Giorno: 27 giugno 2011

27 giugno 2011 1

Omicidio Mollicone, papà Guglielmo: “Denunciai la scomparsa di Serena proprio a chi me l’aveva portata via”

Di redazione
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Lo hanno a lungo ritenuto un pazzo colto da farneticazioni, uno che parlava di complotti, di raggiri, di indagini deviate, oggi, la Procura della Repubblica di Cassino sembra dargli ragione iscrivendo nel registro degli indagati l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, il figlio e un altro carabiniere. Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, sembra un lupo che ululava alla luna la sua verità, ed oggi, dopo dieci anni, finalmente la “luna” lo ha ascoltato. Indagati, però, sono finiti anche l’ex fidanzatino di Serena e la madre di quest’ultimo. “Che in questa storia fossero implicati l’ex comandante dei carabinieri di Arce, il figlio e l’altro carabiniere io l’ho sempre detto e sostenuto pubblicamente. La possibile implicazione dell’ex fidanzato e di sua madre mi fa cadere dalle nuvole”. Guglielmo Mollicone parla con toni pacati ma non rassegnati seppure l’uccisione della figlia è avvenuta 10 anni fa. “Se questa storia non si è chiusa subito, lo si deve alla pressione mediatica – ha aggiunto Mollicone – tante erano le spinte per l’archiviazione dell’indagine. Lo stesso processo a Carmine Belli sarebbe servito per dare un colpevole ma certo giustizia non sarebbe stata fatta. Eppure, appena poco tempo dopo la sparizione di Serena e il ritrovamento del cadavere, c’erano già gli elementi per arrivare alle conclusioni a cui gli investigatori sono arrivati dopo 10 anni di indagini”. Il pomeriggio in cui Serena sarebbe dovuta tornare a Casa “pioveva a dirotto – continua Mollicone – Era uscita per andare a scuola a Sora e poi, nel primo pomeriggio, sarebbe dovuta andare dal dentista. Ma a sera, non vedendola rientrare, ho pensato di denunciarne la scomparsa ai carabinieri”. Mollicone, quindi si è recato nella caserma dei militari e ha sporto denuncia proprio dinnanzi a chi, oggi, è indagato per la morte della figlia. “Mi sono insospettito perché mentre solitamente la caserma chiudeva alle 5, quella sera, alle nove, il maresciallo era ancora in stazione come se mi stesse aspettando. Durante la denuncia mi sembrava interessato a quello che dicevo e alle mie preoccupazioni e siamo rimasti insieme fino a mezzanotte”. Er. Amedei

27 giugno 2011 0

Litiga con il figlio e lo accoltella, 61enne arrestato per tentato omicidio

Di admin

La scorsa notte i carabinieri di Sora comandati dal capitano Cesaro e coordinati dal maresciallo Sicignano hanno tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio R.F.D., 61enne sorano. L’uomo in seguito ad un litigio scaturito da futili motivi ha colpito all’addome il figlio 40enne con un fendente scagliato con un coltello da cucina lungo 20 centimetri. Il 40enne si è accasciato a terra e, dopo essere stato soccorso dagli operatori del 118 ha subito un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni sono ancora critiche e per questo la prognosi resta riservata. Intanto il padre è stato fermato poco lontano dalla sua abitazione e, dopo le formalità di rito, trasportato in carcere a Cassino.

27 giugno 2011 0

Armato di fucile spara alle mucche al pascolo, 69enne denunciato per maltrattamento di animali

Di admin

A Trevi nel Lazio i carabinieri della compagnia di Alatri comandata dal capitano Mengasini hanno denunciato C.P.C., 69enne del posto, per i reati di maltrattamento di animali, esplosione pericolosa e omessa custodia delle armi. Alcune mucche, di proprietà di un confinante, sono entrate nella proprietà del 69enne e l’uomo, mediante l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco, ha ferito 2 capi di bovini liberi al pascolo. I carabinieri hanno anche sequestrato un fucile sovrapposto marca Beretta, una carabina Flobert marca Armitalia e 7 cartucce calibro 12.

27 giugno 2011 0

Estate 2011″Operazione una goccia d’acqua per la vita”, consigli pratici per risparmiare 100 euro l’anno in bolletta

Di admin

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo: Bastano pochi piccoli accorgimenti negli atti quotidiani per arrivare a risparmiare fino a 10 litri d’acqua al giorno per ciascuna persona, ora che viene la calda estate sono decine gli inviti e le campagne che invitano a limitare l’uso dell’acqua potabile, inviti che vengono diffusi da associazioni e amministrazioni pubbliche. AIDAA quest’anno ha deciso di partecipare con una campagna dove non si invita la gente a lavarsi ogni tre giorni, o a non bere l’acqua del rubinetto, o altre cose simili. Noi proponiamo una campagna che possiamo chiamare di buon senso che se attuata non avrebbe alcun impatto sulla nostra vita quotidiana ma permetterebbe ad una famiglia media di 4 persone di arrivare a risparmiare fino a 40-50 litri d’acqua ogni giorno, fatto questo che oltre ad avere un importante impatto sulle riserve idriche nei mesi estivi, alleggerirebbe di qualche decina di euro la bolletta dell’acqua facendo risparmiare fino a 100 euro l’anno a famiglia. La campagna AIDAA “UNA GOCCIA D’ACQUA PER LA VITA” si basa innanzitutto sui consigli di buon senso che se applicate nel periodo estivo e nei primi giorni di autunno che quest’anno si preannunciano piuttosto caldi permetterebbe ad ogni italiano di risparmiare fino a 1000 litri d’acqua che sommato per i 60 milioni di italiani porterebbe a un risparmio di 60 miliardi di litri d’acqua (60.000.000.000 litri). “Basta un poco di attenzione per risparmiare tanta e tanta acqua, l’unica cosa è che l’attenzione ad applicare alcune piccole regole deve essere costante e continuativa- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- la nostra campagna una goccia d’acqua per la vita, ha lo scopo di sensibilizzare la gente più che a un risparmio forzato ad un consumo equo e ragionato dell’acqua bene comune che appartiene a tutti noi”.

VADEMECUM DEL BUON SENSO DEI CONSIGLI PER RISPARMIARE 10 LITRI DI ACQUA AL GIORNO.

1- Controllare che i rubinetti dell’acqua siano ermeticamente chiusi quando si esce di casa.

2- Non lasciare i rubinetti gocciolanti durante la giornata

3- Non far scorrere l’acqua quando si lavano i denti

4- Verificare i programmi di utilizzo (e consumo di acqua) di lavatrice e lavastoviglie usando quelli più consoni al tipo di utilizzo previsto

5- Spegnere due minuti prima l’irrigatore d’acqua del giardino (da usare nelle ore serali)

6- Rimanere due minuti in meno sotto la doccia

7- Ridurre di due dita l’acqua nella vasca da bagno durante il bagno

8- Controllare il livello di acqua nel lavabo ( o nel mastello) quando si lavano i piatti o i panni a mano tenendo il livello dell’acqua più basso di due centimetri rispetto al solito.

Questi piccoli accorgimenti se seguiti alla lettera permettono di risparmiare fino a 10 litri di acqua a testa al giorno e fino a 100 euro all’anno nella bolletta dell’acqua familiare.

27 giugno 2011 0

Maxi truffa sulla raccolta rifiuti urbani, a Sora denunciari consiglieri comunali e amministratoiri di Ambiente Spa

Di redazione

Una vasta operazione di polizia giudiziaria a tutela dell’ambiente e dell’erario pubblico è stata conclusa nella mattinata odierna dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone. I militari al comando del colonnello Giancostabile Salato, nell’ambito degli interventi ispettivi svolti a tutela dell’ambiente e delle investigazioni preventive contro l’infiltrazione delle “ecomafie” negli appalti e nella gestione del ciclo dei rifiuti in Ciociaria e nell’Alta Terra di Lavoro, hanno scoperto una maxi-truffa che avveniva attraverso il sistema degli appalti per il noleggio e la manutenzione dei mezzi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e per la cura del verde pubblico nel Comune di Sora. L’inchiesta giudiziaria, iniziata nel 2008 e durata oltre due anni, è stata svolta dalle Fiamme Gialle sotto le direttive del Dott. Francesco Cerullo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cassino. I militari hanno svolto una minuziosa opera di controllo sulla spesa pubblica del Comune di Sora relativa alla gestione della raccolta dei rifiuti, ricostruendo i fatti attraverso l’esame dei bilanci e dei documenti contabili dell’ente locale. Le investigazioni sono state svolte attraverso un’approfondita attività d’analisi della documentazione acquisita sul conto delle imprese oggetto delle indagini e del bilancio comunale di Sora, attraverso l’acquisizione di dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, nonché con l’ausilio di banche dati telematiche. La truffa, come accertato dalle Fiamme Gialle, veniva perpetrata da due rappresentanti legali di altrettanto società e da quattro dipendenti di una delle stesse. Dalle indagini è emersa, per gli anni 2005-2006, una grave frode ai danni dell’Ambiente S.p.a. (a quei tempi impresa a partecipazione maggioritaria del Comune di Sora per la quota del 51%) che si era avvalsa, principalmente, per la manutenzione-riparazione e nolo del parco automezzi in uso alla medesima, del suo socio/fornitore, una società privata successivamente dichiarata fallita. Questa società privata, associata con il Comune di Sora nel capitale dell’Ambiente S.p.a., si sarebbe indebitamente arricchita attraverso una serie di artifizi e raggiri posti in essere da amministratori e dipendenti. Il disegno criminoso è stato posto in essere attraverso: – la predisposizione di false richieste di intervento per la manutenzione degli automezzi dell’Ambiente Spa; – la predisposizione di false schede di lavorazione degli automezzi, nelle quali venivano indicate contemporaneamente in diverse lavorazioni gli stessi soggetti (una stessa persona che lavora nello stesso giorno e nello stesso orario su due mezzi diversi e/o in due luoghi diversi); – la predisposizione di false schede di lavorazione mezzi nelle quali veniva indicato personale operaio assente per malattia, per festività, per ferie, o per un monte ore superiore a quello risultante dalle presenze mensili; – il doppio pagamento delle stesse fatture; – la predisposizione di fatture per lavorazioni mai avvenute; – la predisposizione di fatture per interventi più costosi di quelli effettivamente avvenuti; – la predisposizione di fatture per il noleggio di mezzi successivamente alla scadenza del contratto, pur essendoci il divieto di farlo. E’ stato anche accertato l’utilizzo di carburante pagato dalla Ambiente S.p.A. (e quindi dalla collettività) per autovetture personali. Inoltre, all’amministratore delegato dell’Ambiente Spa è stato contestato il reato di falso in bilancio in quanto, con l’intenzione di ingannare i soci ed il pubblico, esponeva nel bilancio della società voci non rispondenti al vero. Attraverso questi meccanismi, le persone indagate traevano in inganno il Comune di Sora, socio al 51% dell’Ambiente Spa, cagionando alle casse dell’ente locale un enorme danno. I notevoli introiti hanno permesso, oltre all’indebito arricchimento del socio fallito, a quattro dipendenti della partecipata di ottenere notevoli innalzamenti di livelli retributivi in mancanza di idonee e giustificate motivazioni. Pertanto, al termine degli accertamenti espletati, è stato accertato che i costi non dovuti per gli anni oggetto d’indagine, per l’irregolare gestione economica dell’Ambiente Spa, sostenuti dal Comune di Sora e, quindi, da tutti i cittadini sorani, complessivamente ammontano ad oltre un milione d’euro. Il depauperamento della società partecipata dal Comune, deriva dalla rinuncia agli utili e, poi, dalla ricapitalizzazione, che nel tempo l’Ente (Comune di Sora), ha dovuto sostenere, per salvaguardare sia i posti occupazionali che i problemi d’igiene pubblica e decoro urbano. Al termine dell’attività svolta sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria sei soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, ed un soggetto per il falso in bilancio. Gli stessi, ora, rischiano condanne fino a cinque anni di reclusione. La situazione accertata è stata segnalata, tra l’altro, alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Roma per il recupero del danno erariale quantificato in circa 1.100.000,00 Euro. La Magistratura Contabile provvederà al recupero delle somme indebitamente sottratte alla collettività: per l’individuazione dei responsabili dell’ingente danno, ed il pagamento dello stesso, sono state segnalate 43 persone tra le quali gli amministratori dell’Ambiente S.p.a. ed i dipendenti della stessa che hanno concorso nella truffa, nonché numerosi consiglieri ed assessori comunali avvicendatisi negli ultimi due mandati elettorali e coinvolti, a vario titolo, nella vicenda oggetto di indagine. Sono state evidenziate alla Corte dei Conti anche talune procedure di assunzione di dipendenti, avvenute senza concorso pubblico, ed alcune attribuzioni di incarichi nel Consiglio d’Amministrazione, per le quali vanno valutate le scelte effettuate alla luce dell’interesse pubblico. La Società Ambiente Spa, a seguito del dissesto finanziario, è ora partecipata quasi completamente (99%) dal Comune di Sora, che ha dovuto rilevarne le quote e le sorti per evitare che il servizio di raccolta rifiuti e di decoro urbano non fosse più assicurato. Lo scompenso economico derivante dalla truffa, tuttavia, è destinato a ripercuotersi per anni sulle imposte pagate dai cittadini sorani. Il controllo della spesa pubblica è fondamentale non solo per assicurare lo sviluppo economico del territorio, ma anche per evitare che gli Enti locali sborsino denaro pubblico per costi e/o oneri non dovuti. Proprio allo scopo di evitare che tali uscite generino un elevata pressione fiscale a livello locale, la Guardia di Finanza frusinate effettua uno stringente controllo sulla spesa pubblica locale, facendo così da deterrente ai tentativi da parte di soggetti poco onesti che vogliono appropriarsi di risorse indispensabili per la ripresa economica della Ciociaria e dell’Alta Terra di Lavoro. Le Fiamme Gialle continuano, incessantemente, le attività informative ed investigative sugli appalti e sulla spesa pubblica erogata dai Comuni della Provincia, allo scopo di reprimere situazioni di illegalità e garantire ai cittadini le migliori condizioni di benessere socio-economico. La sottrazione di ingenti risorse alla collettività costituisce un’enorme ed insormontabile ostacolo per la realizzazione di un equilibrato modello di civiltà ambientale. Il denaro sperperato da gestioni pubbliche dissennate, infatti, non permette la realizzazione di programmi fondamentali per le esigenze della moderna civilizzazione, quale la diffusione della cultura della raccolta differenziata nella cittadinanza; favorisce il proliferare di discariche, autorizzate ma soprattutto abusive, già oggetto di numerosi e ripetuti sequestri nell’ambito dell’”Operazione Dirty Country” della Guardia di Finanza; costringe il servizio di raccolta dei rifiuti a ridimensionarsi, con le spaventose conseguenze sul decoro urbano (immondizia sparsa sulle pubbliche vie) e sulla salute pubblica; favorisce la corruzione negli enti locali e l’infiltrazione delle cosiddette “ecomafie” in settori nevralgici della società civile.

27 giugno 2011 0

Con il pattino in balia del mare, famiglia salvata dalla Guardia Costiera

Di redazione

Nel tardo pomeriggio di domenica la Capitaneria di porto di Gaeta è intervenuta per il salvataggio di 5 persone (3 adulti e 2 bambini) a bordo di un pattino alla deriva a causa del vento forte in zona Vindicio a Formia. Ad intervenire è stato il gommone B30 della Guardia Costiera di Gaeta traendo in salvo le persone che, ormai in balia delle onde, erano in evidente stato di agitazione. La prima settimana d’estate ha visto confermare il grande dispiegamento di uomini e mezzi della Capitaneria di Porto di Gaeta già in fase esecutiva dal mese di maggio. Come voluto dal comandante Francesco Tomas si è provveduto a monitorare e vigilare l’intero litorale gaetano procedendo ad oltre 40 controlli a mare e a terra ed a contestare due violazioni al codice della navigazione per due unità da diporto per irregolarità nei documenti e sette verbali per violazione della ordinanza balneare (principalmente per il non corretto impiego dell’assistente bagnante). Questi controlli sono finalizzati anche per contrastare quel fenomeno della abusiva occupazione delle spiagge libere che, per questa settimana, proprio per la massiccia presenza dei guardacoste e’ stato efficacemente contrastato. La presenza a mare e sulle spiagge da parte del personale della guardia costiera di Gaeta continuerà ininterrottamente per tutta l’estate al fine di garantire il libero e sicuro utilizzo delle spiagge.

27 giugno 2011 0

Ruba la borsetta ad una ciclista ma viene arrestato dai carabinieri

Di redazione

L’intensificazione dei servizi perlustrativi in questo inizio estate, finalizzati a prevenire e reprimere i reati contro il patrimonio, soprattutto lungo la fascia costiera, ha cominciato a dare i suoi frutti. Infatti, nel tardo pomeriggio di ieri 26 giugno 2011, i Carabinieri della Stazione di Giulianova agli ordini del Maresciallo Aiutante Piero OLIVIERI, hanno arrestato in flagranza di reato per furto aggravato BOSICA Alessio, 32enne di Pineto (TE), già noto per fatti giustizia. Mentre una 30enne del luogo si trovava a bordo della sua bicicletta e stava passeggiando sul Lungomare Zara, veniva avvicinata dal BOSICA il quale con mossa repentina si impossessava della sua borsa contenuta nel cestino porta oggetti del velocipede dandosi a precipitosa fuga. La donna sebbene scossa dall’accaduto riusciva subito a dare l’allarme ai Carabinieri ai quali forniva una descrizione dettagliata delle caratteristiche somatiche dal malvivente. Immediatamente è scattato il collaudato piano di cinturazione della zona e, dopo poco, il BOSICA è stato intercettato e tratto in arresto. La borsa contenente € 300,00 in contanti è stata restituita alla legittima proprietaria. L’arrestato, dopo le formalità di rito è stata associato alla Casa Circondariale di Teramo in attesa dell’udienza di convalida.

27 giugno 2011 0

Operazine Cestia, la Digos di Frosinone a caccia di latitanti internazionali

Di redazione

La Digos della questura di Frosinone, in collaborazione con altri specializzati Uffici centrali e territoriali della Polizia di Stato ed avvalendosi del supporto informativo fornito da parte della Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, ha svolto una complessa indagine, dapprima sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia -, e successivamente, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, su di un gruppo criminale transnazionale finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di massa dall’Afghanistan, alla produzione e contraffazione di documenti di identità validi per l’espatrio, all’illecita esecuzione di operazioni nazionali e internazionali, monetarie e di cambio, alla ricettazione sistematica e su vasta scala di biglietti ferroviari della Trenitalia s.p.a., illecitamente acquistati mediante frode informatica.

L’individuata organizzazione, del resto, radicata nella Capitale ed in diverse altre località del centro/nord Italia e organicamente estesa in altri Stati europei, tra i quali, in particolare Grecia, Francia, Germania, Svezia e Regno Unito, assicurava un consistente flusso migratorio dall’Afghanistan, perlopiù, verso la Norvegia ed il Regno Unito ed ha rappresentato un punto di criticità per la sicurezza interna ed internazionale, in quanto in grado di sviluppare una formidabile illecita attività idonea a consentire penetrazioni nello Stato e nel cuore dell’Europa di elementi di milizie talebane, riconducibili a talune organizzazioni jihadiste e/o qaediste, notoriamente operative in Afghanistan e nel nord del Pakistan, oltre che di elementi potenzialmente pericolosi addestrati in Patria al maneggio di esplosivi.

In esito alle indagini il competente G.I.P. del Tribunale di Roma emetteva nel mese di dicembre scorso un provvedimento restrittivo in carcere per 47 dei 50 sodali individuati, ed il mandato d’arresto europeo per quelli localizzati all’estero, oltre che un provvedimento di sequestro, finalizzato alla confisca, di numerosi phone center ed internet point in disponibilità della consorteria, al quale si diede esecuzione il giorno 11 gennaio 2011 mediante la complessa operazione internazione di polizia, meglio nota con la denominazione “Operazione CESTIA”.

L’operazione di polizia portò all’immediata cattura in Italia ed all’estero della gran parte degli indagati colpiti dal provvedimento giudiziario restrittivo, ma diversi degli stessi riuscirono a darsi alla latitanza

Successivamente questa D.I.G.O.S., ha svolto serrate investigazioni sul territorio nazionale e, in un più ampio contesto di cooperazione internazionale di polizia, in altri Paesi europei, al fine di localizzare gli elementi datisi alla latitanza, riuscendo finora ad assicurare alla Giustizia.

Particolare sforzo investigativo ha richiesto la cattura dello SHAHAB SHER ZAD rifugiatosi sotto falso nome prima in Grecia, ove seppure localizzato nella città portuale di Igoumenitsa è riuscito a sottrarsi all’arresto, facendo perdere le proprie tracce sul confine macedone, e, più di recente, in Germania, ove in stretta collaborazione con la Bundespolizei (Polizia Federale) è stato difatti localizzato e arrestato nella Capitale.

Sul territorio nazionale, in collaborazione con altre D.I.G.O.S., oltre che in Grecia, Svezia e Francia, in collaborazione con le polizie di questi Paesi, sono in corso impegnative attività dirette alla cattura degli ulteriori 9 latitanti, uno dei quali in questi ultimi giorni localizzato a Copenaghen.

27 giugno 2011 0

Omicidio Mollicone, cinque indagati. In procura bocche cucite

Di redazione

Ci sono voluti 10 anni, ma oggi, nel registro degli indagati per la morte di Serena Mollicone, sono stati iscritti altri nomi. Fonti giornalistiche ancvora non confermate dalla procura di Cassino, parlerebbero di 5 indagati per l’omicidio e l’occultamento di cadavere della studentessa di Arce trovata morta il primo giugno del 2001 nel boschetto all’Anitrella. “Non confermo questa notizia ne la smentisco, sull’argomento non ho nulla da dire” ha dichiarato il procuratore Capo Mario Mercone raggiunto telefonicamente. La notizia a cui Mercone fa riferimento è quella che vedrebbe indagati l’ex comandante dei carabinieri della stazione di Arce, il figlio, un altro militare, l’ex fidanzato della ragazzina e la madre di quest’ultimo. Intanto appena qualche settimana fa, in occasione del decimo compleanno dell’omicidio, lo stesso procuratore aveva detto che nel corso dell’indagine erano state ascoltate circa 30 persone, molte delle quali come persone informate sui fatti.