Sgominata a Popoli una organizzazione di ladri rumeni

3 giugno 2011 0 Di redazione

Sono stati necessari due mesi di intenso lavoro investigativo ma alla fine, i carabinieri della compagnia di Popoli (Pe) comandata dal capitano Pasquale Del Giudice hanno sgominato una organizzazione criminale dedito alla commissione di furti in abitazioni, fabbriche e supermercati. Sono state così indagate 10 persone, ritenute responsabili di “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti presso abitazioni, presso supermercati (c.d. taccheggio) e presso sede industriali (furti di cavi elettrici).
Il Magistrato inquirente, Dott. G. Varone, concordando con le risultanze investigative, richiedeva l’emissione di misure cautelari che venivano emesse dal G.I.P. Dott. G. Sarandrea, nei confronti di otto cittadini rumeni, tutti indagati per aver costituito e partecipato a vario titolo all’organizzazione. Altri due, le cui posizioni sono marginali, sono stati invece deferiti in stato di libertà.
Nel pomeriggio di ieri, i militari della Compagnia di Popoli, con il supporto operativo delle Compagnie Carabinieri territorialmente competenti (Pescara e Giulianova), hanno arrestato tre degli otto soggetti, eseguendo altrettante perquisizioni. Per Florin Mustafa 35enne (Romania) – ritenuto il capo dell’organizzazione – e sua moglie Elena Memetel, 34enne entrambi di Calarasi (Romania), nonché Cristian Cociu 23enne di Bucarest, si sono aperte le porte del carcere. Gli altri, già allontanatisi dal territorio italiano a seguito degli arresti in flagranza patiti durante l’attività d’indagine, sono in corso di localizzazione all’estero.
Le indagini, condotte dal N.O.R. della Compagnia di Popoli, hanno preso il via nel mese di aprile, quando i militari, impiegati in una serie di servizi di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, in data 05 aprile 2011 deferirono in stato di libertà tali P.M.B 23enne e S.I.A. 24 enne, entrambi di Calarasi, per “porto abusivo di grimaldelli” poiché controllati all’uscita del casello autostradale di Bussi-Popol venivano trovati in possesso di arnesi atti allo scasso e due passamontagna di colore nero. In considerazione del fatto che a distanza di circa un’ora dal controllo venivano registrati alcuni furti nella zona, uno in forma tentata da soggetti travisati da passamontagna presso un’abitazione di Bolognano, gli inquirenti ipotizzarono che vi fosse un collegamento tra gli autori di tali furti ed i soggetti fermati, ritenendoli tutti parte di un gruppo malavitoso dedito ai furti seriali, che, anche nel recente passato aveva funestato la zona.
Le successive indagini portavano alla luce l’esistenza dell’organizzazione e consentivano di identificarne i partecipanti, fissarne i ruoli e stabilirne gli scopi. Capo indiscusso dell’organizzazione è MUSTAFA Florin il quale, sebbene sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari a seguito del suo arresto in flagranza di reato, organizzava le attività delittuose dei sodali ed assegnava loro compiti specifici in merito ai singoli furti da compiere. COCIU Cristian forniva, invece, i mezzi attraverso cui i compartecipanti all’associazione malavitosa effettuavano gli spostamenti finalizzati in via preliminare ad eseguire i sopralluoghi nelle zone ove il gruppo era intenzionato a compiere furti ed in seguito portare a termine tali scopi programmati. Attività queste devolute in via principale ai sodali di sesso maschile, mentre le donne, accompagnate sugli obiettivi da un uomo, erano invece dedite all’attività di taccheggio. Nei due mesi d’indagine sono stati arrestati in flagranza di reato alcuni dei consociati; tre per furti di cavi di rame commessi in Fossacesia nella notte tra l’8 ed il 9 aprile 2011, uno per analogo furto commesso in S.Vito Chietino nella notte tra il 20 ed il 21 aprile 2011, ed altre due per taccheggio ai danni dell’Oasi di Roseto degli Abruzzi il 22 aprile 2011.
In altre circostanze sono stati documentati una serie di sopralluoghi effettuati da alcuni degli associati, presso obiettivi individuati nei comuni di Pescara, Avezzano, l’Aquila ed Isernia. Furti che poi non venivano realizzati o perché messi in fuga dai sistemi d’allarme o per l’intervenuto arresto, per altro furto, di alcuni dei soggetti che avrebbero poi dovuto materialmente operare.