Giorno: 24 maggio 2011

24 maggio 2011 0

Indimenticabile Serena (Mollicone), una manifestazione per ricordare la ragazza di Arce barbaramente uccisa

Di redazione
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“Indimenticabile Serena”. E’ questo il titolo di una manifestazione che si terrà ad Arce, il prossimo 1 giugno, per ricordare Serena Mollicone nel decennale della sua morte. La manifestazione, che si svolgerà nella centralissima piazza Umberto I, prevederà una serie di inziative e un dibattito a tema sulle violenze di cui sono vittime le donne al quale interverranno numerose personalità e giornalisti di fama nazionale. Una manifestazione che sarà all’insegna della gioia di vivere e del gioco proprio per ricordare al meglio la memoria di Serena, una ragazza solare con tanta voglia di vivere strappata alla vita e all’affetto dei suoi cari e dei suoi amici nel fiore dei suoi anni. Nell’ambito della manifestazione, che avrà inizio alle 10 per concludersi alle 23, sono previste esibizioni di artisti di strada, una mostra di lavori degli alunni del Liceo Artistico “Valente” di Cassino, la presenza di stand di associazioni di volontariato come quello della Lapa che tutela gli animali, perché Serena amava molto i cani, e così via. Alle 17 si svolgerà una solenne funzione religiosa, celebrata dal vescovo di Sora, mons. Filippo Iannone, nella chiesa di SS. Pietro e Paolo, mentre alle 18,15 avrà luogo il dibattito “Indimenticabile Serena e le altre”. Interverranno la madre di Elisa Claps, Pino Casagrande, Letizia Lopez (sorella di una delle vittime del mostro del Circeo), Claudio Scazzi, fratello della piccola Sarah, Anna Cellucci, madre della diciannovenne di Broccostella Adriana Tamburrini uccisa dal findanzato, Pino Scaccia (caporedattore del Tg1), Fabio Amendola (giornalista che si è occupato del caso Restivo) e Debora Ergas del Tg2. A presentare la manifestazione sarà Lucia Campoli. Nel corso dell’evento si svolgeranno anche una fiaccolata, organizzata dagli amici di Serena, e la proiezione del cortometraggio “Elisa, Serena e le altre…. ”.

24 maggio 2011 0

Operazione “ultima dose”, 14 arresti in Ciociaria

Di redazione

Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone, in collaborazione con quelli della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere (CE), hanno eseguito 14 provvedimenti di fermo del P.M., emessi dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, a carico di soggetti residenti nel frusinate e specificatamente nei comuni di Acuto, Alatri, Boville Ernica, Castelliri, Ceprano, Frosinone, Fontechiari, Monte San Giovanni Campano, Sora, Strangolagalli e Vallecorsa. Tali provvedimenti sono inseriti in una vasta operazione antidroga finalizzata all’esecuzione di complessivi 33 decreti di fermo nei confronti di un gruppo di soggetti, italiani ed extracomunitari, ritenuti responsabili di “detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo eroina, cocaina, e droghe sintetiche ” che ha, inoltre, interessato le province di Caserta, Napoli, Latina, Roma, Teramo ed Empoli. L’operazione, conclusasi in data odierna, rappresenta la terza parte di una più ampia indagine condotta dal Comando Provinciale Carabinieri di Caserta indirizzata a colpire un sodalizio abitualmente dedito, a vario titolo, alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, “eroina” e droghe sintetiche. Il gruppo ciociaro, responsabile dell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti in Castel Volturno (CE), provvedeva a smerciarle al dettaglio nelle zone di provenienza, o in alternativa trasportarle “a domicilio” da corrieri nelle piazze di spaccio del frusinate.

24 maggio 2011 5

Genitori troppo poveri, gli assistenti sociali prendono in custodia i figli

Di redazione

Cassino sempre più povera, a dirlo non sono dati o statistiche ma fatti di cronaca che accadono sotto gli occhi di tutti, come l’episodio accaduto questa mattina davanti al comune quando gli assistenti sociali hanno dovuto prendere in custodia per affidarli a strutture protette, due fratellini di 1 e 3 anni. I genitori disoccupati e poveri non hanno possibilità di assicurare loro un mantenimento dignitoso per cui gli assistenti sociali sono dovuti intervenire tra la disapprovazione della donna per sottrarle i figli.

24 maggio 2011 0

Occupazioni abusive di case popolari, torna il far west a Cassino

Di redazione

Prepotentemente torna a Cassino il fenomeno delle case popolari rubate agli anziani. Alcuni anni fa il fenomeno costringeva gli assegnatari di alloggi Ater a rinunciare a ricoveri ospedalieri, seppur necessari, temendo occupazioni abusive delle loro abitazioni. Il problema sembrava risolto ma nelle ultime due settimane sono due i casi di furti di abitazioni. L’ultimo è avvenuto questa notte in piazza Vigili del Fuoco a Cassino al piano sovrastante dove appena 15 giorni fa, una 17enne incinta e prossima al parto, ha occupato la casa di una 87 ospite di una clinica riabilitativa. In questo caso, invece, a sfondare la porta è stata una 19enne che si è fatta trovare nell’alloggio con due figlio di uno e due anni. La proprietaria, una 65enne si era allontanata per alcuni giorni ospite di alcuni amici fuori Cassino. Un vero far west contro le persone più deboli: gli anziani. Non è possibile che le autorità non intervengano in maniera decisa come avvenne alcuni anni fa.

24 maggio 2011 0

A cinque giorni dalle elezioni, si “sbloccano” le strisce blu a Cassino. Affidata la gara

Di redazione

Assegnata la gara per la gestione delle strisce blu. A cinque giorni dalla nomina del nuovo sindaco di Cassino si sblocca la situazione dei parcheggi a pagamento rimasta “al sicuro” per mesi nel cassetto del comandante dei vigili urbani, presidente di commissione. La gara bandita a luglio dello scorso anno si sarebbe dovuta perfezionare a settembre con l’apertura dell’unica offerta presentata dalla società Terzo Millennio di Napoli. Accade che inspiegabilmente quella busta resta chiusa e in molti hanno pensato che forse era dovuto al fatto che mancando un primo cittadino eletto alla guida dell’amministrazione comunale, si sarebbe voluto attendere l’insediamento del nuovo sindaco. Ebbene, altrettanto inspiegabilmente, a 5 giorni dall’ultimo atto elettorale, la busta è stata aperta e l’offerta accettata, per cui il servizio dei parcheggi a pagamento torna alla gestione di una società napoletana. Una decisione che ha scatenato le ire dei candidati del centrosinistra che hanno minacciato di far ricorso alla Procura della Repubblica considerandolo un vero e propiro colpo di mano.

24 maggio 2011 0

Sanità, una foto che non rappresenta la situazione Ciociara

Di redazione

Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha fatto visita all’ospedale di Frosinone. Una immagine la ritrae mentre dialoga soddisfatta con i dirigenti della Asl in un ambiente che sa di film americano. E’ importante che un governatore di regione si sinceri di persona delle condizioni in cui versano le strutture sanitarie, quelle che, di fatto, assicurano servizi primari ai cittadini. Ecco perché certe visite andrebbero fatte con maggior frequenza, anzi, invitiamo la governatrice a visitare anche l’ospedale di Sora, in particolare nelle ore notturne. Se riuscisse a non farsi annunciare troverebbe decisamente pochi medici ad aspettarla e ad intrattenerla e certamente molto meno sorridenti di quelli della foto. Se fosse capace di tanto, la Polverini a Sora, di notte, troverebbe un solo medico a disposizione per tutti i reparti tra cui anche quello di oncologia che a Sora è polo provinciale. Scoprirebbe tante cose come, ad esempio, l’assurdità che per una emergenza urologica (il reparto di urologia è stato chiuso dalla sua stessa amministrazione) come ad esempio la pulizia di un catetere, il paziente deve essere trasportato in ambulanza a Cassino o a Frosinone dato che l’urologa è disponibile nell’ospedale Santissima Trinità solamente di mattina dal lunedì al venerdì. Purtroppo, prima o poi qualcuno se ne accorgerà, quella fotografia non rappresenta la sanità provinciale. Invitiamo i lettori a scriverci le loro esperienze o i loro pareri sulla sanità pubblica. Ermanno Amedei

24 maggio 2011 0

Cassino al voto, Iris Volante: “Appoggiamo Petrarcone perché ci sono convergenze programmatiche”

Di redazione

“Non abbiamo fatto accordi per poltrone ma solo sui programmi”. Così Iris Volante ha annunciato il suo appoggio al candidato a sindaco Giuseppe Golini Petrarcone nel ballottaggio che domenica deciderà chi, tra Petrarcone e Palombo sarà sindaco di Cassino. In città si era sparsa una voce secondo la quale l’accordo raggiunto tra il secondo e il terzo schieramento più votato, sarebbe stato raggiunto solamente grazie alla spartizione di poltrone. “Se avessimo chiesto poltrone – precisa Volante – avremmo fatto un apparentamento e così non è stato. Quel che c’è stato, va detto, è stato un avvicinamento dei programmi trovando delle convergenze. Daremo il nostro appoggio in maniera leale a Pertrarcone e quando avremmo vinto decideremo e vedremo come evolveranno le cose. Non abbiamo posto veti e né imposizioni. Tra le tante cose ci sta a cuore il discorso dei servizi sociali e della pulizia e trasparenza amministrazione. Ci siamo ritrovati sul discorso della sanità che in questa città è stata trascurata anche durante la campagna elettorale. Le cure ai cittadini e un buon livello della sanità pubblica è argomento che un’amministrazione si deve far carico dato che parliamo di cose che dovrebbero essere certe in città normali”.

24 maggio 2011 0

Cassino al voto, Iris Volante: “Appoggiamo Petrarcone perché ci sono convergenze programmatiche”

Di redazione

“Non abbiamo fatto accordi per poltrone ma solo sui programmi”. Così Iris Volante ha annunciato il suo appoggio al candidato a sindaco Giuseppe Golini Petrarcone nel ballottaggio che domenica deciderà chi, tra Petrarcone e Palombo sarà sindaco di Cassino. In città si era sparsa una voce secondo la quale l’accordo raggiunto tra il secondo e il terzo schieramento più votato, sarebbe stato raggiunto solamente grazie alla spartizione di poltrone. “Se avessimo chiesto poltrone – precisa Volante – avremmo fatto un apparentamento e così non è stato. Quel che c’è stato, va detto, è stato un avvicinamento dei programmi trovando delle convergenze. Daremo il nostro appoggio in maniera leale a Pertrarcone e quando avremmo vinto decideremo e vedremo come evolveranno le cose. Non abbiamo posto veti e né imposizioni. Tra le tante cose ci sta a cuore il discorso dei servizi sociali e della pulizia e trasparenza amministrazione. Ci siamo ritrovati sul discorso della sanità che in questa città è stata trascurata anche durante la campagna elettorale. Le cure ai cittadini e un buon livello della sanità pubblica è argomento che un’amministrazione si deve far carico dato che parliamo di cose che dovrebbero essere certe in città normali”.

24 maggio 2011 5

La polemica sugli animali, Oltre la Specie risponde a Federfauna: “La par condicio è violata ma a svantaggio degli animali”

Di redazione

Il “pensiero” di FederFauna sul servizio televisivo del Tg1 ha innescato un vespaio di polemiche su cui interviene direttamente l’associazione “Oltre la Specie”, che in un comunicato scrive quanto segue. “La principale preoccupazione di FederFauna, di fronte ad un servizio sugli allevamenti andato in onda in prima serata su RaiUno, sembra essere quella della “par condicio” mediatica riguardo al tema in questione. Pare molto scandaloso – a costoro – che per fare un servizio sullo sfruttamento animale ci si sia affidati a degli animalisti, un po’ come ci si potrebbe scandalizzare se di cervelli parlassero i neurologi. Quando si tratta di animali sfruttati per la loro carne, per il loro latte o per qualche altro redditizio prodotto, due sono essenzialmente le parti in causa: gli allevatori e gli animali. Nelle varie occasioni in cui il tema viene affrontato sui mezzi di comunicazione di massa, è notoriamente raro che il punto di vista degli animali emerga, anche solo in forma di “contraddittorio” espresso da singoli o associazioni animaliste. Intere puntate di trasmissioni rivolte ai consumatori italiani si prodigano nel mostrare la bontà degli allevamenti nostrani, intervistando mungitori, macellai, proprietari di aziende agricole, rappresentanti di categoria, senza mai mettere in dubbio la legittimità del loro operato, senza mai domandarsi se chi viene munto e mandato al mattatoio sia della stessa opinione. Non dubitiamo del fatto che molti dei dati presentati da allevatori e zootecnici possano essere formalmente corretti: in alcune aziende gli animali “godono” di spazi un po’ più ampi, in alcune mangiano foraggio biologico, in altre gli animali vengono lasciati in vita qualche settimana in più, in altre ancora il latte delle mucche viene in parte conservato per i figli che sono stati loro tolti alla nascita. Tuttavia, nessuno pone le domande fondamentali: che diritto abbiamo di disporre della vita di esseri in grado di gioire e soffrire esattamente come noi? Che diritto abbiamo di segregarli, inseminarli a forza, separarli dai genitori, mutilarli, riempirli di farmaci e infine mandarli al macello quando cominciano a rappresentare un costo eccessivo? “Non hanno forse organi, membra, sensi, affetti, passioni? Se li pungiamo non sanguinano? Non muoiono se li avveleniamo?” Di fronte a queste domande, la par condicio è violata apertamente ogni giorno, su ogni canale televisivo, ogni stazione radio, ogni quotidiano. Pensando a quegli animali – esseri in grado di soffrire – sfruttati fino alla morte, non possiamo sinceramente trovare alcuna scorrettezza in un servizio che ha finalmente detto le cose come stanno, lasciando agli spettatori la possibilità di riflettere autonomamente, ridando voce – attraverso gli animalisti – a coloro che sono stati esclusi dalla considerazione morale. Siamo certi che la voce di chi trae profitto da queste vite e da queste sofferenze avrà ampio spazio per ribattere al punto di vista degli animali, a partire da domani. Arriverà mai un giorno in cui ogni volta che qualcuno pubblica o trasmette l’apologia di queste attività, in cui ogni volta che qualcuno denigra a mezzo stampa chi ha scelto di non mangiare carne, latte e uova, in cui ogni volta che qualcuno sminuisce la dignità degli animali e delle lotte in loro difesa, sarà data possibilità di replica agli animalisti, anzi ormai usiamo il termine corretto: agli antispecisti? Se mai questo tempo arriverà, saremo ben lieti di offrire altrettanto spazio a chi gli animali li sfrutta, per provare ad argomentare a favore della schiavitù animale. Due altre cose vorremmo però sottolineare per completare la nostra risposta a FederFauna. Il comunicato stampa afferma quanto segue: “Qualsiasi produzione animale è garantita essenzialmente dal benessere, dalla salute e da un’appropriata alimentazione degli animali”. È evidente che abbiamo visioni diverse del concetto di benessere, e forse anche di salute. Nel caso specifico, dobbiamo dedurre che per FederFauna il benessere di un vitello è compatibile con la separazione dalla madre alla nascita, o con la sua reclusione in un box in cui riesce a malapena a girarsi su se stesso. Speriamo solo che non intendano applicare il loro concetto di benessere anche agli umani: nessuno può essere così cinico da giustificare – in nome della produttività o della qualità di una produzione – la separazione di un bambino dalla madre e la sua reclusione in una gabbietta. E nessuno potrebbe essere poi così impudente da far notare che in fondo al figlio viene dato proprio il latte della madre che non vedrà mai più. Inoltre, nel comunicato si legge: “Persone che rappresentano solo se stessi, quali sono gli animalisti, hanno potuto veicolare il loro punto di vista a danno dell’allevamento italiano, ad un pubblico di Cittadini che vuole sicuramente bene agli animali, ma che per la stragrande maggioranza il latte lo beve e la carne la mangia”. A prescindere dal fatto che probabilmente la maggior parte dei consumatori umani mangia animali e loro prodotti anche perché non ha mai avuto modo di vedere da dove realmente provengano tali prelibatezze, ci permettiamo di dissentire su questo concetto di rappresentanza, in cui è contenuta tutta la millenaria arroganza del genere umano. No, noi animalisti non rappresentiamo noi stessi o i nostri interessi, come invece è palesemente il caso di FederFauna. Al contrario, ci sforziamo di rappresentare gli interessi di tutti quegli individui che non appartengono alla nostra specie, ma che sono – tuttavia – molto più numerosi dei consumatori stessi: centinaia di milioni di animali solo in Italia, rinchiusi ed uccisi, animali che se potessero non ci penserebbero due volte a battersi per l’abolizione totale di ogni allevamento e di ogni mattatoio. Sono, e devono essere gli animalisti a preoccuparsi degli animali. Perché? Perché sono gli unici che hanno prestato gli occhi agli animali per piangere, e la bocca per esprimere liberamente il loro dissenso al morire.

Ma poi, vorreste che fossero i sorveglianti a descrivervi la realtà dei campi di concentramento? Potrebbero mai loro raccontare obiettivamente l’orrore che lì ha luogo? Un carnefice potrebbe mai raccontare con obiettività e con sguardo compassionevole la crudele, violenta e dolorosa fine a cui condanna le proprie vittime? Chi compie atti disumani e crudeli su altri individui, senza alcun rimorso di coscienza o senza averne reale consapevolezza, potrà mai renderne conto con obiettività? Ma in generale, vorreste mai sentire un’unica campana, magari la più interessata dal punto di vista economico, su argomenti di importanza vitale per voi stessi e la società? Questa è la pretesa degli allevatori: essere l’unica voce a raccontare la realtà degli allevamenti. Pretendono che i recinti in cui rinchiudono gli animali, ingozzandoli per farli crescere oltre misura e velocemente per portarli il prima possibile al patibolo, siano silenziosi e inaccessibili per secretare l’orrore di ciò che avviene al loro interno e rendere invisibile alle coscienze dei consumatori l’urlo di disperazione che proviene da ognuna di quelle vittime a cui è impedito di godere la vita e la libertà che sono loro proprie. Gli allevatori, probabilmente per generazioni, hanno zittito le proprie coscienze, si sono abituati alla violenza tanto da poterla praticare quotidianamente come fosse la cosa più normale al mondo, si sono resi sordi e ciechi agli sguardi e alle urla di terrore degli animali imprigionati negli allevamenti. E pretendono che ognuno di noi faccia la stessa cosa, pretendono che la sensibilità che è in noi soccomba per poter continuare ad uccidere, boccone dopo boccone, miliardi di vite animali. Pretendono che l’abitudine alla violenza, assopendo le nostre coscienze, ci renda dei carnefici inconsapevoli. Possiamo permettere che la nostra umanità, il senso di pietà e la compassione, che ci distinguono da loro, soccombano davanti agli interessi economici di un gruppo molto ristretto di individui e già ampiamente sovvenzionato dalle istituzioni con le nostre tasse? Vogliamo che sia il denaro il valore fondante la nostra società, o vogliamo che lo siano la giustizia, la libertà, il rispetto per la vita, per tutte quelle vite animali i cui corpi sono quotidianamente segregati, straziati, smembrati, ridotti a brandelli insieme alle nostre coscienze e alla nostra umanità? Null’altro che questo chiedono gli animalisti e gli antispecisti: che si inizi a guardare con compassione e rispetto al nostro rapporto con gli animali; che si dia agli animali la possibilità di dirci quanto amano la vita e la libertà, e di vivere liberamente le loro vite, proprio come è dato ad ognuno di noi. Nella prigionia, in qualunque forma di prigionia, non può esserci benessere. Nella negazione di una vita libera e piena non possono esserci amore e rispetto. Risulta ingenuo, o forse ipocrita, chi parla di benessere e amore per gli animali mentre li tiene in catene e all’ingrasso per poi mandarli, prima che giunga il loro tempo naturale, alla morte, ad una morte atroce, crudele, violenta. Chi ha perso la capacità di avere compassione e pietà verso il dolore e la sofferenza degli altri, dei deboli, degli indifesi (come lo sono gli animali negli allevamenti), e, ancor più, chi ha zittito la propria coscienza a tal punto da poter compiere, senza scrupoli, azioni e lavori violenti e crudeli, ha bisogno di aiuto perché recuperi quell’umanità che ha smarrito. Egli stesso è vittima di un sistema economico e produttivo che obbliga alla disumanizzazione. È necessario che la società intera, ognuno di noi, si faccia carico di questo enorme problema. La “questione animale”, il modo in cui trattiamo gli animali non riguarda esclusivamente le vite degli animali, ma è fondamentale anche per comprendere chi siamo e chi, come specie e come società, vogliamo essere. È necessario iniziare a pensare, insieme, noi insieme agli animali, ad un mondo diverso dove prevalgano il rispetto per la vita e la libertà piuttosto che l’egoismo, l’arroganza e l’avidità. Questo è l’antispecismo che tanto spaventa FederFauna: la fine autentica di ogni forma di oppressione. Un mondo senza violenza possibile a partire da noi stessi, e dalla nostra testimonianza personale e militanza politica. Noi, questa speranza di un mondo migliore, la serbiamo anche per voi. E dunque prenderemo le vostre critiche, ancora una volta, come un monito ad andare avanti e a consentire, ai vostri nipoti di non vergognarsi per i loro nonni che sapevano ma restavano in silenzio. Che guardavano la morte degli altri animali e ne gioivano in cambio di un pasto succulento. Qualcosa di buono, in questo mondo c’è. Rifletteteci un po’ prima di rispondere d’impulso ogni qualvolta un cambiamento radicale vi si palesa davanti.

Oltre la specie

24 maggio 2011 0

Abusivismo in spiaggia, la Capitaneria sequestra due manufatti

Di redazione

Nell’ambito della più ampia operazione di controllo del litorale sub-pontino voluto dal comandante Tomas, il personale della Capitaneria di Porto di Gaeta, in località spiaggia Sant’Agostino ha provveduto ad identificare e denunciare V.L. di Gaeta per abusivismo su demanio marittimo costituito nella realizzazione di mura, cancello, scala e ringhiera per l’accesso al sottostante arenile. Tale costruzione era stata effettuata in spregio delle normative in materia demaniale e dei diversi vincoli esistenti, essendo il denunciato sprovvisto delle autorizzazioni e permessi necessari. Il manufatto è stato posto sotto sequestro. Sempre a seguito dei controlli tesi ad impedire e rilevare forme di abusivismo sul litorale, è stato denunciato C.S. di Gaeta poiché in località Sant’Agostino aveva in corso lavori di realizzazione sulla spiaggia di un manufatto in cemento con annessa una rampa per consentire l’accesso all’arenile. Anche in questo caso si procedeva al sequestro, successivamente convalidato dalla competente autorità giudiziaria di Latina.