Serie A: Una tripletta di Cavani stende il Milan e il Napoli vola in testa alla classifica

19 settembre 2011 0 Di redazionecassino1

Ancora una serata da dimenticare per il calcio milanese. Ieri sera il Napoli di Mazzarri stende i rossoneri del Milan con una tripletta di Cavani. Il Milan si perde sul più bello, il Napoli lo travolge con le sue ripartenze fulminanti e mette le mani sul bottino del posticipo del San Paolo. Un Napoli che vola sulle ali dell’entusiasmo, e dopo il bel pari di Manchester  fa un’altra scorpacciata di consapevolezza dei propri mezzi mettendo al tappeto i campioni d’Italia, che pagano invece a caro prezzo le pesanti assenze, la condizione non ottimale di chi sta giocando più spesso e la serata storta di Pato e Cassano, impalpabili là davanti. Partenopei in cima alla classifica con Juventus e Cagliari, Milan che conta già cinque gol subìti i due partite e che ha davanti ancora almeno due settimane di piena emergenza.

Mazzarri può schierare il suo 3-5-2 titolare, Allegri sceglie Aquilani trequartista e preferisce Antonini a Bonera sull’out sinistro difensivo. Il Milan gioca, ma fatica a trovare soluzioni offensive zavorrato dal duo d’attacco, con un Cassano quanto meno volenteroso ma comunque poco incisivo ed un Pato assolutamente irriconoscibile. Il Napoli sembra irretito dalle trame del Milan e capisce in fretta di dover approfittare al meglio delle occasioni che si presentano in contropiede. Ad inizio ripresa il Napoli chiude la gara; protagonista ancora Cavani, lestissimo a scaricare in rete di sinistro al volo la respinta di Nesta sul cross da destra per andare poi sotto la curva a festeggiare col pubblico in delirio la tripletta personale. Allegri prova a ridare sprint al Milan incerottato con Antonini ed Emanuelson per Bonera e Van Bommel, ma le idee si annebbiano e l’incisività ne risente ulteriormente. L’unica nota lieta è l’esordio del giovane El Shaarawy, che prova a dialogare nell’ultimo quarto d’ora con Pato e Cassano e chiama anche in causa De Sanctis. E’ invece il Napoli a sfiorare in un paio di occasioni il poker con Dzemaili e Lavezzi fino al triplice fischio conclusivo di Tagliavento.