Tenta l’arrampicata ma cade e si ferisce, 54enne soccorso dal CNSAS Molise

2 novembre 2011 0 Di redazione

Si è concluso positivamente alle 16.50 di ieri, l’intervento effettuato dal Servizio Nazionale Soccorso Alpino , nelle vicinanze di Pizzone (IS), presso una falesia denominata Lo Specchio delle Mainarde. L’allarme è scattato alle ore 15.25, quando una chiamata della Centrale Operativa del 118, che già aveva inviato un equipaggio ed un medico sul posto, ha richiesto l’intervento dei tecnici del Soccorso Alpino, in quanto l’infortunato necessitava di essere trasportato lungo un sentiero molto impervio ed accidentato.
P.B., infatti, di anni 56, socio del Cai di Campobasso, stava arrampicando in parete con alcuni amici, quando la mancata presa di un appiglio ne ha provocato la caduta. Immediatamente ricondotto al suolo, l’infortunato è stato soccorso prima dal medico del 118 e poi dai tecnici del Soccorso Alpino che hanno provveduto ad imbarellarlo su di una spinale ed a condurlo presso l’ambulanza, posteggiata presso l’8° tornante della strada provinciale verso la località Valle Fiorita, coadiuvati da tutti i presenti e dallo stesso paziente in barella, molto collaborativo.
“L’intervento – ha dichiarato Mariano Arcaro responsabile del CNSAS Molise – ha evidenziato, ancora una volta, l’ottima collaborazione tra il Servizio regionale di 118 e quello del Soccorso Alpino, i cui tecnici sono appositamente addestrati al primo soccorso in zone impervie, al fine di garantire una celerità di intervento che, in presenza di un quadro clinico di una certa gravità, potrebbe risultare essenziale per salvare una vita.
Bisogna quindi ricordare che, in caso di incidente in forra o comunque in ambiente impervio, si può contare sui tecnici del CNSAS Molise, il cui intervento va comunque richiesto tramite la chiamata al 118.
Resta fondamentale la raccomandazione di praticare questo tipo di attività, come tutte le attività legate alla montagna, con la dovuta preparazione tecnica ed allenamento, utilizzando le attrezzature idonee e, soprattutto, rispettando i propri limiti e la severità dell’ambiente che si va ad affrontare”.