La cannonata di Lanciano a… rischio estinzione

15 agosto 2011 0 Di redazione

La tradizionale cannonata di mezzogiorno potrebbe interrompersi dopo circa 143 anni di continuità.
È dalla fine del 1800 che i lancianesi “prendono a cannonate” il mezzogiorno, da quando, precisamente nel 1867, si ruppe l’orologio della torre civica di piazza Garibaldi e, non essendoci orologi da polso, serviva un mezzo per segnalare l’ora di pranzo alla comunità e in particolare a chi era impegnato a lavorare i campi. Oggi il “botto”, che si ripete solamente a Roma e a Como, è nelle abitudini della gente e mantiene con il naso all’insù, verso la punta della torre, folle di turisti.
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Da 20 anni, ogni giorno, Pio Fiore Di Vincenzo, 49 anni, sale i 123 scalini della torre, carica il bossolo con la polvere da sparo e, al terzo rintocco della campana, spara il colpo a salve. Lo scoppio, lo stormo di piccioni che scappa e la nuvola di fumo che avvolge la punta della “civica”, sono le immagini che quotidianamente accompagnano il botto. Ma oggi, dopo quasi due secoli, la tradizione rischia di interrompersi a causa della scarsa attenzione da parte delle amministrazioni comunali che, negli anni si sono succedute. Fino ad oggi, infatti, il botto è stato garantito dalla buona volontà di Di Vincenzo, dipendente comunale con il ruolo di esecutore tecnico del settore “cultura”, che tutti i giorni, festivi e super festivi compresi, poco prima di mezzogiorno, sale le scale e, senza conoscere ferie o malattie, fa “tuonare” la colubrina. Oggi, però, chiede che la situazione venga regolarizzata, non tanto per l’aspetto economico, quanto per quello burocratico. Il rischio è grosso, sia dal punto di vista delle responsabilità che degli infortuni e il ruolo di “sparatore” del cannone, non è previsto nell’organico comunale. Per puro spirito di sacrificio, ma soprattutto per non interrompere una continuità secolare, Di Vincenzo ha portato avanti la tradizione ma adesso, dopo tante promesse, pretende che la situazione venga regolarizzata. Non pretende di doverla svolgere lui ottenendone compensi economici, chiede che ci si occupi della questione individuando anche “esternalizzando” il servizio. Per questo una persona è già stata individuata e appositamente formata (per maneggiare polvere pirica serve un apposito patentino) m si attende che l’amministrazione dia seguito alle promesse fatte altrimenti, il cannone potrebbe smettere di sparare.