Casinò Municipale di San Pellegrino Terme “Jazz nelle dimore storiche”

12 agosto 2011 0 Di admin

L’aria è frizzante, la luna risplende, l’atmosfera è accattivante e in scena il gruppo All Jazz Sextet del Jazz Club Bergamo: Vittorio Scotti al contrabbasso (presidente e direttore artistico del Club), Maurizio Moraschini al sax tenore e soprano, Gigi Ghezzi alla tromba, Roby Sannino alla chitarra, Pigi Caracchi al pianoforte e fisarmonica, Fabrizio Pintorno alla batteria.
Lo spettacolo ha inizio con una discreta, ma incisiva presentazione dell’edificio liberty da parte dell’attore Francesco Porfido (consulente artistico del Club) accompagnato da teneri suoni di fisarmonica. Agli astanti le informazioni non sono nuove, ma non sono inutili, poiché rispolverano emozioni del passato e dei vissuti estivi. Il Casinò sorge all’inizio del ventesimo secolo, tra il 1904 e il 1906, ad opera dell’architetto Romolo Squadrelli in prosecuzione dei porticati della Fonte Termale. In quel periodo rappresentò un polo di attrazione per i numerosi e facoltosi ospiti: principi e principesse, re e regine, ministri e diplomatici, personalità dell’arte e della cultura, provenienti da ogni parte del mondo. L’attività venne chiusa definitivamente nel 1946, dopo diverse aperture e chiusure e nell’ambito di diversi progetti. Ancora oggi l’elegante edificio del Casinò rappresenta una impareggiabile testimonianza della fantasiosa architettura liberty.
La voce, musicata dalle note al pianoforte, si fa strada di nuovo nel vissuto del pubblico e dall’arte si passa alla storia del jazz: dalla nascita nei locali malfamati, agli strumenti simbolo, agli standard del jazz. Poi comincia la performance con il brano “Blue moon”, dove gli strumentisti si esibiscono con compattezza e sobrietà, trasmettendo le sensazioni e le emozioni che il pubblico si aspetta. Arrivano gli applausi, che all’inizio sembrano molto riservati, e continuano coinvolti dal sound e dalla vena melodica dei successivi pezzi di Mangione, Benny Godson, Kenny Dorham, Lauzi, Bruno Martino, Mogol – Battisti, Evans, Sonny Rollis. Il repertorio è vario dal jazz classico all’Europeo, con una particolare fusione nei migliori brani di cantautorato Italiano. Il contrabbassista Vittorio Scotti, il “leader” del sestetto, interviene al microfono e comunica ai presenti le scelte dei musicisti e…….a quasi fine serata indica il cielo, forse….no è veramente “caduta una stella” al posto giusto e al momento giusto! La serata è conclusa, ma l’appuntamento continua il 13 e 14 a Lovere, sul lago d’Iseo.

Alba Loretta Ceccon

Foto: Alberto Ceccon
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