A Bruxelles per dire basta all’Unione Europea e dare il via all’Unione dei Popoli Europei

1 novembre 2011 1 Di redazione

Hanno impiegato solo tre giorni gli speculatori per razziare quei quattro soldi che le borse mondiali avevano faticosamente raggranellato a seguito della sottomissione dell’ Italia ai dettami della Banca Centrale Europea. Infatti il teatrino messo in piedi dalla compagnia politici-banchieri ha funzionato di nuovo alla perfezione. Per fare soldi occorrono repentine oscillazioni delle quotazioni. Se un giorno dici che è tutto a posto e dopo tre giorni invece che siamo sull’ orlo del fallimento, inneschi l’ incertezza tipica in cui sguazzano i pescecani della finanza. I polli che avevano creduto all’euforia delle borse ci hanno rimesso le penne. E anche tutti noi che ci troviamo a dover ripagare i Btp con tassi ben oltre il 6%. A chi? Agli speculatori ed alle banche che stanno mungendo l’ Italia.
Forse la gente non ha capito che se fallisce l’ Italia, falliamo tutti noi. Nel senso che in qualche modo dovremo ripagare chi detiene i nostri certificati di credito.
Il rimborso avverrà tramite una tassa diretta o un prelievo coatto sui conti correnti. Oppure tramite dismissione di beni pubblici e servizi di pubblica utilità, piuttosto che con la cessione dell’ oro della Banca d’ Italia. O semplicemente, tramite la non erogazione di stipendi e pagamenti pubblici ed il taglio a pensioni e spesa sociale. In Grecia, ad esempio, nell’ ultimo mese i poliziotti hanno ricevuto una busta paga di soli dieci euro e gli ospedali non hanno più le medicine. Bisogna portarsele da casa. Nello stato del Minnesota, che invece è fallito tre mesi fa, agli impiegati pubblici non hanno pagato lo stipendio.
Come se ne esce da questa situazione? Cari amici penso proprio che non se ne esca più. In questi giorni cruciali si parla più del video di Belen che del fatto che più della metà degli italiani non avrà la pensione e forse neanche l’ assistenza medica. E’ una vecchia strategia, inventata, guarda caso, dalle parti di Roma: si chiama “panem et circenses”. Cioè tieni distratta la gente. Ma quando il pane sarà finito non basterà solo Belen.
Secondo me se ne esce solo in modo drastico. Al diavolo i politici di tutte le congreghe che in questi anni ci hanno consegnati ad un futuro di povertà, mentre loro si sono assicurati privilegi, pensioni d’oro e probabilmente mazzette dalle multinazionali. Presuntuosi settantenni attaccati alle loro poltrone, convinti di dover ancora decidere delle strategie che delineeranno il futuro dei prossimi trenta o quarant’anni.
Bisognerebbe andare in massa a Bruxelles e cancellare d’imperio questa Unione Europea. Mandare via questa classe politica sovranazionale e traditrice delle istanze della gente. E fondare finalmente l’ Unione dei Popoli Europei.
Una Unione nel vero senso della parola. I cui componenti siano eletti direttamente dai popoli e che giurino la fedeltà suprema a far fronte alle necessità dei popoli che la compongono, pena il carcere a vita. Perché chi ruba il futuro alla gente, ruba la vita. E che non abbiano più di 55 anni. Perché per guidare i popoli serve una lucidità mentale fuori dal comune.
Una Unione dei Popoli Europei che ripristini al più presto la capacità industriale del vecchio continente costringendo le multinazionali a produrre sul posto, se vogliono vendere in Europa.
Una Unione dei Popoli Europei che stabilisca subito un asse politico-commerciale-militare con gli Stati Uniti e che accetti la concorrenza ai suoi prodotti solo da nazioni democratiche e che assicurino un equipollente livello di dignità sociale ai propri cittadini. Che non abbia la paura di osare nel pensare al futuro. Che non abbia paura di imporre la propria supremazia politica, culturale e tecnologica. Che aiuti i popoli più sfortunati direttamente a casa loro e non permetta più la vergogna dei barconi dei clandestini. Che non permetta la guerra tra i poveri disperati ed assicuri il welfare a chi se lo è guadagnato con anni di lavoro. Al diavolo il buonismo ed il politically correct, sono solo strategie create ad arte. Chi ci guida ha il dovere di farlo tenendo sempre presente l’ interesse di chi rappresenta. Di qualunque parte politica sia.
Sono cresciuto in un’ Italia ed in una CEE che aveva queste prerogative.
Max Latempa