Soccorso in forra, spettacolare esercitazione del Soccorso Alpino molisano

31 ottobre 2011 0 Di redazione

Nei giorni di sabato 29 e domenica 30 ottobre 2011, si è svolta in regione una simulazione di intervento in forra che ha impegnato tutti i tecnici del Servizio Regionale molisano del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con la supervisione della Scuola Nazionale Forre CNSAS e della Commissione Medica della Scuola Nazionale CNSAS.
Per avere un’idea dell’importanza di una simulazione di soccorso in forra, bisogna sapere che la forra è in genere una gola, una sorta di canyon, stretto e ripido, dovuto ad erosione, sul fondo della quale scorre di solito un corso d’acqua. In alcuni periodi dell’anno, il rivolo può aumentare in maniera considerevole la portata d’acqua, rendendo la percorribilità dell’orrido particolarmente difficile.
E’ evidente che il soccorso potrebbe interessare gruppi di escursionisti praticanti il Canyoning che, ormai sempre più numerosi, percorrono di frequente le nostre forre. Nel Molise sono presenti ben quattro forre di considerevole importanza ed ormai ben conosciute, anche a livello nazionale. Si tratta della Forra S. Michele ( Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, comune di Castel S. Vincenzo), della Forra La Callora ( comune di Roccamandolfi) e della Forra Peschio Rosso ( comune di Monteroduni) in provincia di Isernia e della Forra del Quirino ( comune di Guardiaregia) in provincia di Campobasso.
Non molto tempo fa, alla fine del mese di maggio di quest’anno, 14 escursionisti, provenienti dall’Abruzzo, sono stati soccorsi e recuperati proprio nella Forra Peschio Rosso, fortunatamente illesi, a seguito di un intervento che ha visto coinvolti ben quattro Servizi Rregionali del CNSAS ( Molise – Campania – Abruzzo – Lazio). Qualche anno fa , anche nella Forra La Callora si era verificato un brutto incidente, dagli esiti infausti.
Lo scenario ipotizzato aveva come esordio un mancato rientro da parte di due praticanti canyoning avventuratisi nella Forra e la totale mancanza di informazioni sulla direzione che avevano deciso di intraprendere.
L’intervento ha visto impegnati ben 20 tecnici specializzati in questo tipo di soccorso tra cui tecnici di altri Servizi Regionali CNSAS limitrofi alla nostra regione. Complesso è stato anche allestire il sistema di comunicazione tra l’esterno e l’interno della fora.
Oltre alla valenza didattica ed all’addestramento tecnico, la simulazione era finalizzata a verificare, come un vero e proprio test, l’efficienza dei protocolli operativi e del materiale specifico adottati in questo tipo di incidenti, non soltanto da un punto di vista tecnico, ma anche sul piano sanitario, organizzativo e gestionale. Mentre la prima parte del programma formativo interregionale forra di questi ultimi anni comprendeva prevalentemente attività di tipo tecnico addestrativa, la seconda parte del programma stesso necessita di simulazioni di intervento, ispirati ad una casistica reale. Inoltre, si cerca di stimolare e di promuovere un approccio medicalizzato in zone impervie, che veda la componente tecnica e quella sanitaria lavorare costantemente in sinergia. Il protocollo d’intervento attualmente operativo è particolarmente complesso e finalizzato ad ammortizzare il più possibile la tempistica dell’intervento, che prevede la partenza in simultanea di due squadre, a monte ed a valle del canalone, che viene così percorso e scandagliato con attenzione quasi simultaneamente nei due sensi, fino all’incontro dei soccorritori.
La simulazione vera e propria è stata preceduta, il giorno 29 ottobre alle ore 16.30, da un breve briefing, durante il quale sono stati precisati gli scopi e le finalità della stessa. In questo genere di eventi lo scenario deve essere organizzato da un esterno, a conoscenza dei luoghi e della realtà della zona. Questo compito è toccato ai tecnici della Scuola Nazionale Forra del CNSAS. L’intervento simulato di soccorso ha avuto inizio alle 21.20 del 29 con una richiesta di soccorso giunta alla Stazione del CNSAS di Campobasso per due escursionisti, impegnati nella discesa di una forra zona Quirino, che non avevano dato notizia del loro rientro. L’ attività si è protratta tutta la notte, per concludersi alle ore 7.00 del 30 ottobre con il ritrovamento e il salvataggio delle persone in difficoltà.

Nel de briefing finale , molto partecipato da parte di tutti i tecnici, ormai esausti, sono state analizzate le varie fasi dell’intervento, anche per individuare delle alternative possibili di azione massimizzando, ancora più, i tempi e gli uomini impiegati. Si è trattato di un momento di crescita fondamentale, poiché tutti hanno vissuto in prima persona la simulazione, prendendovi parte attiva e vivendo l’esperienza del soccorso anche coinvolgendosi psicologicamente. Tutti hanno potuto constatare quanto sia importante l’addestramento ad una progressione notturna in ambiente altamente impervio e ostile, al fine di garantire una celerità di intervento che, in presenza di un quadro clinico di una certa gravità, potrebbe risultare essenziale per salvare una vita.
In caso di incidente in forra o comunque in ambiente impervio si può contare sull’intervento dei tecnici del CNSAS Molise, resta fondamentale la raccomandazione di praticare questo tipo di attività, come tutte le attività legate alla montagna, con la dovuta preparazione tecnica ed allenamento utilizzando le attrezzature idonee e, soprattutto rispettando i propri limiti e la severità dell’ambiente che si va ad affrontare.