Adozione a coppie omosessuali: sì o no?

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3 Risposte

  1. Mary ha detto:

    Meno male che ci sono persone intelligenti come te!
    Io sono una di quelle madri che si sono riscoperte lesbiche a 40 anni!
    Per colpa della società e della religione mi sono imposta fin da piccola un ruolo che non era il mio, soffrendo e andando incontro a molte depressioni.
    Ho due figli meravigliosi che sanno tutto e mi amano. Mi amano perchè sanno che io ho dato tutto quello che avevo per loro! La cosa più brutta è stata la separazione, non che fossi omosessuale!

    Se la gente la smettesse di dare etichette e di catalogare le persone per i luoghi comuni, invece che per il carattere e l’onestà, staremmo tutti molto meglio.

    Io non accetto più di nascondermi come una ladra per essere ciò che sono. Ho dato la salute per i miei figli, ho rinunciato alla carriera e ai soldi per crescerli, sono sempre stata fedele come moglie finchè non ho scoperto chi sono e quando l’ho scoperto ho detto tutto a mio marito, non bevo, non mi drogo, lavoro onestamente e amo come tutti gli altri.

    Voglio solo vivere la mia vita!

  2. Palma ha detto:

    Grazie per la bellissima e autentica testimonianza. Del resto, il senso della mia analisi era proprio un attacco diretto a quella terribile abitudine che abbiamo di commentare situazioni troppo lontane dal nostro sentire e di non riuscire mai, prima di esprimere un pensiero, a calarci nei panni di chi invece quelle cose le vive sulla pelle.
    Io sono sposata, madre di un figlio e mezzo, innamoratissima di mio marito e sono sempre stata attratta dagli uomini, ma ho provato a chiedermi come mi sarei sentita se la Natura mi avesse voluta “diversa” rispetto a quella che è considerata la normalità e mi fossero stati posti difficili paletti e negazioni. Sentendo i commenti raccolti qua e là, a me non sembrava convincente questo fatto che figli di coppie omosessuali sarebbero cresciuti deviati e che dovessero necessariamnete esserlo a loro volta, perchè avrebbe dovuto essere vero, a quel punto, anche il contrario. Allora, ho voluto capire cosa ci fosse di concreto, di scientifico, e mi sono accorta che tutte quelle che si dicono sono solo parole al vento, senza nessun appiglio concreto.
    Secondo me, un bimbo solo e abbandonato, ha innanzitutto bisogno di amore, e quello non dipende dal genere e dalle tendenze sessuali, altrimenti stiamo guardando i gay come esseri distorti. E non può essere così.. Anche perchè ci dimentichiamo di quanti etero distorti, deviati e perversi ci sono in giro e di quanto male provocano! Ma loro sono “normali”, quindi gli è concesso.
    Poi, ci sono le situazioni come la tua, in cui si riesce a fare i conti con la propria Natura solo dopo aver messo al mondo dei bambini e, quindi, a maggior ragione, il ruolo di genitore non può essere messo in discussione.
    Sono contenta che tu abbia avuto coraggio e determinazione a sufficienza per dire a loro come stavano le cose esattamente e credo che un rapporto basato su questi presupposti di sincerità e amore avrà vele sufficientemente ampie per superare le tempeste e rimanere a galla. Sicuramente non è facile per nessuno, né per te né per loro, né per tuo marito che si sarà sentito arrivare sta mazzata tra capo e collo. Ma quanto sarebbe stato più difficile se tu avessi continuato a soffrire nel tuo doloroso silenzio? Forse saresti diventata una madre-moglie talmente frustrata ed infelice da generare, sì in quel caso, problemi seri e profondi nel loro carattere in formazione.
    Comunque, apprezzando ancora la tua interessante testimonianza, se un giorno volessi farci pervenire una lettera a cuore aperto di come hai vissuto la tua difficile situazione, da quando ancora non capivi fino al momento in cui hai iniziato a realizzare quale fosse la tua vera natura, e come hai deciso di comportarti, come i tuoi hanno accolto la tua confessione, saremmo ben lieti di pubblicarla nella rubrica “Me la racconti la tua storia”, così da fare in modo che diventi un incoraggiamento per quanti vivono allo stesso modo e non hanno ancora trovato il coraggio che hai avuto tu.
    In bocca al lupo per tutto, cara!
    Palma

  3. Roberto Cecchi ha detto:

    L’importante è l’amore. Tutto il resto è noia.

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