Ospedale Frosinone, Roccatani (Ugl): “A sette mesi dal trasferimento personale ancora non assegnato”

4 agosto 2011 0 Di redazione

“Inconcepibile; dopo oltre 8 mesi dalla disattivazione delle strutture sanitarie, ancora oggi al personale traslato nell’ospedale di Frosinone non viene definitivamente assegnato”. E’ quanto dichiara il segretario della UGL sanità Frosinone Rosa Roccatani.
Ben 7 mesi ci sono voluti per redigere la graduatoria, ora a causa delle ferie estive non sembra poter definire l’agognata assegnazione.
Irrita ancor più che la stragrande maggioranza di questi dipendenti distolti dai lavori pesanti per sopravvenute limitazioni, in età anagrafica spesso datata, erano stati trasferiti e/o assegnati nelle strutture oggi disattivate in quanto l’attività era ritenuta meno gravosa.
Al danno si aggiunge la “beffa”, gli stessi dopo aver contratto malattia per causa di servizio, assegnati in servizi meno pesanti, vengono ritrasferiti a Frosinone ed assegnati in reparti di maggiore aggravio con turni h 24 (Medicina Chirurgia ecc….) mettendo, di fatto, maggiormente a rischio la salute dei medesimi, la qualità del servizio, violando peraltro le norme sulla sicurezza (Testo Unico n°81), il tutto perché l’azienda non ha predisposto in tempo utile le graduatorie, non si impegna a redigere la valutazione del rischio delle relative strutture, non effettua un monitoraggio continuo e costante sulla sicurezza sul lavoro.
Vero è che la maggior parte del personale addetto alla degenza ospedaliera è veterana, al contrario quello assegnato in compiti non specificatamente sanitari spesso sono juniores e vigorosi.
Tutto ciò però, non sembra preoccupare la dirigenza, come non sembra preoccupare garantire i requisiti minimi organizzativi (rapporto volumi di attività e forza lavoro), non preoccupa l’azienda neppure di incidere sul ripristino alle mansioni proprie della qualifica, su quel personale che assunto e inquadrato nel ruolo sanitario espleta mansioni che nulla hanno a che fare con l’assistenza.
Eppure la situazione è talmente critica che l’azienda almeno moralmente dovrebbe sentire l’obbligo di incidere su quelle “sacche vuote” utili solo ad accrescere la voce “spesa del personale” in bilancio.