Sos furti di metalli in Italia, a rischio persino le statue in bronzo dei nostri monumenti

28 ottobre 2011 0 Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:
Un indicatore che il costo delle materie prime, ed in particolare dei metalli, non solo preziosi fosse arrivato alle stelle è dato dall’aumento costante e su tutto il territorio nazionale dei furti di qualsiasi cosa in grado di reperirle.
Una vera e propria “epidemia” che ha colpito ogni angolo del Belpaese e gli oggetti più impensabili purché contengano, una volta rubati e ripuliti dai loro involucri plastici o di altri materiali un qualsiasi tipo di metallo rivendibile su un mercato non troppo “trasparente”.
Non si parla solo di metalli preziosi, quali oro, platino e argento il cui mercato “nero” è alimentato dai famigerati “compro oro” e che sono già oggetto di indagini in svariate province del nostro Paese, ma la nuova frontiera dei furti dai facili e veloci guadagni sia per la semplicità di reperire acquirenti che per i costi di acquisto divenuti rilevantissimi, riguarda soprattutto rame, bronzo, ferro e ghisa che in quantità industriali vengono ogni giorno sottratti dai tombini stradali, dai cavi elettrici e telefonici, alle rampe per le sedie per disabili, dalle attrezzature dei parchi giochi, sino alle campane delle chiese, alle lampade dei loculi cimiteriali e persino alle statue in metallo dei santi.
Per la verità, si tratta di un fenomeno su scala globale che coinvolge un po’ tutti gli altri stati, tant’è che nel Regno Unito, le stesse forze di polizia hanno di recente ammesso di non riuscire a tenere il passo con la miriade di furti che si verificano in tutto il paese, ed anche in conseguenza delle forti pressioni dovute anche ad una serie di ruberie eclatanti, come quello di una statua in bronzo che rappresentava un militare presso un memoriale dedicato alla seconda guerra mondiale, o intere province private della linea telefonica a seguito della sottrazione dei cavi per le telecomunicazioni, il governo ha pensato di riformare una legge del 1964 Scrap Metal Dealers, che regola il mercato della compravendita di metalli per tentare di porvi un argine.
Proprio per tali ragioni il paese d’oltre Manica sta valutando di istituire apposite licenze per i concessionari dei rottami di metallo vietando loro di pagare in contanti i fornitori e aumentando i poteri di polizia che consentiranno il ritiro delle licenze e la chiusura delle rivendite che non rispettano la legge
Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, alla luce di quanto accade anche in Italia,è necessario un giro di vite su tale settore sulla falsariga di quanto sta facendo la Gran Bretagna, ritenendo che le misure che si stanno adottando in quel paese possano costituire un deterrente efficace tale da limitare consistentemente il fenomeno.