Giorno: 11 ottobre 2011

11 ottobre 2011 0

Controllo del territorio: intensificati i servizi nel capoluogo

Di admin
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Sempre alta la guardia del Questore Giuseppe De Matteis contro ogni possibile forma di reato nel capoluogo.

Per una risposta ancora più incisiva contro il crimine ieri sono giunte da Roma, in ausilio agli uomini della Sezione Volanti della Questura, anche pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Lazio.

I risultati non si sono fatti attendere: 15 i posti di controllo effettuati dagli agenti sul territorio cittadino, nel corso dei quali sono state identificate circa 200 persone nonché verificata la regolarità di 165 veicoli. 30 le contravvenzioni al codice della strada elevate, 5 i documenti di circolazione ritirati.

Nel corso dei controlli un trentacinquenne frusinate è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica mentre una coppia del cassinate è stata sottoposta alla procedura amministrativa per l’emissione del foglio di via obbligatorio dal comune di Frosinone in quanto a loro carico sono emersi numerosi precedenti penali inerenti in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il pattugliamento delle strade cittadine ha consentito il rinvenimento in via Valle Fioretta di una Fiat Uno rubata sabato scorso alla stazione ferroviaria di Frosinone dove il proprietario l’aveva posteggiata.

11 ottobre 2011 0

Fiat, l’abate di Montecassino preoccupato per lo stabilimento Cassinate

Di redazione

«Di fronte alle notizie preoccupanti che giungono dalla stampa non solo locale ma ora anche nazionale sulle prospettive dello stabilimento Fiat di Cassino, non si può tacere o rimanere inerti». Così si legge in una nota dell’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli che prosegue: «Desidero esprimere tutta la mia preoccupazione per il futuro dello stabilimento e con esso dei lavoratori e dell’economia locale. Appena un anno fa, in un convegno a Montecassino sulla situazione giovanile e in particolare sulla “generazione NEET”, il presidente del Gruppo Fiat John Elkann, dopo aver visitato lo stabilimento, lo definì “uno stabilimento importante, di cui siamo orgogliosi per come vi si svolge il lavoro, dove sono state prodotte ben sessantamila nuove idee”, aggiungendo: “L’obiettivo dello stabilimento cassinate è la medaglia d’oro per il lavoro e la qualità dei prodotti”. Questo dichiarò il 4 novembre 2010. Si capisce che la situazione oggi è cambiata, tuttavia faccio appello a chi ne ha la responsabilità, a garantire un futuro alla Fiat di Cassino e ad avere la massima attenzione per un territorio già messo a dura prova da problemi economici e dalla piaga della disoccupazione, ma dove i lavoratori hanno dimostrato un impegno, basato su professionalità e senso di responsabilità, ampiamente riconosciuto e apprezzato, rivelandosi risorse umane indispensabili per la ripresa. Desidero infine – conclude la nota – esprimere la mia vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie, per i quali auspico soluzioni positive e condivise».

11 ottobre 2011 0

Fuochi pirotecnici stoccati senza precauzioni, denunciato titolare di un esercizio commerciale

Di redazionecassino1

I Carabinieri coadiuvati da personale specializzato dei Vigili del Fuoco di Frosinone, nell’ambito del servizio di contrasto alle violazioni normative in materia di vendita e stoccaggio di prodotti esplodenti, coordinati dal Comando Provinciale di Frosinone, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone un 40enne residente a Ferentino. L’uomo, titolare di un esercizio commerciale di vendita di materiali esplodenti, é  stato ritenuto responsabile di “ commercio abusivo ed omessa denuncia di materie esplodenti”. Nel corso dell’ispezione al citato esercizio, i militari dell’Arma,  rinveniva prodotti pirici stoccati in violazione delle prescrizioni previste nell’autorizzazione Prefettizia. Nella circostanza, venivano sequestrati circa 2 KG di prodotti pirici illegalmente detenuti.

11 ottobre 2011 0

Sversavano liquami, denunciati dai Carabinieri tre dirigenti di una nota azienda

Di redazionecassino1

I Carabinieri della Stazione di Anagni e del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone, coadiuvati da tecnici dell’ARPA Lazio di Frosinone, a conclusione di una complessa e prolungata attività investigativa avviata in seguito alla presenza dei esalazioni maleodoranti in località Villamagna e finalizzata anche al monitoraggio del fiume Sacco, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone tre dirigenti di un noto stabilimento della zona. I tre sono ritenuti responsabili a vario titolo di “gestione illecita di rifiuti speciali” nonché di  “esercizio dello stabilimento ed utilizzo di fanghi in agricoltura in violazione delle prescrizioni impartite da specifiche autorizzazioni amministrative”.

11 ottobre 2011 0

Rubano del carburante da un autocarro, arrestati due giovani rumeni

Di redazionecassino1

La scorsa notte i Carabinieri, nel corso di un servizio  coordinato per il controllo del territorio, finalizzato a contrastare la commissione dei reati predatori, hanno tratto in arresto nella  flagranza del reato di “furto aggravato” due giovani rumeni, aventi rispettivamente 20 e 19 anni. I due giovani venivano sorpresi dai militari dell’Arma  mentre asportavano del gasolio  da un autocarro intestato ad una società del Capoluogo.  Nel medesimo contesto operativo sono state recuperate sei taniche plastica da 25 litri ciascuna per un totale di 130 litri di carburante. Dopo le formalità di rito, i due giovani sono stati trattenuti in attesa dell’udienza per il rito direttissimo.

11 ottobre 2011 0

Goletta Verde, Legambiente Lazio: “Nuovo cemento dei porti minaccia le coste”

Di admin

Ben 10mila nuovi posti barca in porti e approdi turistici vecchi e nuovi rischiano di piombare nei prossimi anni nel Lazio, raddoppiando gli attuali 8mila. Porti praticamente ovunque, senza porsi il problema della cementificazione del litorale, del peggioramento della qualità delle acque del mare, della profonda modificazione delle correnti marine e quindi del peggioramento dei fenomeni di erosione costiera. E’ questo l’allarme lanciato questa mattina da Legambiente Lazio, in anteprima durante la trasmissione Buongiorno Regione del TGR Lazio, collegata con la Goletta Verde ad Anzio.

Proprio ad Anzio (Rm), è stato di recente approvato il progetto del nuovo porto da 791 posti barca; a Fiumicino (Rm) sono per ora fermi i lavori del nuovo Porto della Concordia realizzato in piena zona di esondazione a rischio R4 della foce del Tevere con ben 1.445 posti barca; sempre a Fiumicino, il 10 ottobre, è scaduto il bando che prevede anche un nuovo Porto Commerciale; a Ostia sono pronti a partire i lavori per portare i posti barca a 1.400; pericolo anche a Rio Martino (Lt), dove il porto sarà realizzato addirittura con risorse pubbliche della Regione (6,4 milioni di euro) e della Provincia di Latina (2,5 milioni); a Formia (Lt), si attende un nuovo diluvio di cemento del nuovo porto turistico “Marina di Cicerone” da 628 posti barca; a San Felice Circeo (Lt), grazie ai Tribunali sembrava essere scritta la parola fine sul raddoppio del Porto Turistico, ma con la scusa del “completamento funzionale del porto”, sono diversi i nuovi progetti che amplierebbero gli attuali 250 posti barca aggiungendone 100, 243 o 328 nel peggiore dei casi.

“Siamo molto preoccupati, un diluvio di nuovo cemento minaccia le coste del Lazio, serve più equilibrio e attenzione, si rischia di peggiorare la qualità delle acque e di ridurre le aree balneabili compromettendo il futuro del mare e del turismo -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ciò che preoccupa di più è la cieca volontà di andare avanti con progetti inutili, in nome di un guadagno tutt’altro che certo: basta pensare che uno degli studio degli industriali della nautica affermava già diverso tempo fa che, senza aggiunger un metro cubo di cemento in più sulle coste italiane, si sarebbero potuti realizzare ben 39mila nuovi posti barca semplicemente riorganizzando, ristrutturando e adeguando i bacini esistenti.”

E’ infinito l’elenco dei porti che si vorrebbero costruire. A Ladispoli (Rm) il 24 ottobre si analizzeranno i progetti presentati in conferenza dei servizi per un nuovo porto turistico (con annesse residenze probabilmente). Problemi anche sulle isole pontine: a Ventotene da diverso tempo è previsto un aumento di 150 unità nautiche, passando così da 30 a 180 posti, mentre a Ponza, sembra fermo il progetto di nuovo porto turistico a Cala dell’Acqua da 500 imbarcazioni, che si aggiungerebbe all’ampliamento dell’attuale porto turistico (450 posti). E dulcis in fundo, a Civitavecchia dal 2006 un progetto di massima, ipotizza un nuovo “Terminal Cina”, con una cassa di colmata di 3.000.000 di metri cubi per una banchina lunga 1,7 km e larga tra i 400 e i 600 m, per una superficie di 1.000.000 di m², coronata in mare aperto da un nuovo antemurale di quasi 2 km. Opere faraoniche che aggraverebbero il rischio idrogeologico e aumenterebbero l’effetto erosivo già fortemente presente sulle coste del Lazio.

“Ottomila posti barca rischiano di diventare in pochi anni quasi 18mila, cementificando pezzi importanti delle coste del Lazio e minacciando le correnti marine e quindi peggiorando l’erosione -commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Porti costruiti in situazioni ambientali delicate, che troppo spesso si accompagneranno a case e centri commerciali. Ben 63 chilometri di coste laziali sono interessate da fenomeni di erosione, il 23% del totale, come confermano anche ricerche internazionali, nuove impattanti cementificazioni le metterebbero ancora più a rischio.”

11 ottobre 2011 0

I livelli di BPA negli esseri umani sono di gran lunga superiori di quanto si pensasse

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Nuovi studi rivelano che i livelli di BPA sono di gran lunga superiori negli esseri umani di quanto precedentemente supposto, causando grande preoccupazione per ciò che è stato minimizzato dal settore del packaging come un falso allarme. Il BPA, o bisfenolo-A, è un mattone fondamentale nella sintesi di plastiche e additivi plastici. Sospettato di essere dannoso per l’uomo sin dagli anni trenta, i dubbi sull’uso del BPA hanno avuto risalto sui media nel 2008, quando molti governi, a partire dalla stessa Unione Europea, hanno effettuato studi sulla sua sicurezza e alcuni venditori hanno tolto dal mercato i prodotti che ne contenevano. In particolare il BPA presente negli imballaggi in plastica e dei rivestimenti dei cibi in scatola, sarebbe causa di tumori e disturbi dello sviluppo, tra cui difficoltà di apprendimento, deficit di attenzione, e deformazioni degli organi sessuali, soprattutto nei neonati. La ragione di tanto deriverebbe dai motivi storici per cui il BPA fu sintetizzato. Originariamente, infatti, fu sviluppato negli anni ’30 come una versione sintetica dell’ormone estrogeno femminile e per tali ragioni sarebbe una sostanza chimica che interferirebbe con il sistema ormonale negli animali, uomo compreso. Negli Stati Uniti, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), l’Agenzia per la prevenzione ed il controllo delle malattie, stima che oltre il 90% delle persone negli Stati Uniti sono cronicamente esposti a BPA oltre 3000 volte il livello giornaliero massimo stabilito dai rapporti della FDA (Food and Drug Administration) l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Secondo alcuni, questa differenza incredibile deriverebbe dal fatto che le norme FDA avrebbero ignorato oltre 100 sperimentazioni e studi credibili ed indipendenti, diversi da loro. V’è da dire sul punto che, purtroppo, gran parte delle più recenti ricerche e analisi sulle sostanze chimiche negli alimenti è stata condotta dalle società stesse che li producono, o da laboratori indipendenti assunti e ben remunerati per concludere che non ci sono “prove sufficienti di livelli dannosi per gli esseri umani”. L’FDA e la CDC, hanno molto spesso utilizzato il criterio che ciò che uccide i topi in laboratorio non può avere lo stesso effetto sugli esseri umani, ma in questo caso centinaia di test effettuati sugli esseri umani hanno rivelato il contrario. La presenza del BPA sulle etichette negli USA è evidenziata sia sul lato o sul fondo delle bottiglie in numeri neri o chiari, di solito all’interno del segnale distintivo dei beni riciclati formato da frecce circolari. Il numero “2” indica che il cibo è contaminato da alluminio e polietilene, mentre il numero “7” significa che è contenuto BPA nel vostro contenitore in policarbonato. Da segnalare che a peggiorare i livelli di contaminazione sono anche i tempi nei quali gli alimenti o le bevande sono contenute all’interno di imballaggi: se le bottiglie, lattine o contenitori in generale sono stati sullo scaffale del supermercato per mesi, allora i livelli tossici di BPA sono superiori, e molto spesso, purtroppo non è dato sapere l’età del prodotto perché su alcuni non vi è l’obbligo di conoscere da quanto tempo sono inseriti in quel determinato contenitore. Inoltre, se la plastica è sottoposta a processi di riscaldamento, le tossine vengono rilasciate nell’alimento in maniera maggiore, così come i cibi in scatola sono spesso sterilizzati a temperature alte e quindi il livello di BPA rilasciata in questi alimenti è spaventoso, mentre per le lattine di metallo non vi è alcun obbligo di indicare la presenza di BPA. Anche alla luce del Rapporto 2008 sull’Accertamento del Rischio dell’Unione Europea aggiornato sul bisfenolo A, pubblicato nel giugno 2008 dalla Commissione Europea, che ha concluso che i prodotti a base di bisfenolo A, come il policarbonato e le resine epossidiche sono sicure per i consumatori e l’ambiente quando usate correttamente, Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene doveroso suggerire di acquistare, quando possibile prodotti contenuti nel vetro o di verificare che l’imballaggio non presenti tale composto, ricordando che il 25/11/2010 l’UE ha già messo al bando i biberon contenenti bisfenolo (http://www.babygreen.it/2010/11/lue-mette-al-bando-i-biberon-con.html) e che la produzione di biberon con bisfenolo A è stata vietata a partire dal primo marzo 2011, mentre la loro commercializzazione e importazione a partire dal 1 giugno 2011.

11 ottobre 2011 0

Liberi i marinai della nave italiana Montecristo, sequestrata da pirati somali. Blitz delle forze britanniche

Di redazionecassino1

Un blitz condotto dalle forze britanniche per liberare i marinai – 23 in tutto, 7 connazionali – della nave italiana “Montecristo” è riuscito. La decisione dell’operazione militare è stata presa a seguito di un colloquio tra il ministro italiano Ignazio La Russa e quello inglese Liam Fox. Le forze inglesi erano in una nave vicina e sono entrate in azione, presumibilmente al largo dell’Oman. I marinai italiani si erano asserragliati nella cittadella del cargo e avrebbero mandato un messaggio in una bottiglia che è stata raccolta da una nave statunitense e questa informazione avrebbe reso possibile l’operazione.

 

11 ottobre 2011 0

Fiat, Tedeschi (IdV): “Coinvolgere tutti su politica industriale”

Di admin

Dall’Ufficio Stampa Gruppo IdV riceviamo e pubblichiamo: “Ogni piano industriale di sviluppo, quindi suppongo anche il piano di FIAT Auto le cui ricadute sono altresì su Cassino, viene elaborato sulla base dell’analisi della stima della domanda del mercato di riferimento. E’ da questo dato cruciale che si elabora poi tutto il resto tra cui il piano delle risorse comprensivo del piano del personale che sarà impiegato sulle linee di produzione. Quando la stima della domanda di mercato non è rispondente alla domanda reale di auto, sono diverse le analisi che si possono effettuare, tra cui: i potenziali acquirenti rinunciano all’acquisto a causa della crisi economica, le auto prodotte non soddisfano le esigenze dei clienti che si indirizzano verso altre case automobilistiche. La mancata richiesta, rispetto alla stima iniziale, delle auto prodotte nello stabilimento FIAT di Cassino è sicuramente motivo di analisi per i vertici aziendali, ma allo stesso tempo i lavoratori chiamati in cassa integrazione, le parti sociali e, non da ultimo, i vari livelli delle istituzioni sono, a diverso livello, soggetti che non possono non prendere parte a quest’analisi. Nel rispetto massimo dei ruoli di ciascuno, i livelli occupazionali interni sono sicuramente gestiti dai vertici, ma considerato l’impatto sociale della crisi non si può non coinvolgere tutti gli attori sulla scena. Sussiste una responsabilità sociale, in particolare per la grande azienda che la chiama a dover coinvolgere tutti coloro i quali devono occuparsi, chi per compito chi per missione, di dare risposte occupazionali ai cittadini. Non ci dimentichiamo qual è il primo articolo della nostra Costituzione: il lavoro è l’elemento fondante della nostra repubblica democratica. Affinché questo si realizzi bisogna avere il coraggio di sentirsi soggetto sociale oltre che privato, solo così si afferma lo spirito democratico. Se per pure scelte di profitto, sia pur legittime giuridicamente, le errate valutazioni in fase di elaborazione di business plan strategico, vengono gestite con il ricorso agli ammortizzatori sociali, bisogna avere anche un’ulteriore dose di coraggio per restare seduti ai tavoli di Confindustria. Comportamento deplorevole far appello all’art. 8 di una manovra redatta da un governo in fuga.” Lo dichiara in una nota il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Anna Maria Tedeschi.

11 ottobre 2011 0

Crisi VIDEOCON: I sindacati giovedì dal Prefetto

Di redazionecassino1

La crisi della Videocon di Anagni torna all’attenzione del prefetto di Frosinone. Giovedì mattina le organizzazioni sindacali saranno ricevute dall’autorità di governo per affrontare la difficile situazione della fabbrica con 1.300 lavoratori in cassa integrazione fino a dicembre. In questi giorni altri sessanta lavoratori(in tutto sono 180) sono stati condannati dal tribunale di Frosinone per aver occupato l’autostrada Roma-Napoli. Al prefetto sarà consegnata una lettera-appello a Napolitano.