Giorno: 25 giugno 2011

25 giugno 2011 0

Esce di strada con l’auto e vola con la famiglia per circa 10 metri, illeso neonato, grave la mamma

Di redazione
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In cinque in una Fiat Punto, più un bimbo di quattro mesi, sono finiti, oggi pomeriggio, in un burrone facendo un volo di circa 10 metri. E’ accaduto poco dopo le 15 a Supino quando la vettura affollata da tutti familiari, scendeva dalla località Santa Serena. Improvvisamente, però, e per cause ancora al vaglio dei carabinieri la macchina è unsita di strada. Illeso il pargolo, gravissime le condizioni della madre, una 30enne di Supino, elitrasportata a Roma. Gli altri occupanti se la sono cavata con lievi escoriazioni.Si tratta di un’intera famiglia tra cui, oltre al padre e la madre, c’erano nell’auto anche i nonni del neonato. Er. Amedei

25 giugno 2011 0

Spacciatori nella rete dei carabinieri, due in poche ore

Di redazione

Due sequestri di stupefacenti nelle ultime 48 ore, a persone in transito attraverso la porta del Molise di Sesto Campano. Seppure si è trattato di due sequestri di modesta entità, la ricerca di stupefacenti non sfugge tuttavia al serrato controllo del territorio dei militari della Compagnia di Venafro che, ad un giovane studente Campano 25enne della provincia di Avellino nel corso di una perquisizione i militari hanno rinvenuto e sequestrato ben cinque grammi di “marjuana” detenuta per uso personale non terapeutico motivo per il quale il giovane è stato segnalato alla Prefettura competente per l’irrogazione della conseguente sanzione amministrativa da parte dell’autorità Prefettizia. Ad un 26enne impiegato romano invece a distanza di poche ore i militari della Compagnia hanno sequestrato oltre cinque grammi di “hashish” in dosi, per cui si è proceduto a segnalare il detentore alla competente A.G. del capoluogo Pentro per detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio.

25 giugno 2011 0

I carabinieri di Gissi denunciano una famiglia per ricettazione

Di redazione

I Carabinieri della Stazione di Gissi, nel primo pomeriggio di ieri, hanno denunciato per ricettazione: Z. A., 63enne, pensionato; Z. M., 28enne, operaio; P. M., 21enne, casalinga. Tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare e residenti a Gissi. Durante un controllo del territorio e della circolazione stradale, la pattuglia dei Carabinieri fermava un’utilitaria con a bordo i predetti soggetti. Dopo aver controllato i documenti d’identità e di circolazione, i Carabinieri estendevano il controllo al bagagliaio dell’autovettura. All’interno di quest’ultimo trovavano un martello demolitore pneumatico. Da una prima ricognizione, poiché i predetti non erano in grado di dare una credibile giustificazione circa il possesso di quest’oggetto e la sua provenienza, i militari procedevano ad un accertamento più approfondito. Si appurava, in tal modo, che il martello demolitore era simile, per marca e modello, a un altro rubato qualche giorno prima a B. F., 60enne, imprenditore del luogo. Quest’ultimo, invitato a presentarsi in Caserma, riconosceva come suo l’attrezzo trovato nell’autovettura fermata e controllata. I tre, pertanto, venivano denunciati per ricettazione, mentre il martello demolitore veniva restituito al legittimo proprietario.

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I RIFIUTI DI NAPOLI E I DOVERI COSTITUZIONALI DEL MINISTRO CALDEROLI

Di redazione

di Luigi Pandolfi Fino a prova contraria l’Italia è una e Napoli è una città italiana. Altrettanto chiaro è che Calderoli siede nel Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Che c’entra? Prima di assumere le sue funzioni, come prescrive l’art. 93 della Costituzione, il Ministro Roberto Calderoli ha giurato di esercitarle “nell’interesse esclusivo della nazione”. Non certo di qualche regione situata geograficamente al di là del Po. Usare l’arma del ricatto (“Niente decreti truffa o volano sedie!”) nei confronti del governo di cui si fa parte, al fine di impedire che lo stesso si adoperi per salvare dei cittadini italiani, un territorio, dal rischio di un’epidemia, è un qualcosa di costituzionalmente tollerabile? O forse si dovrebbe parlare di vera e propria rottura della legalità costituzionale a proposito delle provocazioni di cui sono protagonisti, ormai con una certa frequenza, gli uomini in camicia verde che occupano postazioni di rilievo nelle Istituzioni dello Stato? La verità è che il tragico declino del paese è sostanziato anche da questi paradossi, la cui nocività per la tenuta e la credibilità delle Istituzioni repubblicane è tanto evidente quanto gravi ed inspiegabili sono l’indifferenza e l’indolenza che su di essi manifesta la classe politica nel suo complesso. Come non porsi allora una domanda: ma la Costituzione è ancora vigente nel nostro paese? O chiunque, perfino i titolari di pubbliche funzioni, possono farne strame senza incorrere in alcuna censura, in alcun richiamo formale? Saracena CS, 25.06.2011 Luigi Pandolfi, scrittore

25 giugno 2011 0

Ricettatore cerca di fuggire all’arresto aggredendo i carabinieri con un punteruorlo

Di redazione

Sorpreso alla guida di un’auto rubata, ha tentato di sfuggire ai carabinieri cercando di trafiggerli con un punteruorlo. I fatti sono accaduti a Sgurgola, quando i militari del NORM della Compagnia di Anagni hanno ratto in arresto P.A., 27enne rumeno senza fissa dimora, per “ricettazione e resistenza a P.U.”. Il giovane con precedenti specifici a carico, sorpreso in prossimità della stazione ferroviaria di Sgurgola a bordo di una utilitaria rubata a Roma circa un mese fa, al fine di sottrarsi all’arresto ha tentato di colpire con un punteruolo di acciaio i militari che sono riusciti ad evitare i fendenti bloccandolo. L’autoveicolo è stato restituito all’avente diritto mentre l’arma impropria è stata sottoposta a sequestro. L’arrestato, ad espletate formalità di rito, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia in attesa del rito direttissimo.

25 giugno 2011 0

I cani stanno meglio con le coppie gay, lo dice l’Aidaa

Di redazione

Secondo una ricerca durata tre anni e fatta su un gruppo di 200 coppie di fatto che si sono rivolte al servizio online gratuito dello “Sportello animali” di AIDAA per chiedere assistenza ed informazioni sulla tenuta degli animali e per chiedere consigli su come gestire l’animale in caso di eventuale separazione della coppia, quelle che hanno avuto maggior cura dei propri animali in questi anni sono state le coppie omosessuali, ed in particolare quelle gay maschili. Le duecento coppie che sono state monitorate da AIDAA hanno nel corso degli anni risposto a diversi questionari che venivano loro inviati online dagli esperti dell’associazione, in particolare nei questionari si chiedevano informazioni in merito alla qualità della vita del cane (cibo,uscite quotidiane in compagna dei padroni, frequenza delle visite e dei controlli veterinari, se nella scelta delle località di vacanza e più in generale dei viaggi si tiene conto anche delle esigenze del cane e quanto tempo i padroni passano assieme a fido) ma si è tenuto anche conto del livello di litigiosità e del numero delle coppie che si sono separate nel corso dei tre anni e del percorso di tutela del proprio cane intrapreso proprio in caso di separazione. Quello che emerge è un quadro molto variegato che comunque mette in evidenza come in tutti i settori ad emergere per rispetto ed attenzione al proprio cane sono le coppie gay maschili i quali sono risultate avere la maggiore attenzione nella scelta del cibo per il proprio cane per il quale spendono oltre 500 euro l’anno (350 la media delle coppie di fatto eterosessuali) prestando molta attenzione alla scelta della marca, anche il tempo che dedicano al cane risulta essere maggiore rispetto alle coppie eterosessuali (3 ore al giorno le coppie gay , meno di due ore quelle etero), forse troppo apprensivi invece per quanto riguarda i controlli veterinari (in media 7 all’anno per i cani delle coppie gay , 5 per quelli delle coppie lesbo e 3 per i cani delle coppie etero). Le coppie di lesbiche risultano invece essere più attente alle esigenze di fido nella scelta del luogo di vacanza (quasi mai dog sitter e niente pensione in assoluto per il cane di casa) anche se le coppie lesbiche sono quelle più litigiose quando si separano e quelle che maggiormente si sono rivolte al tribunale degli animali perché il cane di casa veniva usato quasi come mezzo di ricatto per la ex compagna nel momento della separazione (“Se te ne vai non ti faccio vedere mai più il piccolo” questa è la frase più ricorrente in questi casi) Per quanto riguarda invece la tenuta media delle coppie di fatto con i cani sulle trecento monitorate nei tre anni solo 25 coppie si sono separate (13 etero, 8 lesbo e 4 gay) e solo in cinque casi il cane è stato affidato congiuntamente, mentre in 20 casi le liti per l’affido del cane di casa sono state furibonde. “E’ chiaramente un sondaggio parziale che tiene conto di alcuni dei parametri del benessere dell’animale- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma sicuramente emerge come le coppie gay maschiliin fondo siano quelle in cui un animale trova maggiore stabilità di vita e nel caso specifico il cane. Ovviamente non è che le altre coppie maltrattino gli animali domestici, anzi, di casi si maltrattamento ne abbiamo visti solamente 4, diciamo cosi che le coppie etero hanno degli standard di attenzione che si avvicinano alla media generale in quanto molto spesso devono dividere le loro attenzioni mettendo al primo posto i figli, mentre nel caso delle coppie omossessuali spesso l’animale domestico risulta essere l’unico beneficiario delle attenzioni oltre ovviamente al partner. Infine va segnalato che le lesbiche litigano di più e si fanno più dispetti in caso di separazione dove il cane spesso viene usato come mezzo di ricatto di una delle due ex partner”.

25 giugno 2011 0

Manutenzione stradale, La provincia di Frosinone mette mane alla Monti Lepini

Di redazione

Al via nuovi interventi di sistemazione del piano viabile, inseriti nel piano di Governo della Giunta Provinciale capitanata dal Presidente Iannarilli. L’inizio dei lavori annunciato dall’Assessore al ramo Alessandro Cardinali è previsto per martedì notte, ed interesserà la S.R. 156 Monti Lepini, nel tratto compreso tra il ponte dell’autostrada e lo svincolo di accesso al Comune di Patrica. Le operazioni consentiranno fino a giovedì mattina, di fresare e ricaricare il tappetino stradale attraverso il rifacimento dello strato di asfalto più sotterraneo, per poi passare alla sostituzione di quello superficiale e all’apposizione di segnaletica orizzontale. Un’azione programmatica questa, relativa alla manutenzione ordinaria su una porzione della principale arteria che conduce al mare, che viene svolta ogni due anni proprio per l’ingente carico del traffico veicolare.

“Si tratta di un progetto approvato con Delibera della Giunta Provinciale nello scorso mese di Febbraio – spiega il Presidente Iannarilli – grazie al Decreto Legge 112 del 1998 e alla Legge Regionale emanata l’anno successivo, che hanno attribuito alle Province la gestione delle strade ex Anas. Poi, dal 2003, tali Enti hanno potuto effettivamente assumere le competenze relative alla manutenzione della rete viaria regionale. Un nuova dimostrazione dunque, che testimonia la grande sensibilità di questa Amministrazione verso il problema della sicurezza stradale e, in particolare, verso i notevoli disagi avvertiti dalle persone che risiedono lungo questa strada, a scorrimento veloce principalmente nella stagione estiva”.

I lavori di bitumatura si concluderanno infatti con l’apposizione delle strisce pedonali sui tratti interessati, che vanno dal Km 5,100 al 6,100, dal 6,800 al 7,100 e dal 9,000 al 9,500.

“Abbiamo usufruito di fondi provinciali pari a 400mila euro – ha precisato l’Assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Cardinali – e l’affidamento è stato ovviamente effettuato secondo il criterio del prezzo più basso. Le operazioni in notturna si svolgeranno in coincidenza dell’istituzione di un senso unico alternato segnalato con impianto semaforico dalle 21 alle 7 del mattino, con l’obiettivo di non abbassare mai l’attenzione davanti a un problema che è diventato prioritario dopo i ripetuti incidenti stradali avvenuti nel tempo su un’arteria ad alto rischio come la Monti Lepini, spesso intasata dagli ingorghi a ridosso del casello autostradale. Ringrazio quindi il Presidente Iannarilli e i colleghi di Giunta, con i quali condivido il fermo proposito di mettere in campo tutte le azioni necessarie alla tutela della salute pubblica”.

25 giugno 2011 0

Ottanta chili di alimenti deteriorati destinati a ristoranti cinesi, sequestarti dai carabinieri

Di redazione

Anatre, zampe di pollame, orecchie e zampe di suino e di pollo precotte, funghi, verdure, formaggi di soia e tofu sia fritto che caramellato, uova di gallina sotto vuoto, salami, petti di tacchino, arachidi, legumi secchi e altre squisitezze, trasportati in evidente stato di decomposizione su un Fiat Ducato, sono stati sequestrati dai carabinieri del NOR comandati dal tenente Palma Lavecchia, congiuntamente a personale del locale Dipartimento di Prevenzione della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti. La scena che si è prospettata agli occhi dei due militari, che stavano eseguendo un normale controllo alla circolazione stradale, è stata assolutamente disgustosa: a bordo di un furgone totalmente sprovvisto di qualunque forma di refrigerazione, nonostante i 29° registrati come temperatura esterna, era trasportato ogni genere di merce, tra cui soprattutto quella alimentare. Sono stati, dunque, immediatamente fermati per gli opportuni accertamenti due cinesi, di cui uno, S.H, 39enne, nato in Cina e residente a Brescia, con regolari documenti per un soggiorno di lungo periodo e non caricato da alcun pregiudizio penale, mentre l’altro diceva di non ricordare come si chiamasse, sostenuto dall’amico, che pure diceva di non sapere assolutamente chi fosse quello che viaggiava con lui. Condotti in caserma, dal riscontro delle impronte si è potuto appurare che l’uomo risulta essere clandestino, mai sottoposto ad alcun controllo nel nostro Paese. Per lui è stata immediatamente disposta l’espulsione dal territorio nazionale, ai sensi dell’art. 10 bis D.Lvo 286/1998 (ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato). Qualora egli non dovesse ottemperarvi entro cinque giorni, rischierebbe la reclusione da uno a cinque anni e l’arresto obbligatorio.

Dalla conta puntuale delle confezioni, ormai scongelate e in fase avanzata di decomposizione, e peraltro conservata in incarti assolutamente non adatti alla conservazione alimentare, si è appurato che il tutto ammontava a circa 80 kg di merce, tra cui anche alimenti che non è stato possibile classificare perchè a noi completamente sconosciuti. Il tutto era senza dubbio destinato al rifornimento dei ristoranti della zona, presumibilmente cinesi, stando almeno agli indirizzi che i due avevano appuntati su alcuni pezzi di carta e che riguardavano attività che vanno dal vastese a Pescara, passando per Cappelle sul Tavo e Miglianico, estendendosi fino a Campobasso e provincia, nonché nel teramano, ad Atessa, e poi su fino a Macerata e oltre. Avvertito immediatamente il PM di turno, Dott. Ruggiero Dicuonzo, i due soggetti sono stati deferiti ai sensi degli artt. 5 e 6 della legge 283/1962 (trasporto di sostanze alimentari deteriorate), che nel caso in esame prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da € 309,00 a € 30.987,00. Della merce è stato disposto l’immediato sequestro e poi, al termine delle operazioni, si è provveduto alla sua distruzione presso un apposito stabilimento di Silvi Marina. Dell’attività, è stato prontamente allertato il NAS di Pescara, che valuterà l’opportunità di effettuare controlli presso i ristoranti della zona.

25 giugno 2011 0

Maltratta la famiglia, 46enne in manette a Termoli

Di redazione

I carabinieri della Stazione di Termoli hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Larino, un 46enne resosi responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate; l’attività investigativa svolta dagli uomini dell’Arma e riportata all’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento, avviata sin dal mese di marzo 2011, aveva infatti permesso di acclarare la responsabilità penale del predetto in ordine ai reati suddetti commessi ai danni della convivente 47enne.

25 giugno 2011 0

Aprono le nuove sale operatorie, Zavattaro: “Abbiamo dato un futuro all’Ospedale di Ortona”

Di redazione

Tre sale, più una dedicata ai piccoli interventi, e un’altra per il risveglio controllato, chiamata più propriamente “terapia intensiva post operatoria”, il tutto in un’area di 800 metri quadrati che comprende anche ambulatori, sala anestesiologica e spazi comuni. L’ospedale di Ortona da oggiAggiungi un appuntamento per oggi può contare su un complesso operatorio completamente rinnovato, a conclusione di un articolato e lungo intervento di ristrutturazione delle sale esistenti, per il quale è stato utilizzato un finanziamento regionale di un milione 380 mila euro. La struttura è stata inaugurata questa mattina alla presenza di numerose autorità, tra cui il sindaco Nicola Fratino, gli assessori regionali Federica Carpineta e Luigi De Fanis e la presidente della V commissione consiliare, Nicoletta Verì.

I lavori, iniziati nell’agosto 2007, secondo le previsioni dovevano essere conclusi in 18 mesi, ma mentre erano in corso si sono verificati numerosi problemi di natura statica e funzionale che hanno reso necessario apportare modifiche al progetto originario. A livello strutturale sono stati rinforzati i solai per evitare problemi di sovraccarico, mentre dal punto di vista operativo si è scelto di sottoporre alla stessa operazione di restyling l’intero blocco, mentre da progetto originario si escludeva dai lavori l’area di preparazione dei malati e degli operatori e altri ambienti attigui alle sale chirurgiche. Invece, apportando modifiche ritenute dai tecnici necessarie e soprattutto senza alcun aggravio di costi, è stato ultimato un lavoro più completo, che sicuramente ha richiesto tempi notevolmente più lunghi del previsto ma che ha consentito di dotare il “Bernabeo” di un blocco operatorio moderno, adeguatamente attrezzato e coerente con le nuove esigenze legate al futuro dell’ospedale.

«Resta confermato l’indirizzo strategico a fare di questa struttura un riferimento per la risposta integrata ai problemi di salute della donna – chiarisce il Direttore Generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro –, che diventa il nostro obiettivo a lungo termine, al momento rallentato dagli stretti vincoli posti dal piano di risanamento, a cui si è aggiunto il disordine generato dalle sentenze del Tar, che condizionano l’operatività quotidiana. A tal proposito mi preme sottolineare che sono state avviate le procedure per individuare un chirurgo plastico per la Senologia, così da poter integrare la chirurgia ricostruttiva a quella oncologica. Va evidenziata, quindi, la volontà dell’Azienda di portare a compimento il progetto».

Non vanno trascurate altre azioni di tipo organizzativo che la Direzione ha già portato a termine, la cui realizzazione era legata all’attivazione delle nuove sale operatorie, destinate ad accogliere principalmente attività di elezione, punto di forza dell’intero ospedale. «A Ortona – annuncia Zavattaro – saranno concentrate le attività di day surgery della Ginecologia e dell’Ortopedia di Chieti, oltre alla chirurgia della tiroide in regime ordinario trattata dalla Patologia Chirurgica, in attesa che anche altre discipline possano trasferire al Bernabeo gli interventi da eseguirsi in giornata. Inoltre è stato raggiunto un accordo grazie al quale tutti gli anestesisti dell’Azienda a rotazione presteranno servizio a Ortona, al fine di garantire la copertura anestesiologica e dare continuità alle sedute operatorie. Per quanto riguarda l’area medica, invece, qualunque progetto è condizionato dall’evoluzione che avrà la vicenda del presidio di Guardiagrele. Insomma – conclude il manager – la Direzione Aziendale ha messo in campo una serie di misure che potranno aggiungere più contenuti all’ospedale di Ortona, e dare allo stesso una buona prospettiva futura. Sarà necessario che anche gli operatori dei presidio facciano la loro parte e diano il loro contributo a far sì che questo progetto possa davvero decollare».

Apprezzamento per la chiarezza dei programmi e degli impegni presi è stato espresso nel corso dell’inaugurazione dal sindaco di Ortona, Nicola Fratino, il quale ha sottolineato l’importanza del programma di rilancio per l’ospedale “Bernabeo” che con coraggio la Direzione Aziendale ha intrapreso e che vede nell’apertura delle nuove sale operatorie solo un punto di inizio.

La valenza positiva dell’evento di oggiAggiungi un appuntamento per oggi è stata sottolineata dall’assessore De Fanis, il quale, pur sottolineando il momento di difficoltà vissuto dalla sanità abruzzese, ha invitato gli operatori del settore a dare il proprio contributo per rinnovare la fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario regionale. «Da medico – ha concluso De Fanis – conosco i livelli qualitativi espressi dal sistema sanitario abruzzese. Che però ha bisogno di crescere. Abbiamo le possibilità per farlo in special modo ora che il programma di risanamento si è quasi concluso. Ripianati i debiti possiamo ritenere che il peggio è alle spalle e guardare con fiducia al futuro».