Giorno: 22 ottobre 2011

22 ottobre 2011 0

Guerriglia a Roma, arrestato a Chieti il black block che ha incendiato il blindato dei carabinieri

Di redazione
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È originario di Benevento, risiede a Riano Irpino e studia a Chieti il 23enne arrestato oggi dai carabinieri del Ros accusato di essere l’incendiario del blindato dei carabinieri distrutto sabato scorso nel corso della manifestazione degli Indignatos a Roma. Le sue iniziali sono L. V. e oggi è stato tratto in arresto mentre, a bordo dell’auto di un suo amico, si stava dirigendo in stazione per salire su un treno che lo avrebbe portato in Val di Susa per la manifestazione “no tav”. Un vero professionista, quindi, inchiodato da una telefonata. I militari, infatti, stavano indagando sulle attività di uno spacciatore quando al telefono di quest’ultimo, il giovane molisano si sarebbe vantato dell’eroico gesto compiuto sabato scorso. “Hai visto cosa ho fatto sabato”, avrebbe detto L.V. allo spacciatore raccontando l’episodio. Questo fatto, unitamente ad alcuni fotogrammi ricavati da immagini registrate nel corso del corteo e dei disordini, lo avrebbero inchiodato alle sue responsabilità.

22 ottobre 2011 0

No Tav, A.S.La COBAS paretciperà alla manifestazione del 23 ottobre

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo:

Una delegazione dell’A.S.La COBAS parteciperà alla manifestazione del 23 ottobre in Val di Susa, con centinaia di lavoratori e lavoratrici provenienti da ogni parte di Italia

I manifestanti parteciperanno pacificamente con il motto “A mani nude, a volto scoperto, a testa alta”, l’obiettivo è quello di “tagliare le reti che vedono la Val Susa ostaggio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla cultura”. I manifestanti si ritroveranno alle 10.30 a Giaglione, in cui ci sarà un punto di ristoro che minuto per minuto aggiornerà su quanto accade in Val Clarea, per poi partire verso il luogo della manifestazione.

22 ottobre 2011 0

Rubano ricambi meccanici ed elettrodomestici da una cava di inerti, arrestati dai carabinieri

Di admin

A Sant’Elia Fiumerapido i carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto nella flagranza di reato per “furto aggravato in concorso” due 40enni, uno del luogo ed uno di Vallerotonda. I predetti, venivano bloccati a bordo delle proprie autovetture subito dopo aver asportato ricambi meccanici, elettrodomestici, materiale elettrico e da lavoro dall’interno di uffici, magazzini e officina di una locale cava di inerti, ove si erano introdotti dopo aver tagliato una parte della recinzione esterna e forzato porte e finestre dei predetti locali.

La refurtiva, del valore complessivo di Euro 8.000.,00 circa, veniva interamente recuperata e restituita all’avente diritto. Gli arrestati, ad espletate formalità di rito, venivano associate presso la Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’A.G.

22 ottobre 2011 0

“Il Mondo Spalle al Muro”, l’economia globale sull’orlo del baratro. Ne parliamo in una nuova rubrica

Di redazione

I nodi al pettine sembrano essere arrivati e i segnali ci sono tutti. L’insofferenza della gente, o meglio la loro preoccupazione per un futuro che sembra non essere più incerto, ma addirittura indirizzato verso il baratro, genera malumori che tendono ad accorpare sempre più classi sociali medio basse contro una minoranza fatta di politici e dirigenti che sembrano non capire la pericolosità del momento. Il molti pensano che il sistema sembra essere arrivato ad un punto di rottura e, con una nuova rubrica “Il Mondo Spalle al Muro” affidata a Massimiliano (Max) Latempa, Il Punto a Mezzogiorno apre uno spaccato sull’argomento invitando i lettori ad intervenire con il proprio punto di vista.

22 ottobre 2011 0

Febbre West Nile: salgono i casi di contagio in Italia

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Salgono i casi del contagio da febbre del West Nile (o virus del Nilo occidentale) in Italia. Ai 10 casi rilevati nelle settimane scorse se ne sono aggiunti tre degli ultimi giorni. Lo rende noto Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. L’Ue ha confermato 89 casi di febbre West Nile umana nei paesi dell’Unione, di cui 66 casi in Grecia, 13 casi in Italia di cui 1 a Belluno, 1 in Provincia di Olbia, 3 in Provincia di Oristano, 6 in Provincia di Treviso, 1 in Provincia di Venezia, 1 in Provincia di Pisa e 10 in Romania. Nei paesi vicini, sono stati dichiarati 149 casi: 2 in Albania, 2 nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, 121 nella Federazione russa, 3 in Turchia e 21 in Israele. Dall’ultimo aggiornamento del 13 ottobre, la Francia ha segnalato un caso di infezione neuroinvasive West Nile importato in seguito ad un viaggio in Grecia. La Prefettura di Aitoloakamania, un’area senza precedenti casi clinici, è stata identificata come il luogo di esposizione (informazioni dalla Grecia). Ulteriori informazioni sull’infezione West Nile in umani sono disponibili dall’Ellenica Center for Disease Control and Prevention. Ulteriori informazioni sull’infezione West Nile nella prefettura di Prevesa sono disponibili presso l’ Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE). L’Italia ha riferito confermando 2 nuovi casi di infezione neuroinvasive, uno da una nuova provincia, Olbia e l’altro da una provincia con precedenti casi clinici, Oristano. Ulteriori informazioni sull’infezione West Nile in equidi nelle province di Cagliari, Crotone, Gorizia, Messina, Matera, Oristano, Pordenone, Treviso, Udine e Venezia sono disponibili dall’OIE e dal bollettino dell’Istituto G. Caporale. Nei paesi limitrofi, la Federazione russa ha riferito confermando 5 nuovi casi umani ad Astrakan (3 casi) e Voronezhskaya (2 casi) oltre un precedente caso.

22 ottobre 2011 0

Gheddafi, mistero sulla sua morte e sul tesoro disseminato nel mondo. Il figlio fuggito in Niger

Di redazione

Di cosa sia morto realmente Muammar Gheddafi, sembra essere il primo mistero che rimarrà nella nuova Libia fatta dagli insorti. Il corpo del Colonnello non sarà sottoposto a nessuna autopsia per volere dei militari del Consiglio di Misurata. Immagini registrate al momento della cattura del rais dimostrerebbe che lo stesso era ancora vivo quando è finito nelle mani degli insorti e che, quindi, sarebbe morto dopo, probabilmente giustiziato. Una falsa partenza per chi sostiene di voler portare la democrazia in Libia. Intanto si fanno i conti del suo tesoro disseminato nelle banche di tutto il mondo. Pare siano 100 miliardi di dollari quelli che Gheddafi aveva fatto uscire dal suo Paese e depositati negli Usa (37 miliardi), in Europa (30 miliardi) e in altri continenti. Secondo il Los Angeles Times, invece, il rais di Tripoli aveva un portafogli di oltre 200 miliardi di dollari. Soldi che dovrebbero tornare in patria, almeno quelli che si troveranno. Verso la salvezza, invece, sta correndo Saif al Islam, il figlio di Gheddafi, che sembra essere riuscito a superare il confine con il Niger, mentre, la figlia e la moglie del Colonnello hanno trovato rifugio in Algeria ma, solo provvisoriamente. Ermanno Amedei

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De Angelis all’Hefeng Creative Square del Fashion Expo in Cina

Di admin

Nell’ambito del Fashion Expo che si sta svolgendo in questi giorni a Ningbo (Cina) è stato inaugurato, con la partecipazione dell’on. Francesco De Angelis, l’Hefeng Creative Square, all’interno del quale sarà ospitato, in modo permanente, Dedalo International, importante centro italiano di design. “Ho accolto con vero piacere l’invito a partecipare” – ha dichiarato l’on. Francesco De Angelis – “Un’iniziativa meritevole, utile a rafforzare ancora di più gli scambi economici, culturali e artistici fra Italia e Cina. Una grande opportunità per crescere insieme, la nostra creatività e la forza economica cinese. L’Italia guarda con interesse e simpatia alla Cina e lo dimostra anche la presenza di una delegazione del Comune di Firenze, gemellata con la Citta’ di Ningbo, alla quale e’ stata donata una riproduzione del David di Michelangelo”. Interessante l’intervento del vice presidente del congresso cinese, on. Lu Yong Xiang, che ha sottolineato l’importanza di coniugare tradizione e  innovazione, e la necessità di un  rapporto sempre più stretto tra università e impresa. Nel corso della missione l’on. De Angelis, accompagnato dal presidente nazionale di Assortisti-Confesercenti, Gabriele Altobelli, e dall’amministratore delegato di Dedalo Huang Yanting, ha incontrato: il sindaco di Ningbo (una città che conta circa 6 milioni di abitanti) Liu Qi, poi due dei sette vice sindaci, il segretario politico del distretto di Chen Lixing (una delle  personalità più’ influenti di Ningbo e membro del comitato centrale di Pechino) e una serie di altri numerosi incontri di carattere politico e istituzionale.

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Ma questa Europa chi l’ha mai chiesta?

Di admin

Caro direttore è da molto tempo che mi inviti a tenere sul tuo giornale web una rubrica che si occupi di economia. Quindi eccomi qua. Crollano le borse, le banche falliscono o vengono salvate, il mondo occidentale conosce la sua fragilità. Il mondo occidentale siamo noi, cioè il miliardo di persone che abitano in Europa e Stati Uniti. Non so se la gente si sia ormai accorta che siamo dentro una guerra. Le due guerre mondiali furono combattute mandando al massacro milioni di soldati. Questa si sta combattendo con le armi globalizzate del potere sovranazionale. Ma i soldatini da mandare al massacro, quelli ci sono sempre. E siamo noi. E’ la gente che perde il lavoro, che perde gli investimenti, che non ha piu’ il welfare promesso e non avrà piu’ la pensione. Non avrà più quindi la sua vita. Dal 1861 in poi, questa è la prima generazione che non riuscirà a migliorare le proprie condizioni di vita rispetto a quella dei propri genitori. Anzi la situazione si prospetta come un peggioramento tale che riporterà gli italiani agli anni 40. Ma questa guerra che cos’è? Ci è stata dichiarata come a Pearl Harbour. Solo che stiamo ancora attendendo l’ ambasciatore giapponese con il foglio di carta in mano. Qualcuno fa risalire l’ origine di tutto alla famosa apertura di Reagan alla Cina di Den Xiao Ping, negli anni 80. Per contrastare l’ Unione Sovietica, gli USA stipularono accordi commerciali con la Cina comunista ed iniziò il travaso di produzione in alcuni distretti della Cina meridionale, opportunamente recintati e da dove gli operai non potevano neanche uscire. Ma io penso che l’ origine dei nostri mali attuali sia da far risalire al momento in cui la CEE si è tramutata in UE. Il libro bianco di Jaques Delors è stata la miccia. Oggi ci troviamo prigionieri di una organizzazione di cui si fa fatica a comprendere utilità e benefici. Era questa l’ Europa voluta dai cittadini? E i cittadini volevano veramente l’ Europa? Nessuno glielo ha mai chiesto. Anzi i referendum sulla costituzione europea sono stati tutti bocciati. Intanto oggi noi siamo cittadini dell’ UE. Questo non è secondario. Sembra quindi ovvio che, se viene creato un ente come l’ Ue, questo debba esistere prima di tutto per fare gli interessi di chi essa rappresenta. Noi pensiamo che la UE abbia fatto in questi anni gli interessi dei propri cittadini? A tal proposito conviene analizzare quanto segue: Si è passati da MEC a CEE a UE senza che la gente abbia potuto esprimere parere in merito. Ci è stato detto che l’ Europa unita era un bene. Forse perché per secoli gli europei si sono scannati a vicenda. Ma, nella trasformazione, l’ ente si è appropriato di competenze via via sempre più importanti, tanto che oggi i governi nazionali sono svuotati di qualsiasi discrezionalità politica e sono solo dei meri esecutori di direttive che arrivano da Bruxelles. Ma a Bruxelles comanda la Commissione. Ed i membri non li abbiamo eletti noi. Li nominano i governi nazionali. Questo è un esempio di democrazia indiretta di cui non si sentiva onestamente la necessità. Ma il meccanismo serve perché se te la devi prendere con qualcuno non sai con chi farlo. Il Parlamento europeo, che è chiamato a ratificare le decisioni della commissione, è composto dagli eurodeputati eletti dalla gente. Solo che nell’ emiciclo si schierano per partito, non per nazionalità. Quindi rispondono a logiche sovranazionali. E chi pensi che debba difendere le tue fabbriche, le tue forme di formaggio, il tuo potere d’ acquisto ed i tuoi bot? E soprattutto da chi? Già la guerra. Si dà il caso che il mondo sia finito nelle mani di un gruppo di persone senza scrupoli che gestisce l’ economia mondiale ad un livello superiore. Ma se non controlli la politica non puoi fare quello che vuoi. Ed in questi anni questi signori hanno ridotto Wall Street ad un giardino di casa, hanno ottenuto la delocalizzazione massiccia della produzione da occidente ad oriente ed hanno permesso alla Cina, la piu’ grande dittatura del mondo, di sedersi al banchetto del benessere come se nulla fosse. Invece a Gheddafi e Saddam è andata peggio. Questi signori non sono persone fisiche. Sono banche e multinazionali che hanno un solo obiettivo: aumentare fatturato ed utili. In questi anni hanno ottenuto qualunque cosa volessero. Con la connivenza degli esperti e dei soloni che ci hanno sempre rassicurato che era la cosa giusta. Nel frattempo,la Cina, attuando pratiche di concorrenza sleale, si è presa tutto: produzione, know how e futuro. E quando la Cina avrà raggiunto un livello salariale piu’ elevato (tra molti anni, visto che ci sono ancora 700 milioni di poveri disposti a tutto) le multinazionali si sposteranno da qualche altra parte. Alla ricerca di nuovi poveri disperati. Inoltre la Cina, che ha una liquidita’ immensa, si offre di acquistare il debito delle nazioni europee in difficolta’, debito fatto dai politici con i nostri soldi per coprire i buchi delle banche allegre, in cambio di nuove aperture per i loro prodotti. Si sono già comprati il porto del Pireo ed una parte dell’ Islanda. E’ la fine della civiltà occidentale. Da produttori e dominatori a consumatori marginali, per chi se lo potra’ permettere. Ma chi ci doveva difendere? Chi ha tradito? Ah, ora è chiaro. Siamo sicuri che siano solo incapaci ma in buona fede? Max Latempa

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Rientro satellite tedesco Rosat, escluso impatto con territorio italiano

Di admin

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nell’ultimo aggiornamento sulle previsioni del rientro in atmosfera del satellite dell’Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) Roentgen (X-ray) SATellite (ROSAT), ha comunicato al Comitato tecnico scientifico – costituito da esperti del Dipartimento della Protezione Civile, di ASI, delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco, di ISPRA, ENAV, ENAC – che la finestra di incertezza all’interno della quale si prevede il rientro del satellite in atmosfera si è ridotta rispetto alle indicazioni precedentemente fornite: si aprirebbe alle ore 22.30 di oggi, sabato 22 ottobre, per chiudersi alle ore 9.30 di domenica 23 ottobre.

In questo arco di tempo è stata esclusa la possibilità che uno o più frammenti del satellite tedesco cadano sul territorio italiano. Il Comitato tecnico scientifico ha trasmesso un’informativa al Comitato Operativo comunicando il rientro in un livello ordinario del potenziale rischio.

22 ottobre 2011 0

Mercato degli ambulanti di Ortona, la Confcommercio: “Operazione scellerata”

Di redazione

“Non piace la nuova predisposizione delle bancarelle del mercato settimanale riproposta dal comune di Ortona”. E’ quanto si legge in una nota redatta dall’ufficio stampa della Confcommercio di Chieti. “La Confcommercio critica aspramente la scelta di ridefinire gli spazi per gli ambulanti i cui stalli su corso Vittorio Emanuele passano da 8 metri per 5 a 6 metri per 4. Un’operazione di riordino che Confcommercio definisce “scellerata” dal momento “che non prende in minima considerazione le sorti degli ambulanti e che riduce del 50% la capacità espositiva e di vendita di questi importanti operatori del commercio proprio nel momento più delicato per l’economia del settore”. Sono 34 gli ambulanti di corso Vittorio Emanuele penalizzati dal provvedimento comunale che ha visto la sua prima applicazione ufficiale giovedì scorso. La giornata di mercato si è trasformata in una serie di multe da parte della Polizia Municipale e contestazioni da parte dei commercianti coinvolti. “L’amministrazione Fratino ha dimostrato ancora una volta arroganza e prepotenza nel prendere delle decisioni che dovrebbero essere invece condivise da tutti gli operatori del settore e dalle associazioni di categoria – critica il presidente del sodalizio Angelo Allegrino – in un periodo di crisi economica molto delicato come quello che sta vivendo il settore del commercio, il comune di Ortona decide di penalizzare fortemente una parte di commercianti sulla base di decisioni non ben definite e di favorirne invece un’altra”. La ridefinizione delle misure degli stalli di corso Vittorio Emanuele comporta per Confcommercio un grave danno agli ambulanti che vi sono dislocati. I commercianti sono inferociti tanto da aver annunciato nelle prossime settimane proteste anche eclatanti. La superficie espositiva passa infatti da 40 metri quadri a venti, esattamente la metà. “Se il Comune doveva risolvere il problema della viabilità e della circolazione dei mezzi di soccorso – sottolinea ancora Allegrino – allora sarebbe bastato ridurre solo la profondità della parte espositiva, così come era stato da noi proposto. In questo modo si sarebbe data una efficace risposta alle legittime esigenze di circolazione senza penalizzare inutilmente i commercianti”. Confcommercio, che ricorda all’amministrazione Fratino di aver già fornito una propria documentazione sulla valutazione del progetto di dimensionamento del mercato rionale senza che questa sia mai stata presa in considerazione, propone che gli stalli vengano ridotti da 8 metri per 5 ad 8 metri per 4, in modo da salvaguardare le esigenze di tutti senza incidere in maniera troppo drastica e penalizzante per gli operatori che svolgono la propria attività su aree pubbliche. L’associazione torna a chiedere inoltre le dimissioni dell’assessore al commercio di Ortona Rocco Ranalli già reclamate a gran voce dai commercianti e dalla stessa Confcommercio nei mesi scorsi. “L’operato dell’assessore Ranalli – conclude il presidente Allegrino – si è rivelato nefasto per il commercio che non solo non è stato minimamente rivitalizzato, ma che anzi ha subito un grave danno, sia di immagine che di ritorno economico”.