La Cgil dice no al Piano Casa, Truppa: “Per il rilancio dell’edilizia partire dalla legalità”

10 agosto 2011 0 Di redazione

“La CGIL insieme ad alcune Associazioni ambientaliste è decisamente contraria al Piano Casa della Regione Lazio ideato dal Vice Presidente UDC Luciano Ciocchetti e definito anticostituzionale dal Ministro dei Beni Culturali Galan”. Lo sostiene in una nota stampa Benedetto Truppa della Cgil Frosinone.
“LA CGIL sostiene che il nostro territorio non ha bisogno di nuove colate di cemento, o di aumenti di cubature tutte mirate a legalizzare o sanare vecchie e nuove speculazioni. L’emergenza casa che esiste sicuramente anche in Provincia di Frosinone, sono centinaia le richieste di sfratti e le richieste di alloggi popolari, poco si coniuga con le scelte politiche di questa Amministrazione Regionale, che in questo piano hanno invece risposto alle singole richieste delle note famiglie dei costruttori romani, e a svilire le difese del territorio ed il risultato che si ottiene è esattamente l’opposto di quello che servirebbe al nostro paese.
Questo Piano ci fa tornare indietro di mezzo secolo, permette di liberalizzare le costruzioni, attaccando le aree agricole e attraverso l’aumento delle cubature indiscriminate rischia di cambiare e snaturare il rispetto delle regole urbanistiche delle città e cementificare interi territori fino ad oggi salvaguardati.
Non è certo questo il modo di rilanciare il settore dell’edilizia ed affrontare il problema sociale della casa nella nostra Regione.
La CGIL rivendica il rispetto delle regole ed è fortemente preoccupata che dietro questo piano si alimenti non solo il principio di legalizzare il diritto di costruire a prescindere, ma anche quello di sanare le migliaia di istanza di condono presentate per abusi edilizi negli ultimi anni.
Per edificare basterà una semplice dichiarazione d inizio attività, senza la necessità di avere un progetto, saranno ammessi cambio di destinazione d’uso delle aree produttive, consentiti interventi di sostituzione edilizia ed ampliamento nei parchi, nelle zone costiere nelle aree di pregio.
Inoltre in un territorio ed in un settore come quello edile fortemente precarizzato e dove il lavoro nero e l’evasione contributiva rischiano di diventare elemento strutturale, una cattiva legge come questa, in deroga, finisce per aggravare lo stato già irregolare del settore , alterando il mercato producendo e acuendo quei fenomeni di per sé già preoccupanti che stanno avendo anche pesanti ripercussioni sul piano sociale, sconfinando a volte in fenomeni malavitosi.
In parole povere, tutto quello che era stato salvato nella legge precedente, la salvaguardia e la valorizzazione delle aree agricole e paesaggistiche diventa nullo, viene azzerato in nome della semplificazione, della burocratizzazione e del virtuale rilancio dell’edilizia.
Un piano che dovrebbe garantire la casa a chi non ce l’ha e che invece assicurerà gli interessi dei palazzinari, un piano fatto dal Vice Presidente Ciocchetti al quale vigila la Commissione regionale all’ambiente presieduta dal Dott. Carlino Roberto di professione venditore di case.
Contro questa vera e propria deregulation edilizia che causerà danni incalcolabili al territorio del Lazio. La CGIL apre una vertenza contro la Giunta Polverini per chiedere il ritiro di questo Piano Casa ritenendolo dannoso per i cittadini, per le imprese e per il territorio del Lazio”.