Contrabbando di prodotti petroliferi, i finanzieri e l’ufficio dogane sequestrano ad Isoletta d’Arce area industriale di 103mila mq

15 giugno 2011 0 Di admin

I finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Frosinone, in collaborazione con i Funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Frosinone, a seguito di una complessa indagine finalizzata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi fiscali e della sicurezza sugli impianti per quanto riguarda i depositi legalmente costituiti e alla lotta al contrabbando di prodotti petroliferi, hanno sequestrato in Arce, località Isoletta 1.152.000 litri di olio combustibile denso (BTZ) ed un’ intera area industriale, di 103.000 mq (10 ettari), adibita oltre che a deposito privato di prodotti petroliferi anche a discarica abusiva di svariati prodotti nocivi, con recupero di imposta pari ad €. 494.923,64.

L’indagine nasce nell’anno 2009 allorquando la Dogana di Napoli chiede un’ appuramento presso la società ciociara di ingenti partite di prodotti petroliferi, di provenienza campana, di cui risultava destinataria.

Già in occasione dei predisposti controlli, a seguito delle dichiarazioni contraddittorie rese dal legale rappresentante della società proprietaria dell’area, ovvero nell’affermare, prima, di non conoscere affatto le società napoletane da dove era partito il prodotto e nell’asserire, dopo, di aver avuto rapporti con le medesime società senza, tuttavia, esibire alcun documento attestante le operazioni commerciali con le stesse, si nutrivano i primi sospetti, rivelatisi successivamente fondati.

Infatti, da una prima ricognizione del deposito si riscontrava l’esistenza di due cisterne da 500 mc cadauna, quattro cisterne da 20 mc cadauna ed un autobotte da 10 mc., che contenevano complessivamente circa 500.000 litri di prodotto energetico; per contro, nel corso della successiva attività, effettuata congiuntamente dai finanzieri e dai doganieri, veniva rilevata la presenza di ben 16 serbatoi (della capacità di stoccaggio pari a circa 1.300.000 litri) contenenti complessivamente 1.152.000 litri di olio combustibile denso BTZ.

Il deposito, ubicato all’interno di una vasta area adibita ad attività industriale che è risultata essere una vera e propria discarica con concentrazioni di ingenti quantitativi di rifiuti industriali di vario genere, è risultato inoltre, privo della prescritta certificazione di prevenzione incendi, nonchè completamente sconosciuto alle Autorità preposte circa il rilascio delle prescritte autorizzazioni all’esercizio dello stesso, in disattesa alle recenti norme contemplate nel T.U. sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro – D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni.

L’azione, intrapresa dalle Fiamme Gialle sul territorio provinciale anche con l’ausilio di un elicottero del Servizio aereo, continuata in collaborazione con l’Ufficio delle Dogane di Frosinone, non solo è finalizzata per contrastare l’evasione nel settore dei carburanti (recupero di imposta, c.d. “ACCISA” per circa mezzo milione di euro), ma anche per scongiurare gravi pericoli d’incendio e/o fenomeni di rischio ambientale, a tutela della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, stante l’alta concentrazione di liquidi infiammabili e rifiuti vari giacenti nelle immediate vicinanze di civili abitazioni e della linea ferroviaria, oltre che tratta locale, addirittura quella interessante la Rete Alta Velocità.

L’operazione OLD MILL ancora una volta ha avvalorato che il comparto dei prodotti petroliferi è caratterizzato, non solo da un elevato rischio di evasione fiscale, spesso causa anche di irregolarità di stoccaggio e circolazione clandestina, ma soprattutto dalla disattesa delle rigorose norme di sicurezza e prevenzione già in vigore per i prodotti infiammabili ed esplodenti.

Il responsabile, nonché legale rappresentante della società cui fa capo l’area industriale, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Cassino, per il reato di contrabbando di prodotti petroliferi (art. 40 – T.U.A. n. 504/1995), per omessa denuncia di materie infiammabili (art. 679 C.P.), per violazioni alla normativa in materia ambientale (art. 257 – D.Lgs. n. 152/2006) ed alle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e prevenzione incendi (art. 46 del D.Lgs. n. 81/2008), nonché segnalato allo stesso Ufficio delle Dogane di Frosinone, competente per le violazioni amministrativo-fiscali ed al Comando dei Vigili del Fuoco per i profili di competenza.

L’attività svolta riemerge prepotentemente sull’onda dei recenti gravi fatti di cronaca riportati sui media negli ultimi giorni come una vera e propria emergenza.

In considerazione di tale eventualità ed anche per arginare una possibile recrudescenza di ipotesi di contrabbando, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, negli ultimi tempi ha fornito ai reparti dipendenti specifiche indicazioni circa la priorità da attribuire ai controlli nel settore delle particolari imposte, tecnicamente definite “accise”, gravanti sui prodotti petroliferi.

All’interno dell’area i finanzieri ed i doganieri, nel constatare l’assenza delle più elementari prescrizioni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, nonchè in materia di prevenzione degli incendi (grave pericolo per la sicurezza e incolumità pubblica), hanno rilevato la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti industriali di vario genere.

Nel piazzale sono inoltre detenuti diversi serbatoi per lo stoccaggio e trasporto di prodotti petroliferi, in evidente stato di abbandono, creando un grave pericolo per la sicurezza e incolumità pubblica stante anche l’adiacenza del sito alla sponda del fiume Sacco che ancora una volta sale tristemente agli onori della cronaca a causa di atti scellerati dell’uomo.

Il servizio, nel suo complesso, ha portato al recupero dell’imposta (cd. Accisa) per Euro, 494.923,64 ed al sequestro di:

– n. 16 serbatoi atti a contenere prodotti petroliferi per circa 1.300.000 litri;
– litri 1.152.000 di olio combustibile denso BTZ;
– n. 2 erogatori;
– un’intera area industriale di mq 103.000

Sono ancora in corso accertamenti relativi alla normativa ambientale in quanto presso il sito sono detenuti materiali ferrosi in disuso.

Continuano i controlli finalizzati alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi fiscali e della sicurezza sugli impianti per quanto riguarda i depositi legalmente costituiti e alla lotta al contrabbando di prodotti petroliferi.