Ottanta chili di alimenti deteriorati destinati a ristoranti cinesi, sequestarti dai carabinieri

25 giugno 2011 0 Di redazione

Anatre, zampe di pollame, orecchie e zampe di suino e di pollo precotte, funghi, verdure, formaggi di soia e tofu sia fritto che caramellato, uova di gallina sotto vuoto, salami, petti di tacchino, arachidi, legumi secchi e altre squisitezze, trasportati in evidente stato di decomposizione su un Fiat Ducato, sono stati sequestrati dai carabinieri del NOR comandati dal tenente Palma Lavecchia, congiuntamente a personale del locale Dipartimento di Prevenzione della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti. La scena che si è prospettata agli occhi dei due militari, che stavano eseguendo un normale controllo alla circolazione stradale, è stata assolutamente disgustosa: a bordo di un furgone totalmente sprovvisto di qualunque forma di refrigerazione, nonostante i 29° registrati come temperatura esterna, era trasportato ogni genere di merce, tra cui soprattutto quella alimentare.
Sono stati, dunque, immediatamente fermati per gli opportuni accertamenti due cinesi, di cui uno, S.H, 39enne, nato in Cina e residente a Brescia, con regolari documenti per un soggiorno di lungo periodo e non caricato da alcun pregiudizio penale, mentre l’altro diceva di non ricordare come si chiamasse, sostenuto dall’amico, che pure diceva di non sapere assolutamente chi fosse quello che viaggiava con lui.
Condotti in caserma, dal riscontro delle impronte si è potuto appurare che l’uomo risulta essere clandestino, mai sottoposto ad alcun controllo nel nostro Paese. Per lui è stata immediatamente disposta l’espulsione dal territorio nazionale, ai sensi dell’art. 10 bis D.Lvo 286/1998 (ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato). Qualora egli non dovesse ottemperarvi entro cinque giorni, rischierebbe la reclusione da uno a cinque anni e l’arresto obbligatorio.

Dalla conta puntuale delle confezioni, ormai scongelate e in fase avanzata di decomposizione, e peraltro conservata in incarti assolutamente non adatti alla conservazione alimentare, si è appurato che il tutto ammontava a circa 80 kg di merce, tra cui anche alimenti che non è stato possibile classificare perchè a noi completamente sconosciuti.
Il tutto era senza dubbio destinato al rifornimento dei ristoranti della zona, presumibilmente cinesi, stando almeno agli indirizzi che i due avevano appuntati su alcuni pezzi di carta e che riguardavano attività che vanno dal vastese a Pescara, passando per Cappelle sul Tavo e Miglianico, estendendosi fino a Campobasso e provincia, nonché nel teramano, ad Atessa, e poi su fino a Macerata e oltre.
Avvertito immediatamente il PM di turno, Dott. Ruggiero Dicuonzo, i due soggetti sono stati deferiti ai sensi degli artt. 5 e 6 della legge 283/1962 (trasporto di sostanze alimentari deteriorate), che nel caso in esame prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da € 309,00 a € 30.987,00.
Della merce è stato disposto l’immediato sequestro e poi, al termine delle operazioni, si è provveduto alla sua distruzione presso un apposito stabilimento di Silvi Marina.
Dell’attività, è stato prontamente allertato il NAS di Pescara, che valuterà l’opportunità di effettuare controlli presso i ristoranti della zona.