Abbandonata in auto sotto il sole, bimba in coma

19 maggio 2011 1 Di redazione

Questa è decisamente una di quelle storie che non si vorrebbe mai raccontare, che fa male solo a pensarci. Siamo a Teramo, in una giornata di maggio come tante ed un papà come tanti deve accompagnare la sua piccolina di appena 22 mesi all’asilo. La carica in auto, sul seggiolino posteriore, e parte. Vuoi i tanti pensieri, le tensioni dovute al lavoro, qualche attività particolare che lo teneva mentalmente troppo impegnato, il papà, un professore di seconda fascia presso il dipartimento di Scienze cliniche veterinarie, “dimentica” quella tappa all’asilo e si reca direttamente a lavoro. Scende dall’auto, la chiude, e va a svolgersi tranquillamente il suo turno di sei ore, solo al termine del quale, tornando a prendere l’auto, si accorgerà di quanto ha fatto. La sua piccolina, infatti, era rimasta per tutto il tempo chiusa nell’auto, sotto il sole, cianotica, disidratata e sfibrata dal pianto e dalla paura. Richiesto immediatamente l’intervento del 118, i sanitari hanno fin da subito compreso le disperate condizioni della bambina, per cui hanno deciso di trasferirla in eliambulanza presso il più attrezzato ospedale regionale di Torrette di Ancona e da lì al più vicino ospedale pediatrico “Salesi”.
Sulla vicenda indaga la Procura di Teramo, che ha aperto un’inchiesta, in cui il padre, L.P., dopo essere stato ascoltato, risulta indagato per abbandono di minore.
Intanto, le condizioni della bambina risultano difficili, ma non sarebbe in pericolo di vita; dalla Tac, infatti, non sarebbero emersi danni cerebrali.
Purtroppo, questo genere di fatti si verifica con una certa frequenza, e talvolta l’epilogo è quello peggiore. Anni fa, a Palermo, sotto il sole battente di un’estate torrida, un padre dimenticò, esattamente come è avvenuto ieri a Teramo, di accompagnare il suo bambino all’asilo e si diresse direttamente a lavoro. Solo a seguito di una conversazione telefonica con la moglie, che gli chiedeva se il bimbo stesse bene, se lo avesse accompagnato, l’uomo realizzò che in realtà il poveretto, di pochi mesi, era rimasto in macchina. A nulla valse ogni tentativo di soccorso: il corpicino fu rinvenuto con vesciche su tutto il corpo, esanime dopo un’agonia che doveva essere stata terribile, tremenda.
Un augurio alla piccolina, perché si riabbia presto e nel migliore dei modi.