Giorno: 13 settembre 2011

13 settembre 2011 0

Minorenne in fin di vita a causa di un incidente stradale a Lanciano

Di redazione
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Un ragazzo di Torricella Peligna è ricoverato a Chieti nel reparto di rianimazione in prognosi riservata. Il minorenne è riamsto vittima di un incidente in località Sant’Onofrio a Lanciano, sulla terribile e temibile strada che porta ad Atessa. Il ragazzo, ieri sera, poco dopo le 22, in sella al suo scooter era fermo ad aspettare il suo turno all’incrocio per CastelFrentano. E’ stato in quel punto, secondo una ricostruzione fatta dagli agenti della polizia stradale del distaccamento di Lanciano, che una Mercedes condotta da un uomo di nazionalità albanese, lo ha centrato scagliandolo contro una seconda macchina. La Mercedes, invece, si è schiantata frontalmente contro una terza vettura. Ad avere la peggio, in tutto questo, è stato il minorenne che ha riportato ferite gravissime e, per questo, è stato prima ricoverato in ospedale a Lanciano, poi è stato trasferito a Chieti dove resta in prognosi riservata e ricoverato nel reparto di rianimazione. Ferito anche l’albanese e il conducente dell’auto contro cui si è schiantato. Per loro la prognosi è di 30 giorni.

13 settembre 2011 0

Rivendita di vernici in fiamme a San Vittore, proprietario soccorso da 118 – IL VIDEO

Di redazione

Fiamme in una rivendita di vernici a San Vittore del Lazio. L’allarme è stato lanciato intorno alle 21 e sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e un’ambulanza di Cassino. La situazione è seria e il proprietario dell’azienda è stato soccorso dagli operatori del 118 perché intossicato nel tentativo di arginare le fiamme. [flashvideo file=http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/wp-content/uploads/2011/09/14-9-2011-incendio-vernici-san-vittore.flv image=http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/wp-content/uploads/2011/09/video-incendio-sanvittore.jpg /] Er. Amedei

13 settembre 2011 0

Incidente nucleare in Francia, In Italia c’è il piano di emergenza nazionale

Di redazione

L’incidente industriale verificatosi ieri presso lo stabilimento Centraco nelle adiacenze del sito nucleare di Marcoule, nel sud della Francia, in uno dei forni utilizzati per fondere materiali metallici a bassa concentrazione di radioattività, ha nuovamente acceso l’attenzione dell’opinione pubblica sui possibili rischi causati dall’inquinamento radioattivo, fatto che non si verificato nella circostanza specifica. È utile ricordare che già nel 1986, a seguito dell’incidente nucleare di Chernobyl, il Dipartimento della protezione civile formulò il primo Piano Nazionale per le emergenze nucleari, integrato successivamente per identificare tutte le misure necessarie a fronteggiare eventuali incidenti in impianti nucleari oltre confine e assicurare la tutela della popolazione e dei beni in previsione di una possibile emergenza radiologica. Le ulteriori revisioni del Piano, che prevede l’individuazione dei mezzi e delle strutture nazionali e provinciali da impiegare in caso di emergenza, assicurano il continuo aggiornamento della pianificazione e della tempistica d’intervento, così da salvaguardare l’integrità della vita umana, dell’ambiente, dei beni e degli insediamenti, rispondendo alla funzione primaria di chi fa protezione civile. Il documento è redatto in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 121, comma 1, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifiche e integrazioni. L’ultima revisione è quella emanata con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2010 ed è elaborato sulla base degli studi effettuati prendendo a riferimento scenari incidentali relativi a due impianti particolarmente prossimi ai confini nazionali, Krško (Slovenia) e St. Alban (Francia): essa fa riferimento a situazioni più degradate di quelle assunte in precedenza per individuare le aree maggiormente a rischio in caso di rilasci transfrontalieri. Inoltre, tiene conto delle recenti disposizioni in materia di protezione civile e della normativa riguardante, in particolare, il ruolo di Regioni, Province autonome ed enti locali nella pianificazione di emergenza. Sulla base di quanto stabilito dal Piano, a seguito di un evento incidentale, il Dipartimento della protezione civile può attivare, presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), il Centro di elaborazione e valutazione dati (CEVaD) per valutare la situazione in atto e la sua possibile evoluzione, per stabilire l’andamento nel tempo e nello spazio dei livelli di radioattività nell’ambiente anche attraverso il sistema di calcolo ARIES (Accidental Release Impact Evaluation System, usato ipotizzando condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli) dell’Istituto stesso, per stimare il presumibile impatto dell’evento incidentale sulla popolazione e sull’ambiente e per fornire i dati tecnici alle autorità preposte alla diffusione dell’informazione alla popolazione. Proprio per un controllo continuo e automatico della radioattività in aria, l’ISPRA ha realizzato due reti di monitoraggio (reti REMRAD e GAMMA); entrambe le strutture sono collegate in tempo reale a un proprio Centro di Controllo, con sede presso il Centro Emergenze Nucleari dell’ISPRA, in grado di analizzare i risultati delle misure e di segnalare eventuali condizioni anomale al Servizio di reperibilità H24 dell’Istituto per le emergenze nucleari e radiologiche. Accanto a questa rete esiste quella per il rilevamento della ricaduta radioattiva del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco che ha il compito di rilevare e segnalare situazioni di pericolo radiologico, di acquisire le informazioni necessarie e fornire agli Enti interessati un autonomo contributo per le esigenze sanitarie e ambientali. Oltre a questi canali informativi nazionali, il sistema di allertamento e il flusso di comunicazione sono assicurati anche attraverso il sistema di notifica internazionale dell’International Atomic Energy Agency (IAEA) e il sistema di notifica in ambito comunitario dell’European Community Urgent Radiological Information Exchange (ECURIE). Sul sito del Dipartimento della Protezione civile, www.protezionecivile.gov.it, all’interno della sezione “Rischio nucleare” è pubblicato proprio l’ultimo aggiornamento del Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche con il relativo atto di approvazione, ovvero il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2010.

13 settembre 2011 0

Incendi boschivi, flotta aerea dello stato in azione su 17 roghi

Di admin

Sono 17 gli incendi che dalle prime luci dell’alba di stamani hanno richiesto l’intervento di Canadair ed elicotteri della Flotta aerea anti-incendio boschivo sulle regioni del centro-sud. Il maggior numero di richieste di intervento a supporto delle squadre di terra è pervenuto al Servizio di Coordinamento Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale dalla Regione Campania: cinque i roghi su cui hanno operato i velivoli.

L’intenso lavoro svolto dagli equipaggi dei mezzi aerei ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, fino a ora, 12 incendi. Al momento i piloti dei velivoli stanno operando su 5 roghi ancora attivi, rispettivamente in Calabria, Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria. Il lancio di estinguente sulle fiamme dei roghi ancora attivi continuerà ad essere assicurato finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.

E’ utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d’emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo.

13 settembre 2011 0

Fabbrica esplosa, i corpi delle vittime raccolti a Cassino. Domani iniziano le autopsie

Di redazione

I corpi delle sei vittime della’esplosione di ieri ad Arpino, sono stati raccolti oggi pomeriggio nell’obitorio di Cassino. Il sostituto procuratore Cerullo che coordina le indagini ha inteso raccoglierli tutti in un unico obitorio per poterli meglio far esaminare quando inizieranno le autopsie previste per domani, quando arriveranno due medici legali da Roma che impiegheranno due giorni per ultimare il loro lavoro. Ermanno Amedei Foto Alberto Ceccon

13 settembre 2011 0

Fabbrica esplosa, i dispersi salvi perché non erano nello stabilimento – NUOVE FOTO

Di redazione

Una tragedia immane, quella che si è consumata ieri a Carnello di Arpino e che ha visto sei persone perdere la vita mentre lavoravano. Ritrovati in vita, ieri sera, anche i cinque operai che nel pomeriggio risultavano dispersi e si temeva per la loro sorte. Per loro fortuna, invece, ieri pomeriggio non lavoravano ed erano quindi lontani dallo stabilimento che produceva fuochi d’artificio. Alle 15 circa, quando cioè qualcosa è andato storto e l’esplosione di una gran quantità di polvere pirica ha raso al suolo lo stabilimento, hanno perso la vita Giuseppe Cancelli, 70 anni, proprietario dell’azienda e i suoi due figli Claudio e Giovanni di 40 e 45 anni. Deceduti anche Francesco Lorini, Enrico Battisti e Giulio Campoli 41 anni di Veroli. Quest’ultimo era nello stabilimento per caso. Oggi l’area devastata resta sotto sequestro e al vaglio degli investigatori dei carabinieri che hanno il difficile compito di risalire alle cause del disastro. Intanto il sindaco del comune di Arpino ha proclamato il lutto cittadino per i giorni del funerale. Ermanno Amedei Foto Alberto Ceccon

13 settembre 2011 0

Arpino, Maruccio (IdV): “Inconcepibile morire mentre ci si guadagna da vivere”

Di admin

“A nome del partito che rappresento nel Lazio, desidero far giungere alle famiglie delle vittime dell’incidente di Arpino il cordoglio e la vicinanza dell’Italia dei Valori.”. Lo dichiara in una nota il segretario regionale Idv, Vincenzo Maruccio. “Dopo lo sgomento per la tragedia, occorre riflettere profondamente sulle misure di sicurezza da adottare e far rispettare seriamente sui luoghi di lavoro – conclude Maruccio – specie quelli a più alto rischio. E’ inconcepibile che si possa morire mentre ci si guadagna da vivere.”

13 settembre 2011 0

Tenta il suicidio dal balcone, salvato dai carabinieri

Di admin

La scorsa notte, a Trivento (CB), un 38enne del luogo, già sofferente di crisi depressive acuite da difficoltà economiche, dopo essersi legato una corda al collo ed attaccato l’altra estremità alla ringhiera del balcone della propria abitazione, telefonava al 112 minacciando di lasciarsi cadere; il tempestivo intervento di due militari della locale Stazione Carabinieri impediva il compimento dell’insano gesto. L’uomo veniva poi ricoverato al reparto psichiatria dell’ospedale del capoluogo molisano.