Giorno: 1 settembre 2011

1 settembre 2011 0

Zavattaro ai Sindaci: ‘’Subito un’intesa sulla localizzazione del nuovo Ospedale di Lanciano’’

Di admin
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Trovare rapidamente un’intesa che permetta a Lanciano e al comprensorio di riferimento di non perdere l’occasione storica di avere un nuovo ospedale: questo l’appello rivolto dal Direttore Generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, agli amministratori presenti alla Conferenza dei servizi “istruttoria” convocata per questo pomeriggio per avviare un confronto sulla localizzazione del nuovo presidio. ll’incontro erano presenti, oltre al management della Asl, il Direttore e i tecnici della Direzione Regionale Politiche della Salute, il Presidente della Provincia di Chieti, i sindaci di Lanciano, Gessopalena, Santa Maria Imbaro, Lama dei Peligni, Frisa, Casoli, Sant’Eusanio del Sangro, Altino, Mozzagrogna, Fossacesia, Trglio, Ricca San Giovanni, Atessa, Castelfrentano, Pennadomo, Paglieta, Fara San Martino, Pizzoferrato, Borrello, Villa Santa Maria.

Al termine di un lungo confronto, anche aspro, è stato comunque possibile giungere ad una posizione unitaria, stimolata dallo stesso sindaco di Lanciano Mario Pupillo, che si sostanzia nella richiesta agli organi regionali di verificare in sede governativa la possibilità di ottenere finanziamenti per un ospedale di valenza comprensoriale, con un numero quindi di posti letto superiore agli attuali 200 affidando ad un tavolo tecnico, come proposto dal Presidente della Provincia, la conseguente valutazione sull’ubicazione più idonea, sotto il profilo funzionale, alternativa all’area nella quale insiste oggi il “Renzetti”. E’ stata fissata, dunque, per il prossimo 18 settembre la data per un nuovo incontro

«Valutazioni tecniche e di ordine economico, oltre che pratico – ha sottolineato il manager –, impongono di valutare con la massima serietà l’opzione di un’ubicazione diversa da quella attuale, che molto difficilmente può accogliere una nuova struttura perché si tratterebbe di procedere contestualmente alle fasi di demolizione e costruzione, con disagi insostenibili per gli utenti. Senza dire, poi, dei costi di smaltimento delle macerie che richiederebbero circa 10 milioni di euro. E’ necessario, pertanto, individuare una localizzazione che risponda prima di tutto al requisito dell’accessibilità, un aspetto fondamentale di cui il Ministero terrà conto nella concessione del finanziamento. Non è accettabile, infatti, pensare a un nuovo ospedale che non sia collocato in una posizione strategica e al centro di una rete viaria che lo renda facilmente raggiungibile, soprattutto dai mezzi di soccorso, oltre che dalla popolazione di un comprensorio decisamente vasto».

Tre i punti focalizzati dalla mozione: presentare alla prossima riunione una proposta che comtempli l’ipotesi di una soluzione di rilancio che salvaguradi il ruolo di Lanciano; ipotesi di ospedale del comprenorio da 300 posti letto; mandato agli organi regionali competenti di verificare la possibilità in sede ministeriale di finanziare una quota aggiuntiva di circa 30 milioni rispetto ai 35 già disponibili per il nuovo ospedale di Lanciano. La parola d’ordine comunque è fare presto, perché entro dicembre bisognerà sottoscrivere un accordo di programma vincolante con gli enti locali e presentare al Ministero progetto preliminare e quadro economico.

«Se la decisione dovesse tardare a causa della difficoltà degli amministratori a fare sintesi su una posizione comune – ha aggiunto Zavattaro – il rischio di perdere il finanziamento sarebbe concreto, con conseguente penalizzazione di un territorio che invece ha tutto il diritto e le carte in regola per avere un nuovo ospedale. Si tratta di un’occasione d’oro, anche per l’economia locale, visto che la realizzazione metterebbe in moto un investimento enorme, e credo che nessuno abbia interesse a perderla».

1 settembre 2011 0

Dalla Scozia la prima sperimentazione clinica al mondo di cellule staminali per il trattamento di ictus

Di admin

Da Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riceviamo e pubblichiamo: Dalla Scozia ed in particolare dalla Glasgow University, arriva la notizia della prima sperimentazione clinica al mondo di cellule staminali sull’uomo per il trattamento di ictus cerebrale già in grado di passare alla sua fase successiva. Una valutazione indipendente dei primi tre pazienti che avevano avuto le cellule staminali iniettate nel cervello presso l’ospedale generale di Glasgow sud ha concluso che non ha avuto alcun effetto negativo. La valutazione apre la strada affinché la terapia possa essere testata su più pazienti per ottenere un nuovo trattamento su scala globale per l’ictus. La speranza della ricerca in questione in uno stadio così avanzato è che le cellule staminali aiutino a riparare il tessuto danneggiato del cervello. La sperimentazione è portata avanti da un equipe della Glasgow University condotta dal Prof. Keith Muir, il quale si è dichiarato soddisfatto dei risultati ottenuti finora. Già lo scorso anno un anziano è stato il primo al mondo a ricevere questo tipo di trattamento. Da allora è stato provato su due altri uomini. In realtà i pazienti hanno ricevuto dosi molto basse di cellule staminali per testare la sicurezza della procedura. Nel corso dell’anno prossimo, saranno date dosi progressivamente crescenti ad un massimo di nove pazienti – ancora una volta principalmente per valutare la sicurezza della terapia – ma i medici utilizzeranno questo studio clinico per valutare anche l’efficacia del trattamento nelle successive prove, che inizieranno non prima di almeno 18 mesi. Nel mondo, in realtà esistono in numero proporzionalmente crescente di studi clinici tutt’ora in corso relativi a trattamenti che si basano sulle cellule staminali, tra cui uno che è stato avviato lo scorso anno dalla società statunitense Geron per sviluppare un trattamento per la paralisi. Lo sviluppo di trattamenti con le cellule staminali sono tutti ancora in una fase iniziale ed è probabile che passeranno molti anni prima di essere disponibili su larga scala. Gli ictus, secondo la Stroke Association uccidono circa 67.000 persone nel solo Regno Unito ogni anno e costituirebbero quindi la terza causa di morte più comune in Inghilterra e Galles dopo le malattie cardiache e il cancro. A differenza degli altri paesi, l’Italia dopo la sciagurata legge 40 del 2004 che ha dato un duro colpo alla ricerca nel settore, appare quindi in notevole ritardo sullo studio delle cellule staminali che alla luce dei costanti progressi della scienza, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” appaiono non più solo una speranza nella cura di malattie, tipo quelle che colpiscono il cervello e per combattere i tumori. È auspicabile, quindi, che al di là del dibattito etico, anche il Nostro Paese riprenda la strada maestra della ricerca, investendo più risorse anche in questo settore della medicina.

1 settembre 2011 0

Tiburtina ancora nel caos, Legambiente: “basta soluzioni pasticciate”

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo:

Più di un mese fa il cuore della stazione Tiburtina andava a fuoco, in circostanze che restano ancora tutte da chiarire, e la situazione del trasporto ferroviario regionale versa ancora nel caos più totale. Diversi i treni soppressi o sostituiti e molti quelli deviati presso altre stazioni della capitale, come si può leggere dall’ultima tabella oraria pubblicata da Trenitalia, ma sui tempi di ripristino della normale viabilità regna il più totale silenzio. Il rischio da qui a pochissimo, quando ci sarà il grande rientro dalle vacanze estive, è che la situazione si aggravi esponenzialmente, arrivando alla piena congestione.

“Il quadro che si prospetta nei prossimi giorni, quando i lavoratori rientreranno e riapriranno scuole e università, è a dir poco nero – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – È stato fatto troppo poco in questo mese da Trenitalia e Regione per evitare che si arrivasse all’emergenza a settembre. Trenitalia non può più perdere tempo adottando soluzioni pasticciate, RFI deve ripristinare subito i due binari necessari per l’attestamento della FR2 a Tiburtina e alla Regione chiediamo più fermezza nel controllo e maggiore ascolto per associazioni e comitati”.

La FR2, Roma- Tivoli, è la tratta dove si vivono i maggiori disagi, con convogli soppressi o dirottati presso la mal collegata Roma-Prenestina, ma sono tanti i treni cancellati, completamente, come quello delle 7.45 da Fara Sabina a Roma, oppure parzialmente, come la corsa Rieti – Roma delle 7.27 che è stata cancellata nella tratta Orte-Roma oppure la Roma-Viterbo delle 17.15, cancellato sempre da Roma a Orte.

“È possibile che dopo tutto questo tempo, ancora le tratte presentino orari smantellati? E per quanto ancora si pensa di lasciare in questo stato i pendolari? In questo mese si è andati avanti con soppressioni e dirottamenti presso altre stazioni della città, peraltro spesso non prevedendo navette e bus sostitutivi oppure non fornendo informazioni chiare e tempestive all’utenza. La linea FR2 soprattutto – continua Parlati – non solo è stata dirottata quasi totalmente nella sperduta stazione Prenestina, ma non ci si è neanche preoccupati di sostituirla con apposite navette. Serve più attenzione da parte delle istituzioni verso chi ogni giorno è costretto a spostarsi e lo fa scegliendo i mezzi pubblici” – ha concluso Parlati.

1 settembre 2011 0

Lazio, Anas: in aumento i furti di cavi in rame lungo il GRA di Roma e la Roma-Aeroporto di Fiumicino

Di admin

L’Anas comunica che lungo il Grande Raccordo Anulare di Roma e l’Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino si è registrato negli ultimi mesi un costante aumento dei furti di cavi e altre apparecchiature contenenti rame.

Il problema è stato più volte affrontato nel corso di riunioni e incontri con le Forze dell’Ordine, per trovare soluzioni in termini di difesa passiva e di prevenzione del crimine.

L’Anas intende implementare ulteriori strumenti di tutela, per evitare che tali episodi criminosi possano portare a un abbassamento dei livelli di servizio delle arterie, e in particolare a una manomissione degli impianti di illuminazione e di altre apparecchiature deputate a garantire la sicurezza dell’utenza stradale. Tra i compiti dell’Anas, infatti, è di primaria importanza garantire la piena sicurezza della circolazione veicolare sulla propria rete stradale. In proposito, si segnala che gli utenti interpretano spesso la mancanza di illuminazione su un tratto stradale come una negligenza da parte del gestore, come riscontrato in più occasioni nelle segnalazioni pervenute all’Ufficio Rapporti con il Pubblico dell’Anas.

Il Compartimento Anas della viabilità per il Lazio ha in corso alcune attività mirate a contrastare il diffondersi di questa episodi di furto, come ad esempio il progressivo riposizionamento delle linee di alimentazione in modo da rendere il più possibile difficoltoso l’accesso da parte di malviventi e la predisposizione di un appalto per l’installazione, per tutti gli accessi alle cabine, di portoni blindati e forniti di allarme collegato alla Sala Operativa Compartimentale.

Purtroppo, occorre sottolineare che nel momento in cui le manomissioni e i danneggiamenti dovessero interessare gli impianti di una delle gallerie presenti lungo il GRA, potrebbe risultare gravemente compromessa la sicurezza degli utenti, con pesanti ripercussioni sull’intero sistema stradale di Roma.

1 settembre 2011 0

Medici stipendiati dalla Asl di Frosinone per prestazioni a 1500 assistiti deceduti

Di admin

La Signora Rosa viene assistita dal suo medico di fiducia, che riceve soldi dalla Regione per accudire la sua paziente. A Rosa, inoltre, vengono prescritte, ogni tanto, delle medicine che paga la mutua, per curare gli acciacchi dell’età. La Signora Rosa, però, è morta da sedici anni.

La desolante scoperta fa accendere i riflettori sulla Sanità ciociara da parte delle Fiamme Gialle.

Si scopre che nella lista degli assistiti c’erano anche persone che risultavano nate nel 1873 (forse per errore).

Dai successivi accertamenti emergono inefficienze amministrative che si ripercuotono sulle tasche dei cittadini e sulla funzionalità dell’assistenza sanitaria: cittadini defunti ma ancora spesati dallo Stato ai medici di famiglia; prescrizioni pagate per farmaci passati dalla mutua a malati già morti da anni; ben 5.500 persone comprese negli elenchi degli assistiti ma delle quali non si conosce l’identità.

Insomma, un esercito di “fantasmi” che continuano a gravare sulle tasse dei cittadini laziali.

Questo il quadro emergente da una vasta operazione di polizia giudiziaria a tutela del bilancio dello Stato e della Regione Lazio che è stata conclusa nella mattinata odierna dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone.

Ad innescare l’inchiesta, iniziata nel 2009 e durata due anni, è stata l’attività di monitoraggio sulla spesa pubblica svolta dalle Fiamme Gialle attraverso l’esame dei bilanci e dei documenti contabili degli enti pubblici locali.

Nell’indagine denominata “Operazione Lazzaro”, in particolare, venivano esaminate le spese effettuate dalla Regione Lazio per la Sanità, ed in particolare gli stipendi che vengono pagati ai medici di famiglia per avere cura dei propri assistiti.

Attraverso un complesso incrocio informatico tra gli elenchi degli assistiti dell’ASL di Frosinone e gli elenchi dei defunti detenuti dalle anagrafi dei Comuni della Provincia di Frosinone, è emerso che oltre mille e cinquecento persone defunte risultavano ancora in vita per il Servizio Sanitario Nazionale.

Per questi pazienti, lo Stato continuava a pagare regolarmente l’assistenza ai medici della mutua che le avevano avute in cura quando erano vive. In circa seicento casi gli importi non possono più essere richiesti indietro dallo Stato e pertanto si è cagionato un vero e proprio danno erariale,

Sono 194 i medici che hanno ricevuto indennità per pazienti deceduti, ma a loro carico non sono state ipotizzate responsabilità: dovranno, tuttavia, restituire le somme indebitamente percepite.

Tale situazione ha provocato, quindi, un’indebita uscita dal bilancio della Regione Lazio, che è stato depauperato a causa del mancato aggiornamento degli elenchi degli assistiti.

Sono stati infatti rilevati indebiti pagamenti per circa 125.000 euro, che se si fossero protratti per anni, avrebbero provocato un rilevante buco di bilancio, pagato da tutti i cittadini laziali, attraverso aumenti dei tributi o diminuzioni dei livelli di assistenza sanitaria.

La situazione rilevata è stata segnalata alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Roma, che provvederà al recupero delle somme a carico dei responsabili.

Nel corso dell’indagine, le Fiamme Gialle hanno esaminato anche le prescrizioni fatte dai medici per farmaci passati dalla mutua, allo scopo di accertarne la regolarità.

Anche in questo controllo, sono emerse sorprese per gli inquirenti: infatti, è risultato che a pazienti defunti erano state prescritte per 700 volte medicine acquistate dopo la loro morte. Anche tali prescrizioni erano state pagate con denaro pubblico.

La Corte dei Conti provvederà anche al recupero delle somme illecitamente spese per le prescrizioni ai defunti.

Sono 90 i medici coinvolti nelle prescrizioni ai defunti, ma in molti casi potrebbe trattarsi soltanto di errori di trascrizione.

Infine, dall’analisi degli elenchi degli assistiti residenti nella Provincia di Frosinone, oltre 465.000 persone, sono saltati fuori 5.500 “fantasmi”: persone assistite, delle quali però non si conosce l’identità, in quanto i dati registrati nelle banche dati regionali sono incompleti e non permettono agli uffici amministrativi preposti di identificare le persone assistite.

Le indagini della Guardia di Finanza in materia di spesa sanitaria costituiscono un contributo del Corpo alla Regione Lazio per il raggiungimento degli obiettivi di bilancio e di buon andamento dell’amministrazione, e sono state svolte in collaborazione con alcuni uffici della Regione e con alcuni uffici dell’ASL di Frosinone, che hanno fornito il necessario supporto.

Esse rivestono grande importanza sia per i riflessi economici sul bilancio pubblico, sia per i rilevanti aspetti sociali collegati: la mancanza di risorse per la sanità, infatti, può provocare la chiusura di ospedali e presidi medici, l’abbassamento della qualità dei servizi sanitari offerti, i tempi lunghissimi di attesa per analisi, esami specialistici e visite, l’impossibilità di assumere personale, la precarietà di alcune categorie di lavoratori, e, a causa di tali criticità, anche frequenti episodi di “malasanità”.

L’azione delle Fiamme Gialle, quindi, permette di perseguire valori di equità e solidarietà sociale, assicurando una tutela sanitaria efficiente anche alle fasce di popolazione che vivono in situazioni di marginalità sociale ed economica e non possono permettersi la costosa sanità privata.

OPERAZIONE LAZZARO

DATI RELATIVI ANNI 2000 – 2010

· totali assistiti provinciale Frosinonone: 465.682 soggetti comunicati dall’ASL al 31-12-2008; · totali codici fiscali riscontrati mancanti e/o incompleti in tutta la Provincia di Frosinone: 5425 soggetti dei quali non si è potuto procedere al controllo; FARMACI PRESCRITTI

· medici che hanno prescritto farmaci dopo la morte dei pazienti: 90; · totale € per prescrizioni effettuate a pazienti dopo il loro decesso: 10501,44 €; · totale ricette mediche prescritte dopo il decesso del paziente: 700 CONFEZIONI DI FARMACI CIRCA

INDENNITA’ PERCEPITE DAI MEDICI PER SOGGETTI DECEDUTI A CARICO

· medici che hanno ricevuto indennità per pazienti deceduti a carico: 194; · quote totali da recuperare: 21.767 quote (ogni quota corrisponde mediamente ad una mensilità percepita); · importo totale da recuperare : 114.362,88 €; · totali deceduti in carico nel tempo dopo il loro decesso: 1500; · medico con più pazienti deceduti a carico nel periodo in esame: 35 soggetti; · medico con più quote da recuperare: Ø 1139 quote; Ø per un totale di 5529,60 €;

· persona deceduta rimasta in carico più a lungo dopo il decesso: dal 28-09-1994 (data di decesso) al 27-10-2010 (data di cessazione archivi asl), – località Fiuggi

1 settembre 2011 0

La nuova iniziativa “I 12 mesi della sicurezza stradale”

Di admin

“Mio figlio è grande. Tanto grande da morire?”. Con questo slogan Autostrade per l’Italia si concentra sulla sicurezza dei bambini in auto. Ogni anno in Italia sono circa 10.000 i bambini coinvolti in incidenti stradali che in alcuni casi si rivelano fatali a causa delle scarse misure di sicurezza adottate quando si è in viaggio, un numero spaventoso che può essere ridotto del 90% semplicemente usando il seggiolino correttamente. Per i bambini come per gli adulti i dispositivi di sicurezza possono, in caso di incidente, fare la differenza. L’uso adeguato delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori infatti assicura ai sedili conducente e passeggeri, evitando che in caso di incidente siano sbalzati fuori dalla macchina. Allo stesso modo il seggiolino può salvare la vita dei piccoli viaggiatori, che sono più esposti degli adulti a questo rischio potendo essere proiettati fuori dall’abitacolo in caso di sbandamento del veicolo anche attraverso un semplice finestrino aperto. L’uso del seggiolino quindi non è solo un obbligo imposto dalla legge (art 172 C.d.S.) ma una scelta responsabile a tutela della vita dei più piccoli, che a differenza degli adulti, possono non avere consapevolezza dei rischi e delle regole per scongiurarli. Si ricorda inoltre che la ridotta velocità non riduce concretamente i rischi; la maggior parte di questi incidenti si verifica infatti nei centri urbani, dove erroneamente l’attenzione agli aspetti di sicurezza stradale tende a diminuire. Quando si viaggia con un bambino in auto è bene ricordarsi che i bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta adeguato al loro peso, e che: · non bisogna MAI far viaggiare un bimbo in braccio ad un adulto: in caso di incidente il peso del corpo di un adulto può aumentare la gravità delle conseguenze · se il seggiolino è montato sul sedile anteriore nella direzione di marcia (scelta sconsigliata), l’airbag anteriore destro deve essere sempre disattivato con l’apposita chiave; se ciò non è possibile significa che sulla vostra auto NON si può installare il seggiolino sul sedile anteriore · il seggiolino deve essere usato anche nei centri urbani, dove frenate improvvise anche a bassa velocità possono essere pericolosissime per i più piccoli. Per sottolineare l’importanza del seggiolino per la sicurezza dei bambini e per promuoverne l’acquisto, Autostrade per l’Italia e Bebe’ Confort hanno definito un’iniziativa che prevede la possibilità di scaricare dal sito www.autostrade.it un coupon valido come buono sconto – da 80 a 100€ a seconda del modello di seggiolino prescelto – da spendere nei negozi Bébé Confort convenzionati. L’iniziativa fa parte della campagna informativa “I 12 mesi della Sicurezza Stradale” a cui partecipano, insieme ad Autostrade per l’Italia, i partner della Consulta per la Sicurezza – Polizia Stradale, le Associazioni dei Consumatori Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, Asaps, Quattroruote – il CCISS, RTL 102.5. La campagna informativa “I 12 mesi della sicurezza stradale” è finalizzata ad informare i clienti, durante tutto il corso del 2011, sulle principali cause di incidentalità e mortalità, a sfatare i luoghi comuni e a suggerire i corretti comportamenti di guida per viaggiare in sicurezza e prevenire gli incidenti. Per maggiori informazioni: www.autostrade.it

1 settembre 2011 0

Guardia di Finanza di Caserta, sequestrate 2 attività commerciali e denunciati i rispettivi amministratori

Di admin

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, sotto la spinta propulsiva del Procuratore Capo della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e in aderenza al protocollo d’intesa sottoscritto presso la Prefettura di Caserta alla presenza dei Ministri dell’Interno, della Giustizia e dell’Ambiente, durante il periodo estivo, ha intensificato ulteriormente i controlli in materia di tutela ambientale.

In tale contesto, le Fiamme Gialle della Compagnia di Caserta, in occasione dei controlli condotti unitamente a funzionari della locale A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), hanno individuato e posto sotto sequestro due attività commerciali, localizzate lungo la Via Nazionale Appia del Comune di Casagiove (CE), in pieno centro cittadino, operativamente dislocate una accanto all’altra ed aventi come oggetto dell’attività rispettivamente la lavorazione e trasformazione del polistirolo e servizi di autolavaggio.

La società operante nel settore della lavorazione e trasformazione del polistirolo è risultata completamente sprovvista delle autorizzazioni inerenti all’emissione di polveri fini nell’aria e allo smaltimento dei rifiuti speciali di risulta, costituiti da contenitori vuoti di collant ed idropitture, i cui scarti di lavorazione venivano convogliati in un pozzetto collocato in un piazzale esterno.

Durante gli accertamenti, i Finanzieri hanno scoperto che nella vasca di raccolta ubicata nel piazzale confluiva anche un altro tubo di scarico da cui provenivano le acque reflue provenienti da un adiacente autolavaggio, nelle quali venivano smaltiti i prodotti chimici utilizzati per l’attività svolta.

I residui industriali di entrambe le società convergevano nella fognatura pubblica cittadina, con conseguenti disastrosi danni derivanti dall’inquinamento causato.

Le Fiamme Gialle hanno provveduto, durante le operazioni di servizio, al sequestro degli impianti e dei macchinari installati nelle due attività commerciali, compresi 30 sacchi di materiale triturato per un peso complessivo di 300 chilogrammi e 80 chilogrammi di residui di colorazione contenuti in vari fusti di plastica.

Gli amministratori delle due società, S.G. di anni 32 e D.B.C. di anni 38, entrambi originari di Caserta, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, per le specifiche violazioni previste e punite dal Testo Unico in materia di tutela dell’ambiente.

L’attività svolta attraverso il controllo economico del territorio rappresenta un’ulteriore riprova dell’impegno quotidianamente profuso dalla Guardia di Finanza di Caserta a tutela della legalità e della salute dei cittadini.

1 settembre 2011 0

Chiuso per rapina al portavalori il tratto dell’A3 tra Cava dei Tirreni e Salerno

Di admin

Autostrade per l’Italia comunica che alle ore 7.00 è stato chiuso sulla A3 Napoli-Salerno il tratto compreso tra Cava dei Tirreni e Salerno, in direzione di Salerno, a causa di una rapina ad un furgone portavalori. Per gli utenti in viaggio in direzione di Salerno si consiglia di utilizzare la A30 Caserta-Salerno. Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità sono diramati su RTL 102.5, Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840.04.21.21.

1 settembre 2011 0

Furti “sessuali”, giovani donne adescano uomini in centro a Lanciano. Dopo le effusioni, le ruberie

Di redazione

Nel frentano è allarme furti sessuali. Il fenomeno sempbra ripetersi da più di qualche mese e nell’ultimo periodo è andato via via intensificandosi. Sono già diverse le denunce raccolte dagli agenti di polizia del commissariato di Lanciano ma si pensa che tanti altri episodi non sono stati neanche denunciati per evitare “noie” familiari. L’ultimo episodio è avvenuto in un bar del centro di Lanciano appena martedì sera quando un uomo di 64 anni è stato avvicinato da due splendide e giovani ragazze probabilmente dell’est. Le attenzioni delle due donne hanno fatto pensare all’uomo che quella fosse la sua serata fortunata. Le effusiuoni sono continuate fino a quando le due donne non hanno invitato l’adescato fuori dal locale per “approfondire” l’amicizia. Ina volta fuori le effusioni sono continuate fino a quando l’uomo si è accorto che la grossa catena d’oro che portava al collo era sparita. A quel punto ha purtroppo (per lui) capito quali erano le reali intenzioni delle due e minacciando di chiamare le forze dell’ordine, ha preteso che l’oggetto prezioso gli venisse restituito. Fallito il colpo le ragazza, invece, hanno battutto la ritirata in un’auto guidata da un uomo che l’attendeva. A lui, invece, oltre che riconoscersi sprovveduto (e troppo ottimista) non è toccato altro da fare che denunciare l’accaduto alla polizia. Agli agenti comandati dal vice questore Katia Basilico, sono già ricorsi altri uomini che “adescati” per le vie del centro da belle donne, si sono visti alleggeriti del portafogli durante gli amplessi sessuali. E’ facile ipotizzare, quindi, che nella città frentana sia operativo un gruppo di donne, protette da uomini, impegnate nell’individuare potenziali vitttime delle ruberie sessuali, scegliendoli, magari, tra chi, sposato o fidanzato, non avrebbe “interesse” a denunciare il furto.