Giorno: 11 settembre 2011

11 settembre 2011 0

A Cassino la sala operatoria con il contagocce riempie il reparto di ortopedia

Di redazione
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Quindici posti letto e la possibilità di usufruire della sala operatoria solamente una volta a settimana. E’ il reparto di ortopedia dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino i cui pazienti ricoverati sono sostanzialmente “parcheggiati” in attesa di un intervento. Per meglio capire quanto accade occorre fare un esempio. Se uno sfortunato si ferisce rompendosi un femore di domenica, deve necessariamente essere sottoposto ad un intervento chirurgico che a Cassino è possibile fare solamente il mercoledì quando la sala operatoria è a disposizione del reparto. Per quel giorno, però, esiste una lista di priorità ed essendo solamente quattro i medici chirurghi, se salta il turno, lo sfortunato dovrà aspettare il mercoledì prossimo ma, a quel punto, il suo periodo di ricovero avrà superato i dieci giorni con l’inevitabile spesa per la Asl e, ovviamente, avrà mantenuto occupato il posto letto togliendolo ad un altro che ne avrebbe ugualmente bisogno. Verrebbe da dire ecco perché gli ospedali sono sempre pieni. Basterebbe raddoppiare il numero del personale medico e paramedico a servizio delle sale operatorie per ridurre i tempi di ricovero accelerando le dimissioni, liberando così i posti letto prima, a tutto vantaggio di chi, oggi, è costretto a settimane di inutili degenze e anche a vantaggio di chi aspetta un ricovero. Ermanno Amedei

11 settembre 2011 0

Il Coisp in una lettera ai Presidenti delle Società di Calcio chiede soluzione per violenza negli stadi

Di admin

Dal Coisp riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta Ai Presidenti delle Società di Calcio e, per conoscenza, Al Presidente F.I.G.C., al Presidente Lega Calciatori e al Ministro dell’Interno: Pregiatissimi, anche questa stagione calcistica, pure se iniziata con ritardo, riproporrà il problema della violenza sistematica ed organizzata dentro e fuori gli stadi. Il prezzo sociale di questa degenerazione non si limita più ai danneggiamenti, ai danni materiali, già di per sé inaccettabili, ma sta diventando un costo in vite umane: negli anni non si contano più i feriti tra le Forze di Polizia ed i cittadini. Tutto ciò accade intorno al mondo delle vostre società, dei vostri investimenti milionari in calciatori e marketing. Le responsabilità oggettive, quelle che conducono al vertice di ogni forma di organizzazione, dovrebbero da tempo aver fatto cambiare le leggi, smosso le vostre coscienze, ma soprattutto i vostri investimenti. Dovete pagare per chi garantisce la vostra sicurezza e per chi rimane ferito a causa di ciò, non solo, come crediamo fermamente a titolo risarcitorio, ma anche e soprattutto per aumentare il livello di sicurezza delle Forze di Polizia, dovete pagare per le auto, per i mezzi di trasporto, per i gas lacrimogeni che vengono sparati nei piazzali degli stadi, per gli scudi, per i caschi e per le protezioni individuali. Soprattutto dovete agire perché dentro e fuori dagli stadi la sicurezza sia garantita da personale impiegato appositamente per quello scopo, ed i Poliziotti ed i Carabinieri possano tutti tornare a fare il proprio mestiere, non i guardiani degli scalmanati che aspettano le vostre partite di calcio per trasformarsi in vigliacchi criminali. Il COISP rappresenta migliaia di poliziotti che da anni vengono impiegati nei servizi di ordine pubblico per questi “eventi sportivi”, riportando poi a casa, quando va tutto benissimo, insulti e sputi. Di sicuro al termine di ogni partita rimane la consapevolezza di aver perso il proprio tempo a fare un lavoro squalificante, assurdamente mal pagato ed a tutto vantaggio di un sistema che, invece, ne ignora bellamente i sacrifici. Dove i calciatori “scioperano” invece di vergognarsi per i soldi che i vostri ingaggi gli assicurano. Solo un’altra categoria potrebbe “scioperare” con un uguale livello di stipendi e privilegi: i parlamentari italiani. E sarebbe ugualmente comico sentirli lamentarsi delle condizioni fiscali a cui i loro stipendi li “obbligano”. Rifiutiamo con forza l’idea che la violenza appaia “normale”, solamente perché ripetuta, sistematica, oltre a rimanere perlopiù impunita. Il COISP non vuole tollerare che questa realtà venga ignorata, nascosta nelle notizie brevi delle cronache giornalistiche. La violenza che vi circonda non può essere ulteriormente ignorata. Cosa avete intenzione di fare al riguardo? Franco Maccari Segretario Generale del COISP

11 settembre 2011 0

Incendi boschivi, flotta aerea dello stato in azione su 18 roghi

Di admin

Da questa mattina, i Canadair e gli elicotteri coordinati dal Servizio di Coordinamento Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale sono intervenuti a supporto delle squadre di terra su 18 roghi, distribuiti in quasi tutte le regioni del centro-sud. Cinque le richieste di intervento giunte dalla regione Calabria, due quelle pervenute rispettivamente da Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia, una richiesta a testa da Abruzzo, Puglia e Sicilia.

Grazie all’impegno dei piloti della Flotta Aerea dello Stato, oltre la metà dei roghi risulta al momento spenta o sotto controllo. Al momento, rimangono ancora attivi otto incendi, su cui stanno operando 8 Canadair, 6 aerei Fire-Boss e un elicottero S64. I piloti continueranno ad assicurare il lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di effettuare le operazioni in sicurezza.

E’ utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d’emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo.

11 settembre 2011 0

Venti tifosi della Triestina a Lanciano per la partita rispediti a casa perché senza tessera

Di redazione

Sono arrivati da Trieste senza Tessera del Tifoso e sono stati rispediti a casa senza dare loro la possibilità di assistere alla partita. E’ accaduto oggi a Lanciano dove circa 20 tifosi, dopo un viaggio di 800 chilometri, sono stati fermati all’ingresso dello stadio per controllo. Gli uomini della polizia di Lanciano, coordinati dal vice questore Catia Basilico, hanno applicato alla lettera la nuova direttiva relativa alla sicurezza negli stadi che impedisce ai tifosi residenti nella regione dalal quale proviene la squadra ospite, di non poter assistere alla partita se non in possesso della tessera del tifoso. Giunti Allo stadio a bordo di due piccoli pullman, agli agenti che chiedevano loro la tessera del tifoso, hanno risposto che per principio non avevano accettato quel provvedimento. Ermanno Amedei

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11 Settembre, circa 3000 morti e una crisi economica mondiale. A 10 anni ancora si contano i danni

Di redazione

Osama Bin Laden non c’è più, anche Saddam Hussein è stato vinto e Gheddafi è alle corde, ma il decennale dell’attacco terroristico all’America che si celebra oggi ci regala un mondo tutt’altro che tranquillo, tutt’altro che in pace devastato da una crisi economica che, secondo molti, poggia le radici proprio nelle decisioni che l’occidente prese dopo qulm terribile 11 settembre del 2001 quando gli aerei di linea United Airlines 175 e American Airlines 11 si conficcarono nel cemento e acciaio del World Trade Center di New York come lama calda nel burro. La densa e alta colonna di fumo, la gente che urlava e si gettava nel vuoto, poi i crolli con l’enorme nuvola di polvere che si alzò e oscurò il cielo come probabilmente accade solo durante una potente eruzione vulcanica. Sono scene viste in tv, raccontate sui giornali, o cliccate su internet migliaia di volte in tutto il mondo che nonni, padri, figli e nipoti dell’11 settembre 2001, non dimenticheranno mai. Un gruppo di 19 terroristi, quel giorno di dieci anni fa, allo scattare dell’ora “x”, presero il controllo di quattro aerei di linea. Due vennero fatti schiantare intenzionalmente sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, le famose Torri Gemelle, simbolo della potenza economica degli Stati Uniti causando, poco dopo, il collasso di entrambi i grattacieli. Un terzo aereo di linea controllato dai dirottatori si schiantò contro il Pentagono, simbolo della forza militare; il quarto aereo puntava al potere politico, al Campidoglio o la Casa Bianca a Washington. Solo in quest’ultimo caso, l’obiettivo non venne raggiunto. Il velivolo si schiantò vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), precipitato in seguito all’eroica reazione dei passeggeri a bordo, o abbattuto da un caccia intercettore dell’aeronautica militare americana. Tremila le vittime dei quattro attentati; 2.752 persone morirono a New York nel crollo delle torri gemelle, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. E il gigante Usa che sanguinò circa 3mila vittime reagì con la forza, con la guerra necessaria in Afghanistan e in Iraq, si disse, per evitare che la guerra arrivasse nelle case degli occidentali: Non sappiamo che mondo sarebbe oggi il nostro se quelle scelte non fossero state prese, nel nostro mondo, però, strapazzato da una crisi economica che mette a rischio la stabilità di intere nazioni e addirittura l’Unione della stessa Europa, in tanti si dicono convinti che quelle guerre, o meglio l’enorme spesa per sostenerle, abbiamo gettato sul lastrico prima gli Stati Uniti, poi, a catena, gli altri paesi alleati. Il terrorismo, quindi, dieci anni fa, colpì ancora più duro di quello che all’epoca sembrò. Ermanno Amedei