Giorno: 10 dicembre 2011

10 dicembre 2011 9

Sciopero fiscale, disobbedienza. I parlamentari non si riducono lo stipendio. Gli Italiani massacrati dal fisco

Di admin
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Dall’ufficio stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Adesso chiamiamo i cittadini e le altre organizzazioni alla rivolta fiscale. Dopo il massacro del decreto salva italia, questi “nominati” chiedono i sacrifici agli italiani e loro vogliono garantirsi i privileggi. Adesso basta. Si dimettano Casini, Bersani e Alfano. Leader della casta. Questo schifo deve finire. Forse serve non dare piu’ un euro a questo Stato, governato da legislatori senza scrupoli. E’ rabbia quella che esprime il presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, alla notizia che arriva dal parlamento in cui in nome dell’autonomia delle Camere i parlamentari non vogliono ridursi lo stipendio. Vergogna. Sarà modificata la norma della manovra che prevede il taglio degli stipendi dei parlamentari a partire da gennaio. Ad annunciarlo per primo è stato uno dei relatori, Pier Paolo Baretta del Partito democratico, spiegando: “Potrebbe arrivare un emendamento del governo o di noi relatori”. Dunque, una modifica figlia di un accordo trasversale per mantenere gli stipendi oltre ogni parametro europeo. Mentre l’Italia muore, aggiunge Finocchiaro, questi signorotti nominati pensano di non dovere fare alcun sacrificio. Adesso basta. Sciopero fiscale, rivolta civile, sciopero del voto e cancellazione dell’iscrizione da ogni partito che voterà la norma sarà la campagna nazionale che lancia Federcontribuenti. Ci siamo proprio rotti di questo stato di cose, conclude Finocchiaro, ribellione civile e democratica, se non ora quando conclude di fronte a questa casta di immorali.

10 dicembre 2011 0

Emergenza “Punteruolo Rosso”, anche le istituzioni si arrendono

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Mentre Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” non si ferma con la campagna di sensibilizzazione contro la piaga del “Punteruolo Rosso”, siamo costretti a segnalare quanto accade presso le istituzioni, anche quelle che hanno ruoli specifici nel settore della tutela del patrimonio arboreo.

Ed è così pare che persino il Corpo Forestale dello Stato abbia alzato le braccia, almeno è questa l’impressione che si può avere di primo acchito se si guardano le foto allegate.

Le basi di quelle che dovevano essere palme di notevoli dimensioni prima di essere recise, sono in bella vista all’interno del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Otranto quasi a segnare la resa dello Stato e delle Istituzioni di fronte ad un fenomeno che appare quanto mai irreversibile, ma che, come è noto, può essere arrestato solo con uno sforzo maggiore.

Da parte dello “Sportello dei Diritti” continueranno le segnalazioni e l’impegno costante affinché ci sia una presa d’atto da parte della pubblica amministrazione ad ogni livello per far prendere ogni misura necessarie prima di veder scomparire tutte le palme nelle nostre città che fanno parte del nostro patrimonio arboreo d’inestimabile valore.

10 dicembre 2011 0

Paralisi, una speranza per i pazienti affetti da danni ai nervi: avanzata tecnologia di stimolazione elettrica potrebbe riparare i nervi danneggiati

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Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Ai nervi periferici è devoluta l’importate funzione di trasmettere ai muscoli l’impulso nervoso del cervello. Come è noto essi possono rimanere danneggiati a seguito di malattie degenerative, incidenti e traumi vari, compromettendo la sensibilità se non la funzionalità di alcune parte del corpo (braccia,gambe,ecc), mentre i muscoli si atrofizzano. Riparare e ricostruire quella parte di nervi che per motivi vari risultano danneggiati, rappresenta uno tra i più importanti obiettivi della scienza medica. Ma c’è una buona notizia: i pazienti affetti da danni ai nervi o paralisi potrebbe presto essere in grado di recuperare una migliore funzionalità, grazie ad una nuova tecnica di stimolazione elettrica sviluppata dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) di Boston, Mass., e gli ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” segnala che il nuovo metodo di stimolazione elettrica funzionale (SEF) riduce la potenza elettrica del 40 per cento e protegge meglio i nervi circostanti e tessuti dai danni del calore dell’energia direttamente al sito danneggiato. Pubblicato nella rivista Nature Materials, i risultati rivelano un metodo per stimolare l’attività neuronale in pazienti con danni al sistema nervoso che è superiore alle tradizionali tecnologie FES. Riducendo la quantità di corrente elettrica emessa e concentrandola meglio nelle aree danneggiate, gli scienziati hanno sviluppato con successo un metodo più sicuro ed efficiente per aiutare i pazienti con il nervo danneggiato a riacquistare la funzione con meno effetti collaterali dannosi. ” Secondo Samuel J. Lin, MD, un chirurgo presso BIDMC Divisioni di Chirurgia Plastica e Otorinolaringoiatria, Assistant Professor di Chirurgia presso la Scuola di Medicina di Harvard e co-autore dello studio, questo nuovo dispositivo funziona manipolando la concentrazione di ioni caricati che circonda il nervo”. “Questo potrebbe significare un minor rischio per i nervi circostanti, perché meno corrente elettrica è necessaria per stimolare il nervo interessato.” Dal momento che i nervi sensoriali e nervi che controllano i movimenti si trovano a stretto contatto, riducendo sia la quantità di corrente elettrica così come la sua diffusione è fondamentale per massimizzare i benefici e riducendo gli effetti collaterali dei trattamenti FES. E dopo aver sperimentato con i vari ioni nel fluido che circonda i nervi, il team di ricerca ha scoperto che rimuovendo il calcio ioni con carica positiva contribuisce a mettere a fuoco la corrente elettrica nelle zone nervose danneggiate, proteggendo le aree sane. I nervi che controllano i movimenti ed i nervi sensoriali che portano i segnali del dolore sono molto vicini tra loro, con il metodo attuale la terapia FES ha dei limiti. Questa (nuova scoperta) è un passo importante verso la progettazione di un dispositivo per aiutare i pazienti che soffrono di paralisi del nervo e condizioni neurologiche croniche “.

10 dicembre 2011 0

Federcontribuenti, la politica ci ascolti o il rischio di azioni violente sarà costante. Equitalia va sciolta

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Dall’ufficio stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Se la politica non ci ascolta, non coglie il disaggio di milioni di italiani sulla questione Equitalia i casi di violenza, come quello di ieri al direttore generale Cuccagna, potrebbero diventare costanti alimentando le azioni di forze estremiste pronte a strumentalizzare una battaglia di civiltà contro un sistema vessatorio e usuraio. Lo dice il Presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, al termine di una riunione in Sicilia di associati all’organizzazione. Finocchiaro aggiunge che il sistema della riscossione in Italia va modificato e equitalia sciolta, cosi’ come proporremo attraverso una legge delega che sara’ presentata nei prossimi giorni. Non è possibile che il contribuente diventi vittima di un perverso sistema che oltre a espropriare i cittadini li controlla in deroga a tutte le norme costituzionali e attua pignoramenti, ipoteche e sequestri senza attenersi alle norme del codice di procedura civile. L’azione terroristica di ieri la condanniamo ma è un campanello d’allarme leggere migliai di messaggi sui social network in cui la rabbia dei cittadini comuni “quasi” giustifichi l’azione stessa. Federcontribuenti fino a oggi insieme a tanti altri soggetti si è sempre battuta per una riforma della riscossione e evitato che il movimento antiequitalia assumesse spinte estremiste. Se la politica non interviene subito, nel clima di crisi e sfiducia che regna nel nostro Paese la “questione Equitalia” rischia di diventare un’argomento per la ripresa di azioni violente, con il rischio di un consenso dei “vessati” che indebolirebbe fortemente le istituzioni. Ecco perche’ Monti deve affrontare la questione. Il Presidente del Consiglio nomini subito una commissione d’inchiesta sulla società di riscossione e la Rai e i maggiori mezzi d’informazione abbiano il corraggio di rendere pubblici le tante diffide che ricevono da Equitalia per bloccare trasmissioni e articoli che mettono in luce le vergognose azioni attuate dalla stessa società.

10 dicembre 2011 5

Parte la campagna “No ai botti di capodanno 2011”

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Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo: Riparte come ogni anno la campagna promossa dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente per chiedere che vengano messi fuori legge i botti di capodanno.

Un primo risultato dopo tre anni di campagna è stato per la verità raggiunto, infatti da quest’anno la normativa italiana ed europea ha introdotto il divieto di vendita di alcune tipologie di razzi e petardi (questo anche grazie alla condivisione degli operatori del settore che hanno espresso il loro parere contro l’uso di razzi e petardi in quanto pericolosi per uomini ed animali), ovviamente questo è un primo passo concreto che dovrebbe limitare la vendita dei botti più potenti e pericolosi.

Ciò non toglie che AIDAA anche quest’anno ripropone la propria campagna sia attraverso il telefono amico (3926552051) che sarà attivo dal 22 dicembre fino al 6 gennaio e al quale ci si potrà rivolgere per avere informazioni e consigli su come comportarsi con fido e micio e con altri animali domestici nella notte di Capodanno, ma anche in linea generale in ogni altra occasione che presenta la presenza di botti o fuochi d’artificio.

Poco dopo Natale sarà inoltre reso noto il decalogo aggiornato dei comportamenti da tenere con gli animali di casa la notte di Capodanno.

Ogni anno sono almeno 5.000 i cani ed altrettanti gatti (ma sono decine di migliaia gli uccelli e gli altri animali domestici e da lavoro) che muoiono o rimangono feriti proprio a causa dei botti di capodanno.

Anche quest’anno AIDAA ha lanciato la petizione online per dire no ai botti di capodanno petizione che si può firmare collegandosi al sito www.firmiamo.it/noaibottidicapodanno

Petizione che fino ad oggi ha già raccolto oltre 5.500 adesioni da parte di cittadini italiani mentre l’obbiettivo rimane quello delle 10.000 adesioni entro la fine dell’anno.

10 dicembre 2011 0

Abbruzzese incontra gli studenti dell’Itis, dibattito su manovra, sanità e costi della politica

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Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, nella mattinata di oggi ha incontrato gli studenti dell’ultimo anno dell’Istituto Tecnico Industriale ‘E. Majorana” di Cassino. L’incontro, iniziato poco dopo le 10, è stato promosso dal dirigente dell’istituto superiore cassinate, professor Mario Ventrino. Il presidente Abbruzzese ha parlato della recente manovra finanziaria presentata dal governo Monti e del ruolo e funzioni del Consiglio regionale del Lazio. Al termine dell’intervento si è aperto un serrato dibattito fra gli studenti e il presidente dell’Assemblea regionale che ha risposto ad una serie di domande sulla sanità regionale, sulla manovra economica nazionale e, argomento di particolare attualità, sul taglio dei costi della politica. Il tour di Abbruzzese è terminato dopo la visita di alcuni laboratori a disposizione degli alunni, strutture didattiche considerati un fiore all’occhiello dell’istituto di via Folcara.

10 dicembre 2011 2

Rubati miliardi di euro a centinaia di famiglie italiane a favore dell’Erario

Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Allarmanti telefonate al centralino della Federcontribuenti da parte di cittadini angosciati: chiedono se è vero quanto a loro detto dai funzionari di Bankitalia, vale a dire, se i loro risparmi sono ormai carta da bruciare nel camino. Il presidente, Carmelo Finocchiaro, parla di «incostituzionalità e abuso di potere» e promette di dar battaglia attraverso qualunque mezzo istituzionale per impugnare il D.L. del 6 dicembre 2011, n.201, Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. Nel decreto Salva – Italia, all’Art. 26, troviamo, Prescrizione anticipata delle lire in circolazione: In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore e’ versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato. Il Governo Monti, « senza una adeguata campagna di informazione ha anticipato di circa due mesi la prescrizione della lira impedendo, volontariamente, a tantissimi contribuenti di convertire i loro risparmi in euro. Questa gente è ora disperata.» La prescrizione della lira era prevista per il prossimo 29 febbraio, e, stando alle telefonate giunte alla Federcontribuenti, nemmeno i funzionari di Bankitalia erano informati dell’anticipazione sulla data di prescrizione. Una signora anziana di Teramo, ha rischiato l’infarto quando il 7 dicembre scorso, telefonando a Bankitalia, si è sentita rispondere che i risparmi di una vita poteva darli al macero. Le persone in questa condizione sono tantissime e tante sono le imprese che rischiano il fallimento. «Un vero e proprio furto, impossibile chiamarlo in altro modo, considerato che il controvalore, parliamo di miliardi di euro, andranno all’Erario e non ai legittimi possessori della lira. Sono stati derubati». Il Governo non può schiaffeggiare così sfacciatamente i cittadini italiani, deve fare un doveroso passo indietro.

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Pedofilo, interrogato in carcere il 75enne nega tutto

Di redazione

Indagini difensive per scagionare dall’infamante accusa di violenza sessuale ai danni di una minore di anni dieci il Paolo Francesco Pasquini, il 75enne di Lanciano arrestato martedì dai carabinieri della locale compagnia comandata dal capitano Massimo Capobianco. Ieri mattina, interrogato in carcere dal gip Massimo Canosa nel corso dell’interrogatorio di Garanzia, l’anziano ha rigettato ogni accusa. Ma contro la sua versione dei fatti, ci sarebbero le dichiarazioni della bimba, figlia della sua ex convivente di Lanciano; dichiarazioni già cristallizzate in fonte di prova nel corso di un incidente probatorio voluto dalla procura frentana per evitare alla piccola, ulteriori traumi nel dover partecipare ad un eventuale processo. L’anziano sarebbe stato l’autore di una violenza sessuale reiterata con la complicità della madre della vittima. Almeno stando al racconto terrificante fatto agli inquirenti, la ragazzina avrebbe riferito che, chiedendo aiuto alla genitrice, si sarebbe sentita rispondere: “Lascialo fare”. Per questo, con l’accusa di favoreggiamento, la donna è stata anche arrestata e poi scarcerata quando la bimba era stata ormai affidata ad una struttura protetta. L’anziano, inoltre, deve anche rispondere di detenzione di materiale pedopornografico. Nella foto il procuratore capo Francesco Menditto il suo sostituto procuratore Rosaria Vecchi

10 dicembre 2011 0

Sapori al Palazzo di Fossacesia, il 10 e l’11 dicembre torna l’ottava edizione

Di redazione

Oltre 30 aziende coinvolte nella preparazione di piatti tradizionali e nell’allestimento degli spazi dedicati alla degustazione daranno vita il 10 e il 12 dicembre prossimi alla VIII° edizione di “Sapori a Palazzo”, la festa dell’olio, del vino e dei piatti tipici in programma a Fossacesia (Chieti). Si potranno degustare vino e olio nuovo, formaggi, salumi, miele e marmellate di agrumi della Costa dei Trabocchi, ma anche pietanze tipiche come “pizze e foje” e “cotiche e fajiul”, polenta con funghi, salsicce e pancetta alla brace, crespelle, castagne e bocconotti. L’evento enogastronomico si svolgerà come di consueto nelle cantine e negli androni dello storico palazzo Mayer e proseguirà e lungo le vie Romanelli, XIV Luglio fino all’antico frantoio Stante su via Sant’Egidio. I vicoli si animeranno del mercatino di Natale e delle botteghe artigiane. Anche quest’anno Fossacesia ospiterà per la seconda volta le delegazioni dei comuni gemellati di Cerchiara (Cosenza), Ostra Vetere (Ancona) e Uggiano La Chiesa (Lecce. I gruppi musicali che animeranno le due serate saranno “Lu Sole Allavate” e “Taraf de Gadjo” con musica Romanì dell’aria compresa tra Ungheria, Romania e Russia sabato 11 mentre “Terre del sud” domenica 12. L’ottava edizione di “Sapori a Palazzo” è promossa dall’amministrazione comunale di Fossacesia, dall’associazione Itaca in collaborazione con l’Arssa, la Coldiretti, la Cia, la Confcommercio e diverse associazioni locali.

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Autotrasporto: tre azioni per far fronte alla crisi. Le proposte della FIAP

Di redazione

“L’immagine plastica della crisi in cui si dibatte l’autotrasporto la danno quei 1700 euro necessari per riempire il serbatoio di un autoarticolato”. Lo scrive in una nota stampa Roberto Galanti Coordinatore Nazionale Organizzativo FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali). “Nessuno immaginava che si potesse arrivare a tanto e in così breve tempo. Quello che pensiamo della manovra varata dal Governo grazie alla quale si è registrata l’impennata dei costi deli carburanti e non solo, lo abbiamo già detto nei giorni scorsi e non ci ritorneremo sopra. Ma siamo convinti che, con la crisi che ha investito l’Italia e l’Europa, recriminare serva a poco; ora, semmai, è il momento di mettere in atto le giuste strategie per far fronte alla situazione che si è venuta a creare. La FIAP in questi ultimi tempi ha avuto molte occasioni di confronto con la categoria, il nostro è stato un giro d’orizzonte molto istruttivo per cercare di capire cosa pensa veramente la nostra base e anche una occasione preziosa di confronto grazie alla quale abbiamo maturato alcune idee su come affrontare questa vera e propria emergenza. La proposta – che porteremo anche negli organismi unitari – si articola sostanzialmente in tre azioni: 1. Siamo convinti che il momento sia estremamente favorevole per andare dai nostri committenti e chiedere loro una profonda revisione delle tariffe praticate. Poichè in molti, troppi casi la committenza non paga neppure i costi minimi di esercizio e di sicurezza per prima cosa dovremmo chiedere il rispetto della legge. Se fino ad oggi non abbiamo avuto l’ardire di chiedere ciò che ci spettava, magari per il timore di perdere il lavoro, ora è venuto il momento di abbandonare qualsiasi timidezza. Sul fondo del barile non c’è più nulla da raschiare, anzi forse non c’è più neppure il fondo. 2. Il fatto di chiedere ai nostri committenti il rispetto della legge sui costi minimi di esercizio e di sicurezza non ci da alcuna garanzia che questi poi ce li riconoscano. A fronte di un rifiuto l’unica azione possibile e legittima è quella di sospendere i servizi di trasporto. Non esiste legge, contratto o norma che possa imporci di effettuare servizi in perdita. Anche in presenza di contratto scritto è possibile a nostro avviso sospendere il trasporto e in ogni caso i nostri legali, su questo, sono a disposizione per esaminare caso per caso le diverse posizioni. In pratica si tratta di una sorta di “fermo tecnico” per sopravvenuta impossibilità di rispettare il contratto. D’altra parte pensare di scaricare il mancato rispetto da parte dei committenti della normativa sui costi minimi sulle casse dello Stato è eticamente ripugnante soprattutto in un momento come quello attuale in cui vengono chiesti sacrifici pesantissimi anche ai pensionati. Detta in altri termini possiamo anche pensare di dichiarare un fermo contro il Governo che ha alzato le accise sul gasolio ma rimedieremmo – al massimo – un protocollo d’intesa destinato a diventare carta straccia causa mancanza di fondi. A occhio e croce non ci sembra un gran affare. Molto meglio far cpagare il conto a chi utilizza i nostri servigi. 3. Al dott. Passera Ministro dei Trasporti e di altri cinque dicasteri, quando avrà la compiacenza di riceverci chiederemo la mensilizzazione dei rimborsi delle accise che oggi ci vengono pagate una volta all’anno. Se gli autotrasportatori devono fare da banca allo Stato vuol dire che siamo messi proprio male e comumque alle cifre a cui si è arrivati oggi non è più possibile proseguire su questa strada. Fra le altre cose (es. che fine hanno fatto i fondi INAIL) chiederemo al Ministro, anche se assistiamo ogni giorno che passa ad un pressing fortissimo da parte delle rappresentanze della committenza, di non provarci neppure a mettere mano alle norme sulla sicurezza a cominciare dai costi minimi e di esercizio. Non siamo disposti, su questo fronte, ad arretrare neanche di un millimetro, a costo- crisi o non crisi -di fermarci sul serio”.