I RIFIUTI DI NAPOLI E I DOVERI COSTITUZIONALI DEL MINISTRO CALDEROLI

25 giugno 2011 2 Di redazione

di Luigi Pandolfi
Fino a prova contraria l’Italia è una e Napoli è una città italiana. Altrettanto chiaro è che Calderoli siede nel Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Che c’entra? Prima di assumere le sue funzioni, come prescrive l’art. 93 della Costituzione, il Ministro Roberto Calderoli ha giurato di esercitarle “nell’interesse esclusivo della nazione”. Non certo di qualche regione situata geograficamente al di là del Po.
Usare l’arma del ricatto (“Niente decreti truffa o volano sedie!”) nei confronti del governo di cui si fa parte, al fine di impedire che lo stesso si adoperi per salvare dei cittadini italiani, un territorio, dal rischio di un’epidemia, è un qualcosa di costituzionalmente tollerabile? O forse si dovrebbe parlare di vera e propria rottura della legalità costituzionale a proposito delle provocazioni di cui sono protagonisti, ormai con una certa frequenza, gli uomini in camicia verde che occupano postazioni di rilievo nelle Istituzioni dello Stato?
La verità è che il tragico declino del paese è sostanziato anche da questi paradossi, la cui nocività per la tenuta e la credibilità delle Istituzioni repubblicane è tanto evidente quanto gravi ed inspiegabili sono l’indifferenza e l’indolenza che su di essi manifesta la classe politica nel suo complesso.
Come non porsi allora una domanda: ma la Costituzione è ancora vigente nel nostro paese? O chiunque, perfino i titolari di pubbliche funzioni, possono farne strame senza incorrere in alcuna censura, in alcun richiamo formale?
Saracena CS, 25.06.2011
Luigi Pandolfi, scrittore