Caldo, precipitazioni dimezzate. Coldiretti lancia l’allarme

4 ottobre 2011 0 Di redazione

Dopo il caldo ora arriva l’allarme siccità con il livello idrometrico dei fiumi che preoccupa. La Coldiretti segnala che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono piu’ che dimezzate le precipitazioni rispetto al periodo di riferimento, sulla base di elaborazioni su dati Ucea relativi alle prime due decadi di settembre, mese che si classifica al nord come il piu’ caldo degli ultimi 150 anni. La situazione di sofferenza interessa anche le campagne pontine.
Per salvare le piante da frutta dallo stress provocato dal caldo torrido e dall’assenza di pioggia, ed anche per garantire la fioritura nel prossimo anno, è stato necessario ricorrere straordinariamente all’irrigazione di soccorso per kiwi, mele e pere in un periodo in cui normalmente l’acqua è garantita dal cielo.
In molte aree – precisa il direttore della Coldiretti di Latina Saverio Viola – è stato necessario allungare il periodo di irrigazione per non perdere le colture in un autunno del tutto anomalo dal punto di vista meteorologico che sta mettendo a rischio le produzioni abituali di stagione.
Per lo squilibrio idrico i finocchi vanno a fiore fuori stagione e non possono essere piu’ commercializzati mentre il raccolto di tradizionali verdure autunnali come radicchio, verze e cavoli sarà anticipato e gli agricoltori stanno pensando ad una nuova semina per garantire le forniture invernali. Gli effetti cominciano a farsi sentire anche sugli olivi che – spiega Viola – senz`acqua, sopravvivono sfruttando i loro stessi frutti, ma se la siccità permane cadranno molte olive: si farà meno olio, comunque ottimo.
La vendemmia – continua il presidente della Coldiretti Carlo Crocetti – è partita con grande anticipo per le uve bianche e la produzione complessiva di vino si prevede al minimo storico pure se di qualità molto buona per la presenza di uve sane anche se con resa contenuta.
Complessivamente l’effetto combinato di caldo e assenza di pioggia sta determinando un drastico taglio dei raccolti che varia dal calo del 20 per cento del pomodoro destinato a polpe e passate al 15 per cento del riso che sta raggiungendo la maturazione anzitempo con una riduzione di resa anche se l’Italia manterrà la leadership produttiva a livello europeo.
Effetti si hanno a macchia di leopardo sul territorio pontino con produzione in calo di alcuni ortaggi pari al 15 per cento, ma non mancano riscontri positivi. La produzione di nocciole, ad esempio, è ottima e in aumento del 10 per cento e positivo è stato anche il raccolto di mais.