Giorno: 15 agosto 2011

15 agosto 2011 0

La cannonata di Lanciano a… rischio estinzione

Di redazione
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

La tradizionale cannonata di mezzogiorno potrebbe interrompersi dopo circa 143 anni di continuità. È dalla fine del 1800 che i lancianesi “prendono a cannonate” il mezzogiorno, da quando, precisamente nel 1867, si ruppe l’orologio della torre civica di piazza Garibaldi e, non essendoci orologi da polso, serviva un mezzo per segnalare l’ora di pranzo alla comunità e in particolare a chi era impegnato a lavorare i campi. Oggi il “botto”, che si ripete solamente a Roma e a Como, è nelle abitudini della gente e mantiene con il naso all’insù, verso la punta della torre, folle di turisti. [flashvideo file=http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/wp-content/uploads/2009/06/la-cannonata.flv /] Da 20 anni, ogni giorno, Pio Fiore Di Vincenzo, 49 anni, sale i 123 scalini della torre, carica il bossolo con la polvere da sparo e, al terzo rintocco della campana, spara il colpo a salve. Lo scoppio, lo stormo di piccioni che scappa e la nuvola di fumo che avvolge la punta della “civica”, sono le immagini che quotidianamente accompagnano il botto. Ma oggi, dopo quasi due secoli, la tradizione rischia di interrompersi a causa della scarsa attenzione da parte delle amministrazioni comunali che, negli anni si sono succedute. Fino ad oggi, infatti, il botto è stato garantito dalla buona volontà di Di Vincenzo, dipendente comunale con il ruolo di esecutore tecnico del settore “cultura”, che tutti i giorni, festivi e super festivi compresi, poco prima di mezzogiorno, sale le scale e, senza conoscere ferie o malattie, fa “tuonare” la colubrina. Oggi, però, chiede che la situazione venga regolarizzata, non tanto per l’aspetto economico, quanto per quello burocratico. Il rischio è grosso, sia dal punto di vista delle responsabilità che degli infortuni e il ruolo di “sparatore” del cannone, non è previsto nell’organico comunale. Per puro spirito di sacrificio, ma soprattutto per non interrompere una continuità secolare, Di Vincenzo ha portato avanti la tradizione ma adesso, dopo tante promesse, pretende che la situazione venga regolarizzata. Non pretende di doverla svolgere lui ottenendone compensi economici, chiede che ci si occupi della questione individuando anche “esternalizzando” il servizio. Per questo una persona è già stata individuata e appositamente formata (per maneggiare polvere pirica serve un apposito patentino) m si attende che l’amministrazione dia seguito alle promesse fatte altrimenti, il cannone potrebbe smettere di sparare.

15 agosto 2011 0

Abbandono dei cani sulle autostrade, ferragosto a parametro zero

Di admin

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo: Un ferragosto con la quasi totale assenza di segnalazioni di cani abbandonati sulle autostrade italiane. Alle ore 16.30 di oggi lunedì 15 agosto le segnalazioni di cani abbandonati sulle autostrade italiane giunte alla centrale operativa del servizio io l’ho Visto sono state 6. Cinque di queste concentrate nelle prime ore della mattinata provenienti dalle autostrade siciliane e dalla Liguria. Lo scorso ferragosto le segnalazioni alla stessa ora furono 31 (37 a fine giornata)e 101 quelle del 2009. Anche i dati del ponte di ferragosto lasciano ben sperare: da sabato mattina alle 16.30 di oggi le segnalazioni di cani vaganti ed abbandonati sulle autostrade italiane sono state 77 rispetto alle 267 dello scorso anno e alle 408 del 2009. Un miglioramento netto che visti i dati complessivi delle segnalazioni raccolte dal servizio Io l’ho visto diAIDAA e Prontofido.net si attesta attorno ad una diminuzione complessiva di circa il 24% rispetto allo scorso anno. “Il dato complessivo è assolutamente positivo- ci dice Lorenzo Croce coordinatore dei team anti abbandono di io l’ho visto- francamente non ci aspettavamo un ferragosto cosi tranquillo anche si i dati sulle segnalazioni di sabato e domenica ci lasciavano sperare in una giornata tranquilla, ma almeno fino ad ora possiamo dire che non solo siamo al ferragosto con il minore numero di segnalazioni ed abbandoni, ma proprio di fronte al giorno con meno segnalazioni in assoluto nel corso di queste cinque edizioni di Io l’ho visto”.

15 agosto 2011 0

Eolico selvaggio, a Lecce le pale eoliche sulla tangenziale. Ma sono a norma?

Di admin

Da Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riceviamo e pubblichiamo: Al dibattito infuocato sull’utilizzo di energie alternative, in particolare fotovoltaico ed eolico, che se da una parte costituiscono una possibile soluzione ai problemi di approvvigionamento energetico, dall’altra sono ormai giustamente sott’accusa non solo da parte delle associazioni ambientaliste per un uso spropositato delle stesse a danno del territorio, si aggiunge un nuovo capitolo riservato alle distanze minime da strade e centri abitati. A Lecce, alcune mini pale, che poi mini non sono in quanto hanno un’altezza di 30 metri per una potenza dichiarata di 250 kilowatt, le hanno installate addirittura sulla tangenziale, proprio a ridosso dell’anello cittadino, senza che nessuno battesse un ciglio, mentre le stesse a distanza di mesi fanno bella mostra a chiunque percorra l’importante bretella gestita dall’ANAS. Va bene la scelta dei governi cittadini di guardare all’alternativo per ridurre la bolletta a carico dell’amministrazione, ma ci pare che nel caso di specie la distanza dalla strada sia così ridotta che al di là dei dispositivi di sicurezza installati e della “tenuta” dell’impianto, vi siano dei rischi oggettivi per quanti passano da quel luogo perennemente soggetto al traffico extraurbano. Non vogliamo apparire, infatti, come menogrami ma solo alcuni mesi fa, in particolare l’08 gennaio 2010 e non molto lontano dal luogo ove sono situate le due turbine, abbiamo l’obbligo di ricordare l’episodio di una mini-pala che a causa di un vento impetuoso di scirocco iniziò a perdere pezzi con grave pericolo per tutta la zona circostante: ma di questi fatti, nel territorio nazionale ormai se ne contano a decine. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che proprio nei giorni scorsi si trovava per caso ad osservare il vorticoso girare delle due turbine al fortissimo vento di tramontana che soffiava sul Salento, è lecito chiedersi se le due pale eoliche siano state installate nel rispetto delle distanze minime dal ciglio della strada che secondo le linee guida della regione Puglia dovrebbero essere per quelle provinciali o nazionali superiori a 4 volte il diametro dell’elica e comunque non inferiore a 300 m. Ma questo vale per tutti gli impianti dislocati nel Belpaese per i quali non smetteremo di chiedere la verifica del rispetto di tutti i parametri di legge, ma prima di tutto del Territorio e dell’ambiente circostante.