Basket Cassino, intervista al coach Porfidia

6 ottobre 2011 0 Di admin

Ciao allenatore, allora la stagione regolare è partita e la sua formazione ha cominciato quest’avventura affascinante nel 5° campionato nazionale, anche se è ancora presto per dare un giudizio ci piacerebbe conoscere le sue considerazioni:
Un campionato affascinante, e un girone molto equilibrato. La mia è una formazione giovane formata maggiormente da ragazzi ancora under e alla loro prima esperienza da protagonisti. Mi aspetto molto dai miei atleti sia in termine di contributo alla squadra, sia in termine di crescita individuale. Per loro abbiamo previsto dei lavori individuali che stanno già svolgendo nelle sedute mattutine con il nostro preparatore fisico. Dai senior invece mi aspetto la conferma di tutto il loro infinito valore e sono sicuro che alla fine sapranno ripagare gli sforzi anche economici sostenuti dalla società. Ho la certezza comunque di avere a disposizione tutti atleti allenabili e seri.

Lei è campano anzi casertano, ci sono delle differenze sostanziali tra il raggruppamento campano e quello laziale? Quanto conosce dei suoi avversari? Ha già eletto le pretendenti alla vittoria finale?
Non mi va di fare un confronto tra i due gironi, ricchi comunque entrambi di ottimi atleti e con squadre che hanno grossi pregi come difetti. Quando si costruisce una squadra credo che comunque tutti tra presidenti, dirigenti e allenatori provino a fare il massimo per essere competitivi nella realtà alla quale poi apparterranno. Ho avuto la possibilità di visionare già dei video delle nostre dirette avversarie e grazie al lavoro del mio assistente stiamo anche domenica su domenica visionando sul campo tutte le squadre. Credo che le prime candidate alla vittoria finale siano Gaeta, Aprilia e Luiss, un gradino dietro ci sono Marino, Eurobasket e Tiber. Aspettiamo qualche altra giornata comunque prima di esprimere altri giudizi.

Nella sua formazione molto spazio è dato ai giovani, diversi under compongono l’ossatura portante del roster, la sua carriera di coach nelle formazioni giovanili della Juve Caserta ha influenzato questa scelta?
Sicuramente. Ho avuto la fortuna di allenare giovani che oggi muovono i loro primi passi da protagonista in Serie A e credo che mi abbiano insegnato molto. Per incoscienza, voglia di lavorare, capacità di apprendimento, i giovani forniscono sempre un contributo migliore dei così detti “veterani”, pur pagando chiaramente in esperienza e quindi gestione dei momenti topici del match. Lavoreremo per migliorare il più possibile proprio quest’aspetto.

Il basket Cassino si affida a lei per tornare a giocare in campionati di alta categoria, cosa l’ha convinta ad abbracciare questa causa ambiziosa e avvincente?
Il dialogo con Longo-Pagano-Tamburrini (una triade terribile, sorriso ndr), mi ha convinto subito ad accettare questa nuova sfida. I loro traguardi sono ambiziosi, la loro voglia di far emergere tutto ciò che di positivo vi è in questa realtà, mi ha colpito subito. Dopo anni passati in un settore giovanile importante come quello di Caserta, e come assistente allenatore in campionati nazionali senior, o come capo allenatore del massimo campionato regionale campano, non ho esitato un attimo a mettermi in gioco.
Coach vorremmo conoscere la sua filosofia sportiva e cosa vuole ottenere dai suoi ragazzi.
Il massimo, questo vorrei ottenere. Parto dal presupposto che tutti abbiamo dei limiti e tutti abbiamo allo stesso modo dei margini di miglioramento. Con questi ragazzi devo arrivare alla soglia dei loro limiti e provare a farglieli coscientemente superare. Il tutto passa attraverso il lavoro in palestra che deve essere costante, mai scontato e creativo. Tutto ciò stimola sempre gli atleti a dare il massimo.

Un buon gruppo si costruisce con delle basi solide, la società le ha dato carta bianca nella scelta dei suoi collaboratori è soddisfatto delle scelte?
Il mio è uno staff molto umile e allo stesso tempo cosciente che i primi a migliorare dobbiamo essere noi stessi. Io sono un allenatore giovane che ogni giorno prova attraverso i coach più esperti, le filosofie dei vari, di ampliare il bagaglio e le conoscenze, per essere sempre pronto ad affrontare le varie situazioni che mi si presentano.
Nella sua formazione piena di giovani lei ha scelto l’esperienza e le capacità di giocatori come Canzano, Confessore, Simeoli, cosa sia spetta da loro che diventino dei punti di riferimento per tutto il movimento?
Canzano, Confessore, Simeoli e lo sfortunato Violo sono i primi atleti dai quali mi aspetto il massimo impegno in campo e la massima educazione fuori. Entrambe sono qualità che devono essere tramandate ai più giovani in maniera costante, giornaliera. Devono essere i primi a non calare un secondo l’intensità in allenamento, un centimetro su un pallore, una goccia di sudore su uno scatto. Perché queste sono le caratteristiche per cui mi sono affidato a loro.
Lei coach si è appena sposato presto avrà un erede che sappiamo, si chiamerà Giovanni spera che un giorno diventi un cestita oppure……
Dicevo a un amico stamane che lo porterò a calcio, dove avrà subito la confidenza giusta per le veline e gli aspetti economici… ah ah ah!!! Scherzi a parte, Giovanni farà ciò che lui sceglierà più consono per il suo futuro. Io però non potrò sottrarmi nel dirgli cosa il basket in 24 anni di pratica mi ha già insegnato, vale a dire l’unione, l’amicizia, il rispetto delle regole, la voglia di sacrificio per raggiungere obiettivi nei quali si crede, la gioia per le vittorie e la tristezza per le sconfitte. Ho sempre pensato che il basket è bello proprio per questo: non esiste il pareggio, non puoi accontentarti quindi di essere superficiale o sufficiente, ma devi dare sempre il massimo per vincere. Questo mi ha aiutato in tutti gli ambiti della mia vita.
Cosa si sente di promettere ai tifosi cassinati che come ha potuto costatare seguono la sua squadra in modo massiccio.
Che daremo il massimo, è nel mio DNA e presto lo dimostreremo a tutti. La società e la struttura che stiamo dando, meritano palcoscenici migliori. Senza bruciare le tappe arriveremo, dove tutti desideriamo.
In bocca al lupo coach.