San Raffaele, Cuozzo (Ugl): “Regione intervenga per richiamare Gruppo al rispetto dell’accordo”

27 settembre 2011 0 Di admin

Dall’Ugl Sanità Roma e Lazio riceviamo e pubblichiamo:

“Chiediamo alla Regione Lazio di richiamare il Gruppo San Raffaele al rispetto degli impegni presi, e sottoscritti con l’accordo dello scorso 28 luglio, per la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

A lanciare l’appello è il segretario regionale dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, in seguito alla decisione del management aziendale di recapitare, con raccomandata a mano, 257 lettere di licenziamento ai lavoratori della casa di cura San Raffaele di Velletri.

“Un vero atto di irresponsabilità – commenta il sindacalista – che crea ulteriori allarmismi tra i lavoratori, in una situazione già di per sé critica”.

“Abbiamo più volte manifestato la nostra disponibilità a discutere il ricorso agli ammortizzatori sociali – spiega Cuozzo – in attesa che la Asl Rm H ultimasse le verifiche sulla struttura di Montecompatri e desse il via libera al trasferimento dei posti letto e del personale della casa di cura di Velletri, ma la proprietà del San Raffaele, con la collocazione in mobilità dei lavoratori, ha dimostrato chiusura verso ogni tipo di proposta”.

“Con le sue decisioni – sottolinea il sindacalista – il Gruppo disattende quanto stabilito dal dca 62 in materia di salvaguardia dei livelli occupazionali. Secondo le norme contrattuali nazionali vigenti infatti i lavoratori, come più volte ribadito, non devono essere licenziati, in quanto facenti parte di una Spa, ma ricollocati nelle altre strutture del Gruppo. Inoltre, – continua – nel caso di mancata o ritardata apertura della clinica di Montecompatri crediamo che il personale possa essere trasferito in altre strutture di Roma e dintorni. A tal fine abbiamo richiesto le dotazioni organiche, per poter veicolare la mobilità del personale secondo quanto stabilito dal ccnl e dal decreto 8 in materia di requisiti di strutture private per l’accreditamento”.

“E’ ora più che mai urgente – conclude il sindacalista – che la stessa Regione si unisca ai nostri reclami affinché il Gruppo rispetti gli impegni precedentemente presi”.