Ritrovato senza vita l’escursionista disperso a Morino

17 agosto 2011 0 Di admin

Dopo oltre una settimana di incessante ricerca, questa mattina è stato ritrovato il corpo di Dimitri Castellucci, il cinquantenne disperso nel territorio di Morino (AQ). L’uomo si era allontanato in auto la mattina di domenica 7 agosto per una passeggiata in montagna all’interno
della riserva Zompo Lo Schioppo, Morino (AQ). L’allarme era stato dato dalla compagna, preoccupata per il mancato rientro e immediatamente sono partite le ricerche, condotte con grande impegno dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), dal Corpo Forestale dello Stato, dalla Guardia di Finanza, dai Vigili del Fuoco, dai Carabinieri e da numerosi volontari, sotto il coordinamento della Prefettura dell’Aquila.

Le squadre di ricerca hanno battuto una ampia zona impervia tra le balze strapiombanti sopra la cascata di Zompo Lo Schioppo fino alla cima di Monte Ginepro ad oltre 2000m, anche sul versante laziale, ma soprattutto percorrendo in lungo e in largo i fitti e ripidi boschi della Riserva, ed utilizzando anche unità cinofile di ricerca di superficie. Nel tentativo di individuare l’ultimo ponte telefonico utilizzato dal disperso la sera del 7 agosto i tecnici del CNSAS hanno inoltre effettuato approfondite analisi telefoniche.
Grazie alle informazioni ottenute, oggi è stato possibile compiere
alcune perlustrazioni aeree con lo scopo di focalizzare le ricerche. Un tecnico di elisoccorso del CNSAS è stato imbarcato sull’elicottero del Corpo Forestale dello Stato per dare assistenza tecnica ad un civile per l’utilizzo di analizzatore di spettro, alla ricerca di eventuali emissioni di cellulari.

Nel frattempo erano partite anche squadre da terra per continuare le ricerche proprio nella zona del ritrovamento ed in altre zone molto impervie, individuate sulla base delle analisi cartografiche dei percorsi effettuati dai soccorritori nei giorni precedenti, e intorno alle ore 9.30, si è riusciti a individuare il corpo che giaceva in una zona ripida sotto la cresta tra Vado dell’Orso e Vado della Spigliuca, poco sopra i 1300m di quota, sul versante boscoso che sovrasta l’abitato di Rendinara (AQ).
Ottenuta l’autorizzazione del Magistrato di turno, è cominciato il recupero della salma sul ripido pendio. La manovra, effettuata da una squadre mista interforze, si è conclusa poco prima delle 15. Il corpo dello sfortunato escursionista è stato trasportato sulla barella del soccorso alpino sino allo
sterrato, dove lo attendeva un mezzo fuoristrada del CNSAS. Trasferito su carro funebre, è stato portato presso l’ospedale di Avezzano (AQ)

Tutti gli enti intervenuti e i civili volontari, uniti dalla forte volontà di trovare il disperso, hanno collaborato fattivamente durante le operazioni, che si sono protratte per dieci giorni,.
Sono state impiegate oltre 60 squadre di soccorso e due elicotteri (uno dei Vigili del Fuoco per un giorno e uno del Corpo Forestale dello Stato per 4 giorni) per un totale di oltre 300 uomini/giorno. Fondamentale è stato il contributo dei tecnici del CNSAS Abruzzo, intervenuti in massa, con squadre alpine, speleologiche e di ricerca di superficie, e con unità cinofile. In particolare, durante le operazioni è stato anche utilizzato un mezzo speciale e alcuni tecnici COR (coordinamento operazioni di ricerca), provenienti dal Servizio Regionale CNSAS del Lazio, che sono stati di
grande aiuto durante tutta la ricerca.