circolazione stradale con 63.976 infrazioni elevate, con il sequestro di 165 veicoli ed il ritiro di 2.740 documenti.

Polizia Amministrativa

Rilasciati 8.848 passaporti, 3.165 licenze di porto di fucile, 106 autorizzazioni di Polizia in materia di preziosi, 144 autorizzazioni di in materia di armi, 1 provvedimento di chiusura di esercizio pubblico per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

Prevenzione generale e Soccorso Pubblico

Le persone arrestate sono state 184 di cui 88 solo nel capoluogo e quelle denunciate in stato di libertà 1.032 di cui 519 a Frosinone. Complessivamente la Polizia di Stato presente su tutto il territorio frusinate ha controllato ed identificato 167.093 persone di cui 35.128 solo nella città di Frosinone. Come ultimo dato, infine, c’è da segnalare che le chiamate al 113 per vari motivi, sono state ben 52.126.

Ufficio Immigrazione

Nella provincia di Frosinone risultano censiti circa 21.000 stranieri di cui 13.050 extracomunitari. Nel corso dell’anno l’Ufficio Immigrazione ha rilasciato 4.072 permessi di soggiorno di cui 2.773 rinnovi. Nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione al fenomeno dell’immigrazione clandestina sono stati espulsi circa 237 stranieri con oltre un centinaio di accompagnamenti alla frontiera ed ai centri di permanenza temporanea, complessivamente sono stati emanati oltre 305 ordini a lasciare il territorio nazionale.

Dati attività Ufficio di Gabinetto

Sono state emanate 2.686 Ordinanze di cui 443 per eventi politici e Sindacali, 1.006 manifestazioni Sportive, 168 manifestazioni Religiose e 1.069 di altra natura.

D.I.G.O.S.

Tra le principali operazioni citiamo: Operazione CESTIA ha visto l’esecuzione di 47 ordinanze di custodia cautelare, di cui 8 mandati di arresto europei nei confronti di cittadini afghani e pakistani, appartenenti ad un’organizzazione delinquenziale transnazionale di tipo etnico, finalizzato alla tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dall’Afghanistan, attraverso la rotta Asiatica e Medio Oriente, utilizzo di illeciti canali di finanziamento. Iniziata nel 2008, l’operazione si è svolta in ambito di coordinamento Eurojust in collaborazione con Francia, Germania, Grecia, Svezia, Gran Bretagna, Belgio. Operazione SCUTUM, con 3 arresti, 8 richieste di ordinanza di custodia cautelare in carcere, 38 perquisizioni personali e domiciliari, ha visto protagonisti cittadini pakistani e tunisini appartenenti ad un’organizzazione delinquenziale di tipo etnico con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Squadra Mobile

Tra le principali operazioni citiamo: Operazione ALBATRAZ condotta con la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che consentiva di arrestare 14 persone facenti parte di un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, operante nella zona nord di Frosinone. Operazione SULEYMAN2 condotta con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che consentiva l’arresto di 5 persone facenti parte di un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti provenienti dal quartiere napoletano di Scampia ed operanti sul territorio cassinate. Inoltre altre 7 operazioni che si sono svolte dal dicembre 2010 al maggio 2011 hanno consentito di sequestrare un totale di 25 kg di eroina, 5 kg di cocaina, 102 kg di marijuana e 5 kg di hashish, nonchè l’arresto di altre 7 persone. Contro le attività predatorie 3 le operazione più impostanti che hanno consentito l’arresto di 4 malviventi, di cui 1 per presunta estorsione ai danni di un commerciante, 3 per una serie di rapine consumate nei paesi limitrofi, nonché veniva sgominata un’intera banda che effettuava rapine in abitazione.

21 maggio 2011 0

Ruba attrezzatura agricola ma viene fermato e arrestato dai carabinieri

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I carabinieri della Stazione di Fresagrandinaria, nel tardo pomeriggio di ieri, in Dogliola, hanno tratto in arresto Martin Florian, 32enne cittadino romeno, domiciliato a Francavilla al Mare. Durante un normale controllo del territorio, la pattuglia della Stazione di Fresagrandinaria, in territorio di Dogliola, fermava un autocarro Fiat Iveco con a bordo due individui sospetti. Alla vista dei carabinieri, uno dei due passeggeri, sceso dall’autocarro, si dava a precipitosa fuga facendo perdere le sue tracce. Dal controllo del materiale trasportato veniva accertato che si trattava di materiale asportato poco prima da alcuni casolari e da una rimessa agricola del posto. I carabinieri, infatti, da un controllo più approfondito, accertavano che il romeno fermato, verosimilmente con la complicità dell’altro soggetto fuggito al momento del controllo, dopo aver divelto la rete di recinzione, era entrato in una rimessa, asportando attrezzatura agricola e altro materiale ferroso. La refurtiva, interamente recuperata, dopo il riconoscimento, è stata restituita al legittimo proprietario. Martin Florian, espletate le formalità burocratiche, è stato associato presso la Casa Circondariale di Vasto, dovendo rispondere di furto aggravato in concorso. Proseguono le indagini per identificare e rintracciare il presunto complice.

21 maggio 2011 0

E’ morta la bimba dimenticata in auto a Teramo

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Non ce l’ha fatta la bimba di 22 mesi dimenticata in auto dal padre tre giorni fa a Teramo. La piccola dopo essere rimasta chiusa in macchina per oltre 5 ore è stata trasferita all’ospedale regionale di Torrette di Ancona e da lì all’ospedale pediatrico “Salesi”. Nella mattinata di oggi c’è stato un peggioramento del quadro clinico fino alla constatazione dei medici della morte cerebrale e la successiva autorizzazione al distacco delle macchine che la mantenevano in vita.

21 maggio 2011 0

Aggrediscono i carabinieri, arrestati tre rom

Di admin

Erano circa le ore 18.00 di ieri 20.05.2011, quando una pattuglia del Comando Stazione CC. di Roseto degli Abruzzi, ha notato un’autovettura ferma sul lungomare di quel centro con all’interno due donne di etnia ROM. In considerazione che nei giorni scorsi si sono verificati diversi furti in abitazione, i militari insospettiti dall’atteggiamento delle due donne, hanno deciso di procedere ad un controllo di polizia, invitandole a scendere dall’auto e ad esibire i documenti di identità personale. Le donne, successivamente identificate in CIARELLI Clorinda e la figlia DI ROCCO Rosa, residenti in Giulianova, hanno subito assunto un atteggiamento ostile nei confronti degli operanti, proferendo frasi minacciose. Nel contempo giungeva sul posto anche il capo famiglia DI ROCCO Fiorello, il quale dapprima assumeva lo stesso atteggiamento della moglie e della figlia e con le stesse subito dopo, allo scopo di sottrarsi al controllo di polizia in atto, ingaggiava una colluttazione con i due carabinieri i quali hanno dovuto richiedere l’intervento di altre pattuglie dell’Arma per riuscire a bloccare i tre rom. I due militari hanno riportati lievi lesioni guaribili in pochi giorni, mentre l’intera famiglia è stata dichiarata in stato di arresto ed associata presso la casa circondariale di Teramo a disposizione della competente A.G. dovendo rispondere di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.