Nuova toponomastica di Cassino, Pistilli: “Così si rimuove la memoria storica”

26 agosto 2011 0 Di redazione

“Leggo con un certo disappunto, dalla stampa locale, che l’area della villa comunale di Cassino avrà una nuova intitolazione”. Lo dichiara l’apprezzato storico locale Emilio Pistilli che aggiunge. “Non discuto la scelta dei nomi, scelta che ritengo del tutto condivisibile. Ma il mio disappunto nasce dal fatto che sembra sia stato ignorato che quell’area ha già una denominazione ed è “Parco XV marzo 1944, distruzione della città di Cassino”. Tale denominazione fu deliberata, sindaco Petrarcone, nel 1994 dal consiglio comunale convocato in data 10 marzo; la delibera reca il n. 35/6 del 1994 e fu votata all’unanimità. La motivazione, suggerita dal sottoscritto, come anche la stessa indicazione, segnalava la necessità di lasciare memoria, almeno nella toponomastica, della tragica fine dell’antica città, così come nel 1946 si era ritenuto di lasciare analoga memoria della distruzione dell’abbazia di Montecassino con l’intitolazione della piazza XV Febbraio 1944. A quanto pare quella memoria si è persa o è stata rimossa da chi quella tragedia non ha vissuto direttamente. Eppure il cippo della “Memoria di Pietra” che è posto in bella evidenza all’ingresso del parco, lato Corso della Repubblica, ne fa ampia testimonianza.
Ma sembra tipica di questa città la smania di rimuovere tutto ciò che ha attinenza con il suo passato (vd. la torre campanaria, la chiesa del Carmine, il basolato di viale Dante, ecc.). Tempo fa, per esempio, ebbi a criticare con forza la scelta di eliminare l’intitolazione di una via alla benefattrice romana Ummidia Quadratilla – chi non la conosce si vada a rivedere la storia di Cassino – per dare spazio, certamente meritato, allo storico cassinese d. Angelo Pantoni; la richiesta del CDSC onlus di rimediare intitolando alla matrona romana almeno il parcheggio del teatro romano (prot. del Comune di Cassino 9 marzo 2009) non è stata neppure presa in considerazione.
Il tirare avanti a ruota libera e con approssimazione senza avvertire il dovere di rispettare ciò che per la città ha qualche valore non è un buon segnale.
In conclusione, con l’ultimo intervento annunciato, a Cassino non ci sarà più nulla che ne ricordi il martirio.
A questo punto, per coerenza e anche per evitare discordanze tra la nuova intitolazione e quella indicata sul cippo della “Memoria di Pietra”: PARCO XV MARZO 1944 – DISTRUZIONE DELLA CITTà DI CASSINO”, si rende necessario rimuovere quel cippo, come ha già fatto la passata amministrazione, che traslocò il cippo di piazza XV FEBBRAIO solo qualche mese dopo l’istallazione nella stessa piazza; motivo? Dava fastidio al nuovo arredo urbano ed alla rotatoria”.